Cicloturismo Reno nord 2005

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Cicloturismo reno nord 2005

Viaggio in Portogallo aprile 2005 resoconto

La bicicletta era un mezzo povero, in fase di declino a causa della motorizzazione intensiva degli ultimi 50 anni.
Oggi, viene riscoperta come passatempo ecologico e salutare, diventa sport a traumatico, competitivo al punto giusto e adeguato alle proprie possibilità.
E' praticabile anche in età avanzata dal momento che rimane in perfetta sintonia con la propria potenza personale
C'è modo e modo di "andare in bici" e se na inventano di nuovi.
Una passeggiata con la famiglia , cross attraverso terreni accidentati fra sassi e fango, come dei pazzi giù dalle colline, corse veloci come al giro d'Italia, c'è anche la possibilità di andare in giro per il mondo, carichi come dei muli, in piena autonomia e costi ridicoli, per osservare tutto ciò che l'auto anche la più confortevole rende impercettibile e con i mezzi consueti, e' impossibile sentire. Rumori, profumi, atmosfere.
Quest'ultima scelta si chiama cicloturismo. E' una forma di viaggio un poco faticosa, intelligente e del tutto naturalistica. Oltre alle iniziative dei singoli, stanno sorgendo molti club e si stanno sviluppando con rapidità. Sono nate riviste specializzate e organizzazioni di viaggio specifiche.

Il cicloturismo permette di visitare luoghi diversi con ritmi rallentati il ché consente di apprezzare i luoghi usufruendo delle sensazioni comuni ai viandanti antichi.
Il raid cicloturistico è leggermente più impegnativo, consiste nel fornirsi di tutto ciò che necessita alla sopravvivenza itinerante, abbandonando ovviamente gli agi consueti, saltare su una buona bicicletta e 

pedalare dai 100 ai 200 km al giorno, fermarsi dove meglio ci aggrada, raggiungere con relativa calma città o posti lontanissimi assaporando anche la bellezza del trasferimento.
Richiede allenamento buona dote ciclistica e spirito di avventura.
Quello che quasi tutti i ciclisti sportivi fanno abitualmente ma senza fardelli e girando in tondo e, dopo la doccia, dormire ogni sera comodamente nel proprio letto.
Nel raid consiste si persegue una meta lontana, dritti, dimenticando il letto di casa dormendo dove capita e con molto adattamento alle diverse situazioni.
Totale autonomia, contando su mezzi propri e sui servizi essenziali lungo l'itinerario.
Tabelle di marcia modificate di continuo in virtù della fatica e della piacevolezza dei luoghi attraversati, anche il clima incide da par suo.
Chi scrive ha parecchie esperienze di questo tipo e grazie al benvenuto pensionamento intende incrementare ulteriormente questa forma di vacanza salubre e appassionante.
E' come tuffarsi in una dimensione nuova, godersi una sensazione di libertà che 40 anni di continuo lavoro mi avevano fatto dimenticare, scoprire le enormi potenzialità ancora nascoste del proprio fisico. Stupirsi piacevolmente di se stessi, dare priorità alla mente sulle gambe.
 Per non tediare, mi soffermo brevemente sull'ultimo viaggio, aprile 2005. La scelta della bicicletta col il suo allestimento è un fattore molto importante da affrontare a tavolino durante la pianificazione e le esperienze personali precedenti sono il mezzo ideale al quale far riferimento.

  La scelta del materiale da trasportare deve essere essenziale, leggero e con nulla di casuale. Ogni chilogrammo in salita e col vento contrario pesa come un macigno e bisogna avere appresso tanto, tutto diventa utile.
Pochi soldi contanti ma col Bancomat, e si può partire.

