IL FINANZIAMENTO PER LE SCUOLE PRIVATE:

IL 10 LUGLIO DECIDE LA CORTE COSTITUZIONALE

Comitato Per la Scuola della Repubblica di Firenze

 

Il 10 luglio la Corte Costituzionale esaminerà il ricorso proposto dal Comitato Scuola e Costituzione di Bologna per l’illegittimità costituzionale della legge n. 52 del 1995 dell’Emilia Romagna (successivamente sostituita dalla L. R. n. 10/99); tale legge non solo ha previsto contributi alle scuole private, ma, creando, un precedente successivamente utilizzato da alcune regioni governate dalle destre, ha introdotto per la prima volta il cd "sistema integrato tra pubblico e privato". La stessa Regione Emilia Romagna, si è resa conto della gravità di tali "cedimenti" ed in questi giorni ha predisposto una modifica della successiva legge (L.R. n. 10/99) che aveva introdotto il principio del "buono scuola".

Purtroppo le leggi della Regione Emilia Romagna hanno svolto una funzione di "apripista" rispetto alle più gravi e, per certi aspetti, provocatorie leggi delle Regioni governate dalle destre; per questa ragione la ferma opposizione alle scelte di tali regioni ed alle farneticanti proposte di Bossi di regionalizzare la scuola, ci deve trovare tutti concordi nel sostegno dell’azione del Comitato Scuola e Costituzione di Bologna volte a contrastare ogni forma di finanziamento e di integrazione tra pubblico e privato.

Un provvedimento della Corte Costituzionale che dichiari l’illegittimità costituzionale del finanziamento alle scuole private, previsto dalla legge regionale dell’Emilia Romagna, porterebbe difatti all’implicita declaratoria di illegittimità di tutte le leggi regionali delle destre e bloccherebbe ogni velleità devoluzionistica di Bossi.

Firenze, 06/07/2001

Il Comitato di Firenze "Per la Scuola della Repubblica"

 

Il prossimo 10 luglio 2001 la Corte Costituzionale si pronuncerà sulla legittimità costituzionale della legge della Regione Emilia Romagna n.52/95, che introdusse il sistema integrato delle scuole materne pubbliche e private e i relativi finanziamenti diretti alle private.

Comitato bolognese Scuola e Costituzione

 

Il ricorso è stato presentato da: Comitato bolognese Scuola e Costituzione, Chiesa evangelica metodista, Chiesa cristiana avventista, Comunità ebraica di Bologna.
E' patrocinato dagli avv.ti: Massimo Luciani, Corrado Mauceri, Sergio Panunzio, Federico Sorrentino, Maria Virgilio,

I punti più significativi della ordinanza n. 1/2000 di remissione alla Corte del T.A.R. sono:
1) viene riconosciuto alla scuola materna "un ruolo formativo della personalità infantile ed educativo così come viene chiarito nelle premesse del Decreto M.P.I. del 3/9/91" e assunto dalla stessa Legge regionale 6/83, integrata dalla n.52/95; pertanto la scuola materna, come ogni altro ordine scolastico, si inserisce nel sistema di istruzione disegnato dagli art. 33 e 34 della Costituzione;
2) il compito di intervenire in materia di istruzione e di formazione "...nel disegno costituzionale esistente è di competenza dello Stato, cui spetta dettare le norme generali (art.33, c.1) sull'istruzione e non delle Regioni ( e men che meno dei Comuni) alle quali invece l'art.117, c.1, attribuisce, alla luce dei criteri dell'art.34, c. 3 e 4, il diverso compito di legiferare nella materia dell'assistenza scolastica...". Ora la Regione e i Comuni si sono arrogati la competenza di istituire il "sistema integrato a gestione mista pubblico-privato delle scuole dell'infanzia", che non è previsto né dalla Costituzione né da alcuna legge nazionale.
3) risulta violato "anche il principio sancito dall'art.33, c.3: Enti e privati hanno diritto ad istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato", cioè senza "oneri finanziari a carico del bilancio pubblico".
4) risulta violata anche "la stessa libertà di insegnamento sancita dall'art.33, c.1 della Costituzione. Ogni contribuzione pubblica ove rivolta direttamente al funzionamento e alla gestione della scuola contiene il rischio elevato di un'ingerenza sull'organizzazione della scuola stessa"
5) Si costringono tutte le scuole che volessero convenzionarsi a sottostare ad un accordo stipulato tramite protocolli di intesa fra la FISM, la Regione e i vari Comuni, privilegiando apertamente una associazione privata rispetto ad altre.
Il T.A.R. ha riconfermato l'ordinanza del 1997 e "dichiara rilevante e non manifestamente infondata,...., la questione di legittimità costituzionale della legge regionale.." Se la Corte, come noi auspichiamo, sarà d'accordo con il T.A.R., la legge sarà dichiarata incostituzionale. Di conseguenza saranno illegittime anche tutte le leggi regionali dello stesso tenore (Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli..) e sarà messa in discussione anche la Legge nazionale di parità (n.62/2000).

Il pronunciamento sarà importante non solo sul piano del principio, ma su quello economico.
Oggi infatti il cumulo di finanziamenti statali (legge 62/2000) regionali e comunali raggiunge i 1.500 miliardi, (60 miliardi nella sola Emilia Romagna), risorse che potrebbero essere investite a favore della scuola pubblica.

Comitato bolognese Scuola e Costituzione

scuola.costituzione@iperbole.bologna.it
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