L’INSEGNAMENTO DELLA LINGUA STRANIERA NELLA SCUOLA ELEMENTARE FRANCESE.

di Pino Patroncini

"Chi va piano non va lontano!" con questa espressione italiana il giornalino dello Snuipp-Fsu, il principale sindacato della scuola elementare francese (quasi il 44% dei consensi alle ultime elezioni professionali), sintetizza la situazione dell’insegnamento della lingua straniera nella scuola elementare, come traspare da un documento preparatorio della corrispondente direzione ministeriale che fotografa la situazione nell’anno scolastico 2001-2002.

Come in Italia l’introduzione della seconda lingua non copre il totale del fabbisogno, anche se le percentuali possono apparire più alte che da noi: il 97,2% delle classi CM2 e CM1/CM2, corrispondenti alle nostre quinte, e il 90,5% delle classi CM1 e CE2/CM1, corrispondenti alle nostre quarte, hanno il corso di lingue. In totale il 94% delle classi del ciclo medio della scuola primaria francese beneficiano di questo insegnamento contro l’80% dello anno precedente e il 71% dei due anni precedenti. E la diffusione non è omogenea: 40 dipartimenti su un centinaio raggiungono il 100% delle classi e, al contrario, sei non arrivano a coprirne l’80%. Dalle cartine che lo Snuipp ha pubblicato la provincia sembra complessivamente sistemata meglio delle grandi città.

L’inglese è la lingua più insegnata col 76,4% dei casi, poi viene il tedesco col 18,6, ma con un calo del 4,4% rispetto al 1998-99. Lo spagnolo è offerto appena nel 2% dei casi, ma nel sud della Francia arriva al 10%.

La diffusione della lingua è perciò anche in Francia al di sotto dei livelli di aspettativa, cosa che ha determinato lo scorso anno la deroga dal processo di estensione dell’ insegnamento alla classi CE2, corrispondenti alle nostre terze, per perseguire più realisticamente la copertura totale del ciclo intermedio. Il raggiungimento dell’obiettivo però rimanda alla questione della formazione degli insegnanti, che, a detta del sindacato francese, procede troppo lentamente e senza piani dipartimentali di formazione continua in grado di produrre una generazione spontanea di insegnanti adeguatamente formati: se nel 2001 i maestri elementari in grado di farsi carico di una lingua straniera erano solo il 54,3% della categoria, nel 2002 sono saliti appena al 58,1%.