ARTIFICIALI & Co

 

 

 

 

 

 

il “Fai da Te” - costruiamo

 le Cavallette artificiali

 

Testo di Loris Ferrari (12/00, ultimo aggiornamento 08/04)

Premessa :

La cavalletta finta è a mio parere uno degli artificiali più efficaci nella pesca al Cavedano, alla Trota ed al Persico Trota, soprattutto nei luoghi super affollati dai pescatori a spinning.  

 Una cavalletta cade in acqua; da millenni rappresenta un cibo abituale dei pesci, poiché gli insetti saltano inavvertitamente in acqua da sempre. Se siete convinti di questo, o già conoscete la tremenda efficacia di quest’esca naturale, siete sicuramente sulla buona strada per provare a costruirla. 

 

La natura è però meravigliosamente bella e tremendamente difficile da imitare decentemente, le vere cavallette ed i grilli sono talmente ricchi di particolari e di colorazioni che sono davvero impossibili da riprodurre. 

 

 

 

La fortuna di noi pescatori però è quella che il pesce non è assolutamente diffidente verso quelle esche, anche finte, di cui non possiede esperienze negative. Qualsiasi cosa che cada in acqua viene assaggiata giocoforza con la bocca, prima di essere ritenuta non commestibile o pericolosa per la propria incolumità. 

 

Ecco spiegato perché anche le cavallette grossolane che noi costruiamo vengono fragorosamente attaccate dai pinnuti, soprattutto se impiegate in corrente e soprattutto in presenza di branchi di pesce, in costante bagarre alimentare fra di loro.

 

Finché avremo la fortuna di impiegarle in pochissimi lanciatori sarà sempre una piacevole sarabanda di abboccate e di catture a ripetizione, che si attenueranno solamente dopo aver messo in allarme i pesci con i continui recuperi e rilasci nella stessa zona. 

 

Ci basterà a questo punto spostarci di poche decine di metri, più a monte o più a valle per proseguire il nostro divertimento, sicuri fra l'altro di interessare esemplari di tutto rispetto.

 

Mi ricordo di un episodio, accadutomi alcuni anni fa sul fiume Brenta, dove catturai  un cavedano dietro l'altro sotto ad una piccola cascata, fino a catturare un esemplare talmente grosso che mi vollero due mani per salparlo.

 

Dovetti smettere di impiegarla, quasi vergognandomi per le continue catture, rimettendo  a fine lenza un piccolo ondulante per insidiare le cheppie, quel giorno particolarmente restie ad abboccare con regolarità.

 

Seguendo le prossime indicazioni, riuscirete a costruirne una  davvero “unica e vostra”, offrendo al pesce colori, movimenti e vibrazioni inedite, sicuramente attraenti e catturanti.  

 

 

 

La cavalletta ed il grillo, fanno parte delle esche definite "terrestrial" ovvero quelle esche che imitano piccoli animali che solitamente vivono sulla terraferma quali topi, serpenti, lucertole, grillotalpa ed altri insetti, ma che occasionalmente possono finire in acqua. 

 

Rappresentano prede non abituali per i predatori, ma proprio per l'occasionalità che rappresenta la loro caduta in acqua, finiscono per diventare oltremodo appetite dai predatori, diventando esche assolutamente irresistibili.

 

Tornando alle imitazioni di cavallette, qualunque momento  sarà pertanto buono per lanciarle in acqua, a partire dalla tarda mattinata, fino d'estate a notte inoltrata.

 

Nella prima parte della mattina infatti gli insetti veri hanno ancora le ali bagnate e rimangono ferme sugli steli vegetali in attesa che il sole asciughi le loro ali, bagnate durante la notte dalla rugiada. 

 

E' lo stesso comportamento che certamente avete potuto notare dalle libellule, che entrano in attività solitamente dopo le nove del mattino.

 

Dicevo sopra che i terrestrial  rappresentano un cibo irresistibile perché i pesci sono consci che se si lasceranno scappare quell'unica occasione, potrebbe passare parecchio tempo prima che la stessa opportunità alimentare si ripresenti.

 

Decidiamo se tentare la costruzione:

 La cavalletta però, per la sua difficile esecuzione se la paragoniamo ad un minnow, richiede notevoli doti di manualità ed è da riservarsi solitamente come artificiale da costruire "per ultimo", dopo che ci si è impratichiti nella costruzione delle altre esche più semplici.  

 

Le soddisfazioni che ne ricaveremo impiegandola in pesca, ripagheranno però ampiamente di tutti gli sforzi occorsi per costruirla.

