Il pacco della Moratti

Pino Patroncini

La campagna propagandistica del MIUR per la "riforma che non c’è" procede imperterrita: spot in Tv l’anno scorso, cartoni animati quest’anno, inserti ufficiali a pagamento su giornali a tiratura nazionale, inserti apocrifi su giornali amici ( del Presidente del Consiglio), inserti in joint.venture su giornalini per ragazzi . Ma non basta. Così può capitare che chi decide in un tranquillo week-end romano di dimenticare per un attimo le cure del mondo scolastico e di visitare una esposizione di fumetti capiti in un mega-stand dalle pareti verdi (come il prezzemolo, appunto!), di dimensioni pari a una decina di stand ordinari in cui i bambini vengono attirati ad armeggiare intorno a computer dai giochini accattivanti. Scene di normalità "espositiva", direte voi. E invece no! Perché lo stand in questione non è della Disney, della Marvel, di Bonelli o di non so chi altro. E’ del Ministero dell’istruzione dell’università e della ricerca, il quale non si limita ad attrarre i bimbi e, con loro, i genitori ma distribuisce a ciascuno una borsettina in plastica rigida e trasparente contenente:

 

Ma prima di avere in dono il pacco della Moratti il genitore deve compilare un questionario. Voi penserete: gli chiederanno se è d’accordo con l’anticipo delle iscrizioni nella scuola materna oppure no, se è d’accordo col ritorno al mestro unico …pardon! al tutor oppure no, se è d’accordo con la separazione tra licei e istruzione professionale oppure no.

No! Gli si chiede se sa che c’è l’anticipo, che c’è il tutor, che c’è l’inglese, l’informatica. Insomma se sa che c’è la "riforma", la quale è tanto poco riforma e tanto tanto sfascio che persino il Ministero ha dubbi che i cittadini se ne accorgano.

Il questionario serve a verificare non come la pensano i cittadini, ma se la propaganda ministeriale funziona oppure no. Insomma il MIUR oltre a provare a fargliela bere vuol sapere se il cittadino se la beve oppure no.

E io pago!