Il "pasticciaccio" ministeriale sull’anticipo

 

 

Franca Bonichi, Anna Whittle

 

La proposta ministeriale di "sperimentazione"

Come e` noto il disegno di legge (14-3-2002) prevede:

Il disegno di legge, come e` noto, non e` stato approvato da nessuno dei due rami del parlamento, ma alcune delle proposte in esso contenute sono divenute Bozza Decreto "Progetto nazionale di sperimentazione", 9 agosto 2002, sulle quali il CNPI esprimerà il previsto parere solo il 14 settembre. In questa bozza e` contenuta "la riforma" che potrà essere sperimentata solo da un numero limitato di scuole (2 circoli didattici per provincia, 1 scuola paritaria per ogni capoluogo di regione) a partire dal prossimo anno scolastico 2002-3. Della "riforma" fa parte: l’anticipo, il docente prevalente (minimo 18 ore, massimo 21) il portfolio delle competenze individuali. Alle "bozze" e` unita un’appendice che comprende le linee guida di nuovi programmi per la scuola dell’infanzia ed elementare.
 
Questo documento si sofferma soprattutto sulla proposta delle iscrizioni anticipate
La motivazione principale, esplicitamente addotta dal Ministero è quella di rispondere con soluzioni organizzative flessibili alle diverse esigenze formative dei bambini che all’interno delle nostre società complesse vivono in un ambiente assai più stimolante (anche rispetto ad un passato recente) e quindi hanno ritmi di sviluppo cognitivo sempre più rapidi e comunque molto diversificati.
Cosa non convince

- In tal modo finisce per essere ignorato l’ importante contributo della ricerca psicologica che ormai da tempo ha opportunamente considerato la dimensione multiforme dell’intelligenza umana e la sua stretta connessione con gli aspetti relazionali e sociali.

- Non sembra d’altra parte considerato neppure il più recente dibattito sulla nuova qualità` della professionalità richiesta dal processo di riorganizzazione del lavoro dal quale deriva una esplicita valorizzazione delle competenze( problem solving, capacita` relazionali, autocontrollo…) rispetto ad una specializzazione di conoscenze destinata comunque a rivelarsi anacronistica.

- Se il problema e` poi quello di rendere la scuola più aderente ad una domanda formativa diversificata come si concilia questa esigenza ed il conseguente "anticipo", con un’organizzazione scolastica che lascia immutato il rapporto età anagrafica-classe in tutte le altre situazioni?

 

Le motivazioni del Ministro pero` sembrano altre

Non è difficile leggere dietro queste intenzioni, l’idea di una scuola materna parcheggio, dove i bambini si annoiano in attesa di cominciare ad imparare sul serio in prima elementare. La tradizione della scuola materna italiana e gli Ordinamenti del 1991 sono invece la prova che è proprio in una fascia di età così delicata che è importante il lavoro di programmazione attenta delle attività. Del resto se si vuole ridurre l’età di uscita dei ragazzi dalla scuola superiore, bisogna intervenire con un reale progetto di riforma che intervenga sull’impianto generale del percorso scolastico.

La scuola che vogliamo

 

In sintesi se il problema e` quello di diversificare l’offerta formativa per renderla piu` idonea rispetto alle esigenze di una platea sempre più differenziata, altre proposte organizzative e didattiche apparirebbero più idonee:

sempre più differenziato.