Confessionalizzazione della scuola pubblica italiana

Dopo la nomina del cardinale Ersilio Tonini, un’altra tappa nell’opera di confessionalizzazione della scuola pubblica italiana: i docenti di religione cattolica selezionati dalle curie vescovili entreranno nei ruoli della Pubblica Istruzione

La ministra Moratti si appresta a presentare un disegno di legge per definire le delle future assunzioni dei docenti di religione cattolica nei ruoli della Pubblica Istruzione e per inserirne, nell’immediato, circa diecimila con almeno quattro anni di servizio. Se sarà approvato dal Parlamento

Tale impegno si configura come apertura di un canale privilegiato di reclutamento nella scuola pubblica, discriminante nei confronti degli altri candidati con titoli specifici per l’insegnamento delle diverse discipline.

Nel tempo, la diminuzione del numero degli studenti, che chiederanno di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica, e una politica di avvicendamento, decisa autonomamente dalle autorità ecclesiastiche, potrebbero aggravare la discriminazione. Ne risulterebbe, per di più, compromesso, in una prospettiva confessionale, insieme col principio della laicità dello stato, il pluralismo nella scuola pubblica sancito dalla Costituzione a garanzia del diritto dei giovani ad una formazione critica non ideologizzata.

Per la Scuola della Repubblica

Roma, 6 novembre 2001

Per la Scuola della Repubblica, via Venezian 3, 40121 Bologna, tel. 06.3337437, telefax 06.3723742, e-mail scuolarep@tin.it