TEST INVALSI: il punto di vista di un genitore

diAngelo Verpelli

Credo che sia arrivato il momento di valutare i prossimi test INVALSI, e quindi individuarne le reali finalità; prima di tutto il nome: INVALSI è l'acronimo di "Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema dell'Istruzione", che a sua volte trae origine da un altro progetto, datato ottobre 2001, con l'appellativo di VALIDI ovvero "Valutazione Interna d'Istituto scolastico o di microsistema".
Bene ora che conosco nome, cognome, paternità e data di nascita del progetto, decido di approfondire l'argomento e come in ogni indagine che si rispetti, prima ci si volge al passato per poi meglio comprenderne il movente; il tutto dal punto di vista del genitore che in questo progetto è: soggetto, oggetto ed ahimè contribuente, dato che tutto il sistema è finanziato con fondi pubblici.
Qual'è la finalità del progetto VALIDI? semplice, creare un database di tutto il sistema scolastico nazionale riferito a dati ricavati in base alle valutazioni della scuola, intesa come servizio territoriale, a livello di singolo istituto.
Riporto alcuni stralci del progetto per meglio comprenderne la dinamica iniziando dai livelli di intervento, ossia dove rilevare le valutazioni:

· il livello classe, in cui viene direttamente generato e proposto il servizio e che costituisce il momento di interfaccia con quelli che sono i fruitori diretti nell'ambito del "sistema cliente" della scuola (allievi, famiglie, sistema istituzionale, sistema socio-economico). Tale livello è interessato alla comprensione dei livelli di ingresso degli allievi, alle loro motivazioni all'apprendimento, alle dinamiche sociali in corso nella classe, alla verifica delle difficoltà ed ostacoli specifici, al controllo dell'apprendimento ed alle attese della famiglia;
· il livello scuola, teso alla comprensione sia dei vincoli e delle potenzialità del contesto organizzativo interno dell'Istituto sia delle attese del contesto esterno e dell'interazione con questo attraverso la programmazione delle attività di Istituto, che si concretizza nei diversi documenti prodotti come il POF, la Carta dei servizi, il Regolamento interno. L’Istituto scolastico costituisce infatti l'interlocutore degli attori del contesto istituzionale ed il tessuto organizzativo e di risorse necessario e condizionante l'efficace funzionalità della classe.



inoltre

Una particolare attenzione nell’ambito della valutazione delle prestazioni viene data alla valutazione dei costi, argomento che si colloca a cavallo tra l’analisi delle risorse e del processo.
L’analisi dei costi....tende a definire un primo sistema di riferimento per la rilevazione dei diversi modelli di gestione delle risorse finanziarie disponibili.
La metodologia utilizzata per l’analisi dei costi è quella di misurare le diverse attività con una unica unità di misura, in modo da rendere omogenei, quindi sommabili e confrontabili, tali interventi.
La logica dell’analisi dei costi è dunque vedere come si spendono le risorse, al fine di identificare strategie alternative di spesa capaci di influire maggiormente sugli obiettivi di output che l’istituto scolastico si è dato


Il documento del progetto Validi ha lo scopo di conoscere il rapporto costo/efficenza di ogni singolo istituto, anzi a dire il vero nelle tabelle è poi riportato il valore alla singola unità, cioè il costo per alunno.
Per poter arrivare alla determinazione del coefficente esistono vari strumenti, ma è chiaramente ribadito che la classe è la base di partenza per completare il percorso valutativo, e come si valuta la classe? ma con i test Invalsi, semplice no!
Se la lettura del documento Validi, benchè non condiviso, mi abbia anche dato degli interessanti spunti di riflessione, quella dei test Invalsi ha riacceso in me l'ancestrale antipatia nei confronti del burocrate.
Consiglio a tutti di leggerne alcuni passaggi, di questi ne riporto alcuni come esempio di somma imbecillità:

