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Jerkbait

Testo e foto Mauro Maccagnani (Sipadan) - pubblicato Nov. 2006 - aggiornamento Dic. 2007

 

Jerk

Cos’è un jerk? Essenzialmente un’esca senza paletta…… il che non dice molto .
Sono esche in genere grosse e pesanti da usarsi con canne rigide apposite e mulinelli a bobina rotante, ma se ne possono creare di più piccole e leggere (vedi i buster jerk piccoli) che possono essere usate con canne da spinning e mulinelli a bobina fissa. Per me esiste un punto di contatto con i filibustieri, i jerk piccoli possono essere visti come filibustieri grossi e viceversa.
Se si guarda sul mercato vi sono decine di produttori di jerk che ne producono di tutte le dimensioni/forme, peso e materiali.

Principali avvertenze

I requisiti principali perché un jerk autocostruito funzioni sono:

  • Deve essere il più simmetrico possibile sull’asse di movimento (asse maggiore) e nella sezione frontale
  • Gli anellini o l’armatura devono essere esattamente al centro della sezione e perpendicolari alla stessa
  • I piombi devono essere esattamente al centro

Ottenuti questi requisiti e procedendo ad una piombatura sensata in genere il jerk funziona, in qualche maniera.
A noi decidere la maniera che ci piace di più:

  • Modalità jerkata, il jerk funziona solo jerkandolo ovvero con colpi secchi di una canna da jerk, se fatto bene si dovrebbe poter dare un certo ritmo senza fatica. Lo stesso risultato dovrebbe essere possibile ottenerlo con colpi di mulinello (twitching). È la più facile da ottenere, qualche difficoltà in più per poter dare  il “ritmo” giusto, che varia spesso di giorno in giorno. Lo stesso jerk con la stessa canna e mulinello si può muovere ben diversamente, tanto più quanto va jerkata.
  • Modalità di microjerkata, realizzabile anche con canne non da casting. In questo caso il jerk, che non può essere pesantissimo, deve jerkare e prendere ritmo regolare se possibile con i colpetti di cima o colpetti regolari di mulinello (twitching). In questo caso il movimento è più o meno lo stesso con diversi pescatori e diverse canne.
  • Modalità “pilota automatico” ovvero il jerk jerka anche con un recupero regolare (buster jerk, fox belly up e fox classe runt (spesso…))

I test in ogni caso per me vanno fatti col cavetto rigido, che aiuta molto.

Se poi il jerk va anche col cavetto morbido tanto di guadagnato (e a mio giudizio solo per i casi 2 e 3) ma il suo uso è col cavetto rigido, almeno per quelli grossi e medi

Quelli piccoli creati per i bass li uso senza cavetto, ma sono oggettini da 4 o 5 cm x 1 cm di spessore, se usati in acque dove sono sicuro non ci siano lucci

Piombatura e tipi  di legno da usare

Io i jerk li piombo di norma simmetricamente rispetto l’asse dell’anellino di pancia.

Più piombo in testa li tiene inclinati in avanti.

Il piombo in un unico punto non mi piace, ma da movimenti che possono piacere, più reattivi.

In alcuni casi consente anche un moto automatico

Il piombo concentrato da jerk molto nervosi e reattivi, in genere con scodinzolii stretti, il piombo distribuito in genere  da un moto ampio e sinuoso tipo filibustieri

Piombo in coda prevalente mai provato..ma si va verso i walking the dog

Per il legno inizialmente usavo tipi  di legno molto duri  (faggio, rovere, mogano) che sono molto resistenti ma anche molto pesanti e molto duri da lavorare.

La resistenza ai “morsi” è utile ma da un altro aspetto da non trascurare, cioè crea un jerk intrinsecamente pesante che richiede meno piombo ma il peso totale è alto e richiede canne molto specifiche e si generano jerk assolutamente poco “nervosi” ovvero stabili con oscillazioni regolari.

Si ha però la possibilità di renderli molto affondanti o meglio affondanti velocemente tipo countdown (in assenza di recupero).

In seguito sono passato a jerk più piccoli e uso legni più leggeri ma a pasta molto densa (cirmolo , un tipo di abete usato dai modellisti meccanici e pioppo) che hanno una fortissima resistenza alla scheggiatura e grande tenuta per le viti e gli anellini.

La qualità del legno si vede per es. quando lo si fora col trapano, se il foro è netto la pasta del legno è denso, se viene un foro con grossi trucioli e sezione irregolare (abete per esempio) la pasta non è così densa.

Si fa più fatica a rifinirlo liscio e si creano schegge facilmente se si fora o si piantano viti.