Abito a San Pietro in casale e preferisco partire direttamente da casa, sempre solo. Questa volta però cambio, ormai la stupenda costa azzurra mi è nota. Mi voglio spingere più in là. Mi imbarco, passaggio ponte, sulla già sperimentata nave   Fantastic da Genova fino Barcellona . 18 ore di viaggio, un bella dormita e poi il piacevole relax della .brezza marina dei primi di aprile.
Mi sono trovato questa volta fra inattesi gruppi di studenti vacanzieri giustamente chiassosi e urlanti e il mio previsto passaggio ponte fatalmente insonne, è stato trasformato gratuitamente, e con mia sorpresa, in cabina doppia in compagnia di un motociclista ferrarese in partenza per la Mauritania. Cominciamo bene.
Sbarco a Barcellona nel primo pomeriggio e inizio il programma stabilito al centimetro.
1980 km sulla carta percorrendo tutta la costa spagnola del sud per arrivare a Gibilterra, fare una visita in terra d'Africa, in Marocco spagnolo, a Ceuta, quindi la punta di Tarifa, Siviglia, la frontiera portoghese poi su per i boschi dell'Algarve seguendo la costa atlantica fino a Lisbona
Tutto molto semplice, pianificato con meticolosità teutonica, ma come sempre accade, avvengono le fatali variazioni.
Già immediatamente nel pomeriggio la sorpresa di imbattermi nel primo monolito, memoria concreta del passaggio di Annibale, al quale avevo ispirato il mio viaggio, anche se al contrario ciò avvenuto appena dopo Barcellona , nei pressi di Tarragona. Foto ricordo rituale fattami da un camionista sardo emigrato in Spagna. L'attraversamento del delta dell'Ebro, una piccola Camarque, non previsto nel percorso, effettuato con un vento contrario incredibile che spazzava la piana acquitrinosa e che mi permetteva una velocità di punta di 15 km ora, con uno sforzo inenarrabile. Quella notte ho dormito in un campeggio tedesco trovato a tarda serata ma ancora ufficialmente chiuso. Ho cenato ricorrendo ai miei generi di conforto ciclotrasportati...Le docce gelide annullarono tutte le mie norme igieniche. Altre notti invece le ho trascorse in campeggi confortevolissimi talvolta attorniato da palme e banani dopo cene ottime a 7/8 euro. Ottimo ovunque il vino. Da raccontare l'avventura in un campeggio, rivelatosi poi nudista e trovato alle 21 di sera, allo stremo delle forze a El Portul, 20 km dopo Cartagena . Unico della zona e appena dopo aver scavalcato una collina alta 300 metri. Dopo le mie perplessità iniziali di medio tradizionalista borghese, ho appreso con sorpresa che i nudisti la sera, se fa freddo, si vestono più degli altri, qualche occhiata imbarazzante da olandesi stanziali e che mi suscitavano strani sospetti, ma nulla di più e ottima la cucina e la birra. Costo19 euro per una notte in tenda il più caro in assoluto. Ma si riparte..sempre.
La discesa mozzafiato e indimenticabile verso Isla Plana. La strada con salite interminabili e viste da cartolina da Carboneras a Almeira attraverso il Cabo de Gata con successiva deviazione in autostrada anche per le biciclette. Tutto normale...
L'atmosfera incredibile di paesaggi per noi anomali, inconsueti in Italia dove abitiamo in zone ad alta densità, attraversare territori quasi desertici, arabeggianti, che si possono gustare solo pedalando con calma e serenità. La felicità di trovare una fontana là dove meno te lo aspetti, immergersi a mezzo busto, un miraggio... Le mangiate di nespole, arance e limoni appena colti dalla pianta chieste e offerte volentieri dai proprietari dei terreni con l'avvertenza che era fine stagione ma per me squisiti, Capitare in una festa di cresima in un capannone agricolo chiedere di far rifornimento di acqua e essere invitati a mangiare al tavolo degli festeggiati.
Fuggire dai tanti branchi cani randagi. La prossima volta aggiungerò a portata di mano una pistola scacciacani. La sorpresa di chiedere il conto del campeggio e sentirsi rispondere che "uno che arriva dall'Italia in bicicletta ha già pagato abbastanza" . Comprare un cornetto gelato e sentirsi rifiutare il pagamento per ammirazione e solidarietà. Ho temuto di avere l'aspetto del barbone, mi sono poi guardato al primo specchio con preoccupazione non ero nemmeno così mal messo, anzi. Riflettendo ho concluso che per molti il ciclista che viaggia affardellato, deve essere un povero cristo privo di altri mezzi di locomozione o di disponibilità economiche, perbacco per molti non si può giustificare in altro modo tanta fatica...
Salto la descrizione del paesaggio deprimente e altamente cementizzato che da Malaga per 50 km scende verso Gibilterra, dove arrivo a tarda sera appena in tempo per l'ultimo traghetto che parte da Algeciras per Ceuta.
Un salto d'obbligo in terra d'Africa di fronte alla maestosità della rocca di Gibilterra, qui si mescola Marocco e Spagna lasciandomi la sensazione di vivere in un mondo irreale dall'accoglienza al cibo, indimenticabile la colazione del mattino ai bar del porto. Poi il giro totale dell'enclave con visita al museo della legione straniera El Tercio. Ho convenuto di scambiare la mia maglietta tecnica e sudaticcia con un ciclista del luogo. Era meno tecnica ma sudaticcia anche la sua. E' stata la tappa più breve 35 km, ma in terra d'Africa. Ritorno ad Algeciras e via scollinando verso sud inerpicandomi su fra una natura verdissima con un panorama sullo stretto che faticherò a scordare. L'emozione provocata alla visione di Tarifa, estrema punta sud dell'Europa dove si divide, anche visibilmente, l'oceano dal mare Mediterraneo. Paradiso dei surfisti lotta immane per i ciclisti con un vento oceanico traverso che rendeva problematica anche la stabilità e che alzava una sabbia finissima che mi ha obbligato a fermarmi per pulire la catena completamente impasticciata. Superata la spiaggia oceanica, i boschi, santi protettori dal vento teso. Poi via verso Cadice, alla ricerca della base di partenza di Annibale per la sua spedizione contro Roma. Qui ci sono arrivato già al buio e sotto la pioggia. Mi sono messo alla ricerca di pensioni o camere come forma di gratificazione a me stesso. Ho trovato alloggio, una camera doppia, con un turista tedesco incontrato in una reception, che girava la Spagna in autobus e che aveva il mio stesso problema di pernottamento. Ci siamo raccontati le reciproche avventure. La mattina successiva verso Siviglia dove ho dovuto sostituire le borse posteriori ex nere ora quasi viola, con le cuciture aperte macerate dall'acqua e bruciate dal sole.
Siviglia..., indimenticabile, visitata in bicicletta di domenica, durante la fiera di Aprile con decine di carrozze cariche di ragazze fantastiche in costume andaluso.
La Spagna mitizzata e simbolica
Nota stonata una scolaresca di liceali romani chiassosi e maleducati che, scambiatomi per spagnolo, hanno chiesto informazioni e ai quali ho suggerito un comportamento rispettoso a casa altrui. Mi sono vergognato per loro.
Una festa di colore impensabile, ma seppur a malincuore, bisogna ripartire. Pedalare necesse est.
Attraversato il ponte verso ovest inizia l'interminabile strada fino Huelva e alla frontiera portoghese, strade che sembravano infinite, con scarsa vegetazione, dritte a perdita d'occhio, attraversando piccoli e rari villaggi bianchi, bruciati dal sole cocente anche se era appena in aprile.
Ho trascorso la notte in un campeggio bellissimo in riva al mare, pulitissimo fra pini resinosi e molto profumati L'entrata in Portogallo il giorno successivo, da Ajamonte su un barcone di legno mi permise di evitare un altro percorso tipo autostradale.