 

Se invece pensiamo di desistere potremo sempre utilizzare le notissime cavallette della Rebel disponibili in taglie diverse e numerose colorazioni o quelle meno conosciute tipo gli "Hopper popper" della Storm.State certi che anche con questi artificiali otterrete numerose soddisfazioni.

 

 

ATTREZZI e MATERIALI  occorrenti :  

Vi rimando all’articolo su questo sito dal titoloMateriali ed Attrezzi per la costruzione dei Minnow, dove troverete tutte le indicazioni necessarie per costruire anche questo artificiale, oppure all'articolo sugli artificiali in resina plastica, se vorrete costruire le cavallette in questo materiale, con l'aiuto di uno stampo.  

 

 

Procurandoci gli attrezzi ed i materiali che indico negli articoli, non sempre tutti facili da reperire, inizieremo ad impararne la sua costruzione.  

L’ideazione e la progettazione del soggetto :  

Prima di iniziare la costruzione, dobbiamo aver ben presente, cosa vogliamo ottenere, se necessario si potrà prima disegnarla e colorarla su un foglio di carta :  

n    La Cavalletta galleggiante andrà fatta scendere a filo di corrente, lanciando trasversalmente verso monte, trattenendola leggermente a canna alta e tenendo il meno possibile il filo in bando, pronti a ferrare al risucchio o alla fragorosa bollata del pesce ; è di gran lunga l'artificiale più divertente da utilizzare perché permette di vivere in diretta attacchi al cardiopalma.  

  n    La Cavalletta affondante, andrà invece utilizzata nelle correnti più sostenute, quando non notiamo attività superficiali nei pesci e simulerà l’insetto che è stato travolto dalla corrente. Bisognerà star pronti a ferrare quando si avvertirà l’attacco subacqueo da parte del predatore. E' l'artificiale che utilizzo di meno, cattura molto perché non è il solito minnow ed è poco o per nulla conosciuto dai pesci, ma sicuramente è meno divertente da impiegare perché gli attacchi avvengono sott'acqua. Le botte che si sentono in canna e i grossi esemplari che si catturano sono comunque da ricordare e spero bastino questi argomenti per convincervi a costruirne qualcuna.  

La costruzione della cavalletta galleggiante :  

Inizieremo utilizzando un legno leggero ed a basso peso specifico, come la balsa che potremo acquistare a tondini o barrette. Risultano anche comodi, i corpi dei galleggianti in balsa, quelli con l’astina che scorre all’interno. E ‘ sufficiente togliere l’astina e sono già nella forma base, sono già verniciati, sono economici, perché in tutti i negozi di pesca, si possono acquistare a basso costo. Basterà tagliarli nel senso della lunghezza con un seghetto o una fresa, fino ad arrivare al foro centrale, sagomarlo con la forma dell’insetto, metterci dentro l’armatura di inox, stuccare, riverniciare...

 

Un altro materiale che è possibile utilizzare è il poliuretano espanso, è estremamente facile da modellare, basta un cutter, la carta vetrata e le piccole lime da modellismo. Se avete un minimo di manualità, riuscirete a costruirne il corpo in una decina di minuti.  

Risulta evidente, prendendo in mano una cavalletta artificiale commerciale, ad es. una di quelle della Rebel, che il difficile è sicuramente sagomare correttamente la forma del corpo.  

E’ la parte più difficile di tutta la costruzione, perché bisognerà dar fondo a tutta la ns. “arte” (leggi manualità), di scultore del legno !  

 Scherzi a parte, la forma di una cavalletta è sicuramente più difficile da modellare di quella di un comune minnow, ma senza perderci d’animo, cominciamo  dall’inizio.  

1)  Tagliamo un pezzetto cilindrico (o rettangolare) di balsa lungo 3,5 - 4 centimetri ;  

2)  Poi con un pennarello nero, disegniamo sul cilindro di balsa la forma da dare alla ns. cavalletta, il corpo e le lunghe zampe posteriori ripiegate su se stesse, vicino al corpo ;

 

3)   Con la lama di un cutter sgrossiamo il materiale togliendo i pezzi più grossi, rimanendo però lontani almeno un millimetro dai segni del pennarello;  

 

4)   Con una serie di lime da modellismo (o una piccola fresa collegata al trapano da modellismo), iniziamo la sagomatura della testa, delle zampe posteriori e dell’addome della cavalletta ;  

 

