ARTIFICIALI & Co

 

 

 

 

 

"Autocostruzione" 

 La Carteggiatura del LEGNO 

Testo e foto di Loris Ferrari - Gennaio 2006

 

A B C della carteggiatura:

Sento l'esigenza di scrivere su un argomento all'apparenza tanto banale e scontato perché spesso vedo sui forum o mi presentano lavori terminati, ovvero  artificiali già verniciati e completi di split ring, ami ed ancorette, dove però si vedono evidenti carenze di lavorazione a monte che purtroppo pregiudicano pesantemente qualsiasi pur bella colorazione .

Sto parlando di lavori che prima di essere terminati, non hanno tenuto conto delle più elementari nozioni di sgrossatura e carteggiatura del legno sottostante.

Credo che uno scritto su questo argomento interessi potenzialmente tutta una serie di persone che vorrebbero cimentarsi nella costruzione di qualche minnows, popper o altro, ma non hanno lo stimolo giusto per iniziare perché sono consapevoli di essere completamente digiuni delle più elementari nozioni base di lavorazione del legno.

Questo articolo è rivolto principalmente a loro, anche se potrebbe riservare qualche gradita sorpresa anche in coloro che già lavorano il legno da tempo, poiché descrive i "trucchi e gli accorgimenti" adottati dal sottoscritto in oltre quindici anni di costruzione di esche ed imparati negli anni da amici ed artigiani che lavorano nelle falegnamerie.

Quale legno scegliere?

Possiamo imparare a lavorare qualsiasi tipo di legno, a condizione che sia ben stagionato, ovvero completamente asciutto e stabile.

Il legname appena tagliato non va assolutamente bene perché ancora ricco di acqua al proprio interno ed assolutamente instabile. Deve ancora subire un lungo processo di stagionatura in un luogo ben ventilato ed asciutto in modo da perdere peso, diventando duro e compatto. Il legno è un materiale vivo, man mano che passano gli anni perde umidità e diventa sempre più asciutto. Durante questo lungo processo che può durare anni, nella struttura delle sue fibre, avvengono parecchie trasformazioni.

Se impiegassimo legname verde, noteremmo che l'artificiale magari anche ben verniciato e rifinito, da lì a poco tempo inizierebbe a subire trasformazioni anche notevoli, deformandosi vistosamente e magari iniziando a solcarsi di grosse e profonde crepe che rovinerebbero la verniciatura e l'intera esca, vanificando irrimediabilmente il nostro lavoro.

Il legname da scegliere è sicuramente quello ben stagionato, indipendentemente dal tipo di essenza.

Con quale legno partire?

Per iniziare consiglio assolutamente la balsa, perché è un legno talmente tenero che si lavora indubbiamente meglio e ci permetterà di capire bene le modalità di una corretta carteggiatura.

Ne esistono in commercio di tre tipi che si identificano visivamente dal colore:

1) a pasta quasi bianca - il tipo più morbido

2) a pasta rosa chiara - il tipo a durezza media

3) a pasta bruna - il tipo più duro

Per le nostre esche l'ideale è quella più scura e dura

Visto che le differenze di tonalità a volte sono difficilmente avvertibili, può essere un sistema quello di provare a piantare un'unghia dentro al materiale per scegliere alla fine quello che ci sembra più consistente.

Sarà il materiale ideale per partire e poi per usare anche successivamente nelle esche galleggianti dedicate a trote e cavedani.

Per completare a livello generale il discorso possiamo dire che per costruire invece esche ad effetto suspending o affondanti sarà meglio orientarsi verso legnami con maggior peso specifico e conseguente maggiore durezza perché da un lato ci garantiranno meglio contro i denti e gli urti sul fondo e dall'altra necessiteranno di minore piombatura per raggiungere le profondità volute.

Dopo il tirocinio, tutto va bene!

Via via che diventeremo più pratici e disinvolti nell'uso delle carte abrasive e degli attrezzi, potremo cimentarci anche nella lavorazione di legni a maggior peso specifico e maggiore durezza, in modo da riuscire a costruire esche destinate anche alla pesca in mare o ai grossi predatori di acqua dolce, magari muniti di denti aguzzi ed acuminati.

