La riforma reale

La nostra indagine

A cura Di Paolo Chiappe

Abbiamo sottoposto a sessanta insegnanti, dirigenti ed esperti sette questioni (qui sotto in sintesi) a cui potevano rispondere secondo uno schema libero. Abbiamo ricevuto trentatre risposte

Le domande

Caratteristiche generali del Pof e della gestione della scuola.

Esiste veramente una dimensione locale, un rapporto con il territorio come fattore qualificante?

Si nota un cambiamento rispetto alla tendenza tipica negli anni Ottanta - Novanta di introdurre tutte le innovazioni come innovazioni aggiuntive?

Ci sono esempi di nuove identità culturali emergenti attraverso la progettualità diffusa?

Come si pone nella scuola client-oriented il compito di far passare forme di apprendimento di base, sistematiche, impegnative e non immediatamente utilitaristiche?

Che tipo di adesione viene dagli insegnanti?

Si stanno aprendo nuovi spazi per l’autoprogettazione dell’insegnamento?

Come cambia la composizione del lavoro di insegnamento?

Quali forme di lavoro atipico si stanno affiancando a quello contrattuale dentro gli stessi istituti (per esempio nei corsi di Istruzione e formazione tecnica superiore)?

 

Le risposte

Le persone che hanno risposto1 appartengono all’area dei nostri conoscenti, non possono essere ritenuti rappresentativi dell’intero mondo della scuola, ne è risultato però lo stesso un arco di orientamenti che va dall’opposizione assoluta all’adesione convinta alle trasformazioni di questi anni. Le risposte sembrano concentrarsi nell’area dei problematici con giudizio prevalentemente negativo ma articolato (10), e anche in quella di chi dà un giudizio articolato dell’autonomia in generale, ma abbastanza positivo sulla propria scuola (6).

La scuola italiana che viene fuori da questo piccolo campione è una scuola che è di qualità differenti distribuite a macchia di leopardo, ma che era così già prima dell’autonomia. L’autonomia è sentita dai nostri intervistati prevalentemente come imposta dall’alto, soprattutto in alcuni aspetti (figure obiettivo, stesura dei Pof e loro presentazione al pubblico). Organico funzionale moduli sono citati poco ma solo in senso positivo. Il mitico territorio non è sentito come una grande fonte di identità plurali, anzi si dice che c’è una certa "convergenza al centro" dei vari progetti. Le innovazioni continuano a essere più che altro aggiuntive ma riguardano ormai sempre di più aspetti che integrano il curricolo. La motivazione degli insegnanti nel presentare progetti è spesso opportunistica ma dove si innesca una effettiva didattica di laboratorio e di interdisciplinarità il mutamento qualitativo è enorme. Lo sviluppo di questa didattica di laboratorio urta contro tanti ostacoli, quali la logica di controllo che presiede ancora troppo alla didattica normale e l’uso di facciata dei Pof. Gli insegnanti che sembrano soffrire più contraddizioni e stress in questa fase sono quelli delle discipline di formazione generale. Il nuovo regolamento contabile in vigore da gennaio 2002 rischia di mettere una pietra finanziaria tombale su tutto ciò che non può presentarsi sotto forma di pacchetti extra, oltre ad aggirare e liquidare definitivamente la collegialità. Questa è una tendenza, forse quella principale, in un panorama che però non sembra destinato a semplificarsi rapidamente. Gli elementi culturali soggettivi, le differenze non tanto di territorio quanto di genere, di ordine di scuola, di indirizzo, di disciplina, sembrano presentare una resistenza profonda al riduzionismo.

 

NOTA

1. Hanno risposto alla nostra inchiesta:

Mariangela Ariotti, Liceo classico-linguistico, Torino, Guido Armellini, autore di libri di testo, Claudio Balducci, Istituto tecnico, Prato, Luciano Bartolini, Istituto tecnico, Bagno a Ripoli (Firenze), Lia Bazzanini, Istituto tecnico, Ferrara, Gian Piero Bernard, Istituto tecnico, Foggia, Domenico Poci Canciani, Istituto comprensivo, terraferma veneziana, Gian Carlo Cavinato, dirigente di Scuola elementare, Martellago (Venezia), Giancarlo Cerini, del Cidi dell’Emilia-Romagna, Domenico Chiesa, presidente nazionale del Cidi, Torino, Livio Cimarosti, Istituto tecnico, Poggibonsi, Siena, Luigi Cona, Scuola media, Palermo, Gigliola Corduas Ciummei, segretaria nazionale della FNISM, nucleo di supporto all’autonomia del provveditorato di Roma, Walter De Liva, Istituto tecnico, Udine (distaccato al provveditorato), Filomena De Luca, Istituto tecnico, Foggia, Valter Deon, dirigente di Istituto comprensivo, Santa Giustina Bellunese, Anna Maria Duranti e Aldo Meccariello, Liceo classico, Frascati, Maria Donata Glori, Scuola elementare , Foggia, Mario Lorenzo, Istituto comprensivo, Montegalda (Vicenza), Lena Luongo, Liceo scientifico, Castrovillari, Maria Grazia Maitilasso, Liceo pedagogico-linguistico, Foggia, Rodolfo Marchisio, Scuola media, Torino, Anna Paola Moretti, addetta amministrativa, Istituto comprensivo, Pesaro, Concetta Oliveri, Scuola media, Palermo, Pino Patroncini, ufficio nazionale della Cgil scuola, Claudia Petrucci, Liceo scientifico, Milano, Giuseppe Pizzo, dirigente di Liceo scientifico, Bagno a Ripoli (Firenze), Doria Polli, Liceo scientifico, Bagno a Ripoli (Firenze), Maria Grazia Ponzi, Istituto tecnico, Roma, Leonardo Rossi, Liceo scientifico, Cinisello Balsamo, Donatella Vultaggio, Istituto comprensivo, Palermo, Anna Whittle, Scuola elementare sperimentale, Firenze.

 

Il poffese

Glossario tratto dallo spoglio di alcune decine di Pof di tutti i gradi di scuola di tutto il territorio nazionale

 

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