ARTIFICIALI & Co

 

 

 

 

 

 

 

Piccoli mammiferi coduncolati...

Testo, foto e video di Gianni Burani - Ago. 2007 - aggiornato Ott.2007

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Premessa

Ero in cantina davanti al morsetto, alle prese con fibre, piume e filo di montaggio, tutto intento a costruire "qualcosa" da collegare al terminale di una fiammante canna da mosca, ricevuta in regalo qualche giorno prima.  

In mattinata ero passato al negozio "H2O" di Modena e gli insegnamenti di Peter, bravo costruttore ed esperto pescatore, erano appena stati messi in pratica e si erano materializzati in alcuni oggetti che potevano ricordare dei piccoli topolini.

Quando mia moglie entrò in cantina e mi chiese cosa stavo costruendo, conoscendola, non me la sentii di dire <...topi !>. Per tutta risposta avrei certamente ricevuto un poco edificante "che schifo...". Risposi allora, ostentando disinvoltura e distacco: "dei...dei... dei piccoli mammiferi coduncolati...". Mi guardò stranita ma tanto bastò per salvare il mio orgoglio.  Da quel giorno, almeno in casa mia, continuai a chiamare con quel nomignolo tutte le creature realizzate con pelo di cervo ed una coda.

Di queste creature ne ho costruite di piccolissime, usate poco a dire  il vero e con con le quali ho in ogni caso catturato alcuni cavedani e delle più grandi, come quelle che presento. Queste ultime le ho utilizzate con buoni risultati, durante tutto l'anno, nella pesca del  black bass. Non escludo poi di costruirne ancora di piu' grandi, magari per la pesca del luccio.

Tanto gradimento da parte dei Black Bass mi ha convinto poi a tentare la costruzione di qualcosa di analogo ma adatto allo spinning. Lo vedrete nel seguito dello scritto. 

Costruzione

La costruzione è semplicissima, priva di qualsiasi difficoltà, vediamola. 

Fissiamo su un amo a gambo lungo del robusto filo di montaggio. Nell'esempio ho usato un amo del numero 6 a gambo lungo e del robusto filo di montaggio in naylon. E' importante che il filo sia molto robusto per resistere alla decisa trazione che eserciteremo nel momento in cui andremo a serrare  il pelo di cervo, per realizzare il corpo.

La coda

Realizziamo la coda utilizzando 2 o 3 piumette, lunghe circa 5-7cm, di collo di gallo o di marabou nero che fisseremo  a ridosso della curva dell'amo. Portiamo poi il filo di montaggio nella posizione che vedete nella foto sotto.

Il corpo

Tagliamo un abbondante ciuffo di pelo di cervo, spazzoliamolo per bene e tagliamo la coda e le punte cercando di non scendere sotto i  3- 4 cm di lunghezza. Portiamo il pelo di cervo sul gambo e facciamo  3 giri con il filo di montaggio ma senza serrare ovvero lasciamo lento il filo. Disponiamo con la mano il pelo uniformemente intorno al gambo dell'amo quindi incliniamolo leggermente. A questo punto stringiamo il filo di montaggio.

Come vedrete il ciuffo inizia a ruotare e a drizzarsi, disponendosi a sfera. Continuiamo a serrare fino a quando la rotazione si interrompe e si è formata una sfera uniforme.

Pieghiamo le fibre verso la curva dell'amo quindi portiamo il filo di montaggio verso l'occhiello. Fermiamoci quando siamo a metà tra occhiello e centro della prima sfera.

Ripetiamo il procedimento visto sopra e realizziamo una seconda sfera  leggermente piu' piccola, utilizzando meno fibre .

Il muso

Pieghiamo le fibre di pelo della seconda sfera verso la coda. A questo punto prendiamo una  piumetta morbida (gallo, anatra, fagiano o a piacere e disponibilità) per realizzare il muso. Fermiamola, ruotiamola  ed infine fissiamola sul gambo dell'amo. 

Continuiamo con qualche giro del filo di montaggio e terminiamo con il nodo di chiusura a ridosso dell'occhiello. Volendo possiamo tenere qualche fibra della piumetta al di la del nodo ad imitazione dei baffetti. Si tratta in realtà di un vezzo solo per i nostri occhi dato che nel momento in cui l'esca sarà bagnata, non ci sarà una sostanziale differenza estetica. Consolidiamo il nodo con una goccia di colla.