In ogni negozio di bricolage esiste un reparto dove poter acquistare legname stagionato in listelli a sezione quadrata, rettangolare o tonda; se invece avete la fortuna di conoscere un artigiano  falegname, sicuramente vi farà dono di tutta una serie di listelli di legno stagionato, di varie essenze, ricavati dai suoi scarti di lavorazione. 

I listelli di legno sezione rettangolare sono perfetti per costruire i minnows ed i crank bait, mentre quelli a sezione rotonda sono l'ideale per costruire anguilline snodate, propbait o popper

Gli scarti di parquet di legno, avanzati dalla posa dei pavimenti, sono poi adatti per costruire i Jerk perché sono di legno molto duro e tenace.

Pezzetti da dieci o quindici centimetri, per il falegname di nessun valore e buoni solamente per buttarli nella stufa, per noi rivestono una notevole importanza riuscendo a diventare ottimi minnows o parte di artificiali snodati in due o più parti.

Tenete poi presente che ci sono legni talmente duri, come ad esempio quelli impiegati per costruire i grossi artificiali rivolti ai pesci marini d'oltreoceano che necessitano l'utilizzo di elettro utensili come le levigatrici a nastro o a disco e particolari attrezzi professionali come i torni da legno, per poterli lavorare senza impazzire nelle fasi di sgrossatura e rifinitura degli stessi.

In questo articolo affronteremo come eseguire una corretta sgrossatura e carteggiatura manuale, indispensabile per affrontare legni dalla balsa al faggio, con la conoscenza delle varie carte vetrate ed abrasive e degli arnesi adatti per sgrossare, terminando poi con le finiture utilizzando il trapano da modellismo con i suoi mille accessori. 

Quale attrezzi acquistare?

Se dopo aver reperito il legno adatto, vogliamo partire con il piede giusto, dovremo acquistare alcuni utensili in ferramenta per iniziare a sgrossare i nostri listelli, vi consiglio di acquistarvi pian piano:

A) Una piccola pialla, è un attrezzo che si usa di rado, ma può essere comodo quando si deve assottigliare in modo uniforme una superficie lignea. 

Quando la utilizzate, vista la pericolosità della sua lama, ricordatevi di tenere ben stretto il pezzo di legno in morsa, magari dopo averne protetto le ganasce con un paio di angolari di alluminio (o di plastica) a superficie liscia, in modo da non far penetrare i denti della morsa nella superficie del legno. Le mani vanno entrambe poste sopra l'attrezzo per essere certi di tenerle lontane dalla lama sottostante.

B) Un Cutter, dovreste già averlo in casa perché è utile in un sacco di occasioni. Per la sgrossatura del legno non è il massimo perché soprattutto affrontando i legni più duri si rischia di spezzare le taglienti ma fragili lame. Lo si impiega principalmente per incisioni sottili e di piccola e media profondità e quando si ha bisogno di piccoli tagli netti. 

Per la pericolosità della sua affilatissima lama è sempre consigliabile utilizzarlo tenendo il pezzo di legno vicino al nostro corpo e portando la lama verso l'esterno, in modo che anche se  questa sfuggisse dal pezzo in velocità non potrebbe mai ferirci.

C) Una serie di scalpelli da legno; sono quelli impiegati dagli scultori e dagli intagliatori del legno, si impiegano abbastanza spesso, soprattutto per abbozzare branchie o scolpire artificiali complessi come le cavallette. 

Diventano poi di grossa utilità per allargare le fessure dotto la pancia dei nostri artificiali, per poter poi inserire in alcune zone anche piombi o rattler sonori.

Gli scalpelli sono particolarmente appuntiti e taglienti, anche con questi attrezzi è doverosa la massima concentrazione e prudenza nell'utilizzo, ricordando sempre di utilizzarli in modo da allontanarci dal nostro corpo.

