ARTIFICIALI & Co

 

 

 

 

 

 

Jumping Minnow

con rattler negli occhi

 

foto ed articolo di Paolo (Fitto) -Aprile 2009

 

Ciao a tutti,

vi avevo promesso un altro tutorial ed eccolo qui...

Oggi costruiremo insieme una esca di superfice, che è qui (Brasile) piuttosto usata soprattutto per la pesca dei Tucunarè e altri pesci predatori che amano stazionare in caccia  vicino alle sponde, spesso in ambienti pieni di vegetazione sommersa. Sono luoghi d’acqua dove usare minnows con paletta, pur piccola e molto inclinata che sia, complica la nostra battuta di pesca, causa incagli continui. Ecco che allora spopolano i poppers, gli zara (quelle esche che non hanno un movimento proprio ma che devono essere animate da colpetti ritmici di vara, dando loro un movimento più o meno stretto di ZIG-ZAG), pesciolini con elichette, e jumping. Proprio di quest’ultimo tipo parla il tutorial di oggi.

I jumping minnows (traduzione letterale = pesciolini saltellanti) lavorano proprio sulla superficie dell’acqua, affondando al massimo per mezza spanna. Questo evita, come vi dicevo, che rami sommersi e alghe si sostituiscano ai nostri amati tucuna. Sono esche di magnifica lanciabilità, dato che il peso è praticamente tutto in coda. Il loro volo è stabile e prevedibile, anche in condizioni di vento. In acqua, se lasciate ferme, galleggiano. Assumono una posizione verticale emergendo solo con la punta del “naso”. Dislocano abbastanza acqua creando ondine in tutte le direzioni. Ma tra le varie esche di superficie sono comunque le meno invasive, cioè non chiamano troppo l’attenzione dei pesci. Questo può essere un limite, ma sicuramente, quando i tucuna rifiutano le altre esche più “rumorose”, potrebbe fare la differenza. Sicuramente un esca che non può mancare nella nostra cassettina...

Esche di questo tipo non so se sono usate anche in Italia, forse potrebbero essere impiegate in tutte quelle situazioni di pesca in cui si usano i poppers...

Ma andiamo alla realizzazione.

Devo ammettere che i miei mezzi di produzione sono davvero limitati e sono sicurissimo che voi riuscirete a produrre minnows molto più belli e curati dei miei. Pensate che non ho neanche una morsa da banco, che le mie punte da trapano sono di pessima qualità e che il mio trapano che ruota ad una sola velocità (la max, ovvio!!) ha l’asse un po’ storto...

Parto lavorando il manico di una scopa fatto con listello di un legno leggero e lavorabile, che non so neanche come si chiama. Qualche colpo di raspa e poi di carta vetrata grossa.

procedo come al solito con l’intaglio ventrale per collocare l’armatura (intaglio le zona dove andranno gli anelli per monofilo e ancorine sempre un po’ più abbondanti per avere possibilità di un migliore centraggio degli stessi in fase di stuccatura). Realizzo una armatura con filo inox 0,8 mm ma secondo la procedura che vedete nella foto. E’ il “disegno” più resistente che io abbia sperimentato e che sto usando per tutte le mie creazioni. Ho fatto varie prove di carico e la deformazione è quasi nulla. 

Come vedete dalla foto il piombo l’ho inserito direttamente nell’armatura. E’ un piombo sferico scelto in base a prove di galleggiamento, dove ho usato le ancorine e una armatura provvisoria. Tengo mentalmente conto del futuro peso dello stucco, del fondo, e della KK1. Il legno che uso assorbe abbastanza acqua e questo bilancia il futuro peso del fondo e della KK1. L’unica accortezza, per incastrare il piombo sferico in coda, è fare un piccolo intaglio semisferico nel legno, sempre approssimativo, che verrà successivamente riempito con lo stucco bicomponente.

Finita la fase di stuccatura, che già tutti conosciamo, realizzo il Ratt con un processo credo nuovo.

Approfitto dello scasso per gli occhi per fare il foro passante che ospiterà la sfera. I timpani su cui la sfera di acciaio sbatterà saranno gli occhi stessi (vedi anche altro tutorial... ratt a doppia frequenza). In questo modo si ottiene il Ratt proprio nella posizione dell’artificiale più lontana dal piombo. Nella zona cioè che l’artificiale dovrebbe avere più movimento. Questo un consiglio per tutti. Collocare il Ratt sempre il più lontano possibile dal baricentro dell’artificiale. E possibilmente dove lo spessore del legno è maggiore, per lasciare la sfera con più spazio di movimento. Sono due condizioni spesso in contrasto tra loro (per i minnows di superficie, per esempio, il posto giusto per il ratt sarebbe il più possibile verso la coda – zona di maggiore oscillazione -, ma è anche dove il minnow è più sottile...) quindi bisogna di volta in volta cercare un equilibrio tra le due condizioni.

Collocata la sferetta, si stuccano gli occhietti finti. Il suono non è secco e metallico, è dalle frequenze più basse. Questo si inserisce bene nell’idea di un esca non troppo “rumorosa”. Si lascia seccare il nostro artificiale e si fa un’altra prova di galleggiamento. Se il nostro jumping affonda... non ci resta altro da fare che limare un po’ di piombo, col vantaggio di raccordarlo al corpo del nostro pescino. Io uso carta vetrata a grana grossa, sia per aumentare la presa del fondo bianco, sia (e soprattutto) per non creare una fine polvere di piombo che potrebbe essere molto pericolosa per la nostra salute. Il risultato è quello della foto. Sono sicuro che voi saprete fare di meglio.

Vi ringrazio per condividere questa gran bella passione.

A presto

Dal Brasile

Fitto

 

 

 

 

 

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