ARTIFICIALI & Co

 

 

 

 

 

“Fai da Te” - Come costruire i minnow 
(e  gli artificiali in legno)

Testo e foto di Gianni Burani
Pubblicato 11/00 - aggiornamento 04/04


Note iniziali e precisazioni

Le illustrazioni che troverete, pur rispettando rigorosamente la sequenza costruttiva, non si riferiscono ad una realizzazione specifica. Ho volutamente riportato immagini di costruzioni diverse in quanto il metodo illustrato è utilizzabile nella fabbricazione di qualsiasi artificiale in legno come shad, stick-bait, popper, chugger, crank, jerk, rane e qualsiasi altro artificiale di fantasia. Solo per convenzione e comodità ho indicato nel titolo e nel testo la definizione "minnow". I vari paragrafi sono ordinati secondo la sequenza tipica di lavorazione. Per un maggiore approfondimento sulle tecniche costruttive e per la scelta dei materiali piu’ adatti  suggerisco al lettore di approfondire l’argomento sfogliando le ricche , numerose e dettagliate pagine del presente sito. 

Premessa

Un buon artificiale deve navigare bene innanzi tutto, essere ben bilanciato e proporzionato. L’assetto, la quantita’ e la disposizione di pesi , la dimensione ed inclinazione della paletta sono tutti fattori che determinano la buona riuscita del nostro artificiale. Come inizio suggerisco di non partire da una forma inventata ma di iniziare con una forma classica semplice di cui conosciamo esattamente il comportamento in acqua. Se necessario prendete un vecchio artificiale commerciale, sezionatelo per vedere come e dove sono disposti i pesi e studiatevi bene la sagoma di lato e dall’alto. In questo sito sono illustrate parecchie radiografie di artificiali commerciali che possono essere prese , in alternativa o complemento, come riferimento (clicca qui). Sara’ cosi piu’ facile capire l’influenza sul movimento e sull’assetto di forma, peso e paletta quando lo proveremo in acqua. Per avere una idea sulla influenza della forma sulla navigabilità clicca qui.

Suggerisco anche di non trascurare la finitura superficiale. Una buona impermeabilizzazione fara’ si che il nostro artificiale duri piu’ a lungo. Infine, se è vero come sostengono alcuni, che in acqua la differenza tra una livrea ben rifinita ed una appena abbozzata di fatto agli occhi del pesce non è importante, è anche vero che la maggior parte del suo tempo l’artificiale autocostruito lo passerà all’asciutto, ogni tanto sara’ mostrato agli amici e speriamo oggetto di complimenti. Se ben rifinito e curato, sara’ per noi motivo di orgoglio, appagamento e soddisfazione.

Prepariamo attrezzi e materiali

Attrezzi: cutter, lime di varie misure, carta vetrata, tenaglie, forbici, pinze, pinze a becchi tondi, una morsettina, un piccolo incudine o una base in metallo per modellare i pesi, pennelli o/e aerografo, spatoline, blocco appunti e matita, guanti di lattice, carta di giornale, straccio, recipienti di varie misure, barattoli vuoti.

Materiali: legno , filo di acciaio inox  per la armatura, qualche spezzone di plastica di 1-3mm di spessore per le palettine (ma vanno bene anche i metalli), colla, stucco , colori, protettivo finale (trasparente  lucido) , anellini, ancorette o ami singoli.

Per maggiori dettagli su marche e prodotti , si veda l’articolo sui materiali per la costruzione dei minnow.

Predisponiamo la nostra area di lavoro

Se decidiamo di operare su piu’ realizzazioni contemporaneamente, consiglio di organizzare il nostro tavolo da lavoro in almeno tre aree. La prima dedicata alla lavorazione e modellazione del legno, della armatura e della paletta dei pesi. La seconda per le attivita’ di incollatura, stuccatura e stesura della  base, la terza per le attivita’ di verniciatura, impermeabilizzazione, e relativa asciugatura. 

