ARTIFICIALI & Co

 

 

 

 

 

 

  Le esche galleggianti in gomma morbida  

 

(Testo e foto di Loris Ferrari 04.02)

 

 

Con questo articolo intendo affrontare la conoscenza e l’utilizzo delle esche galleggianti di superficie, con particolare riferimento a quelle in gomma morbida.

 

Sono un gruppo di esche, molto valide, soprattutto nell’impiego durante la bella stagione, quando il Bass ed il Luccio si appostano per i loro agguati anche a pelo d’acqua, approfittando dei ripari che la rigogliosa vegetazione acquatica, offre loro, fin sulla superficie.

 

Possiedono quasi tutte degli ottimi sistemi antialga, proprio per venire impiegate all’interno dei canneti, dei rami sommersi, delle ninfee, degli erbai…insomma in tutti quegli ambienti ricchi di nascondigli adatti all’agguato dei nostri amici predatori.

 

E’ un gruppo di esche molto variegato, si va dalle imitazioni di rane, topolini, pesci, girini… fino ad arrivare a plughi e popper di assoluta fantasia.

 

Quasi tutte possiedono un robusto amo singolo o doppio, sulla schiena, protetti dalla morbidezza della gomma, che può essere di materiale cavo o pieno.

 

Il loro peso è solitamente esiguo, vista la leggerezza del materiale impiegato, ma sufficiente per far loro compiere almeno una decina di metri.

 

Sono esche, come dicevo sopra, da impiegarsi nelle situazioni più difficili, in alternativa ad artificiali più costosi ed “indifesi”, vulnerabili con le loro ancorette nude, agli ostacoli di cui sopra.

 

Viste le situazioni di impiego, è possibile avvicinarsi alla zona di lancio parecchio, sia da riva che in barca o con il belly boat… non è quindi indispensabile effettuare un lungo lancio.

 

La leggerezza dell’esca agevola invece la posa morbida dell’artificiale, importantissima quando non possiamo permetterci di spaventare l’esemplare che abbiamo individuato con le lenti polarizzate, e che si trova a pochi centimetri sotto il pelo dell’acqua, nascosto da un fitto erbaio o da cannette appoggiate sulla superficie.

 

Marche e modelli :

 

Analizziamo ora le aziende che li producono ed i modelli principali in commercio:

 

Fra le esche di superficie più conosciute in Italia, direi che possiamo mettere al primo posto le esche della Snag Proof, sono esche in plastica cava, armate da un robusto amo doppio e commercializzate ormai da oltre vent’anni nel ns. paese. 

 

Fra le piùconosciute, direi di evidenziare le frog, le moss master ed i moss mouse.

 

Possiamo poi evidenziare le famosissime ranocchie (frog) ed i topi (mouse), ad amo singolo della Legends Series dell’americana Mann’s, fra le più catturanti in assoluto, grazie all’unico amo singolo, a mio parere molto più efficace durante la lotta, rispetto l’amo doppio.

 

Con una picola forzatura possiamo poi aggiungere a questo gruppo le ranocchie Attack Vicky della giapponese Yo Zuri. Sono esche con il corpo in plastica dura, munite di amo singolo antialga, posizionato sotto il corpo. La parte finale del corpo è però composto da gambe di silicone intercambiabili, molto mobili ed adescanti.

 

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Rispetto alle altre esche elencate sopra, hanno il vantaggio di poter essere lanciate a distanza molto maggiori, anche se necessitano di una correzione in fase di caduta per non spaventare il pesce che staziona magari in due dita d’acqua.

 

Vanno acquistate per essere impiegate a lunga distanza, quando pescando da riva, non riusciamo ad arrivare altrimenti in un hot spot molto interessante, ma situato fuori dalla portata di lancio dei comuni artificiali.

 

Altre esche in commercio sono le americane Xps, famose per i dettagli delle loro esche  e le Scum Frog dal vasto assortimento di colorazioni.

 

Passiamo ora ad elencare le famiglie di artificiali ed il loro utilizzo.

 

Le Rane & i Girini:

 

Sono fra le esche Topwaters più acquistate e diffuse, cercano di imitare, più o meno verosimilmente  i batraci di cui i Bass ed i Lucci sono ghiotti.

 

Vi sono in commercio esche copia quasi esatte, di solito in materiale gommoso pieno, mentre ve ne sono altre in cui il corpo della rana viene solamente abbozzato, soprattutto evidenziando le lunghe zampe posteriori.

