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“Fai da Te” - Come
costruire
le Armature e le Palette
ai nostri Minnows
Testo
e foto di Loris Ferrari ( 03/01 –
Ultimo aggiornamento 05/04 )
Quando
ci accingiamo di affrontare il grande passo, ovvero decidiamo di
costruirci i nostri primi artificiali, la scelta cade quasi sempre sui Minnows,
ovvero
i pesciolini finti in legno.
Le
ragioni sono molteplici; la prima è che questi
artificiali sono fra i più costosi in assoluto, e quindi il “Fai da Te”
permette, sul lungo termine, risparmi notevoli.
La
seconda ragione è che sono sicuramente
fra gli artificiali più facili da modellare con lime, seghetto e carta
vetrata e quindi sono facilmente realizzabili anche da chi ha davvero poca
dimestichezza con il bricolage.
C’è
poi un’altra considerazione da non trascurare, l’efficacia
dei pesciolini finti nei confronti di tutti i predatori (da tempo
immemorabile il pesce grosso mangia quello piccolo!!!).
Ci
sono però due operazioni, un poco più difficili, che frenano i più
dall’iniziare ad costruirsi i propri artificiali:
-
La costruzione dell’armatura di acciaio interna;
-
La costruzione della paletta.
Queste
due cose, a torto ritenute difficili,
ma vi assicuro alla portata di chiunque abbia un poco di volontà e tenacia,
impediscono alla stragrande maggioranza dei lanciatori di godere appieno della
nostra passione.
Impediscono
cioè la profonda gioia, l’intima ed enorme soddisfazione, di catturare un
pesce, piccolo o grande che sia, usando
un’esca interamente costruita da soli.
Vi assicuro, ed è convinzione vera del
sottoscritto, che non saprete davvero cos’è fino in fondo lo spinning, finché
non catturerete pesci, anche con
vostre esche.
Potete
credermi, perché, mentre gli articoli
di spinning sulle riviste, magnificano le doti catturanti di questa o
quell’esca, citando nomi e marche più o meno famose e lasciando in noi sempre
il sospetto (non sempre infondato), che dietro ci siano meri e malcelati
interessi commerciali dell’autore; io vi chiedo di fare esattamente il
contrario, vi sto chiedendo di rompere gli indugi e provare a costruirvi le
esche da soli !!!
In attesa che le multinazionali dei costruttori di
esche artificiali si organizzino e mandino i killer ad eliminarmi, approfitto
del loro momento di sorpresa e senza indugio mi affretto ad insegnarvi come
costruire:
L’ARMATURA
D’ACCIAIO :
Cominciamo
ad affrontare la costruzione dell’armatura d’acciaio. Per i materiali
e gli attrezzi occorrenti, vi
rimando allo specifico articolo sul sito.
E’
sicuramente una parte importantissima di tutta la costruzione, poiché deve
resistere alla forza del predatore che cerca di liberarsi, io la costruisco da
anni in un solo spezzone di acciaio inox dello
0,80 (o di 1 mm. o più di diametro per i minnows più grandi).

Taglio
dalla matassa di acciaio uno spezzone
lungo dai 10 ai 20 centimetri (secondo la taglia dell’artificiale), e lo
modello con le pinze, fino a formare l’anello di testa e di coda e quello (o
quelli) centrale.
Un
consiglio che mi permetto di suggerirvi è quello di non
formare anelli circolari ma di forma ovale allungata, perché meglio si
prestano alle successive operazioni di aggiustamento e piegatura. Correggendo
delicatamente con le pinzette, si mette l’anello nella posizione giusta,
secondo la conformazione del corpo del minnow.
Iniziamo
a costruire l’anello di testa,
piegando un’estremità dello spezzone a ca. 3,5
cm. con le pinze a becco tondo e avvolgendo il filo per
tre/quattro volte attorno a quello che diventerà l’asse
dell’armatura con le pinze normali (e tagliando l’eventuale eccedenza), in
modo da costruire un anello ovale lungo
ca. 3 o 4 mm. (servirà per l’attacco della lenza all’artificiale).