Se decidiamo poi di operare in ambiente chiuso con vernici spray o aerografo dobbiamo predisporre una apposita area con aspiratore delle polveri . In ogni caso utilizziamo sempre una mascherina, guanti ed occhiali.  Un angolo dell’area di lavoro dovra’ poi essere dedicata ai contenitori dei rifiuti. Bastano 3 barattolini. In uno riporremo gli spezzoni di filo inox in eccesso, nel secondo le rifilature del piombo, nel terzo i residui o gli scarti derivanti dall’utilizzo di resine, plastica, stucchi, vernici, colle ecc. Oltre ad avere una maggiore pulizia della nostra area di lavoro, potremo smaltire nella isola ecologica piu’ vicina di tanto in tanto, questi scarti di lavorazione altamente tossici ed inquinanti . Il piombo invece lo  riutilizzeremo per appesantire anche quando questi e’ in scaglie piccolissime.

Pianifichiamo il lavoro

Prima di iniziare è bene  farsi uno schizzo del progetto. Questo diventerà  il nostro piano di lavoro e ci servirà durante le fasi di lavorazione ed anche in seguito se sarà nostra intenzione replicare il minnow. Potremo registrarvi i tempi di polimerizzazione (indurimento) di colla, stucchi e vernici oltre ad eventuali accorgimenti o soluzioni adottate .Anche le risoluzioni ai problemi durante la lavorazione dei materiali e delle forme saranno cosi’ registrate e capitalizzate per tutti i lavori futuri.

Non fate troppo caso allo schema "tecnico" che vedete in foto, è la conseguenza di una mia deformazione professionale applicata a questo hobby,  in pratica un qualsiasi foglio di carta e dei normali appunti e schizzi a mano libera, sono più che sufficienti.

Formatura della sagoma

Tagliato il legno iniziamo a lavorarlo grossolanamente seguendo le linee di sagoma che avremo preventivamente riportato sul massello di partenza .

Per la balsa possiamo asportare grosse porzioni di legno in eccesso velocemente con un cutter o con una lima . Per legni piu’ duri useremo raspe , lime , dischi o nastri abrasivi  (questi ultimi se abbiamo la fortuna di avere un elettro utensile). Per cercare di ottenere una forma il piu’ simmetrica possibile è necessario procedere per gradi, almeno le prime volte. Un colpo a destra ed uno a sinistra… credo che dia l’idea. 

Man mano che la sagoma inizia a formarsi passiamo dalle raspe, lime o cutter, alla carta vetrata a grana grossa per rifinire ulteriormente il profilo. Infine passeremo alla carta abrasiva  fine per ottenere una superficie  liscia ed esente da rigature o imperfezioni.

In questa fase dobbiamo cercare di eliminare il piu’ possibile eventuali imperfezioni superficiali di sagomatura ,  rigature ed asperità del legno.

 

Sedi della armatura, della piombatura e della paletta

Per realizzare la sede di alloggiamento della armatura eseguiamo un taglio longitudinale nella pancia del minnow con un seghetto. Sconsiglio di utilizzare una fresina a mano. Con il seghetto infatti riusciremo a realizzare un taglio perfettamente diritto. Importantissima la precisione del taglio nei punti di uscita degli anellini di coda e di testa che dovranno risultare perfettamente centrati. Se necessario ripiegando in due un pezzo di carta vetrata, andremo ad allargare gradualmente la sede, per calibrarla esattamente alle dimensioni della armatura. 

Importantissimo che la sede venga realizzata esattamente in asse. Un disassamento della sede rispetto al corpo comporterà inevitabilmente, un disassamento dell'occhiello di fissaggio della lenza. La conseguenza potrebbe essere una forte instabilità di assetto in recupero.

E’ importante che la sede avvolga il piu’ possibile la armatura. Per due motivi. Il primo perchè cosi’ eviteremo di posizionare la armatura in modo non corretto. Il secondo perche’ il minnow sara’ piu’ resistente alle “forti sollecitazioni” (che vi auguro, ovviamente frequenti e numerose). Per realizzare la sede della piombatura, possiamo utilizzare una fresina, una lima, o semplice carta vetrata. Dipende dalla dimensione del piombo e dalla sua forma. Questa fase è decisamente delicata in quanto dovremo realizzare una apertura nel corpo dell’artificiale. Soprattutto con la balsa occorre fare molta attenzione. Un colpo piu’ forte del necessario potrebbe compromettere l’intero lavoro.

In seguito, trasversalmente rispetto al taglio per la armatura, nella posizione designata andremo, sempre con un seghetto a realizzare la sede per la paletta. Anche in questo caso se necessario, andremo a calibrare il taglio con carta vetrata ripiegata. Per finire con la carta abrasiva fine andremo ad asportare le bavettine o le imperfezioni superficiali che si sono formate durante queste lavorazioni.

