ARTIFICIALI & Co

 

 

 

 

“Fai da Te” – GLADIO Jerk

testo e foto di Roberto Binario Aprile 2007

 

La sequenza costruttiva di oggi, presenta uno dei miei ultimi jerk bait costruiti; l’ho ribattezzato “Gladio” dalla vaga forma di lama dell’omonima e micidiale arma di fanteria romana. Come al solito, è nato con l’intento di insidiare il mio predatore preferito, ovvero il luccio, ma si presterebbe senz’altro bene anche per il siluro ed in dimensioni più piccole per il BB (black bass).

Quelli raffigurati, hanno una lunghezza di circa sedici centimetri per un peso di ottanta grammi circa. Il legno impiegato è rovere africano facilmente reperibile presso i briko center e centri del fai da te. Apro una piccola parentesi su questi, non è indispensabile che cerchiate per forza essenze costose (per quanto eccellenti) come per esempio il mogano; è fondamentale piuttosto almeno per questa tipologie di esche dedicate ai grandi predatori di acqua dolce e marini, che le stesse siano realizzate con legni poco sensibili all’umidità, alto peso specifico, alto indice di durezza. Molti multistrato e impiallicciati hanno questi pregi, a fronte di costi spesso molto più bassi.

Tornando alla sequenza costruttiva, la prima operazione è il taglio della sagoma, la smerigliatura degli spigoli vivi dei bordi e la foratura degli alloggiamenti degli occhielli e della piombatura.

Gli occhielli, con gambi di circa quattro cm, sono stati inseriti e cementati con l’utilizzo di stucco epossidico bicomponente.

Al termine della predetta fase, ho provveduto all’immersione per due volte consecutive nel turapori, per poi iniziare con l’incollaggio della pellicola di alluminio o stesura della cementite bianca, negli esemplari verniciati ad aerografo.

La zigrinatura l’ho praticata poi con l’ausilio del mio “zigrinatore”, descritto in altro articolo del sito, ma è ugualmente efficace qualsiasi attrezzo che presenti una superficie del genere da poter premere sul foglio di alluminio applicato. Gli occhi invece, sono dei ritagli circolari di carta iridescente olografica, incollata in alloggiamenti fresati sulla sagoma con l’ausilio del dremel.

Il tutto è stato poi ultimato e protetto con della resina bicomponente trasparente stesa in due mani differenti a distanza di un giorno, più due mani di vetrificatore da parquet.

Non mi resta che salutarvi, rimanete sempre con noi su Black Bass & Co e mi raccomando, Catch & Release sempre, soprattutto con i lucci ;-)

Roberto

bina-temp_spinningBBBBB@yahoo.it (togli le BBBBB antispam)

 

 

 

 

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