Alloggiamolo
dentro al taglio longitudinale
praticato in precedenza con il seghetto, sotto la pancia, nel corpo di legno del
minnow e verifichiamo se l’anello ora costruito entra perfettamente nella
giusta sede. Se il taglio è un po’ stretto, dobbiamo allargarlo con cautela
con un cutter, asportando meno
materiale ligneo possibile.
Se
il minnows invece è abbastanza grande, possiamo impiegare dopo il seghetto da
ferro, un seghetto a lama tonda diamantata, in modo da costruire un
comodo alloggiamento, sia per l'armatura che successivamente per la piombatura
ventrale.
Ora
inseriamo
la paletta
(vedremo successivamente cosa usare e come costruirla), facendo passare il filo
d’acciaio dentro il foro della stessa, tenendo
la parte concava verso l’anello di testa.
Ora
controlliamo che la paletta sporga correttamente dal corpo del minnow, infilando
prima l’armatura nel taglio longitudinale e poi la paletta nel taglio a ca. 45
gradi, praticato sotto la testa del pesciolino. Se non tutto è nella giusta
sede, correggiamo con il cutter il corpo del ns. minnow, fino a far stare nella
corretta posizione anello di testa e paletta.
Ora
poniamo attenzione a che altezza del corpo piegare l’anello
centrale del minnow e, con le pinze, formiamo una “U”
lunga ca. 4 o 5 mm. con il filo d’acciaio (in asse rispetto l’anello di
testa). Questo servirà poi, attraverso un anellino metallico, al fissaggio
dell’ancoretta sotto la pancia del minnow. Verificate ora che la “U”
d’acciaio esca dal corpo del minnow per almeno 1 o 2 mm.
Nei
pesci in legno destinati a grossi predatori, io collego in alto la U con alcuni
giri di filo di ferro stagnato, in modo da rendere più robusta l'armatura ed
impedire che un grosso pesce possa aprire l'armatura.
Rimettiamo
l’armatura dentro il corpo dell’artificiale e misuriamo a che altezza dello
spezzone libero formare l’ultimo anello
ovale allungato, quello che ospiterà l’ancoretta di coda.
Anche
quest’ultimo andrà fissato avvolgendo sull’asse tre/quattro giri di
acciaio, dopodiché si provvederà a tagliare l’eccedenza. Quest’ultimo
anello, andrà costruito più lungo di quello di testa, (almeno 5 mm.) per far entrare le spire di acciaio
maggiormente nel corpo del minnow, evitando così di mettere in pericolo la sottile e fragile coda di legno.

Per
fermare nella giusta posizione l’armatura nel corpo del pesciolino, basterà
mettere dei pezzetti di legno (ad es. punte
e schegge di stuzzicadenti), nella parte della coda e fino all’anello
centrale.
Dall’anello
di testa alla paletta, fino ad arrivare all’anello centrale, useremo invece
degli spezzoni di filo fusibile di piombo
(diametro 1 o 1,5 mm.), magari doppiandoli vs. la testa del pesciolino,
ottenendo così, come spiegheremo successivamente, una discesa naturale
dell’esca.
Una
valida alternativa consiste nell'impiegare il piombo in lastre da 2
millimetri. Lo trovate dai lattonieri, perché serve loro ad
impermeabilizzare i camini. Ci basterà tagliarne, con le forbici da lamiera
alcune striscioline per ottenere la piombatura ottimale.
La
nostra armatura è così terminata;
ora procederemo al fissaggio definitivo al corpo di legno dell’artificiale con
alcune gocce di colla cianocrilata
(tipo Attack), stendendola in modo uniforme con l’aiuto di un semplice
stuzzicadenti. Si formerà un’insieme molto solido e robusto, dopo poche
decine di secondi dall’applicazione.
Ora
potremo procedere all’eventuale ulteriore inserimento fra l’anello di testa
e l’anello centrale di pezzetti di
piombo (styl, barrette, filo fusibile…), in quantità più o meno marcata
secondo le nostre esigenze.