D) Un trincetto da calzolaio; è utilissimo in un sacco di operazioni e molto meno pericoloso del cutter per sgrossare inizialmente il legno. Forse perché mio nonno paterno era davvero un calzolaio, lo considero assolutamente comodo e pratico

Sento di altri costruttori che utilizzano un coltello o una roncola affilata, ma non mi trovano d'accordo; il trincetto è il primo attrezzo che solitamente impiego per togliere a piccole fette il legno in eccedenza dal nostro pezzo iniziale, fino ad abbozzare sommariamente la forma dell'artificiale (ad. es. un pesciolino), prima di passare all'uso della lima grossa da legno. 

E' molto affilato va perciò utilizzato con le stesse precauzioni e modalità del cutter. Trattandosi di un attrezzo nato per il cuoio e la gomma, impiegandolo con legni duri, tende a perdere il taglio; vi consiglio pertanto di acquistare l'apposita pietra per l'affilatura che fra l'altro ci servirà anche per dare nuova penetrazione alle punte dei nostri ami e delle nostre ancorette.

E) Lime da legno: c'è chi impiega sul pezzo di legno direttamente queste, saltando coltelli e trincetto per sagomare grossolanamente il nostro pesce finto. Io dopo aver segnato con un pennarello la superficie del legno, preferisco usare prima una lama, perché mi sembra di rispettare meglio i contorni, ma sicuramente sono scelte individuali che ovviamente vanno lasciate alla libertà di ognuno.

 F) Lime varie da modellismo; vanno acquistate perché sono di grande utilità nella sgrossatura successiva del legno. 

Vengono vendute in varie forme (rettangolari, a punta, triangolari, tonde...) per permettere l'asportazione del legno anche su superfici particolarmente piccole o lavorate.

G) Paglietta metallica fine: serve sia per l'ultima finitura del legno nudo, sia per graffiare leggermente la verniciatura fra una mano e l'altra in modo da renderla più aggrappante con la precedente, vernice o fondo che sia. 

Ci sono poi in commercio anche spugnette in materiale abrasivo, vendute a metro, che servono allo stesso scopo; servono soprattutto per i metalli perché non lasciando residui ferrosi evitano il formarsi di piccole ma antiestetiche macchie di ruggine.

H) Un pacchetto di vecchie lamette da barba; è un sistema usato dai liutai per asportare piccolissime parti di legno ed ottenere favolose lisciature delle superfici, prima di dare i loro impregnanti e le loro vernici trasparenti. 

Anche questo piccolo attrezzo potremo non impiegarlo in tantissimi artificiali ma ricordatevi che maggiore sarà la cura nel lisciare il nostro legno e maggiore sarà il risultato che avrà la nostra verniciatura... a buon intenditor.

I) Un compressore ad aria, munito di pistola: non è ovviamente obbligatorio, essendo un attrezzo costoso si può rimandare in un secondo tempo, ma è molto comodo per soffiare le piccole parti di legno dai nostri pezzi terminati, prima di passare alle fasi di verniciatura. I

n questo modo saremo certi di togliere anche le più piccole parti di segatura dal nostro legno, aprendo i pori ed agevolando l'aggrappaggio della vernice di fondo. Serve poi per mille altre cose, dalla pulitura del nostro angolo laboratorio all'accumulo di aria per far funzionare l'aerografo... rimanendo alla pesca, può gonfiare il belly boat ed in casa serve poi per tantissimi altri usi.

Carta VETRATA e Carta ABRASIVA:

Dopo aver dato forma approssimata alla nostra esca, con la pialla, il trincetto e le lime, ci occorre un qualcosa che termini l'opera, fino a portarci il legno al giusto grado di lisciatura prima delle fasi di trattamento e verniciatura del legno.

Dovremo pertanto acquistare obbligatoriamente in ferramenta sia della carta vetrata che abrasiva. 

Cosa sono? Non sono altro che speciali cartoncini, tele od altri materiali flessibili, con incollati nella parte superiore tutta una serie di granuli e cristalli abrasivi. 

Ne esistono di numerose gradazioni o grane; per gradazione si intende la ruvidità della carta.

