ARTIFICIALI & Co

 

 

 

 

 

 

il “Fai da Te” - Materiali 

Evoluzione della resina da marmisti

 

                                      Testo e foto di Simone Zanola, ultimo aggiornamento 06/04

 

Solo poco tempo fa la resina per marmisti era sconosciuta alla gran parte dei costruttori, al suo posto venivano usati semplice stucco per legno oppure prodotti a due componenti che non sempre risultavano adatti. Dopo vari tentativi ho potuto verificare che nell’ambito della categoria “resina per marmisti”, si possono trovare prodotti molto diversi tra loro, che si prestano ad applicazioni particolari, con risultati ancora migliori.

Quale che sia il prodotto che ci interessa, dobbiamo sempre leggere le istruzioni, prestando particolare attenzione alle precauzioni da adottare. In linea di massima i prodotti a due componenti vanno impiegati solo all’aria aperta evitando di inalarne i vapori. Proteggiamo anche la nostra pelle con guanti usa e getta e soprattutto stiamo sempre concentrati su quel che stiamo facendo.

 

 

STUCCO PER MARMISTI  TIPO “VERTICALE”

 

E’ probabilmente il più conosciuto e diffuso, caratterizzato da una consistenza abbastanza solida (simile alla nutella, tanto per capirci), si presta al fissaggio di armature e  palette nei minnows, nonché al riempimento delle scanalature. E’ ottimo anche come collante per posizionare la piombatura (in forma di lamierino di piombo) al di sotto dell’esca. Trova valido impiego anche negli spinnerbait, ove sia necessario consolidare l’avvolgimento di filo d’acciaio attorno all’amo e per bloccare il piombo.

 

 

STUCCO PER MARMISTI TIPO LIQUIDO

 

Di recente è stato utilizzato nella costruzione di Jerkbait, per fissare degli anellini simili a quelli a vite, ma con una robustezza decisamente superiore.

Può essere usato in alternativa allo stucco verticale per riempire in profondità le scanalature, ovviamente essendo più fluido penetra più facilmente.

Questo tipo di stucco risulta molto valido come prima mano da dare alle esche di legno. Infatti può facilmente essere steso sul corpo dell’esca, catalizza in pochi minuti e conferisce all’artificiale una notevole resistenza agli urti e ai denti dei pesci.

Può anche essere impiegato per riparare esche danneggiate visti i rapidi tempi di asciugamento.

Si presta bene anche per la realizzazione di esche in resina (vedi resina liquida).

 

 

RESINA SOLIDA

 

A differenza dello stucco non contiene polvere di marmo e ciò la rende più leggera, inoltre ha una consistenza diversa, simile al grasso rappreso e quindi più facile da spalmare. Una volta solidificata rimane leggermente appiccicosa, ma ciò non pregiudica la verniciatura. Può svolgere le stesse funzioni dello stucco verticale, in più è eccezionale da spalmare sul corpo degli artificiali. Si crea in tal modo un sottile strato impermeabile che permette di provare l’esca in acqua dopo pochi minuti dall’applicazione. Inoltre si ottiene una resistenza incredibile a urti e a dentature “offensive” (lo consiglio vivamente a chi insidia il luccio e o pesca in  mare). Dopo aver ricoperto l’esca con questa resina la verniciatura con la kk2 ha la sola funzione di preservare la colorazione (un bel vantaggio, anche in termini economici).

 

 

RESINA LIQUIDA

 

Simile allo stucco liquido, ma senza polvere di pietra. Al pari dello stucco può essere impiegato per rivestire le esche di legno o riempirne le scanalature.

L’ho usata con successo per realizzare esche interamente di resina. Riguardo alla costruzione degli stampi vi rimando agli specifici articoli contenuti nel sito. Una volta realizzati gli stampi la resina liquida può essere versata negli stessi per ottenere le esche. Personalmente ho ottenuto i migliori risultati con stampi in due metà privi di canale di colata. Una volta posizionata l’armatura e la piombatura in una metà dello stampo la riempio e  poi riempio l’altra metà, quindi con un rapido gesto le unisco. Per realizzare corpi più leggeri e distribuire meglio il peso si può riempire solo una metà dello stampo, chiuderlo con l’altra metà e successivamente farlo ruotare per distribuire la resina sulle pareti, ottenendo in tal modo un’esca cava (un po’ come si fa con le uova di Pasqua).

 

 

RESINA E FIBRA DI VETRO

 

Chiaramente alla resina base possono essere aggiunti vari materiali, non solo polvere di marmo. Parlo della resina con fibra perché pur essendo più difficile da gestire si rivela molto valida. Molti la conosceranno per le sue applicazioni “nautiche”: piccole riparazioni, rinforzi ecc. A me è tornata utile per costruire esche a prova di bomba e per la sua grande elasticità che ne fa un valido alleato nella costruzione con gli stampi, in particolare quando si cercano spessori minimi senza indebolire la struttura.

 

Nel concludere questo breve articoletto (poco più che un appunto), mi rendo conto che in realtà l’argomento è tutt’altro che concluso: ci sono ancora tantissimi materiali da provare e nuovi usi da scoprire, fra poco tempo ci sarà la necessità di aggiornare questo scritto. Faccio conto su di Voi, mandatemi suggerimenti e impressioni sulle Vostre scoperte  a :

 

Simone.zanola@libero.it

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