La
quantità di piombo,
è subordinata all’azione che vogliamo conferire al ns. minnow, ovvero
all’assetto che dovrà assumere in pesca, diventando:
-
Galleggiante,
il poco piombo servirà solamente a tenere in assetto naturale l’esca ;
-
Affondante,
il piombo deve far affondare lentamente di testa l’esca ;
-
Con
effetto Suspending:
il piombo deve far conferire un aspetto “sospeso” all’esca nelle fasi di
non recupero, ovvero farlo star fermo alla profondità raggiunta, in assetto
neutro. E’ l’effetto più difficile
da ottenere, ci si riesce solamente andando per tentativi, visto che su
questa azione incide tutto, anche il peso degli anellini e delle ancorette o
degli ami che andremo ad installare.Oltre
alla piombatura, si potrà inserire anche un Rattling,
e cioè una o più palline che si muovono e fanno rumore, inserite dentro un
piccolo cilindro di plastica o di metallo. Una volta inserite dentro alla pancia
del minnow, contribuiscono ad emettere richiami
sonori, (rattle, rattle), in grado di farsi percepire dal pesce a maggior
distanza e rendere la nostra esca più catturante.
La
prova in acqua:
Ora,
prima di terminare il nostro minnow dovremo provarlo in acqua, per
verificare se l'assetto ed il nuoto ci aggradano pienamente.
Io
procedo in questo modo, riempio la pancia del minnow con l'antico stucco da
vetrai (può andare bene anche il Pongo dei ragazzi), poi metto gli
anellini metallici (split rig) e le ancorette.
In
questo modo posso recarmi in acqua avendo un artificiale molto simile a quello
definitivo. Ovviamente dovrò scegliere uno stagno od un ansa del fiume con
acque trasparenti e ferme o lente, in modo da verificare il comportamento
dell'esca in ogni sua sfumatura.
Se
la prova è positiva, mi basterà togliere anellini, ancorette e lo stucco
da vetro con la punta di un piccolo cacciavite. Lasciare asciugare un paio di
giorni in un posto ventilato l'artificiale e poi passare alla fase di
stuccatura.
Se
invece la prova è negativa e l'artificiale manifesta l'esigenza di una
qualche correzione (solitamente di piombatura), sarà molto facile togliere lo
stucco, aggiungere il piombo nella posizione voluta, richiudere il tutto e
rifare la prova in acqua fino a raggiungere l'obiettivo prefissato dall'esca.
La
Stuccatura:
Si
dovrà ora procedere alla stuccatura
della pancia del minnow, per chiudere definitivamente il taglio,
preparandolo così l'artificiale alle fasi di verniciatura successive.
Per
i minnows più piccoli, soprattutto impiegando la balsa e che abbisognano di
maggiore precisione, mi trovo bene con lo stucco rapido da
carrozzaio, perché dopo ca. 20 minuti dall’applicazione è già possibile
carteggiare via l’eccedenza e procedere all’applicazione della vernice
bianca di fondo (turapori). Per quest'ultima, mi trovo bene con la cementite, bianca
opaca.
Per
i minnows più grandi, specialmente per quelli fatti in legno duro ed
affondanti, mi trovo davvero bene con un bicomponente, sempre a base di
poliestere; il mastice da marmista
di tipo verticale. Anche questo raggiunge la massima durezza dopo 24 ore,
ma dopo soli 15 minuti è già possibile carteggiarlo.
Consiglio di non
andare oltre questo termine perché dopo diventa duro come la pietra ed è
davvero difficile da levigare.
Questo
mastice ha un altissimo peso specifico ed è perfetto per
"risparmiare" sul piombo.
Costruiamo
l'armatura nei piccoli minnow:
Quando
dobbiamo costruire piccoli Minnows dai 2,5
ai
5 centimetri, o cavallette ed insetti (bug), dalle dimensioni analoghe, dovremo piegare
l’armatura d’acciaio inox nel seguente modo.
Prendiamo
uno spezzone di acciaio dalla ns. ruzzola di ca. 10 cm. e formiamo a ca. 2 cm.
ad una delle estremità, un anello
semicircolare di forma allungata.