 

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Anche le colorazioni possono andare dalla riproduzione esatta della livrea a colorazioni di assoluta fantasia.

 

Potrà sembrare strano ma tutti i colori sono efficaci, vi basterà sceglierli in base al vostro gusto personale ed impiegare quelli che vi danno maggiormente fiducia.

 

Personalmente prediligo il colore nero, perché si staglia perfettamente facendo contrasto con il bianco e l’azzurro del cielo, ed il colore giallo, perché mi sembra che sia il preferito dai pesci, soprattutto dai Lucci.

 

Si impiegano lanciandole in mezzo alla vegetazione che copre la superficie dell’acqua e le si fanno saltellare, con frequenti soste fra un salto e l’altro.

 

Spesso l’attacco avviene quando l’esca è completamente ferma; il pesce risucchia verso il basso l’esca o la ingoia fragorosamente ed in modo molto spettacolare infrangendo la calma e la superficie dello specchio d’acqua.

 

I girini invece, sono di plastica cava ed armati di un amo doppio aderente il corpo.

 

Devono la loro grande efficacia al movimento elicoidale della loro piatta coda a falce. Vi basterà recuperarli per qualche metro per dar loro immediata fiducia.

 

Ci sono giornate che permettono catture a ripetizione…io li impiego anche abbinandoli ad un rotante, riuscendo ad ottenere lanci più lunghi ed attacchi da splendidi esemplari.

 

Uno dei più bei bass che ho agganciato, attorno ai due Kg. e mezzo, mi è purtroppo fuggito a trenta centimetri dalla mano, perché è riuscito a sganciarsi dopo una lunga lotta, liberandosi dal piccolo amo doppio in dotazione all’esca.

 

E’ l’unico difetto che ho riscontrato nel girino, mi auspico anzi che qualche azienda si metta a costruirlo di dimensioni maggiori ed armato con un generoso amo singolo od un amo doppio di dimensioni adeguate all’enorme bocca del Persico trota e del Luccio.

 

I popper in gomma morbida :

 

Una delle famiglie di artificiali che in assoluto preferisco sono i Popper di gomma morbida, hanno in testa una cavità che permette loro, durante il recupero, di emettere sciacquii e suoni molto adescanti.

 

In estate, utilizzati nelle zone giuste, permettono catture a ripetizione, soprattutto se vengono impiegate all’alba o al tramonto.

 

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I topi, i pesci e le esche di fantasia :

 

Esistono poi esche che imitano pesci o topolini ed altre non associabili ad alcun  animaletto specifico, magari tendono ad imitare uno strano insetto marziano, caduto accidentalmente in acqua e che fanno leva sulla innata curiosità dei nostri amici pinnuti.

 

Queste ultime, una volta lanciate in acqua, attirano il pesce con i loro strani movimenti ed i loro colori… non assomigliando a nulla già presente in natura, confidano sulla mano del pescatore tutta la loro adescabilità e sul fatto che il predatore difficilmente si farà sfuggire quel coso caduto dal cielo e che incautamente si mette a nuotare e vibrare nel suo territorio di caccia.

 

Vanno usate in quegli ambienti dove i pesci sono particolarmente smaliziati e dove disdegnano le solite esche classiche come rotanti, minnows e worm siliconici… a volte questi esseri strani inducono all’abbocco esemplari di cui neppure si sospettava l’esistenza.

 

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Alcuni accorgimenti da adottare :

 

Dopo la delicata posa dell’esca in acqua, è buona norma, prima di iniziare il recupero, far cessare i cerchi concentrici che l’esca produce in acqua, prima di iniziare alcun tipo di recupero.

 

Spesso assistiamo all’abbocco od almeno all’avvicinamento del pesce, già in questa prima fase.

 

Se invece non accade nulla, basteranno pochi strappetti impressi dal polso, per animare la nostra esca e farla “nuotare” fra un ostacolo e l’altro.

 

Quando la postazione prescelta per il lancio è davvero quella giusta, il pesce non si fa attendere davvero troppo e si produce in una spettacolare e fragorosa abboccata.

 

In caso contrario, finchè rimane l’esca a stretto contatto con gli ostacoli, si prosegue il recupero di cui sopra, badando bene di far sostare l’esca ferma (anche per parecchi secondi), prima di praticare altri spostamenti.

 

Come già dicevo sopra, spessissimo l’abboccata avviene ad esca immobile.

 

I migliori risultati con queste esche, avvengono pertanto con tecniche dolci di non recupero.

 

Solamente in estate ed in pieno solleone, sono efficaci le tecniche di recupero quasi continuo e fragoroso, teso a produrre più sciacquii possibili.