Convenzionalmente sono contraddistinte sul retro da una numerazione, più questa è piccola e più la ruvidità è accentuata; le numerazioni fino a 100 contraddistinguono le carte VETRATE, mentre quelle superiori, dal 120 ed oltre, vengono chiamate carte ABRASIVE

Nella tabella sottostante l'elenco delle principali carte vetrate ed abrasive che possiamo trovare in commercio

CARTA VETRATA

40-60-80-100

 

CARTA ABRASIVA

120-150-180-220-240-280-320-400-500-600-800-1000-1200-1500-2000-2500

Non abbiamo certo bisogno di acquistare tutte queste numerazioni, per il nostro tipo di "bricolage" potrete iniziare con qualche foglio di carta vetrata da 80 e poi passare all'abrasiva da 120, 150 e 220.  

Per partire queste numerazioni bastano ed avanzano.

Personalmente non ne ho mai acquistata oltre l'800 che utilizzo ovviamente per ultima e solamente in lavori che mi premono particolarmente come i master di nuove esche per fare gli stampi con la gomma siliconica.

La perfetta lisciatura di un artificiale è UNA COSA SOGGETTIVA, stiamo parlando di costruirci nostre esche, saremo solamente noi i giudici ultimi che decideranno quando un pezzo di legno è pronto per le fasi di lavorazione successiva. 

Non esiste una regola uguale per tutti, dipende dalle aspettative individuali e dall'occhi critico di ognuno. 

Certo che se alla fine verniciamo l'esca a pennello è perfettamente inutile lisciare fino a far diventare uno specchio la superficie del legno, perché tanto poi si vedranno ugualmente i segni lasciati dalle setole. 

Al contrario usando solamente carte a grana grossa, potremo giocare sul fatto che sia gli smalti impiegati per la decorazione che il trasparente finale hanno la proprietà di autolivellarsi e rendere comunque liscia la superficie dell'esca.

Se invece intendiamo verniciare i nostri artificiali con bombolette spray oppure con l'aiuto dell'aerografo, allora il supporto di legno potrà essere molto più liscio per non far intravedere segni a lavoro finito. 

Potremo allora in questi casi, acquistare anche carte abrasive fino al 400 ed oltre.

Le carte vetrate si impiegano rigorosamente a secco, mentre ci sono tipi di carte abrasive che si possono impiegare anche ad umido, come quelle dei carrozzieri, ma servono unicamente per lisciare le superfici metalliche e plastiche, come ad esempio le palette in policarbonato dei minnows.

Pratici blocchetti di legno:

Può essere anche comodo acquistare pezzi di carta vetrata in rotolo alti 12 centimetri, fissandoli con una puntatrice sopra parallelepipedi di legno ad es. di un paio di centimetri di spessore, larghi 5 o 6, si ottengono dei supporti molto comodi da maneggiare per rifinire agevolmente i nostri lavori.

Tenendola bloccata dai punti metallici la carta non ci scivolerà dalle mani e la nostra presa sarà sempre salda ed efficace.

Una volta graffati sul supporto di legno risulta poi utile scrivere con un pennarello la numerazione della carta in modo da non avere dubbi durante l'utilizzo.

Si utilizzano solitamente impugnandoli saldamente in mano ed usandoli nella parte più sottile, ovvero quella larga due centimetri, anche se è possibile pure impiegarli nelle lavorazioni ad angolo retto e dalla parte più larga, nel caso della lisciatura di grossi artificiali, come i Jerkbait.

Utilizzo la carta vetrata ed abrasiva su questi supporti, ovvero nella prima parte della carteggiatura, quella che conclude il ciclo di sgrossatura iniziata dalle lame e dalle lime.

La seconda parte, se occorre, la eseguo attraverso l'impiego del trapano elettrico da modellismo ed i suoi mille piccoli accessori che riescono ad andare con precisione anche nei punti più difficili e scomodi.

La terza  parte (se serve), la effettuo con le carte abrasive che vanno dal 240 all'800, impiegandole rigorosamente a mano, piegando su se stessi piccoli pezzetti di carta ed usandole lungo la curvatura e le rotondità dell'artificiale stesso, in modo da ottenere una lisciatura uniforme in ogni parte della nostra esca.