Con un paio di forbicine molto affilate o con una lametta da barba sagomiamo  il corpo tagliando il pelo in eccesso e diamo forma alla nostra creatura.

Per migliorare il realismo possiamo aggiungere due occhietti sul muso che fisseremo con una goccia di colla alle piume.

Variazioni

Possiamo naturalmente variare le dimensioni a piacere, adattandole al meglio alle nostre esigenze. lo schema costruttivo rimane lo stesso. 

Per aumentare le dimensioni, oltre ad usare dei ciuffi di pelo di cervo con piu' fibre, possiamo realizzare  3, 4 o anche 5 sfere.  Naturalmente poi possiamo variare i colori. Anche gli occhi possono essere messi o meno, onestamente in pesca non ho percepito sostanziali differenze di catture. Altre variazioni possibili riguardano la coda, utilizzando per esempio un pezzo di foam.  Attenzione però nelle variazioni, a non esagerare con la fantasia, il risultato potrebbe essere...inquietante :-) 

 

Utilizzo in pesca

Ho utilizzato le esche presentate, come detto, nella pesca del Black Bass con la canna da mosca, utilizzando una coda del nr.7 e un terminale in nylon  composto da filo 0.50-0.40-0.30 rispettivamente di 80cm-40cm-80cm. Da moschista fai ta te non so se questa sia "tecnicamente" la scelta migliore, io però cosi mi trovo sufficientemente bene.

Pescando a vista la tattica migliore consiste nel posare l'artificiale a 1/2 metro - 1 metro  dal bass, meglio se al margine del suo campo visivo, lasciando che il pesce faccia il resto.  

Se notiamo una certa diffidenza nel centrarchide, manifestata da un avvicinamento deciso a cui fa seguito  un rifiuto o un tentennamento, suggerisco di recuperare con decisione qualche cm di coda di topo, simulando una fuga disperata. Spesso il bass  attacca istintivamente la preda che fugge, specialmente se si trova in competizione con altri suoi simili.

L'utilizzo a galla ed in acqua libera, deve alternare lunghe pause a recuperi appena accennati. A ridosso delle formazioni di vegetazione il recupero puo' essere piu' aggressivo e cadenzato, a mo di popper. Se peschiamo dalla barca o dal ciambellone una buonissima tattica consiste nel lanciare l'esca sulla sponda facendola arrivare in acqua in maniera molto naturale. 

Se facciamo lavorare l'esca leggermente sotto il pelo dell'acqua il recupero deve essere  piu' regolare, veloce quanto basta per tenera l'esca a questa minima profondità. Alterniamo anche in questo caso delle pause piu' o meno lunghe. Di tanto in tanto lasciamo che il topino risalga naturalmente in superficie.

Ci dobbiamo attendere l' attacco in qualsiasi momento, iniziando proprio dal primissimo istante dopo l'arrivo in acqua, quindi massima attenzione sempre.. L'attacco puo' manifestarsi in vari modi,  spesso è deciso, specie se siamo a ridosso di ostacoli o di vegetazione acquatica, alle volte delicato, dato che il bass tende ad aspirare da sotto queste piccole ed inermi prede. Non sottovalutate mai queste abboccate subdole e delicate. Sembrano portate da piccoli bass, ma spesso sono gli esemplari piu' grossi che si comportano così.

 

Variazioni per la pesca a spinning

Per realizzare un esca lanciabile con la attrezzatura da spinning dobbiamo obbligatoriamente realizzare un'esca di peso maggiore. Fermo restando il corpo che rimane in pelo di cervo, per farlo possiamo utilizzare una coda siliconica oppure possiamo realizzare una testina in balsa piombata.  

Caratteristiche di un'esca da spinning con il corpo in pelo di cervo

Un corpo in pelo di cervo offre grande attrito all'aria e pertanto a parità di peso, l'esca puo' essere lanciata meno lontano. Ma in questo io vedo un aspetto positivo, specie se utilizzo queste esche dal ciambellone o da natante ossia in condizioni in cui non debbo necessariamente effettuare dei lanci lunghi. Infatti proprio per il grande attrito all'aria che offre il corpo in pelo di cervo, la posa in acqua è delicata e spesso , come noto, questo è un vantaggio.