 

In questo caso si fa leva sull’irritabilità dei grossi Black e Lucci, immobili sotto i loro ripari vegetali (ad esempio ninfee).

 

Sembra che vogliano far fuori l’intruso che viene a turbare con il suo comportamento assurdo la pace e la tranquillità assoluta della loro siesta pomeridiana.

 

Asisteremo ad attacchi violentissimi in superficie, davvero al cardiopalma, che metteranno a dura prova i nostri nervi, per cercare di non anticipare una ferrata che, se sbagliata, ci farà sicuramente perdere un esemplare da foto ricordo.

 

L’abboccata e la ferrata, emozioni indimenticabili

 

Mai come con queste esche si dovrà calibrare il tempo di ferrata, pena la slamatura continua di splendidi esemplari.

 

Esistono sostanzialmente due modi di abboccata; ad esca ferma la stessa viene rumorosamente aspirata verso il basso, con uno spettacolare e rumoroso gorgo che a volte ci coglie impreparati, perché eravamo distratti verso altre cose.

 

Mi è capitato spesso, alla fine di un recupero, soprattutto all’imbrunire proprio nell’istante che il giorno lascia il posto alla notte, che il pesce si producesse in un velocissimo risucchio verso il basso, quando l’esca si trova a non più di mezzo metro da riva.

 

Se erano già parecchie ore di lanci a vuoto, è possibilissimo che la nostra mente stesse in quel momento pensando ad altre cose… l’abboccata repentina, ci farà immediatamente salire il tasso di adrenalina nel sangue.

 

Il filo che presumibilmente scorre sott’acqua (è quasi buio e sicuramente non lo vediamo più), ci fa poi pensare di esserci distratti troppo e la veloce ferrata di reazione, spesso viene scoccata …senza sentire nulla, lasciandoci con un enorme vuoto dentro, nella triste consapevolezza della grossa occasione mancata!

 

Nel caso di recuperi veloci, nell’esempio che facevo sopra dell’estate, si assistono poi ad abboccate davvero al cardiopalma…

 

Attacchi che partono anche da oltre un metro di distanza, sollevando erbe e ninfee ed inghiottendo l’esca con tutto il vegetale circondario.

 

Si assiste ad enormi fauci spalancate che inghiottono tutto attorno, esca compresa (a volte purtroppo sbagliandola clamorosamente), ed al filo che parte lateralmente sott’acqua.

 

Non sono infrequenti grosse schiene di Black o di Lucci che squarciano la vegetazione superficiale ed in una nuvola di bolle e gocce d’acqua schizzate ovunque, si avventano sull’incauto essere che ha osato invadere il loro territorio.

 

Una volta in Mincio in canoa, mentre pescavo in piedi, in mezzo ad una distesa di ninfee, un grosso luccio mi ha addentato il popper della snag proof giallo e dopo una lotta durata non più di 5 secondi, se n’è andato tagliando il nylon e lasciandomi a gambe tremanti e filo in bando lungo la canna ormai purtroppo diritta di nuovo !

 

Un’altra volta, tre anni fa, in ciambellone, un altro grosso Luccio mi ha attaccato un’esca simile, in mezzo ad un erbaio, andandosene purtroppo ancora con l’esca in bocca, dopo i soliti pochi secondi e dieci metri di battaglia !

 

Sia le catture andate a buon fine che questi episodi, rimangono momenti indimenticabili, che ci accompagneranno positivamente per tutta la nostra vita, a prescindere dall’esito finale della battaglia che deve giustamente e sportivamente prevedere anche la vittoria del nostro valoroso avversario.

 

Credo che il pescatore a spinning che non abbia provato sulla propria pelle queste emozioni, non possa capire in pieno la bellezza di quello che sto cercando di descrivere… questa io credo è la vera essenza della pesca al lancio. Solamente provando queste emozioni alla massima potenza, ci si può innamorare di questa disciplina…trascurando tranquillamente tutte le altre.

 

Malgrado la violenza e la rapidità dell’abboccata, spesso il pesce risputa dopo pochi istanti tutto quanto ha ingoiato, per eliminare la massa di detriti che ha dovuto ingoiare in superficie assieme alla potenziale preda.

 

In pratica stringe la preda per tramortirla, poi la espelle assieme ai detriti non commestibili, mentre si trova sotto alcune decine di centimetri d’acqua e poi se la ingoia di nuovo e riparte, per andare a mangiarsela in santa pace…

 

E’ proprio questo suo comportamento che ci fa mancare una quantità notevole di abboccate, perché l’irruenza dell’attacco ci spinge istintivamente a ferrare immediatamente.