5)  Rifiniamo il corpo con carta vetrata e lo lisciamo ulteriormente utilizzando una lametta da barba ;  

 

6)  Finita la sagomatura del corpo, facciamo con un seghetto (o con un taglierino), un taglio lungo tutta la lunghezza del corpo sotto la pancia dell’insetto, poi passiamo delicatamente sul taglio la lama del cutter in modo da allargare il taglio fino a ricavare l'intero alloggiamento dell'armatura;  

 

7)  Costruiamo un’armatura di acciaio inox, utilizzando il filo d'acciaio dello 0,60, iniziando dall’anellino di testa (quello dove attaccheremo la lenza); viste le piccole dimensioni dell'artificiale non arrotoleremo l'acciaio ma renderemo comunque più robusta l'armatura avvolgendovi un filo di ferro zincato da 0,30 millimetri.

 

8)  Partendo dal policarbonato trasparente (o Lexan), con un paio di forbici da lamiera ritagliamo la paletta direzionale. Poi la lisciamo con una carta vetrata molto fine e gli pratichiamo nella parte che andrà infilata dentro alla balsa, un foro da  1 mm. di diametro ;  

 

9)  Infiliamo la paletta nell’armatura di inox e sagomiamo l’acciaio in modo da formare l'anello davanti, poi anche l’anello per l'amo doppio o l’ancoretta centrale e quello, infine da fissare in coda. Per essere certi di rispettare le giuste misure, si proverà l’armatura dentro il corpo della cavalletta, dopo avervi praticato anche il taglio a 45 gradi che ospiterà la paletta ;  

 

10) Sistemata l’armatura dentro il corpo in balsa, si provvederà a fissarla con alcune gocce di Attack (colla cianoacrilica) ; se la successiva prova in acqua, con l'artificiale completo di ancorette, ed il taglio riempito di stucco da vetrai, non manterrà l'esca diritta in asse, si potrà aggiungere uno o più pezzetti di filo fusibile di piombo da 1 millimetro, fermato sempre con una goccia di Attack.

 

11) Si provvederà ora al riempimento dei tagli rimasti sotto alla pancia con un po’ di stucco rapido bicomponente; io uso attualmente quello professionale usato dai carrozzieri, trovandomi benissimo.

 

12) Asciugato lo stucco (ca. mezz'ora), provvederemo alla limatura ed alla carteggiatura per togliere le asperità in eccesso. Terminata anche questa operazione, l’artificiale risulterà ancora grezzo ma completato ;  

 

13) a questo punto si montano gli anellini e le due ancorette e si passa alla fase di collaudo definitivo in acqua. Il nuoto dovrà risultare regolare, se ciò non avvenisse, si potrà spostare leggermente l’anellino di testa dell’artificiale, per modificare in modo significativo il movimento in acqua ;  

 

14) Se tutte le fasi sono andate bene (prova di nuoto in particolare), basterà togliere anellini ed ancorette ed iniziare la fase di verniciatura ;  questa fase è comunque meglio iniziarla dopo aver lasciato asciugare l'artificiale all'ombra per almeno 24 ore, in modo da eliminare ogni traccia di residua umidità.

 

15) Si inizia con una mano di fondo bianco, tipo cementite (o turapori), per preparare il legno grezzo alle fasi successive di verniciatura vera e propria ; Personalmente mi trovo molto bene con uno smalto acrilico a base d'acqua, inodore, particolarmente indicato per quelli come me che quasi sempre decorano i propri artificiali in casa. E' adatto sia per legno che per metalli e plastica, non è tossico, asciuga in 1 ora ed è pronto per essere verniciato dopo 6 ore. Passato questo tempo è molto meglio dare una seconda mano di fondo, dopo aver "graffiato" la superficie precedente con la spugnetta abrasiva (scotch brail).

 

16) Utilizzando i colori ad acqua già consigliati, inizieremo ora, partendo dai colori di base a decorare la ns. cavalletta, fino ad ottenere gli effetti voluti ;

 

 

 

17) Con un pennino a china dello 0,1 - 0,2 (rapidograph), effettueremo le finiture della livrea dell’insetto e volendo anche la ns. firma e l’anno di costruzione ;

 

18) Dopo la fase completa di decorazione, passeremo alla protezione trasparente (io uso sempre un prodotto bicomponente professionale per carrozzeria),  per proteggere la verniciatura dalle pericolose infiltrazioni d’acqua e renderlo davvero appetibile al pesce ... ed ai nostri occhi !  

