ARTIFICIALI & Co

 

 

 

 

 

 

Athos , Porthos , Aramis
Swim baits top water 

Soluzioni costruttive degli snodi, 
per nervosi
snodati in balsa

Testo e foto di Gianni Burani - Apr. 2007 

Premessa

Le dimensioni generose di queste swim bait,  tradiscono grandi ambizioni, ma piu' delle stesse dimensioni è nel nuoto e nel movimento che ho cercato di creare quelle caratteristiche di novità e particolarità, che potrebbero ingannare i pesci piu' maliziosi

Si tratta infatti di snodati che hanno un movimento molto  frenetico, intenso e concitato. Fino ad una certa velocità di recupero l'esca rimane in superficie , aumentando la velocità, l'esca affonda leggermente rimanendo a pochi cm sotto il pelo dell'acqua

I luoghi ideali per utilizzare queste swim sono quei bacini  anche profondi diversi metri, in cui le formazioni di vegetazione acquatica arrivano a lambire, senza raggiungerla, la superficie dell'acqua. Il passato inverno estremamente mite, ha favorito, in molti bacini della mia zona, esattamente queste formazioni acquatiche, per questo motivo l'inverno mite del 2006-2007, posso dire che è il principale responsabile della nascita di queste swim.

Per ottenere un artificiale con le caratteristiche di nuoto dette, ho pensato alla balsa  in modo da ottenere  un movimento molto nervoso , dotato di pochissima inerzia.

Certamente la balsa non è l'essenza piu' adatta per la costruzione di grosse swim bait, ne sono ben consapevole. La poca resistenza della balsa non offre alcuna garanzia di tenuta degli snodi se costruiti con occhielli o con perni.  

Ho superato questo scoglio costruttivo ricorrendo come vedremo all'ausilio di una armatura continua al posto dei classici snodi con viti ad occhiello o perni. Una scelta obbligata alla fin fine.

Inoltre, per evitare quelle fastidiose oscillazioni del tronco, tipiche degli snodati in balsa con una armatura continua, ho aggiunto su ogni snodo due occhielli indipendenti, che non hanno incombenze di natura strutturale ma che vincolano unicamente queste  oscillazioni. Per risolvere i problemi realizzativi del fissaggio e stuccatura dell'armatura nel corpo, ho poi proceduto alla costruzione, come vedrete dalle immagini, per gradi, iniziando e terminando progressivamente le varie sezioni dell'esca.

Costruzione

Ho realizzato 3 artificiali che per comodità di esposizione ho chiamato Athos, Porthos , Aramis... , come i famosi tre moschettieri. Il motivo del perchè però non ve lo dico.

Sono tutte swim bait analoghe per azione ed ambizione, con leggere variazioni sul tema. Innanzi tutto Aramis è con due sezioni mentre le altre due sono a 3 sezioni. La piu' nervosa di tutte è Porthos la meno Aramis. Vedremo una di seguito all'altra  la costruzione di tutte e tre partendo da Athos, seguirà Porthos ed a finire Aramis. Per eventuali dettagli sui procedimenti costruttivi, rimando ai numerosi articoli presenti su questo sito. Di seguito infatti tratterò la costruzione in maniera spedita ed essenziale e correderò con molte immagini, dando per scontato che il lettore abbia già una minima conoscenza delle pratiche di autocostruzione. In caso contrario su questo sito troverete tutte le procedure necessarie

 

Athos 

Sagomata la forma della swim, con un seghetto a lama rigida si esegue il taglio ventrale in cui collocheremo la armatura continua. In questa Swim bait l'armatura rimane molto bassa rispetto all'asse mezzano del corpo. Come vedremo poi con Portos, il movimento non cambia significativamente se deciderete di tenere l'armatura piu' alta e centrata. Vi è tuttavia un grande vantaggio operativo nel tenere l'armatura cosi bassa. Infatti riusciremo a ruotare le varie sezioni tra di loro riuscendo a raggiungere gran parte della superficie degli snodi e questo è molto utile durante le fasi di stuccatura e rifinitura  di quest'area.

Dopo avere tagliato i 3 settori eseguendo un taglio a V con il vertice a circa 120°, scaviamo nel primo e nel secondo settore le sedi per ospitare i pesi. 

Nella zona degli snodi anteriori del secondo e del terzo settore, in corrispondenza dell'uscita dell'anellino della armatura , creiamo la piccola svasatura .  