La resistenza ai “morsi” è minore, richiedono più piombo per dare il giusto assetto ma sono in ogni caso più leggeri a parità di assetto.

Inoltre hanno moti molto più “nervosi” che si possono accentuare jerkandoli.

Come piombarli? Io uso cilindri di piombo (me li sono fusi ad hoc della dimensione adatta, 4, 5, 6, 8, 10 mm), ma va altrettanto bene usare olivette, pallettoni o al limite anche pallini.

Sono adatti anche i fogli di piombo arrotolati su se stessi.

Poi per eventuali correzioni piombo in lastre o in fili su un lato per bilanciare al meglio.

Il tutto stuccato poi con stucco da carrozzaio o stucco per marmisti.

Adesso non inchiodo ne incollo più i piombi, basta lo stucco per me.

Arrotondamento degli spigoli

In genere io provo prima il jerk squadrandolo pochissimo (raccordi da 2 mm sugli spigoli)

 

Si può fare di più ma si rischia di “rovinare” il jerk

Mai fare assieme modifiche sull’arrotondamento degli spigoli, del muso e della coda, se no non si capiscono gli effetti della singola modifica

Arrotondamento coda

Si può o meno rastremare la coda.

Rastremandola in genere scoda meglio, ma procedere con estrema attenzione alla simmetria


Muso piatto o a punta?

Escluso il muso completamente piatto si può agire facendo il muso a punta

A

          B

O arrotondato, più o meno simmetrico

Questo per la parte rispetto all’asse orizzontale

Il caso (A) aiuta il galleggiamento, il (B) l’affondamento

Il non rastremare la punta del jerk li crea un po più difficili da muovere (vanno jerkati), ma con un movimento quasi certo.

Più si rastrema la punta più ci si porta vicini al movimento quasi automatico, ma con minimi ritocchi se si esagera si perde del tutto il movimento (vanno dritti…..)

Tanto più se si procede a rastremare punta, coda e a fare ampi raccordi sugli angoli

Ovviamente un jerk rastremato davanti, dietro e con ampi raccordi se molto ben fatto jerka da solo…. Caso (3)

L’assetto in acqua

I jerk naturalmente tendono a risalire durante il recupero, per cui è molto difficile fare jerk affondanti che lavorino fissi sul fondo

È certo possibile fare jerk affondanti, ma più pesano più sono difficili da muovere

Io non ho più jerk pesanti e affondanti

Ho jerk di peso medio e leggero, alcuni affondanti e altri galleggianti da fermo.

In base alla posizione dell’anello frontale, di eventuali appendici e della forma in azione sono da superficie o affondanti, fino a 1 metro, massimo 2.

Anche gli affondanti, che possono essere usati in count down ovvero lasciandoli affondare, in recupero tendono a risalire per la trazione che avviene sempre dall’alto.

Anelli o armatura o altro ?

Io uso sia viti con l’anello (in acciaio di lureparts.nl) che anellini intrecciati di acciaio da 1mm fissati con mastice per marmisti, meraviglioso quello “orizzontale” che è molto fluido.

Sono testate sui legno che uso (mogano, faggio, cirmolo, rovere) fino a minimo 30 kg, provati col dinamometro, poi di seguito testato che mi reggono appeso (alla lunga si deforma l’anello…).

Viti montate senza colla, di norma per poterle riposizionare.

Un grosso vantaggio è provare due o tre posizioni, quando si trova l’ottimale si stuccano i buchi inutili (recuperando le viti oltretutto).

Se invece si preferisce l’armatura si perde l’opportunità di modifiche facili in corsa.

Altro mezzo appunto anelli autocostruiti di acciaio fissati col mastice da marmisti in un forellino fatto in anticipo, altrettanto valido e robusto

Perché a volte non va…

Galleggia troppo, si ovvia o con altro piombo o togliendo legno (banale, ma sono le uniche due soluzioni.

Affonda troppo: si rifà in genere…. O si toglie del piombo (se si riesce, io provo sempre i jerk non verniciarti col piombo fissato con pochissimo stucco o un chiodino)

se galleggia troppo si mette una superficie inclinata superiore piatta come nel caso (B) visto prima.

recuperando orizzontalmente il moto crea una componente che tende a spingere in basso il jerk, forse non si riesce a farlo affondare ma a tenere il fondo meglio si

se avete gli anellini a viti provate a spostarli sopra o sotto, in genere metterli sopra fa affondare un po di più.