 

Basterà rimontare gli anellini e le ancorette a due o tre ami (o gli ami singoli) ; la cavalletta ora è davvero finita... via a provarla a pesca... verso nuove e divertenti catture !  

 

 

N.B. se parliamo di cavallette galleggianti, ora preferisco costruirle senza paletta.  Ho notato che il pesce le attacca quasi sempre da ferme e che anzi, movimenti troppo accentuati peggiorano il gradimento dell'esca. Togliendo la paletta poi si semplifica di molto la costruzione dell'insetto, sveltendo tutte le fasi di lavorazione e si aumenta la naturalità dell'esca e leggermente la gittata di lancio.

 

La costruzione della cavalletta affondante :  

La costruzione è esattamente la stessa di quella descritta sopra, le uniche cose diverse sono :  

n    L’utilizzo di un legno più pesante e robusto (tipo samba, ramino...)  oppure passare alla resina plastica se vorremo produrle in piccola serie, con l'aiuto di uno stampo.  

 

 

         La piombatura maggiore sotto la pancia della cavalletta, utilizzando alcuni pezzetti di filo fusibile di piombo, prima della stuccatura.  

 

     La paletta in questo modello dovrà sempre essere presente, per farla poi affondare maggiormente potremo anche utilizzare la paletta metallica di un piccolo rotante o autocostruirla partendo da un lamierino di alluminio o d'acciaio da un millimetro.

 

    Come si utilizza la cavalletta galleggiante :  

 

    L'utilizzo della cavalletta galleggiante è quasi sempre riservato in quei momenti dove avvistiamo un singolo grosso esemplare o un branco di pesci a galla. 

 

    Abbiamo perciò bisogno di un'esca leggera ed inusuale da far giungere nei pressi del/dei predatore/i per avere maggiori chances di successo. 

 

    Se stiamo pescando in acque correnti, anche moderate, ci basterà lanciare leggermente a monte e lasciare che la corrente stessa faccia derivare l'insetto fino alla nostra preda.

 

     Dovremo tenere la canna alta e stare attenti di tenere poco filo in bando fra noi e l'esca, badando a non far dragare il filo di nylon davanti al pesce facendogli scoprire l'inganno. 

 

    Se stiamo insidiando le trote è oltremodo utile fare in modo che la traiettoria della ns. cavalletta giunga nei pressi dei massi affioranti. E' particolarmente bello vedere salire velocemente la trota e ghermire rapida l'insetto, tuffandosi a capofitto verso la profondità del torrente. Una secca ferrata da parte nostra farà iniziare la lotta.

 

     Pescando in acque particolarmente trasparenti potrà essere utile montare prima dell'esca un buon metro di fluorocarbon per migliorare la presentazione d'insieme. 

 

     L'attacco all'esca è quasi sempre spettacolare; spesso si assiste ad un balzo od una scia in avanti del pesce e alla successiva fragorosa bollata a cui dovremo far seguire una secca ferrata.

 

     Una canna rigida, mentre siamo a trote e cavedani, potrà aiutarci non poco a far concludere positivamente la ferrata ed il recupero.

 

     Se siamo di fronte ad un branco di pesce, soprattutto sotto alle cascatelle ed alle briglie artificiali, spesso assistiamo a tantissime abboccate a ripetizione e ci sarà facile catturare più esemplari nella stessa postazione, perché potremo approfittare dello spirito di competizione che si scatenerà fra di loro per arrivare per primi sul prelibato ed inaspettato boccone.

 

    Se invece l'esemplare catturato era solo, dopo l'eventuale foto di rito dovremo esplorare un'altro pezzo di sponda alla ricerca di un'altro pesce a cui fare cadere davanti l'esca.

 

     Pescando in acque ferme, ad esempio in un laghetto a bass, può capitare di trovare pesci particolarmente smaliziati e restii ad attaccare esche voluminose. 

 

     Far arrivare una cavalletta galleggiante in un momento di tarda mattinata, quando i grossi esemplari girano lenti e sornioni a pelo d'acqua in cerca di succulente libellule e di altri insetti, spesso risulta l'idea vincente per convincere all'attacco non solamente piccoli e medi esemplari ma anche quelli grossi. 

 

     Bisognerà lanciare davanti al pesce e lasciare fermo l'insetto. Solamente se il pesce non decide l'attacco potremo dare alcuni tremolii sul posto all'esca, ma solamente in questo caso.

