ARTIFICIALI & Co

 

 

 

 

La gatta morta

 

 

Testo e foto di Sergio Filippetto alias Kabeda
(Pubblicato Gennaio 2009)

Ciao a tutti,

questo semplice progetto e’ nato tempo fa dall’osservazione di come i predatori possano diventare all’occorrenza spazzini pur di mettere sotto i denti qualcosa...

Da una piccola ricerca effettuata, cercando proprio di creare un’esca top water che sfruttasse questa situazione, ho notato che la maggior parte dei pesci foraggio morti, circa il 60/70 % galleggia sul ventre.

E allora perché non costruirla?

Materiale occorrente:

  • Legno: abete o similare spessore 12 mm x lunghezza 65/70 mm. x  altezza 20mm.
  • Pennarello e/o matita
  • Carta vetro
  • Seghetto
  • Trapanino o Dremel (non proprio indispensabili)
  • Filo acciaio inox  diametro 0.80 mm.
  • Piombo a pallini o a lamina da 1,5- 2,0 mm
  • Stucco e colla
  • Turapori e/o cementite
  • Materiale per la finitura (colori, smalti, bombolette, ecc.)
  • Plastivel o vetrificante similare

La costruzione e’ semplice: per chi ha già esperienza e’ una normale esca galleggiante costruita praticamente al contrario. Si può realizzare sia con armatura passante sia ad anellini autocostruiti avvitati e incollati. Io ho optato per quest’ultima soluzione, ma ognuno e’ libero di fare come meglio crede.

Cominciamo con la sagoma: qualsiasi sagoma  va bene, basta che assomigli ad un pesce, anche il contorno di un artificiale già esistente. La riproduciamo sul nostro legno e la ritagliamo.

Ok. A questo punto tracciamo la mezzeria.

Piccola chicca: io generalmente traccio due linee, distanti uno, due millimetri dalla reale mezzeria. Mi aiuteranno poi ad avere un riferimento, oltre che per i fori per gli anellini,  nella sagomatura e rastrematura in testa e in coda dell’artificiale. Per chi effettua l’armatura passante e’ facile…….basta praticare il taglio tra le linee ed il gioco e’ fatto.

Le foto seguenti, ritraggono le operazioni di foratura, rastrematura e sagomatura. Per il mio esemplare, il foro “ventrale” e’ posto a 35 mm dalla coda. Le misure per la rastrematura sono riferite per un’esca da 65 mm.

Una raccomandazione: il ventre lo lascio generalmente piatto. Questo accorgimento permetterà di avere più superficie per colorarlo con delle tinte fluo (tanto il pesce non lo vedrà in quanto starà a pancia sopra) cosicché in acqua sarà visibile, anche da lontano.

Questa e’ più o meno la forma che il pesce vedrà dal basso. Si notano oltre le due linee e il foro per l’anellino “ventrale”, la sagoma delle branchie aperte, proprio come nella realtà….poi misuro la posizione degli scassi per gli occhi, li segno e li eseguo.

Creiamo gli anellini, lunghi almeno 15mm, si fissano con bicomponente o cianocrilato, per chi li vuole fare…e poi un bel tuffo nel turapori.

Piombatura e bilanciatura

Per chi ha optato per l’armatura passante, e’ chiaro che nella piombatura e’ un po’ piu’ avvantaggiato in quanto il piombo, preferibilmente in lamina da 1,5/2 mm lo andremo ad incastrare nella sede propria dell’armatura senza fare ulteriori fori con il trapanino.

Per la bilanciatura sia con l’armatura passante e per quella ad anelli, mi rifaccio a quanto spiegato esaurientemente da Basshunter nella equilibratura della swim

http://xoomer.alice.it/cjbur/a_swim-similCofu.htm

L’importante, sia in un caso che nell’altro, che il pesce, una volta finito, stia quasi a filo d’acqua. La piombatura dovrà essere chiaramente ad hoc, in quanto variabile a seconda anche del legno, dello spessore e delle dimensioni che abbiamo voluto dargli.

In genere il piombo e’ posto a ridosso della zona dell’ancoretta ( o amo) ventrale e verso il muso in modo da alzare la coda.

Nel mio caso, dopo delle prove, la bilanciatura e’ stata ottenuta con due pallini da 0,40 gr uno per foro.

Anche per chi ha optato l’armatura passante, le zone di piombatura sono molto similari

Comunque fate attenzione al peso finale, in quanto la fessura asporta molto materiale e il successivo riempimento di colla o stucco, può far variare il galleggiamento.

Il  più e’ stato fatto, ora possiamo procedere all’incollaggio, stuccatura... e infine alla finitura del nostro artificiale. Ognuno e’ libero di dare sfogo alla sua fantasia.

 

Questo artificiale e’ adatto per qualsiasi luogo e qualsiasi predatore (anche persici…).

Come si utilizza:

Una volta lanciato, in acqua ferma, ogni tanto si può smuovere leggermente con la vetta della canna quel tanto che basta a farlo sembrare ancora agonizzante; mentre in acqua corrente ci basterà lanciarlo leggermente a valle e lasciarlo andare con la corrente facendo attenzione a tenere poco filo in bando perché le abboccate potranno anche essere fulminee.

E’ un’esca che non può mancare nella vostra Plano!

P.S. un ringraziamento alla mia micetta Lilli per il nome 

Ciao e ancora buona p…permanenza su Black Bass & Co!

filippettosergioWWW@libero.it    (togliete la tripla W antispam)

 

 

 

 

 

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