L'entrata in Portogallo si nota immediatamente, qualcosa di diverso anche se simile. Questa percezione l'ho giustificata dal fatto che vivendo così addentro l'ambiente percorso in bicicletta scopri particolarità che nei miei viaggi con mezzi consueti non ho mai potuto notare. Hai tempo per riflettere. Per osservare.

I parchi costieri portoghesi sono di una bellezza unica, senza traffico, in mezzo a profumi di sottobosco quasi dimenticati alcuni, purtroppo con tracce visibili degli incendi estivi che qui si susseguono.
Al colmo di una salita lunghissima, già in Algarve in un villaggio isolato quattro casa a cavallo della strada, sento la musica di una fisarmonica , decido una sosta, osservo e scopro un gruppo di amici di mezza età che cantando beati rimpinguandosi lo stomaco di lumache arrostite raccolte da loro e innaffiate abbondantemente con un ottimo vino rosso.
Non sono di bocca buona, provo a sottrarmi ma non riesco a sfuggire, la fisarmonica mi è stata decantata in modo sublime, era di produzione italiana, le lumache no.
Ho pagato il conto raccontando il mio viaggio, per loro quasi incredibile, due ore bucoliche come non avevo mai vissuto e che non mi potrò più scordare. Il mio timore per le lumache, si cotte ma non sviscerate risultò poi infondato.
A suon di pedalate arrivo a Vila nova de milfontes, cittadina tipica portoghese del sud. dalle case bianche a bordi blu. Il tutto è molto caratteristico e da alla regione un chè di insolito. E' posta all'estuario di un fiume di scarsa portata ma le maree dell'atlantico, che qui sono poderose, spingono le acque all'interno per circa 20 km modificando profondamente, a ore fisse, i due paesaggi, uno spettacolo che da solo, per un italiano, vale tutto il viaggio
Le sarde oceaniche grigliate sono squisite anche se fuori periodo, mangiate in piccoli bar sulla costa tra Sines e Setubal... una lingua di sabbia piatta e ventosa, accecante che pare non finisca mai.
Arrivo a Lisbona con la fatica tipica dell'ultimo chilometro. In effetti mi sentivo stanchissimo ma non avevo avuto molto tempo per pensarci, ero orgoglioso per aver fatto qualcosa che ne valeva la pena.Ho avuto tutto il pomeriggio per gironzolare per le strade , mai piane, in attesa dell'orario di partenza dell'autobus serale per Barcellona. Le gambe erano bruciacchiate dal sole e dal vento, il viso abbronzato e smagrito e le labbra che non ricevevano nemmeno più i benefici del borocacao ma ero felice, una felicità infantile che mi ha contagiato e che mi fa progettare nuove avventure finché potrò....
Non mi soffermo su tutte le persone che, grazie al mio mezzo di locomozione ho avuto il piacere di incontrare, ciò fa parte della disponibilità dell'animo di ognuno. Oggi penso che per conoscere un paese straniero i mezzi consueti, aereo o auto siano non idonei, certo più veloci, ma privano della percezione del particolare

In sintesi:

Totale 2162 km in 17 giorni di pedale. 2 giorni di parziale riposo a Ceuta e Siviglia.
Rientro con i mezzi disponibili autobus fino a Barcellona e treni fino a Bologna .
La prossima primavera data prevista 18 aprile, riparto, questa volta in compagnia, almeno spero. Da San Pietro o Genova attraverso la Francia, costa azzurra poi a nord lungo canal du midì, Spagna del nord fino a Santiago de Compostela per poi seguire la costa e per finire in discesa sino a Lisbona.

Un ringraziamento alla tolleranza di mia moglie e dei miei figli