 

     L'unica cosa da fare dopo il lancio è quella di cercare di tenere il nylon teso; vi assicuro che nel novanta per cento dei casi, basta la caduta in acqua, da rallentare sempre il più possibile, e le onde provocate in acqua, per attirare il pesce in zona.

 

     L'attacco avviene in due modi, o fragorosamente o attraverso un "risucchio" dal basso. 

 

     In entrambi i casi è meglio aspettare almeno un secondo prima di dare la botta secca con la canna, per assicurarci che il filo stia filando velocemente sott'acqua. Accade purtroppo che malgrado il fragore dell'apparente abboccata, il pesce si sia limitato a darle una "musata" spingendola sott'acqua e facendola apparire subito dopo sulla superficie.

 

     Dovremo prestare la massima attenzione nelle fasi di recupero poiché gli ami doppi e le ancorette con cui è armato l'artificiale sono piuttosto esili rispetto alle dimensioni dell'apparato boccale del pesce.

 

    Malgrado la ridotta taglia dell'esca, spesso si convincono all'attacco anche grossi e sospettosi esemplari. Se si è certi della presenza di simili soggetti è molto meglio in questo caso armare la nostra cavalletta con due ami singoli, a gambo corto, di quelli impiegati nel carpfishing. 

 

    Se intendiamo costruire appositamente cavallette da Black Bass, potremo direttamente costruire la montatura in modo che gli ami risultino posizionati correttamente rispetto al corpo dell'insetto; andranno piegati sia sotto la pancia che in coda a 90 gradi rispetto alla posizione standard delle foto.

 

Pieghiamo gli anellini negli ami :  

 

    Se invece vogliamo mantenere la cavalletta con l'armatura standard potremo agire direttamente sull'amo in questo modo: 

 

1) scaldiamo l'anello dell'amo tenendolo con un lungo paio di pinze, sulla fiamma di un accendino o sul fornello della cucina, fino a farlo diventare rosso.

 

2) pieghiamo con l'aiuto di un altro paio di pinze a becchi lunghi e piatti l'anello torcendolo lentamente ma decisamente di novanta gradi, fino a portarlo in asse con il gambo.

 

3) immergiamolo subito dopo in un barattolo pieno di acqua fredda, in modo da temprarlo.

 

     Ora l'amo è pronto per essere inserito nello split rig (anellino metallico a spirale) e successivamente sulla nostra imitazione.

 

    Con questo metodo non indeboliamo minimamente il metallo e riusciamo ad utilizzare anche minnows e cavallette destinate inizialmente all'uso con le ancorette.

 

     L'ultimo accorgimento che vi suggerisco è quello di tagliare almeno un mezzo millimetro di acciaio dello split rig, in modo da ottenere almeno un millimetro di anello ad un solo filo. In questo modo l'amo, riuscirà a ruotare con un'angolazione davvero ampia ed eviterà slamature indesiderate, impedendo l'indesiderato effetto leva complice di tantissime slamature.

 

    Come si utilizza la cavalletta affondante :  

 

     Qui davvero c'è poco da dire, io l'utilizzo in corrente, anche sostenuta , quando non noto attività superficiale dei pesci al posto del classico piccolo minnows. Soprattutto in posti battuti da altri lanciatori, questa esca può fare la differenza perché pochissimo, se non per nulla, usata dagli altri pescatori.

 

     Questo artificiale imita un insetto travolto dai flutti e che cerca disperatamente di sopravvivere, gli attacchi sono spesso brutali perché in quelle condizioni il pesce ha pochi attimi per decidere l'attacco; se non lo porta lui é facile che l'esemplare che lo segue lo precederà nell'azione.

 

     E' molto meno divertente da impiegare rispetto a quella galleggiante, perché non ci permette di vedere il pesce mentre attacca, ma vi consiglio comunque di provarla per la taglia media e la qualità dei pesci che riesce a convincere. 

 

     Gli ambienti ideali di utilizzo sono le cascate, i salti delle briglie ed i grossi correntoni dei fiumi di pianura.

 

     Ora sapete davvero tutto anche sulla costruzione e sull'utilizzo di questo artificiale... provate e fatemi sapere....assicuro che i risultati in pesca vi ripagheranno ampiamente dei maggiori sforzi che dovrete compiere per costruirla. Se trovate particolari ed impreviste difficoltà, sono a vs. disposizione per aiutarvi.        

                                            

    Ciao a tutti e buona p... permanenza sul ns. sito !  

    Loris Ferrari  

    e-mail :lorisfer@libero.it  

 

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