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estratto dal libro:
CERESETO MONFERRATO
DALLE ORIGINI AL XXI SECOLO
di Mirko Carzino
Le origini di Cereseto
Il paese di Cereseto probabilmente è sorto tra il 500 e il 600 d.C.; le più antiche carte conservate presso l'Archivio Capitolare del Duomo di Asti citano che intorno l'anno 957, il Vescovo di Asti, Bruningo, fece una permuta di alcuni beni immobili situati a Cagliano, Serralunga e nella Valle Sabadina con Eldeprando di Cortecomaro, ottenendone in cambio altri beni situati sui territori di Cortecomaro (...quinto campo est a locus ubi dicitur seralonga lacente latus terra ursoni est per mensura iusta tabolas; centutn nonainta et duas...). (…)
In questi antichissimi documenti non risulta espressamente nominato il nostro paese, ma, considerata la distanza tra gli attuali comuni di Serralunga di Crea e Cereseto (che in quell'epoca s'ignora come potesse essere chiamato), si pensa che facesse parte della giurisdizione vescovile di Asti. Altre fonti invece smentiscono la veridicità di quanto detto sopra; pare infatti che la citata Serralunga non sia la nota Serralunga di Crea, bensì una località situata nei pressi di Calliano, nella vallata in direzione di Moncalvo. Dal 936, in Monferrato, vi erano alcuni accampamenti di Saraceni che furono dispersi da Aimone Adorno, Conte di Palazzo di Breme, e Arduino Marchese di Torino nell'anno 964; solamente due anni dopo Carlo Magno sconfisse i Longobardi e in Monferrato nacque la prima dinastia signorile: gli Aleramici (967) che diedero un notevole contributo alle varie Crociate. Il territorio denominato "Monferrato" viene menzionato per la prima volta in un diploma del Re d'Italia Berengario I, datato 23 giugno 909. (…)
Cereseto era quindi un piccolo feudo d'origini molto antiche. Il paese, sui documenti e sulle pergamene scritte a partire dall'anno 990 circa, è nominato come Cirisidum, Cerisido, Cirisito, Cirisido, Cerexeti, Cireseto ed infine Cereseto, probabilmente per le innumerevoli piante di ciliegio che prosperavano su tutte le colline circostanti e tra i vigneti (termine dialettale ciresa). Un'altra ipotesi, a proposito dell'attuale nome "Cereseto", è quella che la fitta toponomastica romana locale, avrebbe potuto influenzare attraverso la desinenza -etum, vale a dire collettivo. L'ipotesi potrebbe essere che in epoca romana i territori di Cereseto fossero governati da un certo Cerisius, derivato da Cerius, quindi Ceriusetum, ovvero "popolo governato da Cerisius".
Un'ultima possibilità potrebbe essere quella che il nome derivi dal francese Cerisè, Chèrisy, Cherizy.(…)
La nobile famiglia dei Graseverto
Probabilmente, a partire dal decennio antecedente l'anno mille, il paese era governato (dominus) dalla nobile famiglia dei Graseverto. (…) Nel maggio del 999, fu redatto un documento che risulta essere, probabilmente, la fonte più antica che cita il paese di Cereseto: un "diploma" di Ottone III nel quale vengono confermati i beni appartenenti alla Curia Vescovile della città di Vercelli; nel documento compaiono inoltre i nomi dei seguaci del Re Arduino d'Italia (Marchesato di Ivrea), tra i quali "Graseverto de Cirisido".(…) Cereseto fu quindi donato in perpetuo " ...ideo quod quia legibus perdiderunt legibus nostra sunt legibus sancto Eusebio omnia in perpetuum damnus ..." al Vescovo di Vercelli, Leone (998-1026), per i danni che aveva subito dai seguaci del Re. (…) Di preciso non si sa per quanto tempo Cereseto rimase a far parte della giurisdizione vescovile di Vercelli; molto probabilmente non per molto, tenuto conto della posizione geografica del paese e della rapida espansione dei territori appartenenti ai Marchesi del Monferrato. (…) Il piccolo paese intorno al 1150 apparteneva ancora alla Chiesa di Vercelli; da questo periodo in avanti comunque il Vescovo di Vercelli ebbe sempre meno potere nei confronti del paese e di altri paesi limitrofi a causa dell'espansione dei territori dell' Aleramico Guglielmo V. (…) In un atto del 17 Ottobre dell'anno 1152, su richiesta di Papa Eugenio, l'Imperatore Federico I confermò al Vescovo di Vercelli, Uguccione, tutte le donazioni di terreni e beni fatte dai suoi predecessori nei secoli antecedenti al 1100. Tra i possedimenti citati nel documento non compare espressamente il paese di Cereseto: vengono menzionati soltanto i territori. (…) |
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