Solo due parole sulla piombatura. La tentazione, nelle prime realizzazioni, puo’ essere quella di omettere la realizzazione della sede dei piombi o peggio di omettere l'inserimento del piombo. Va detto che un peso, per quanto minimo, allo scopo di tenere basso il baricentro dell'artificiale è quasi sempre indispensabile. Certamente la armatura e lo stucco contribuiscono ad abbassare il baricentro, ma solitamente da soli non bastano a dare un assetto sufficiente.   La sede per i piombi tuttavia potrebbe non essere necessaria. Per esempio se useremo del filo a piombo da inserire nella stessa sede della armatura (tipicamente per artificiali galleggianti o popper), o nel caso che fisseremo il peso sulla superfice del minnow tramite dei fogli di piombo ritagliati a dovere ed incollati (questa è una ulteriore possibilità costruttiva).

Realizziamo la armatura

Abbiamo già realizzato la sede. Utilizzandola come riferimento, con una pinza a becchi tondi, realizziamo il primo anello (di testa o di coda), quello centrale (o quelli centrali) e quello finale. Il filo dovrà essere acciaio inox (il filo di saldatura all’arco va’ benissimo – 304 0 316). Evitare l’acciaio armonico o il filo in ferro dolce o l’inox dolce (morbido). Per riconoscere se l’acciaio che abbiamo nella cassetta è inox o acciaio al carbonio o semplice ferro è possibile fare una semplice prova. L’inox non è ferromagnetico per cui non e’ attratto dalla calamita!

Per approfondire l'argomento sulla costruzione delle armature vedi qui.

Se la sede e’ sufficientemente avvolgente e se il minnow non è enorme, possiamo anche evitare di chiudere gli anelli. Per i minnow destinati a grosse prede viceversa e’ sempre meglio farlo.

Esistono diverse alternative alla armatura in particolare quando si utilizzano legni compatti e duri e si stanno realizzando grossi minnow o jerk. Sono le viti ad occhiello o degli anellini simili che potremo ricavare con  il filo di acciaio inox. Rimando ad un'altra pubblicazione l'approfondimento di questa soluzione. 

Scelta e sagomatura dei pesi... piombatura

A seconda delle esigenze possiamo utilizzare piombo in filo, in lamine o in blocchi utilizzando anche grossi piombi per la pesca a fondo. Se dobbiamo modellare il piombo per farlo entrare in una sede , facciamolo a freddo utilizzando tronchesine, martello ed incudine. Evitiamo di sagomare il piombo con lime o peggio con mole elettromeccaniche. Oltre che poco redditizio è oltremodo sconveniente per le polveri tossiche che liberiamo.

Realizzazione della paletta

Naturalmente quanto segue non vale se avremo decisa la realizzazione di un jerk o di un qualsiasi lipless. 

Certo che quando 50 anni or sono il Sig. Lauri Rapala, ebbe la intuizione di inserire questo armenicolo nei sui oggettini, possiamo certamente dire che cambiò la storia della pesca, certamente rivoluzionò la pesca con le esche artificiali. Ma vediamo perchè la paletta è cosi importante e a cosa serve. Lauri Rapala osservando i branchi di piccoli pesci ed i predatori nei sui laghi fillandesi si accorse che i predatori non puntano nel mucchio. Scelgono accuratamente la loro preda preferendo quella che si muove con difficoltà, magari perchè debole ferita o menomata. Egli si accorse che il mimetismo nei  piccoli pesci, dato dalla livrea, veniva compromesso in quei pesci che per difficoltà o malattia non mantenevano l'assetto normale.  Il dorso scuro infatti se osservato dall'alto si mimetizza con il fondale (scuro) ed il ventre chiaro, se osservato dal basso si mimetizza con il chiaro della superficie, ma se il pesce oscilla questo mimetismo scompare proprio perchè il fianco chiaro diventa fortemente contrastato dal fondale scuro.  La paletta inserita nei primi rapala 50 anni fà e quella che inseriremo oggi nelle nostre autocostruzioni serve proprio a questo, ossia serve a dare sinuosità e movimento oscillato, non molto naturale nei pesci sani... ma molto naturale nei pesci malati o in difficoltà. 