Utilizzando del filo inox da 1,2mm sagomiamo l'armatura che sarà composta di tre settori. L'armatura per il primo settore avrà tutti gli anelli chiusi mentre quella per gli altri due settori per il momento avrà l'anello anteriore aperto.

Inseriamo temporaneamente l'armatura in sede e controlliamo che sia perfettamente allineata. 

Prendiamo la prima sezione della swim con la sua porzione di armatura in sede, inseriamo anche il pesostucchiamo con stucco bicomponente, lisciamo, rifiniamo la superficie e passiamo nella cementite.

Prendiamo la seconda sezione della armatura,la  inseriamo nell'anellino di coda della prima sezione e chiudiamo l'anello. Inseriamo questa sezione di armatura nella seconda sezione della swim, inseriamo il peso stucchiamo, rifiniamo.

Immergiamo poi  solo questa seconda sezione nella cementite.

Eseguiamo ora l'operazione precedente anche per la terza sezione.

A questo punto,se necessario e se non lo abbiamo fatto prima, rifiniamo l'intera superficie con carta fine in modo da lisciare la cementite .

Prendiamo ora gli snodi indipendenti che andranno a vincolare le torsioni della swim bait.

Infiliamo i gambi degli snodi indipendenti nella morbida balsa, cosi da creare la loro sede e calibriamo la presa dell'uno sull'altro. Mettiamo qualche goccia di attak sul gambo dello snodo ed inseriamolo nella sede precedentemente fatta. Eseguiamo questa operazione dapprima con lo snodo chiuso e solo successivamente con quello aperto. Per quello aperto procediamo in questo modo. Inseriamo parzialmente il gambo nella balsa, fino a quando non sia possibile agganciarsi all'occhiello opposto quindi spingiamo e mandiamo in sede in maniera definitiva. 

Rifiniamo se necessario gli ultimi difetti superficiali e procediamo alla verniciatura. Per queste swim ho usato  colori acrilici  in bombolette spray ed ho rifinito le sfumature e le striature con aerografo. Le  mascherature delle striature sono state eseguite con brandelli di carta adesiva da carrozziere in modo tale da lasciare i bordi irregolari. Gli occhi sono commerciali.

Passiamo quindi alla impermeabilizzazione.

No non mi sono dimenticato della paletta!. Spesso vi sono swim che nuotano perfettamente senza paletta , altre volte è sufficiente una piccola deriva o una codina altre volte è indispensabile una paletta. Dipende da tanti fattori e la mia esperienza con questi artificiali, limitata ad oggi a poche unità, non mi consente di riuscire a prevedere con precisione come si muoverà quella forma. Ecco perchè ho realizzato l'artificiale nudo lasciando alla fine, dopo il collaudo, la decisione su derive, palette o quant' altro. Se intendete replicare questo identico artificiale potete prevedere la sede della paletta ed il suo inserimento già nel grezzo. Se al contrario non partite da un progetto preciso vi suggerisco di fare lo stesso. Quindi in questo caso come nel caso  di Porthos sono arrivato a decidere alla fine che in effetti una  paletta avrebbe stretto ulteriormente il nuoto, come da obbiettivo iniziale. Per Aramis, realizzato dopo, la paletta è stata prevista da subito.  

Con un mini-elettro-utensile ed una fresina molto piccola ho realizzato la sede ho incollato con attak ed alla fine , utilizzando uno stecchino, ho impermeabilizzato e sigillato i bordi con resina epossidica. 

 

Porthos

Porthos come costruzione è identico ad Aramis.  Non ripeterò pertanto tutti i passaggi . Le differenze tra le due esche, come si vede dallo schema sono nelle dimensioni, nel fatto che Portos è a sezione piu' rotonda e nella armatura che rimane come detto centrata.

 

Aramis

Aramis è in due sezioni e questo facilita leggermente la costruzione. Ho già detto delle particolarità del nuoto di questa soluzione rispetto alle altre. Per quanto riguarda la costruzione è analoga ai precedenti.

 

Questo è tutto, nell'augurarvi grandi soddisfazioni e buona p...ermanenza su questo sito, vi ricordo che per qualsiasi domanda su questo o sugli altri miei articoli presenti sul sito, mi trovate alla mail riportata in home page. 

Gianni Burani 

 

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