L’eccedenza
d’acciaio la piegheremo parallela all’asse dell’armatura, così non avrà
altro spessore se non il diametro dell’acciaio stesso.
Eseguiremo
ora la stessa operazione anche dall’altra estremità dello spezzone
d’acciaio, dopo aver accuratamente preso le misure, in base al corpo del mini
pesciolino.
Avremo
così uno spezzone con due anelli ovali
alle estremità; uno servirà all’attacco della lenza e l’altro per
ospitare l’ancoretta di coda.
Se
il minnow non è così minuscolo e
vogliamo mettere anche un’ancoretta sotto la pancia, basterà piegare con le
pinze a becchi, anche una “U”
centrale ed il gioco è fatto.

In
questo modo, riusciamo ad ottenere un’armatura spessa solamente lo 0,80 del filo d’acciaio e basterà con il seghetto da traforo
tagliare longitudinalmente il corpo dell’esca e tutto entrerà facilmente
senza rischiare di rompere il piccolo corpo in legno.
Se
non vogliamo davvero correre rischi, possiamo legare strettamente l'armatura
d'acciaio con uno spezzone di comune filo zincato dello 0,40 reperibile
in tutte le ferramenta.
In
questo modo si impedisce che un pesce di grandi dimensioni, anche nel
malaugurato caso che riuscisse a distruggere con i denti la balsa del corpo del
minnow, riesca ad aprire l'armatura e liberarsi.
L'attack
aggiunto al mastice da marmisti o allo stucco bicomponente faranno in modo di
formare un corpo unico impedendo qualsiasi tipo di rischi, anche durante le
pesche più gravose.
A
qualcuno di voi potrà apparire una precauzione eccessiva, visto che sugli
artificiali commerciali questo accorgimento non viene adottato, io invece troppo
spesso ho visto abboccate di grossi esemplari anche a piccoli e piccolissimi
artificiali; è vero che di solito aprono le ancorette o spezzano il filo, ma mi
sembrerebbe davvero stupido perdere un bel pesce, causa un cedimento strutturale
del nostro artificiale.
Vista
l'irrisorio costo del pezzetto di filo zincato e vista la velocità di
esecuzione del procedimento, io comunque ve lo consiglio... anche sui piccoli
minnow, avremo così una sicurezza a tutta prova.

La
Paletta del Minnow:
Siamo
ora giunti alla costruzione dell’ultima cosa “difficile” del minnow, la
paletta; ultimamente, sto adottando, solamente questi tipi di palette:
1)
uso le palette
metalliche dei cucchiaini rotanti (per i minnow
affondanti);
2)
costruisco
palette di plastica ricavate dai porta rullini
fotografici (per i minnow galleggianti).
3)
costruisco palette concave utilizzando Policarbonato Antiurto o Lexan
in lastre piane da uno o due millimetri di spessore, opportunamente sagomate
con un attrezzo apposito.
Le
palette metalliche: sono proprio le stesse usate nella costruzione dei cucchiaini
rotanti, io le trovo davvero molto funzionali per costruire minnows affondanti perché
risultano davvero indistruttibili.

Dopo aver
costruito il primo anello nell’armatura d’acciaio, infilo il buco della
paletta, pratico il taglio a ca. 45 gradi
nel corpo del minnow e dopo procedo alla costruzione dei restanti anelli
dell’armatura.
In questo modo ottengo
due cose; la prima è quella di avere una paletta
molto resistente (è impossibile da spezzare e da togliere) e pesante; la seconda è quella di conferire all’artificiale un
nuoto molto adescante.
E’
preferibile usare le palette lisce di tipo Colorado
e Indiana per i minnow normali, mentre per un’azione più marcata (tipo
Crankbait), è meglio usare le Swing o le ovali Francesi (tipo Aglia Mepps od
Ilba).
Il
peso della paletta assieme
al peso del piombo applicato fra
l’anello di testa e l’anello centrale, favoriscono l’accentuarsi
dello scodinzolamento dell’artificiale.
Anche durante le fasi
di caduta e non recupero dello
stesso, permettono un naturale affondamento
“di testa”, che risulta agli occhi del predatore, molto naturale ed adescante.
