La scuola pubblica

Elena Bein *

Il futuro della scuola italiana nella prospettiva interculturale ed interreligiosa

La scuola italiana è al centro di un grande dibattito pubblico, perché sta attraversando una stagione di grandi trasformazioni. Parlare di scuola significa anche connetterla ad un'ipotesi di quale scuola per quale società. E allora, lasciatemi fare un vero e proprio elogio della scuola pubblica, cioè di quella scuola di tutti e per tutti in cui circolano diverse idee in cui trovano espressione diversi punti di vista, credenze, modi di pensare. Mi sembra che la scuola pubblica sia quella che meglio di ogni altra sia in grado di rispondere alla grande sfida del nostro tempo che è la sfida del multiculturalismo, di come riuscire a realizzare la non facile convivenza civile tra le differenti identità culturali, etniche, religiose che sempre più caratterizzano la nostra società.

La scuola può rispondere a questa sfida innanzitutto diventando un luogo di autentica educazione interculturale, cioè di un apprendimento che abbia come centro proprio l'incontro-confronto tra le diverse tradizioni culturali e religiose. Anche religiose, certo, perché il confronto interculturale sarebbe certamente zoppo se non si intrecciasse con il dialogo interreligioso. Ciò per riuscire a capire il grande ruolo che da sempre la dimensione religiosa ha avuto nella storia e nella civiltà dei popoli. E allora ecco che attraverso questa pratica del confronto laico e paritario fra posizioni diverse, ciascuno impara a discutere e anche ad argomentare le proprie convinzioni.

Ma in questo modo la scuola non è più solo il luogo in cui la conoscenza reciproca si fa concreta, diventa qualcosa di più, una scommessa più alta: quella di diventare il primo spazio pubblico dove si costruisce la cittadinanza democratica.

Un'ultima considerazione : se è vero che questo confronto pubblico non può esistere senza il pluralismo, può esistere invece tristemente un pluralismo senza confronto e senza dialogo. E questo avverrebbe se al posto del pluralismo nella scuola di tutti passasse l'ipotesi che è presente nel dibattito attuale nel nostro paese, di un pluralismo delle scuole, ciascuna caratterizzata da una propria visione del mondo, da un proprio orientamento e quindi chiusa a difesa della propria identità specifica. Ma questo spezzettamento del sistema formativo, questo scenario così frammentato in spazi ― quasi ghetti culturali ― chiusi in se stessi, non mi sembra un'ipotesi proprio augurabile per il nostro paese, in cui semmai c'θ proprio bisogno di costruire la cultura della comune cittadinanza e della legalità democratica.

* Insegnante di Storia e filosofia a Legnano (MI), evangelica, membro della Commissione nazionale per l'educazione interculturale del Ministero della Pubblica Istruzione.

Sintesi dell'intervista, a cura della rubrica "Protestantesimo", andata in onda su RAIDUE domenica 28 ottobre 2001 alle 24, e in replica, lunedì 29 alle 24 e lunedì 5 novembre alle 9,30.