Plastiche e metalli vanno benissimo. Tra le plastiche il policarbonato puro (non caricato) , risulta oggi avere la preferenza tra gli autocostruttori. Questo perchè anche a freddo si deforma bene mantenendo la forma senza crepare. Questa possibilità è importantissima per correggere eventuali difetti di posizionamento o di forma operando semplicemente sul finito con una pinza. Tra i metalli, per lo stesso motivo l'alluminio è certamente il materiale da preferire. Sia il policarbonato che l'alluminio, se non hanno uno spessore troppo elevato, si possono tagliare agevolmente con un paio di robuste forbici. Per spessori elevati ricorreremo invece al solito seghetto. Rifiniremo poi il profilo con carta abrasiva.

Montaggio della armatura, dei piombi e della paletta

Inseriamo l'armatura in sede e quindi la quantità di peso prevista. . 

 

Procediamo quindi a  fissare armatura e piombi nella sede con colla cianoacrilata (attak) o colla epossidica bi-componente. 

La paletta

La palettina verra’ inserita nella sede precedentemente ricavata nel minnow, con una buona colla come l'attak o con colla epossidica bi-componente. La colla bi-componente ha il vantaggio di non essere a presa rapida e questo ci consente di posizionare al meglio la palettina nella sede. Nelle prime realizzazioni, montavo sempre la palettina in questa fase ossia dopo il fissaggio della armatura e del piombo e stuccavo  il tutto contemporaneamente. 

Nonostante la proteggessi con carta gommata, rimanevano però su di essa antiestetici piccoli residui di collante, stucco, o colore. Con il tempo ed acquisendo una migliore precisione nelle realizzazioni, ho adottato un'altra soluzione. Nel momento di realizzare la palettina con il lexan, realizzo una seconda piccola sagomina recuperando gli scarti di lavorazione. Questa sagomina la incastro nella sede della paletta e  li la lascio, senza incollarla. Realizzata la colorazione della livrea, tolgo la sagomina e fisso con la colla la paletta vera e propria, senza ulteriori stuccature  e passo poi il tutto nell'impermeabilizzante finale.  A voi provare e scegliere la sequenza che piu' gradite.

Stuccatura e prima mano di fondo

Per i piccoli minnow con una sola ancoretta o amo di coda e le piccole superfici è possibile utilizzare uno stucco in pasta fine per legno. E’ meno resistente di un prodotto bicomponente ma facilmente lisciabile e carteggiabile  non richiede preparazione ed è inodore. 

Viceversa se l'artificiale è di dimensioni medio grandi, dotato di ancoretta ventrale e la superfice da stuccare è grande (ad esempio a causa dell'inserimento di un grosso piombo) è preferibile  lo stucco bicomponente. Infatti gli stucchi ad acqua nell'asciugarsi si ritirano generando nelle grandi superfici delle crepe con la possibilità di piccole disgregazioni di materiale anche a  seguito di semplici urti. Inoltre questi stucchi non hanno una grande resistenza ed una grossa preda che dovesse abboccare all'ancoretta ventrale , per via della geometria della armatura, potrebbe generare delle sollecitazioni sulla armatura stessa non sopportabili da un semplice stucco monocomponente. 

Terminata la stuccatura e la lisciatura dello stucco, passiamo due o tre mani di smalto acrilico bianco di fondo molto diluito o una sola mano di smalto non diluito. Lo scopo dello smalto è di eliminare ulteriormente eventuali piccoli difetti superficiali presenti e di preparare il fondo per la esecuzione della verniciatura.

Lo smalto acrilico altrimenti noto come cementite, va poi ulteriormente rifinito con carta abrasiva  fine.

Colorazione della livrea

Qui fantasia. Solo alcuni suggerimenti. Nella scelta dei colori fate molto attenzione che questi siano compatibili con la vernice impermeabilizzante finale. E’ tutt’altro che raro vedere con la stesura dell’impermeabilizzante finale, dissolversi la nostra livrea in uno scomposto amalgamarsi di colori. Analogo ragionamento va’ fatto per i colori o gli inchiostri scelti per realizzare le finiture. Una prova preventiva, simulante la sequenza di verniciatura e finitura è sempre consigliabile.

