Ma quanto siamo bonus

MONICA ANDREUCCI

E vvvaiii! Ce l’ha fatta, Lady M (Donna LetiziaMoratti, tutto attaccato), a foraggiare la P.I. (Pia Istruzione: qui casca l’asino). Sotto le mentite spoglie di ‘bonus’, le famiglie che iscrivono i pargoli alle scuole private – e trattandosi del suolo italico, la superstragrande maggioranza consta di istituti confessionali – godranno di un parziale ma significativo contributo per le rette. Rivoluzione galileiana nella cultura dell’educazione, e pure Civica visto che così si fa in barba perfino al dettato Costituzionale. Come dire che, coi trucchi finanziari cui ci sta abituando, il ragionier Tremonti sta proprio… facendo scuola, chiarissimo prof. di "Tecnologia dell’Intrallazzo" (contabile, ovviamente).

Tanto per non passar da polemici, vale la pena citare qualche riflessione dello stesso mondo cattolico su quello che a molti è parso il controsenso più mastodontico della faccenda. Alla lettera, quindi, dal corsivo di Giuseppe Savagnone, su Avvenire del 4 settembre: "Il problema (…) non può annidarsi nel principio a cui il decreto si ispira (…). Critico semmai è il contesto in cui esso viene a cadere. E che ha visto, per esempio, in quest’ultimo anno la scuola statale puntualmente sacrificata – a dispetto di tutte le promesse elettorali – dalle scelte finanziarie del governo. (…)

C’è da chiedersi inoltre se almeno in questa prima fase attuativa del provvedimento, e senza smentire la filosofia dello stesso (sic! N.d.R.), non risulti più apprezzabile introdurre un tetto al reddito per l’ottenimento del rimborso. (…)" Già, la questione concettualmente più assurda, dal punto di vista Cristiano, è l’erogazione ‘a pioggia’ di 90 milioni – novantamilioni!!! – di € in tre anni. Così, tanto per non cambiare la situazione attuale di grande sperequazione in merito alla opportunità formative offerte alle varie classi. Un provvedimento indiano, altroché: privilegi di casta a go-go… Come se Don Milani fosse esistito, avesse lottato e sofferto inutilmente.