Ora si può passare su tutta la superficie lignea la paglietta metallica fine per terminare la lisciatura.

Il compressore toglierà la segatura e si potrà verificare il nostro lavoro mettendolo sotto ad una luce da tavolo.

Io trovo molto comodo il modello che possiede anche la grossa lente di ingrandimento

Eventuali piccole imperfezioni si possono poi togliere passando delicatamente la lametta da barba

L'ultimo "trucco" degli ebanisti:

L'ultimo trucco che voglio svelarvi è quello usato dagli ebanisti, prima della verniciatura, ovvero quello della spugnatura del pezzo di legno con acqua tiepida. 

A noi può servirci quando ci occorre una superficie più liscia possibile e senza imperfezioni perché dobbiamo impiegare il nostro pezzo come master per creare uno stampo di gomma siliconica e riprodurre magari in serie una nuova esca.

Anche se apparentemente reso liscio dalla fase di carteggiatura, il nostro pezzo di legno stagionato in realtà è composto di filamenti che sono estremamente sensibili all'umidità. 

Ci basterà passare alcune volte con la spugna inumidita in acqua tiepida sulla superficie del legno per farne aprire i pori e far apparire tutta una serie di "peli" sulla sua superficie.

Con la bagnatura, i bordi dei pori e le fibrille del legno si alzano, formando sul corpo dell'artificiale una specie di peluria che si dovrà eliminare con carta abrasiva finissima (io utilizzo la numero 800).

Se questa peluria non venisse tolta, potrebbe compromettere l'eventuale verniciatura successiva, sollevandosi per l'umidità dei componenti, prima dell'essiccazione della stessa e rimanendo sollevata poi per sempre, rendendo meno liscia la superficie del nostro master.

Iniziamo a carteggiare, LE REGOLE:

Nel carteggiare inizieremo con la numerazione più bassa (ad es. l'80), in grado cioè di asportare una maggiore quantità di legno, per andare via via aumentando nella numerazione fino a terminare la nostra lisciatura.

Esistono però un paio di regole da seguire, la prima è quella che se non vogliamo che i segni fra una carta e l'altra restino sul supporto ed è quella che utilizzando le carte abrasive dal 120 al 600 non si facciano salti superiori a 100

Sono proprio il range di gradazioni che usiamo abitualmente per i nostri lavori, perciò vediamo di mentalizzare questa semplice regola e farla nostra.

In pratica se stiamo usando  la gr. 120 poi dovremo passare con la successiva alla 150, alla 180 o al massimo alla 220, perché se passassimo in questo esempio direttamente alla 240 od oltre, non riusciremmo a togliere tutti i graffi lasciati dalla carta precedente.

L'altra regola aurea della carteggiatura è quella di usarla seguendo le venature del legno in modo da non provocare striature difficilmente eliminabili, poiché andremmo ad agire in zone di legno anche di diversa durezza.

Non accontentiamoci mai di una finitura grossolana e sommaria, ricordiamoci che meglio finiremo il nostro pezzo di legno e meno dovremo stuccare le imperfezioni e più bella risulterà la nostra esca finita.

Due minuti in più dedicati alla fase di carteggiatura fine, si tradurranno poi in un'esca molto più bella e che ci accompagnerà magari a pesca per lungo tempo.

La verniciatura, poi come già ho detto, risulterà molto più liscia e brillante facendo risaltare al massimo i colori.

Concludo dicendo che l'esca visivamente bella aumenta la fiducia del pescatore nel suo utilizzo e cattura notevolmente di più di una brutta a cui non diamo alcun affidamento e che impieghiamo svogliatamente.

Il minitrapano ed i suoi mille accessori:

Per migliorare le rifiniture, soprattutto in presenza di branchie o forme inusuali, molto utili (ma non obbligatori), si rivelano i piccoli trapani impiegati nel modellismo. Sono utensili leggeri, pratici, ideali per piccoli lavori dove occorra precisione e maneggevolezza.

