COMITATO NAZIONALE SCUOLA E COSTITUZIONE

Il Comitato nazionale Scuola e Costituzione esprime viva preoccupazione per la costante e progressiva riduzione degli spazi di libertà di coscienza e di scelta che si registra nella scuola pubblica per quel che concerne le questioni relative all段nsegnamento facoltativo della religione cattolica e, in particolare, per tutti coloro che di tale insegnamento non richiedono di avvalersi.

La C.M.174 del 14 dicembre 2001 sulle iscrizioni per l誕nno scolastico 2002-2003 "richiama l誕ttenzione" sul fatto che "la scelta di avvalersi o meno dell段nsegnamento della Religione Cattolica ha effetto non solo per l段ntero anno scolastico cui si riferisce, ma anche per i successivi anni di corso, nei casi in cui sia prevista l段scrizione d置fficio, compresi quindi gli Istituti Comprensivi" e appare del tutto insufficiente la successiva precisazione "ferma restando la possibilità di modificare la scelta compiuta l誕nno precedente".

Il Ministro, infatti non trova né necessario né opportuno rivolgere un richiamo altrettanto vigoroso alla necessità che le scuole diano ogni anno agli allievi e ai genitori una informazione chiara e tempestiva sul fatto che la scelta non è affatto vincolante ma può essere modificata: in mancanza di questa informazione le parole della circolare appaiono volutamente fuorvianti e si collocano nella linea, purtroppo diffusa nella nostra scuola, di vanificare capziosamente diritti di libertà costituzionalmente tutelati.

Altrettanto preoccupante appare la sottolineatura sulla scelta che vale "per l段ntero anno di corso": il Ministro intende quindi obbligare gli allievi che eventualmente maturino fuori dei termini imposti dalle circolari ministeriali scelte di coscienza diverse da quella precedentemente espressa a frequentare, o a non frequentare, le lezioni di religione cattolica? Questa ipotesi sembra, oltre che inaccettabile sul piano etico e difficilmente sostenibile sul piano del diritto, francamente vessatoria: tanto più che non trova alcuna giustificazione organizzativa, dal momento che l段nsegnamento confessionale, facoltativo, è l置nico insegnamento garantito qualsiasi sia il numero degli allievi frequentanti, fosse anche uno solo.

Il Comitato nazionale Scuola e Costituzione, che aveva rivolto al Ministro la sollecitazione, tanto urgente quanto inutile, a garantire i diritti degli allievi che non si avvalgono dell段nsegnamento della religione cattolica sia per quel che riguarda la concreta libertà di scelta che per l誕ttuazione di quanto la legge prevede (libertà di non essere presenti a scuola, spazi e assistenza adeguati per libere attività o studio individuale, "attività alternative"), si augura che il Ministro ritrovi lo spirito "liberal" cui si richiama il Governo di cui fa parte per garantire a tutti gli allievi il concreto diritto alla libertà di coscienza. E si augura che l段niziativa del Provveditore di Bologna, di inviare ai Dirigenti scolastici una circolare della Curia quale informazione ufficiale sulle questioni connesse con l段nsegnamento della religione cattolica, sia da considerare un incidente, e non il segnale di cosa vorrà dire sussidiarietà e devolution per la scuola pubblica.

Roma,10 gennaio 2002

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

via Girolamo Cardano 135, 00146 Roma tel. 0763.710036 06.3337437- fax 06.3723742