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HYBRIDA
in collaborazione con LOUD!
presenta
JOHN
DUNCAN
(Phantom Broadcast)
a sound performance
SABATO
29 MAGGIO 2004 | ore 22
Centro Europeo di Arti e Comunicazioni Contemporanee "L. Ceschia"-
via Julia 11, Tarcento( UD)
“Phantom Broadcast” è il titolo
della performance sonora presentata da John Duncan, in cui il musicista,
collocato al centro dello spazio, investirà con una serie
di suoni gli spettatori, seduti in completa oscurità e con
lo sguardo rivolto alle pareti della sala.
“Phantom Broadcast”, trasmissione fantasma: non sappiamo
quale fosse la finalità reale della trasmissione radio intercettata
da Duncan il 18 aprile 2002 nel corso di un’unica registrazione
che ha dato vita a questo lavoro: ne rimangono le ombre, che assumono
l’aspetto di campane risonanti all’infinito a cui si
aggiungono riverberi e parvenze di cori che aleggiano nel vuoto.
A tratti sembra di ascoltare il fantasma di una composizione corale,
una costruzione complessa e preclusa ai nostri sensi, di cui ci
è dato di assaporare soltanto il riflesso che a turno si
assottiglia e acquista spessore, quasi respira. Colpisce la capacità
di Ducan di accumulare tensione ed energia senza passaggi drammatici
o risolutivi; potremmo leggere “Phantom Broadcast” come
paradossale estensione infinita di un solo momento di climax, perché
del climax ha in sé la forza e l’incisività,
pur snodandosi in una serie infinita di declinazioni e minime variazioni
tonali. L’utilizzo di suoni trouvé (il riferimento
al Surrealismo è dato dallo stesso Duncan, che paragona questo
lavoro al procedimento della scrittura automatica) sembra esortarci
ad esplorare ciò che ci passa accanto invece di ignorarlo
e con delicatezza estrema riesce a scoprire le pieghe di un suono
cangiante.
JOHN
DUNCAN bio:
Tra i pionieri della musica di ricerca più estrema, John
Duncan inizia a lavorare a Los Angeles nella seconda metà
degli anni Settanta nell’ambito della performance e della
body art; tra il 1976 e il 1979 conduce con Paul McCarthy il programma
radiofonico “Close Radio”. Trasferitosi in Giappone
sino al 1988, poi ad Amsterdam e successivamente in Italia, Duncan
ha realizzato numerosi progetti musicali ed installativi sempre
volti a verificare il limite della percezione, sorprendendo in continuazione
le aspettative dell'audience e lasciando sempre il dubbio che qualcosa
stia per cambiare, che qualche equilibrio stia per spezzarsi. I
concerti di Duncan si inseriscono all’interno di questo percorso
e si basano su fortissimi contrasti di ritmi e volumi, dando vita
ad un suono che riesce ad investire il corpo e l’ascolto con
un impatto profondo ed incisivo.
www.johnduncan.org
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