 

Purtroppo in questo modo, perdiamo un sacco di occasioni…dovremo sforzarci, facendo violenza a noi stessi, di controllare e reprimere il nostro istinto e ferrare solamente quando vedremo chiaramente il filo tendersi e partire veloce sott’acqua in modo costante e continuo.

 

In ogni caso dovete pensare di non anticipare mai la ferrata prima dei due secondi dal momento dell’attacco, pena la perdita dell’esemplare.

 

Il recupero :

 

Anche se la ferrata è stata effettuata correttamente, non pensate di aver già vinto la partita, l’ambiente in cui si svolgerà la lotta è sicuramente il più difficile per la vita del nylon e della canna.

 

I grossi esemplari si trovano generalmente vicino ad ostacoli robusti, quali fitti canneti, rami ed alberi sott’acqua, radici contorte di ninfee o pontili e manufatti umani.

 

Capirete immediatamente quindi che per usare tranquillamente queste esche, il monofilo minimo dev’essere attorno allo 0,30 per poi salire allo 0,40 ed oltre in presenza di esemplari di dimensioni notevoli o di ostacoli davvero tosti.

 

Non è male, soprattutto in presenza di sole, legare al monofilo che esce dalla bobina un metro finale di buon Fluorocarbon, per limitare al massimo la visibilità ed i riflessi in prossimità dell’esca.

 

Si eviteranno così spiacevoli rifiuti all’ultimo momento all’esca e quegli spostamenti con il muso, senza abbocchi, che davvero ci fanno arrabbiare notevolmente.

 

Se poi è certa la presenza di Lucci, allora è meglio arricchire il ns. artificiale gommoso con un mini cavetto d’acciaio lungo dai 4 ai 6 centimetri, per garantirci alcune chances in più.

 

In quest’ultimo caso, è meglio verniciare il lucido pezzetto d’acciaio di verde, di nero o di azzurro opaco, per renderlo più simile ai detriti superficiali e togliergli quei dannosi riflessi che insospettiscono enormemente i grossi esemplari.

 

(Per chi volesse approfondire l’argomento cavetti d’acciaio, lo rimando all’apposito articolo sul sito).

 

 

Conclusioni :

 

Perché dobbiamo acquistare anche questi artificiali?

 

Perché io credo fermamente che non possano davvero mai mancare nella dotazione di ogni buon pescatore a spinning.

 

Sono esche jolly, quelle che vanno sempre portate con sé ed utilizzate in tutti quegli ambienti sopra ricordati.

 

Io le ritengo davvero indispensabili, e le porto con me in tutte le stagioni, perché sia all’inizio della primavera nelle acque basse che in ogni parte dell’anno, possiamo avvistare il grosso pesce al riparo di qualche ostacolo e tentarne la cattura.

 

Sono rarissime le mie battute di pesca, in cui io non abbia impiegato almeno una di queste esche…e spesso proprio loro, sono state la felice causa di una bella abboccata o di una cattura da foto ricordo.

 

Almeno la metà degli esemplari di Black Bass sopra il Kg. e mezzo, che ho avuto la fortuna di riuscire a far abboccare, in oltre 25 anni di pesca a spinning, sono da attribuirsi a qualcuna di queste splendide esche… meditate gente, meditate!

 

Se concederete loro fiducia, riuscirete a presentare al pesce qualcosa di veramente valido, un’esca con una posa delicata, quasi paragonabile a quella ottenuta con i leggeri popper nella pesca a mosca e spesso il pesce ci ripagherà con splendidi momenti di lotta intensa.

 

Sono poi artificiali che durano tantissimo, essendo davvero difficile perderli, anche da vecchi, si possono restaurare incollando sui vecchi occhi scoloriti, occhi mobili (doll eyes), variopinte piume e nuovi skirt colorati.

 

Queste nostre semplici “elaborazioni” ci daranno quel briciolo di fiducia in più sull’esca, rendendola davvero unica, permettendoci di concentrarci maggiormente sul lancio nei posti giusti e sul tipo di recupero… vedrete i risultati e le soddisfazioni vi sorprenderanno.

 

Il vostro prossimo record… potrebbe essere proprio dovuto ad una di queste esche !

 

Ciao a tutti e buona p... permanenza sul ns. sito !

 

Loris Ferrari

 

e-mail :lorisfer@libero.it

 

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