Michel Foucault

Michel Foucault, (1926 - 1984) è stato uno dei maggiori intellettuali francesi del dopoguerra. Egli ha legato il suo pensiero alla rivolta contro la cultura autoritaria negli anni '60 e '70. Storia della follia (1961) e Nascita della clinica (1963) sono opere in cui ricostruisce le origini della moderna clinica psichiatrica e medica sia sotto il profilo scientifico che teorico: la definizione di ciò che è dentro e di ciò che è fuori dalla norma serve per capire come una società definisce se stessa. Per questa via, in Sorvegliare e punire (1975) ha elaborato in modo originale i rapporti tra sapere e potere: la società s’organizza in un sistema di pratiche, procedure, strategie per assoggettare i corpi negli ospedali, nell’esercito, in prigione, nelle fabbriche, a scuola. Per Foucault il potere si presenta come qualcosa di disperso in tutta la società (Microfisica del potere, 1977) il che obbliga il pensiero ad indagare i dispositivi che l’uomo attiva per divenire capace di organizzare la propria esistenza e darle significato. È questo l’ultimo segmento della ricerca foucaultiana dispiegato nella trilogia La volontà di sapere. Storia della sessualità I (1976), L’uso dei piaceri. Storia della sessualità II (1984), La cura si sé. Storia della sessualità III (1984). da Da questa ricerca interrotta (al quarto volume Le confessioni della carne è rimasto incompiuto) emerge una differenza tra l’antico ed il moderno nel dispiegamento di giochi di verità attraverso i quali l’uomo si è riconosciuto come uomo di desiderio. Se nella cultura greca e latina i giochi di verità configurano una "estetica della esistenza", nel moderno tracciano una morale prescrittiva e sospettosa del desiderio. Ma, precisa Foucault, non è possibile pensare ad un rilancio della moralità greca, dall’interno delle relazioni di potere date, si deve esercitare la pratica del pensiero critico, dell’elaborazione di giochi di verità altri: le pratiche di libertà. In un’intervista del 1984 (in L’etica della cura di sé come pratica della libertà), Foucault dice che si sfugge "ad un dominio di verità, non giocando un gioco completamente estraneo al gioco della verità, ma giocando il gioco diversamente, o giocando un altro gioco, un’altra partita, altre mosse nel gioco di verità". E ciò vale per l’etica, come per la formazione, come per la politica.

 

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