Le
palette in materiale plastico:
Impareremo ora
come costruire facilmente e con nessuna spesa, palette in plastica
semitrasparente, ricavate dai contenitori
di pellicole fotografiche (tipo 3 M o Fuji).
Grazie ad un'idea dell’amico
Giorgio Gaiani, dello Spinning Club Italia, sezione di Seregno (MI),
ho conosciuto i vantaggi e la versatilità dei porta rullini in plastica.
Vi basterà andare in
un negozio di un qualsiasi fotografo e chiedergli dei porta
rullini vuoti di plastica
semitrasparente (ci sono anche di plastica color nero), senza alcun
problema, ve ne darà (gratis), una scorta da bastarvi per tantissime palette.
Ogni porta rullino permette di costruire almeno tre - quattro palette.
Tagliate
un rettangolo lungo il
corpo del cilindro in plastica del porta rullino, noterete così che la
superficie di questa sezione è concava,
proprio come le palette commerciali dei migliori minnow. La larghezza della
sezione rettangolare dev’essere leggermente superiore alla larghezza
predefinita della ns. paletta.
Prendete un pennarello e disegnate sul rettangolo di cui sopra, la forma della
paletta pensata per il minnow che state realizzando, cercando di essere il più
precisi possibile.
Ora prendete un paio di forbici e ritagliate con attenzione il rettangolo concavo
ricavato dal porta rullino, seguendo la traccia in precedenza disegnata.
Ne uscirà l’ovale a forma di paletta; state un po’ più larghi del
risultato finale, perché non è facile disegnare e tagliare in simmetria una
sezione cilindrica.

Una volta che avete in
mano solamente l’ovale concavo in
plastica, noterete meglio le eventuali imperfezioni e potrete procedere
delicatamente, agendo pian piano con le forbici, ad una prima opera di finitura.
Poi, con l’aiuto di
una carta vetrata molto fine o di una limetta da modellismo, andremo a finirla, fino a farle raggiungere
le dimensioni definitive. Io mi trovo bene anche con la mola abrasiva che uso solitamente per affilare le punte delle
ancorette.
Prendiamo ora di nuovo
le forbici e tagliamo in modo netto la curvatura più acuta dell’ovale, in
modo da farla combaciare perfettamente al taglio a 45 gradi praticato nel legno.
Con l’aiuto di un punteruolo, foriamo sulla sommità più acuta dell’ovale, un
piccolo buco.
Servirà a farci
passare l’armatura di inox e permetterà di non perdere la paletta, neppure
dopo eventuali urti fra gli ostacoli.
La paletta così
formata, avrà la giusta concavità e si
comporterà molto bene in pesca, durante il recupero. Si potrà costruirne
di fogge diverse, secondo la taglia dell’esca, ai movimenti ed alla profondità
che vorremo farla arrivare.
E' però un tipo di
paletta che consiglio di utilizzare solamente per i minnows galleggianti
o di media profondità. Lo spessore e la consistenza della plastica utilizzata
è infatti tale da sconsigliare un impiego più gravoso, come quello riservato
ai minnows affondanti.
Le palette concave in
Policarbonato:
E' possibile
ritagliando con le forbici da lamiera una lastra di policarbonato antiurto
o di Lexan, costruire delle robustissime palette, partendo da lastre di
spessore 1 o 2 millimetri, che potrete trovare dalle aziende che costruiscono
insegne luminose. In questo modo però otterremo palette di tipo piano.
Se prima di ritagliare la lastra
la imprimiamo con un
attrezzo autocostruito, riusciremo a creare sulla plastica la concavità di tipo
semisferico, molto simile a quelle che si trovano nei minnows in commercio.
Facciamoci
la
pinza crea palette:
L'idea iniziale me
l'ha data l'amico costruttore Moreno Bartoli (il Professore) che ha
saldato una sfera d'acciaio sopra ad una comune pinza da
idraulico. Dall'altra estremità della pinza ha poi saldato un dado
di metallo, molato all'interno per accentuarne la naturale concavità.

