Noi facciamo politica!

Lettera aperta alla Signora Ministro della Pubblica Istruzione

Gentile ministro noi, sottoscritti docenti dell'Istituzione scolastica "Margherita di Savoia" di Napoli , abbiamo deciso di autodenunciarci: siamo colpevoli di un reato tanto grave da meritare l'immediata segnalazione all'apposito numero telefonico istituito da un deputato della sua maggioranza e la conseguente punizione.

Noi facciamo politica a scuola.

Noi facciamo politica quando spieghiamo il De Officiis di Cicerone e come egli risolva il conflitto tra l'utile e l'onesto, identificando l'interesse privato con il bene della società di cui si fa parte.

Noi facciamo politica quando spieghiamo la teoria di Montesquieu sulla separazione dei poteri, teoria che è alla base di ogni stato democratico.

Noi facciamo politica quando parliamo dell'articolo 3 della Costituzione italiana e insegniamo ai nostri allievi che è compito dello Stato e quindi anche della scuola pubblica" rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale ,che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana".

Noi facciamo politica quando cerchiamo di far capire che qualsiasi termine assume valenze profondamente diverse a seconda del contesto o del periodo storico in cui viene usato e che la parola "libertà" significa in primo luogo libertà di pensiero. Noi facciamo politica quando insegniamo che sono le idee che cambiano il mondo, che comprare e leggere un libro è più importante di comprare un qualsiasi oggetto (anche il computer).

Noi facciamo politica affermando che l'essere umano può e deve avere gli strumenti per sottoporre a critica qualsiasi affermazione e che la parola "tolleranza" non indica acritica passività ma la capacità di lottare per le proprie idee rispettando nel contempo le idee altrui.

Lei ci darà atto che ciò che insegniamo è quanto di meglio ha sviluppato il pensiero umano nel corso dei secoli , ma siamo consapevoli che, in questo periodo, tali idee sono pericolosamente sovversive e possono essere considerate "faziose". Per tale ragione abbiamo deciso di autodenunciarci prima che qualche delatore ci additi al pubblico ludibrio.

Napoli, dicembre 2001