E' sempre consigliabile partire con la stesura di una base che sara’ chiara. A seguire la livrea la terale piu’ scura ed infine il dorso ancora piu’ scuro. Per realizzare una realistica livrea laterale, e’ possibile utilizzare delle mascherine. Sono eccellenti per simulare le squame, le retine degli spicchi d’aglio oppure i tessuti che contengono i confetti (anche le tende del salotto alla bisogna ma la moglie deve essere molto lontano). Provare per credere  (a farlo con la moglie vicino intendo). Per  dare risalto ad altri dettagli come la bocca, le pinne, le branchie, si possono usare inchiostri di china, pennarelli o colori in tubetto (meglio gli acrilici che tempere). 

Gli occhi

Per ottenere un effetto molto realistico per gli occhi, ci sono diverse soluzioni in alternativa al disegno con inchiostro, alla semplice colorazione o all'acquisto di occhi già pronti. Se utilizzate esche siliconiche, vi sara’ capitato di usare delle imitazioni di rane o dei piccoli shad. Recuperate con una pinzetta gli occhietti finti degli shad o delle rane ormai stremate. Con due goccie di attack diventeranno gli occhi molto realistici del vostro nuovo artificiale. Anche i finti diamanti per i decori degli abiti vanno benissimo. Dovremo solo avere la pazienza di colorare di nero la pupilla centrale con della china. Un altro sistema economico ed efficacie è quello di disegnare gli occhi con la china su un foglio bianco utilizzando un cerchiometro. Dovremo poi semplicemente ritagliarli ed  incollarli sul minnow prima della applicazione del protettivo finale. Nell'indice di questo sito poi sono certo che troverete  diverse altre soluzioni.

 

Impermeabilizzazione o verniciatura finale

La verniciatura  finale ha lo scopo di proteggere l’artificiale dall’acqua, di preservarlo nel tempo, di irrobustire la superficie e perchè no , di conferirgli  anche una certa piacevole estetica. Importante che l’impermeabilizzante sia resistente all’acqua, alla luce, non screpoli con il tempo ed naturalmente che sia perfettamente trasparente, e sufficientemente lucido-brillante. Possono andare bene le vernici trasparenti monocomponenti o bicomponenti. La vernicie trasparente eposidica bicomponente, per il fissaggio degli anelli nelle canne da pesca (es.: KK1), è una delle preferite  dagli autocostruttori per velocità di essicazione, solidità e brillantezza e soprattutto perchè di facile reperibilità. Da evitare il flatting per imbarcazioni … screpola. La applicazione è da effettuarsi per immersione o a pennello secondo le indicazioni del produttore. 

Evitate di applicarlo ( e quindi di acquistarlo anche se disponibile) spray , difficilmente otterrete uno spessore adeguato.

 

Ritocchi finali

Quando la vernice trasparente è asciutta non rimane altro da fare che rimuovere i residui stucco, colore e vernice da paletta ed anellini. Infine , utilizzando i classici split ring, fisseremo gli ami singoli o le ancorette.

Test finale ed ultime correzioni

La prova in acqua dopo la completa polimerizzazione delle vernici e dopo avere montato anellini ed ami o ancorette, ci dara’ il responso finale definitivo ed a questo punto quasi inappellabile.  Se la navigabilità non è perfetta  tuttavia,  è comunque ancora possibile intervenire sulla paletta, sagomandola a freddo con una pinzetta (se abbiamo usato un policarbonato non  caricato  o un metallo duttile), oppure asportandone delle piccole porzioni con una lima. A tal proposito per qualche nozione di “idrodinamica” vi rimando qui. Ricordo solo che minore è l’angolo di l’incidenza frontale della paletta sull’acqua e maggiore è l’affondamento in recupero, Inoltre, l’artificiale tenderà ad appoggiarsi di lato se la paletta non è perfettamente perpendicolare con il fronte di acqua oppure oppone più resistenza all’acqua da un lato (caso aime’ abbastanza frequente soprattutto nelle primissime realizzazioni a causa del non perfetto allineamento della paletta).

Anche piccoli interventi sull'anellino di testa possono risolvere delle situazioni che a prima vista o meglio al primo nuoto sembrano disastrose...

Con il tempo e con l'esperienza, vi renderete meglio conto  della influenza che ha l'altezza dell'occhiello di fissaggio della lenza rispetto all'asse del corpo dell'artificiale e rispetto alla paletta, e di come queste  interagiscano tra loro nel conferire  l'assetto in movimento.

Buon divertimento e… attendiamo le foto delle vostre realizzazioni.

Gianni Burani

 

 

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