In questo modo
stringendo la lastra fra la sfera ed il dado si ottiene di piegare a freddo il
materiale plastico, ottenendo una bella concavità semisferica, adatta
appunto per una paletta di pesciolino.
Ora non resta che
disegnare con un pennarello la paletta attorno alla concavità e poi ritagliare
lungo la linea con le forbici da lamiera. Dopo ci basterà rifinire l'opera con
l'aiuto della solita carta vetrata ed usciranno palette molto funzionali.
La
pinza a blocco:
Vedendo la prima
pinza, l'amico Antonio, artigiano pieno di mille risorse e geniali
idee, mi ha poi costruito un analogo
attrezzo partendo però da una pinza a blocco.
In questo modo si
ottengono due risultati, il primo è che non si fa alcuna fatica a stringere la
plastica, poiché la leva che si sviluppa è molto più favorevole.
Con questo tipo di
pinza si possono anche costruire concavità su lamierini di ottone, alluminio,
bronzo e
persino acciaio inox.
Se vogliamo diventare
davvero autarchici, possiamo anche costruirci palette metalliche per i cucchiaini
rotanti o gli spinnerbait.
Il secondo vantaggio
è quello che si riescono a produrre palette tutte uguali, riuscendo
così persino a fare artificiali in serie.

Dobbiamo in verità
dire che con queste pinze possiamo solamente creare concavità sferiche e
non a forma di cucchiaio, come molte delle palette commerciali. Per ottenere
questo effetto dovremo farci fare due pezzi (maschio e femmina) da un tornitore,
e poi saldare le due parti sulla pinza a blocco.
Credo però che già
in questo modo, con una semplice sfera ed un dado, di facile
reperibilità per tutti, sarà relativamente facile andare da un artigiano per
farcele saldare sulle estremità di un'economica pinza a blocco, acquistata in
un qualsiasi supermercato.
Riuscirete così ad
ottenere un attrezzo in grado di produrre accettabilissime e funzionali palette per far
meglio muovere i nostri lavori.
Nella foto, palette concave in Lexan su artificiali di Moreno Bartoli

Conclusioni:
Siamo così giunti al
termine dell’articolo, converrete con me che non è poi così difficile anche
costruirsi le armature e le palette; le attrezzature ed i materiali, sono
davvero alla portata di tutte le tasche, anche se in alcune zone qualcuno (come
l'acciaio inox), è di
difficile reperibilità.
Ora avete in mano
tutti gli elementi per iniziare ad costruirvi le esche artificiali, vi basta
solamente armarvi di buona volontà.
Non preoccupatevi poi
della decorazione dei minnow, anche se non siete dei Raffaello o dei
Michelangelo…neppure io lo sono, vi assicuro però che il pesce predatore, non
ci bada. E' molto più importante il movimento d'insieme che non la livrea
perfetta.
Vi basti pensare che
ci è capitato di catturare "diffidentissimi" cavedani, mentre
provavamo le nostre creature, prima della verniciatura!
Quando è in caccia,
il principale requisito che chiede ad un’esca, prima di attaccarla, non è
la perfezione del pallino o della sfumatura sulla livrea, ma quello di trovarsi
davanti ad una “creatura” che non rappresenti un’esperienza negativa, in
precedenza vissuta.
Presentando al pesce un’esca unica, mai presentata prima da nessun pescatore, avremo la
garanzia assoluta, del gradimento potenziale della stessa.
Starà poi a noi, alla
nostra abilità di lanciatori, di presentarla anche nel
luogo e nel modo giusto.
Se anche la posa ed il recupero, saranno all’altezza del nostro sforzo nel
costruire l’esca, state pur certi che
l’abboccata sarà automatica.
Portatemi a conoscenza
dei vs. progressi e delle modifiche ai suggerimenti forniti, mi serviranno per
migliorarmi a mia volta come costruttore, da parte mia mi impegno a confrontarmi
con voi su ogni quesito in materia.
Ciao
a tutti e buona p... permanenza sul ns. sito !
Loris
Ferrari
e-mail :
lorisfer@libero.it
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