Il corpo risulta estremamente morbido. Questo puo' essere di aiuto negli ambienti fortemente battuti dove il bass , sempre molto guardingo, aspira timidamente l'esca magari dopo essersi avvicinato furtivamente. Solitamente in queste condizioni dopo qualche millesimo di secondo il bass tende a riconoscere l'inganno e spesso a sputare l'esca. Con il corpo in morbido pelo di cervo abbiamo la fondata speranza che il bass impieghi qualche istante di piu' a riconoscere l'inganno, quanto basta a noi per  ferrare in maniera vincente.

Infine , grazie all'aria inglobata nel corpo, quando si recupera l'esca in superficie, si generano delle fitte scie di bollicine d'aria. Non credo sia un male ne posso affermare con certezza assoluta che queste bollicine hanno un potere catturante, semplicemente  ci sono ed a me piacciono.

Vediamo due soluzioni utilizzabili a spinning.

Creatura in pelo di cervo con la coda in silicone

Muso e corpo sono realizzati come visto precedentemente mentre per la coda  useremo un grub a coda singola o doppia, oppure uno skirted grub o un hula grub su cui andreamo a  tagliare il gonnellino di testa e se necessario, parte del corpo.

Montiamo il corpo ed il muso su un  grosso amo  off set del n° 4/0 o  maggiore o su un amo a gambo lungo di dimensioni equivalenti. Lasciamo  libero lo stelo dell'amo nella parte terminale quanto basta per consentire l'innesco del grub. 

Possiamo realizzare un corpo molto piccolo, una sorta di testone per il grub. In questo modo l'esca da ferma assume un assetto molto naturale con la testa alta e la coda bassa.

Ma  possiamo anche realizzare un corpo molto grande e voluminoso. In questo caso l'esca risulta particolarmente galleggiante e leggera visto che useremo pochissimo silicone, praticamente solo le code del grub. Per questo motivo per migliorare assetto e lanciabilità suggerisco di completare questa soluzione con un Modena rig.

Popper in pelo di cervo, coda piumata e testa in balsa

Coda e corpo saranno simili all'esca da mosca vista precedentemente mentre per il muso  useremo della balsa che andremo a piombare quanto basta per avere sia il giusto assetto che un peso "lanciabile".

Per fare i popper della foto ho realizzato una piccola armatura su cui ho inserito un pezzo di balsa che ho agomato, piombato, stuccato, colorato, e verniciato con il protettivo. Il procedimento base è il solito che potere vedere qui.

Quando il protettivo è asciutto si monta la coda e quindi il corpo arrivando con il pelo a ridosso della testina di balsa.

Questi artificiali  sono stati realizzati per essere utilizzati in un ambiente abbastanza pulito.   L'amo come vedete, è stato montato con la punta rivolta verso il basso, riprendendo la fisionomia delle esche da mosca. Nulla vieta di realizzarli con la punta rivolta verso l'alto, anche se dovremo mettere in preventivo qualche ferrata in piu' a vuoto.

L'utilizzo in pesca è quello classico del popper cercando di sfruttare il piu' possibile le prerogative proprie di quest'esca, iniziando proprio dalla delicata posa in acqua.

Per l'utilizzo in ambienti con  vegetazione acquatica raccomando ovviamente di proteggere l'amo con un sistema antialga.

 

Conclusioni

La pesca a mosca, che ho recentemente riscoperto dopo molti anni, mi sta regalando delle piacevoli e gratificanti giornate di pesca. Spero in futuro di dedicarvi un tempo sempre maggiore, ed anche se per il momento mi considero un moschista acerbo, alle "seconde"  prime  armi, le catture e le belle sorprese non sono mancate.

Come non rilevare poi che molte tecniche costruttive per la realizzazione di esche  per la  pesca a mosca  hanno  delle possibili e valide applicazioni anche per la costruzione di esche per la pesca a spinning. E' un patrimonio di risorse e di esperienze immenso  a cui possiamo e dobbiamo ispirarci per migliorare e variare continuamente  il nostro arsenale dedicato al black bass e non solo. 

Non mi rimane che salutarvi e come sempre augurarvi  una buona p...ermanenza :-) sul nostro sito

Gianni Burani 

 

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