LA LUNGA ESTATE CALDA DEI SUPPLENTI

 

PINO PATRONCINI, Cgil scuola

 

Già la scorsa settimana avevamo dato la notizia che il Ministero aveva deciso di non procedere alle nomine in ruolo ma di passare subito alla fase del conferimento delle supplenze annuali e fino al termine delle attività didattiche. E’ naturale che ciò avvenga visto che i circa centomila posti vacanti, di cui hanno parlato tutti i giornali, vanno coperti. Naturalmente questo non esclude che nel corso dell’anno il ministro possa procedere alle nomine in ruolo, ma queste avranno vigore dal prossimo anno scolastico. Solo in seguito, in sede di ricostruzione di carriera, il periodo perso potrà essere recuperato dagli interessati, ma non senza qualche conseguenza sul conteggio delle anzianità.

 

Sta di fatto che quest’anno il ricorso al personale precario sarà più ampio dello scorso anno. E ciò aumenterà da un lato le aspettative e dall’altro le frustrazioni: personale precario vuol dire personale pagato meno dei colleghi di ruolo e assai poco rispettato nei suoi diritti. A cominciare proprio da quelli di nomina.

 

Infatti per il secondo anno consecutivo questo personale si trova ad essere convocato in una situazione di emergenza, con operazioni di convocazione reinventate in pochi giorni e strette, a causa dei provvedimenti ministeriali dello scorso anno, dentro tempi urgenti o, peggio ancora, spezzettate tra titolarità diverse, in un periodo dell’anno in cui molti aspiranti, come la maggior parte degli italiani, speravano solo di godersi in pace un periodo di ferie.

 

Secondo il decreto Moratti dello scorso anno, infatti, queste nomine sono gestite fino al 31 luglio dai Centri Servizi Amministrativi (gli ex provveditorati) e successivamente dai capi di istituto attingendo sempre dalla graduatoria permanente provinciale. Di qui l’urgenza di procedere subito se si vuole che i siano gli ex provveditorati a fare le operazioni con un certo ordine, altrimenti la palla passerà inevitabilmente ai capi di istituto i quali dovranno consorziarsi e coordinarsi per evitare che le operazioni di nomina si traducano in un fastidioso pestarsi i piedi reciproco alla ricerca del supplente col più alto punteggio in graduatoria. E’ sperabile per gli aspiranti che questa seconda fase dell’operazione, avvenga ai primi di settembre, al fine di evitare che dopo aver sacrificato gli ultimi giorni di luglio in una snervante attesa, ci si ritrovi a perdere anche agosto. Ma la tabella di marcia formalmente non esclude che le nomine possano ricominciare dal 12 agosto!

 

E non sono solo i tempi ad essere forcaioli: dal momento che si continua ad operare in situazioni di emergenza e di incertezza e che il decreto Moratti ha cambiato molte cose relativamente al funzionamento delle graduatorie, larghe parti dello stesso regolamento, a suo tempo scritto per queste operazioni, sono oggi inapplicabili. Tanto che il Ministero con una nota tecnica ha diramato istruzioni nuove ai suoi uffici periferici, le quali si configurano di fatto come un nuovo regolamento.

Queste disposizioni infatti reintroducono lo strumento della delega: è possibile delegare all'accettazione della proposta di nomina o una persona di propria fiducia o colui che sovrintende alle operazioni nomina, dandogli così una specie di liberatoria per una nomina di ufficio.

Viene reiterato il diritto alla rinuncia: la rinuncia alla supplenza annuale non avrà conseguenze, in particolare non comporterà il depennamento per l'anno successivo, in ragione anche del fatto che, sempre il decreto Moratti dello scorso anno , ha trasformato le graduatorie da poliennali in annuali.

E’ stato precisato inoltre che sarà possibile lasciare una nomina in un insegnamento già assunta per un'altra in un altro insegnamento solo nel caso che la seconda sia economicamente più vantaggiosa ( per esempio: una nomina annuale rispetto a una solo fino alla fine delle lezioni), non in altri casi ( per esempio: in ragione di migliori possibilità future o di un grado di scuola preferibile).

 

I sindacati avevano chiesto anche altre precisazioni e altri diritti per gli aspiranti, che invece non sono contemplati in questa nota tecnica. Ma, anche prescindendo da ciò, rimane comunque un grosso problema: la nota tecnica, per quanto pubblicata sul sito del Ministero, è rivolta ai funzionari ministeriali addetti ai lavori e ha un carattere operativo interno, certamente non pubblico. Al contrario, trattandosi di una pubblica assunzione, per quanto temporanea, lo scorrimento delle graduatorie permanenti costituisce un atto concorsuale, che però continua a configurarsi, per il secondo anno consecutivo, come un atto non corredato da un regolare bando che metta al corrente gli aspiranti delle regole. Esso dunque continua ad essere inadeguato in termini normativi e ai limiti della costituzionalità.