Questo è il vero punto di forza degli anellini a vite, io adesso per i prototipi uso gli anellini a vite, per quelli che so come vanno uso gli anelli arrotolati di acciaio bloccati con il mastice da marmisti.

Casi difficili

non va proprio…

le tre regole fondamentali all’inizio sono rispettate?

Allora c’è un infelice rapporto tra:

volume/peso/superfici laterali/superficie frontale/rastematura anteriore/rastrematura posteriore/ raccordi negli angoli

praticamente conviene operare per ultimo sulle rastremature e sui raccordi

se si è partiti da un modello noto e non va può dipendere dal tipo di legno che da pesi e volumi diversi da quelli attesi.

Allora conviene provare a togliere una striscia di legno (non dove piombato) da sopra o (dopo) da restringere lo spessore del jerk.

Se va dritto provare a fare un muso non rastremato.

I più facili

Sono in genere lunghi e stretti o cilindrici, che sono le forme più idrodinamiche tipo Fox belly up o Fox slim dolphin

Media difficoltà

Fox tipo raider, più grosso ma sempre lungo

Difficili

Fox tipo runt, corto e grosso in proporzione alla larghezza

Gli snodati

Gli snodati spesso salvano progetti fallimentari, far andare uno snodato è più facile che uno intero

Per congiungerli senza armatura io metto dalle due parti due viti chiuse e le unisco con uno split ring o uso i classici anellini autocostruiti bloccati con il mastice per marmisti.

È opportuno incassare il più possibile le teste delle viti e usare split ring piccoli (ma con la resistenza voluta) e raccordare bene con un bello scasso a 45 gradi le pareti del jerk dove tagliato

Non è detto che un jerk intero che non va non possa produrre un ottimo snodato, cosi come un jerk che va bene intero se diviso di certo andrà bene…

NB se si fa un jerk grande è più facile, più lo si fa piccolo più si rischia.

Gli spessori

Di regola tutti fanno jerk con spessori minimi di 15 se non 25 mm, con punte di 30 mm.

In realtà funzionano anche jerk spessi 15 o 12 mm (non sono ancora riuscito a farli spessi meno di 10 mm e funzionanti), ovviamente più piccoli e meno piombati, in genere con un moto a scatti molto bello.

Ben difficilmente assumono assetti molto affondanti.

Io sono arrivato a jerk da 2 o 3 cm di lunghezza  per 0,8 cm di spessore, che funzionano, il limite sta nello spessore e nella capacità di lavorare lo spessore sottile, che rischia di rompere parecchie esche in fase di costruzione.

Una nota “eretica”

Visto che le regole ferree non mi convincono in Irlanda  ho sperimentato con successo un jerk con uno spoiler sulla testa e uno diverso con lo spoiler sulla coda.

Si riesce a muovere un jerk con andature strane, lo spoiler in coda da un moto altalenante, in testa aiuta moltissimo a tenere il fondo.

Se per caso un jerk viene sbagliato e non si riesce a correggere resta sempre un’ultima idea, metterci una bella paletta davanti e realizzare un crank…….

Riepilogo

Suggerimento operativo

  • sgrossare il jerk
  • carteggiarlo ben bene
  • magari dare un velo di coprente, turapori o cementite per i test
  • fare i test con gli anellini a vite (riposizionabili) per verificare il miglior punto per mettere l’anellino
  • mettere i piombi con lo stucco da vetraio
  • provare l’assetto in acqua così non si hanno sorprese… e finire come voluto l’assetto statico in acqua aggiungendo e togliendo piombo. Per fare questo o si fanno dei fori in più (poi da riempire con lo stucco definitivo) o ci si adatta a riformare o a mettere lamine di piombo sotto. Rifare fino a che si è soddisfatti, testare con piombi e lamina di piombo più attack in tasca
  • carteggiare
  • dare una mano di una vernice di base e rifinire
  • mettere  gli anelli con lo stucco per marmisti con le ancorine così che in precedenza si possa lavorare  meglio
  • provare in acqua definitivamente, qui si possono fare solo minimi aggiustamenti
  • vetrificare
  • è bene farne tre o quattro, così si provano assieme.
  • Provandoli mi prendo dietro alcune viti e la carta vetrata per miniritocchi
  • Poi guardo cosa fa e ritocco
  •  POI se è tutto ok lo coloro!!!

Si deve avere la pazienza di segnare il peso, la posizione e la profondità dei pesi, sagoma (di fianco, da sopra, da sotto, da davanti e da dietro del jerk o su carta millimetrata o su digitale, con vicino un pezzo di metro.

Mauro Maccagnani (Sipadan) 

 

 

 

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