È fondamentale che le procedure descritte in questo manuale siano eseguite alla
lettera, per assicurare che la somministrazione delle prove sia uniforme in tutte le
scuole partecipanti all’indagine.
Già che ai nostri figli venga "somministrato" un test sa tanto di medicinale amaro, forse era meglio il verbo sottoporre, poi "eseguire alla lettera" mi ricorda tanto certe vecchie scritte visibili sui muri di alcune case degli anni trenta, ormai rarissime, sbiadite dal tempo, vergate con l’inchiostro nero.
Poi:
È permesso avvalersi del mediatore culturale per le prove di matematica e scienze.
Non è permesso al contrario per la prova di italiano.
Si avete capito bene, i test su discipline universali come la matematica e le scienze, che sono simmetriche in ogni paese del mondo, possono essere veicolati dal mediatore, mentre il povero Sharif, arrivato in Italia qualche mese fa, intelligente, che sa far di conto e conosce la scienza, deve districarsi da solo con la nostra poliedrica e difficilissima lingua italiana.

ATTENZIONE: È IMPORTANTE CHE IL SOMMINISTRATORE NON SIA
L’INSEGNANTE DELLA CLASSE DOVE SOMMINISTRA LE PROVE.
Accipicchia! Ma che pensate voialtri, che il test gli venga "somministrato" dai suoi insegnanti che cosi bene conoscono le dinamiche della classe, le singole competenze e deficit, che potrebbero far passare il test nei tempi strettissimi previsti, 20 minuti per le seconde e 30 per le quarte, senza timori?

Gli insegnanti in servizio nel giorno della somministrazione non possono rifiutarsi di
somministrare: la somministrazione fa parte dei normali compiti di insegnamento.
Sissignore signor comandante.

Il somministratore deve attenersi alle seguenti norme durante la somministrazione delle
prove:
· non rispondere a domande riguardanti il contenuto dei quesiti. Non fornire nessuna
informazione, risposta o indicazione specifica. La risposta migliore in questi casi è: "Mi
dispiace, non posso rispondere a nessuna domanda. Cerca di fare del tuo meglio";
Certo che il grado di apprezzamento del ministero nei confronti dei docenti ha toccato vette mai raggiunte…..

All’inizio della sessione di somministrazione è importante:

affermare che le informazioni che permettono di identificare ogni singolo studente non
verranno in alcun modo divulgate;
è importante che gli studenti non scrivano sui codici a barre presenti sotto ogni pagina del
fascicolo. Questi codici servono esclusivamente a identificare il numero di pagina per la
lettura ottica e non ad identificare lo studente.
Si consiglia di appuntare a matita il cognome e il nome dello studente sul fascicolo a
lui attribuito.

Ma come, prima dici che sei anonimo e poi scrivo sul fascicolo il tuo nome???
Qui cessa l‘ironia, qui tira aria di frode ed ora vi spiego il perché.
I dati raccolti con i test Invalsi serviranno ad identificare i vari istituti in base alla loro redditività, in termini di servizio reso, quindi qualità degli studenti al termine del loro percorso formativo, è probabile che in seguito si diversifichino le provviste finanziarie proprio in base al rapporto costo/qualità.
Poi perché il nome dello studente sul fascicolo? Mai sentito parlare di portfolio? cose c’è di meglio di un bel test sulle II e IV, classi oggetto della riforma come cita il ministero, così abbiamo già preparato il malloppone.
Perché i test Invalsi non sono oggetto di delibera da parte degli organi collegiali?
Perché è il dirigente che riceve i fascicoli e nomina il coordinatore, ma l’autonomia scolastica è forse dimenticata?

Non sono entrato nel merito tecnico dei test, non sono un docente ne tantomeno un burocrate, sicuramente è un altro bel passo avanti nell’implementazione della riforma Moratti, un altro bel passo indietro da parte dei docenti e dirigenti che poco o nulla hanno fatto per informarci bene sulla "somministrazione" dei test, se non fortemente sollecitati da noi genitori.
A proposito, attenzione perché a norma di legge dopo i test Invalsi mi aspetto, da bravo cittadino, il modulo per la soddisfazione sullo scuola, documento ufficiale del progetto Validi.