Esistono poi centinaia di microutensili ideati per essere inseriti in questi trapani, in grado di aiutarci per qualsiasi tipo di lavoro oltre la classica foratura; si va dal taglio alla levigatura, all'incisione alla foratura... sono piccoli e grandi accessori, anche costosi e non sempre facilmente reperibili. 

Ne consiglio l'uso solamente per lo stretto necessario, non avrebbe senso ad esempio eseguire tutta l'operazione di sgrossamento e carteggiatura con un minitrapano, perché alla lunga risulterebbe molto più dispendioso rispetto all'impiego di comuni lime ed economiche carte vetrate ed abrasive che abbiamo visto qui sopra.

Il più celebre di questi trapani è sicuramente il Dremel, per la sua possibilità di abbinarlo ad una vastissima gamma di accessori, ci permette davvero di aiutarci in tantissime operazioni. 

Uno degli accessori sicuramente più interessanti per noi costruttori del catalogo è la fresa numero 932. Me la segnalò alcuni anni or sono il grande costruttore ed amico Moreno Bartoli e serve per fare occhi tridimensionali molto veritieri a popper e grossi minnows . Lo vedete nella foto sottostante, a destra in basso, in un gruppo di tre esemplari, un originale e due mole simili.

Le piccole frese servono poi ad allargare rapidamente in alcune zone i tagli sottopancia di inserimento delle armature e riuscire ad inserire anche piombi e rattler sonori.

Sfatiamo però un mito, ovvero che il mini trapano faccia tutto ed in fretta. 

Non è assolutamente vero, anzi se usato malamente e senza utilizzare gli accessori giusti rischia di fare danni notevoli alla superficie del nostro pezzo di legno. 

E' pur sempre un attrezzo elettrico che viaggia a notevole velocità, è un attimo segnare od asportare più materiale di quel che occorre. 

Va usato con delicatezza e concentrazione; prima di utilizzare l'accessorio che ci sembra adatto è sempre meglio usarlo in prova su un pezzo di legno qualsiasi per vedere se il risultato che si ottiene è in linea con le nostre aspettative.

Una volta che ci abbiamo fatto la mano, è però indispensabile per fare velocemente e bene i lavori di rifinitura principali.

La nostra insostituibile mano:

Ma nulla è paragonabile alla sensibilità ed alla delicatezza della nostra mano guidata ovviamente dal nostro cervello.

Ci basterà piegare un pezzetto di carta abrasiva in due e guardare con una luce radente il nostro pezzo. 

Appena individuiamo al tatto o con lo sguardo anche una sola piccola imperfezione, magari proprio causata dall'impiego improprio di un utensile che ci ha preso la mano... niente paura, in un attimo, facendo andare avanti e indietro il nostro umile pezzetto di carta abrasiva, riusciremo ad ottenere la superficie liscia che vogliamo. 

La mano consente di dosare la forza e la pressione sul pezzo punto per punto

La carta abrasiva stretta fra le dita che viene avvolta sul pezzo seguendone fedelmente i contorni, permette in pochi secondi la perfetta lisciatura dell'intera zona.

Ovviamente la manualità va appresa ed allenata attraverso il giusto periodo di tirocinio, ma credo che sia questo un passaggio indispensabile di ogni costruttore che voglia definirsi tale e non voglia rimanere allo stesso stato di novizio.


Nella foto cinque sagome semilavorate in legno di abete ed un paio di listelli di legno

Concludo qui l'argomento carteggiatura, pur consapevole che le cose da dire potrebbero ancora essere tante, spero comunque di avervi dato gli spunti giusti per indirizzare al meglio i vostri prossimi acquisti ed iniziare a dar vita, come novelli geppetti, i vostri amati pezzi di legno.

Se avete bisogno di ulteriori ragguagli e precisazioni, non esitate a scrivermi all'indirizzo e-mail che trovate in Home Page del sito, sarà un piacere  scambiare con voi pareri sull'argomento.

Buona p... ermanenza sul sito!

Loris Ferrari

 

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