ARTIFICIALI & Co

 

 

 

 

 

LA TRIGLIA

Testo e foto di Matteo Mariani -pubblicato Febb. 2006

Premessa

Questo artificiale nasce dall’idea venutami consultando l’articolo sui jerk di Loris Ferrari, realizzati utilizzando foto di pesci foraggio elaborate al pc e poi incollate su artificiali in balsa autocostruiti.

Dato che ultimamente mi sto dedicando allo spinning in mare, ho deciso di costruire un artificiale che imitasse un pesce foraggio molto apprezzato dalle spigole, la Triglia.

Oltre ad imitarne la livrea ho cercato di imitarne la postura in acqua, cercando l’assetto giusto con la piombatura.

Materiale utilizzato:

Tavola in balsa di spessore 1,5cm

Piombo (filo e parti di piombo da pesca)

Filo d’acciaio inox diametro 0,05cm

Policarbonato trasparente (custodia cd/musicassetta) per la paletta

Foto di triglia elaborata al pc , stampata su carta tradizionale e ritagliata

Stucco bicomponente

Colla cianoacrilica

Turapori per legno

Fondo bianco

Vernice spry

Colla vinilica

Protettivo bicomponente.

 

Attrezzi:

Seghetto da legno

Cutter

Carta vetrata di granatura diversa

Lima

 

Procedimento

Reperire la foto del pesce su internet ed elaborarla semplicemente con un software di grafica,  in pratica la renderemo delle dimensioni volute e poi utilizzeremo la funzione del programma in grado di darci una immagine riflessa della foto per ottenere così i 2 lati dell’esca.

Una volta stampate le immagini le ritaglieremo e ne ricalcheremo il perimetro sulla tavola di balsa (come è spiegato nell’articolo dei jerk).

Fatto questo ritaglieremo la sagoma ottenuta sulla balsa con l’aiuto di cutter e seghetto.

Io l’ho anche assottigliata un pochino verso la coda diminuendone lo spessore.

Ottenuta la sagoma grezza realizzeremo l’alloggiamento per l’armatura metallica incidendo longitudinalmente la parte ventrale del pesce con il seghetto, come si fa normalmente per un qualsiasi minnow autocostruito.

In questo caso però dovremo realizzare un taglio longitudinale che divida a metà quasi interamente la testa del pesce per potervi alloggiare l’anellino anteriore che dovrà spuntare dorsalmente al capo del pesce (difficile da spiegare ma facile da vedere in foto).

Fatto questo realizzeremo l’armatura (io non uso dime perché non realizzo artificiali in serie)  con filo d’acciaio inox (nel mio caso 0.5mm ma in generale proporzionato all’esca e alle potenziali prede) aiutandoci con la inseparabile pinza a becchi tondi e pinza normale.

La cosa fondamentale per ottenere la postura del pesce in acqua a riposo è la Piombatura.

L’assetto che ho ottenuto (vedi foto) è provocato da una zavorra in piombo concentrata sotto il muso dell’esca incassata all’interno di un incavo ricavato con il minicutter (tipo bisturi) .

Per ottenere questa particolare posizione vi consiglio di zavorrare l’esca e poi provarla con paletta e ancorette in acqua (io uso la vasca da bagno) .

La zavorra inoltre comprende un filo di piombo da inserire all’interno dell’incavo longitudinale ventrale per tutta la lunghezza dell’esca.

La paletta verrà realizzata in policarbonato (anche questa va testata in acqua ), verrà dotata di un incavo per incastrare l’anellino di testa e poi verrà rifinita con la lima.

L’artificiale dovrà simulare i movimenti di una triglia in pastura, ovvero postura a 45° circa con muso infilato nella sabbia durante l’alimentazione e brevi spostamenti rasenti il fondo (io mi sono basato sul comportamento delle triglie di sabbia osservate con la maschera in estate) .

Ottenuto questo risultato e lasciato asciugare l’artificiale lo potremo terminare incollando l’armatura, la zavorra e stuccando il tutto.

Dopo che lo stucco si sarà solidificato passeremo alla levigatura della sagoma con carta vetrata e lima (se necessaria) per poi immergere il nostro grezzo nel turapori , questa operazione va ripetuta almeno 2 o 3 volte a distanza di tempo ovviamente  per ottenere una superficie liscia (io consiglio di dare una mano di tuarapori poi carteggiare con carta a grana finissima e ripetere l’operazione fino ad ottenere il risultato voluto).

Alla fine passeremo alla verniciatura , prima daremo il fondo bianco e poi una volta asciutto coloreremo dorso e ventre.

Alla fine potremo incollare le nostre foto sui fianchi dell’esca con del semplice vinavil.

Quando tutto sarà asciutto incolleremo la paletta gli  occhi mobili (se vogliamo) , e alla fine ricopriremo tutto con una o due mani di protettivo bicomponente.

Un consiglio:

In fase di costruzione, controlliamo sempre che le dimensioni dell’artificiale siano giuste appoggiando le immagini ritagliate ed eliminando la balsa in eccesso con cutter o carta abrsiva.

La coda:

Mi piaceva l’idea di dotare l’artificiale di una pinna caudale per dare più movimento e realismo all’esca.

Ho realizzato la coda in policarbonato e l’ho collegata all’anellino di coda, mi sono accorto però che questa appendice rimaneva a penzoloni intrecciandosi con l’ancoretta dando un pessimo  risultato estetico/pratico .

Allora ho deciso di dare un assetto alla coda, per fare questo ho incollato nella parte dorsale un pezzetto di balsa e in quella ventrale un pezzettino di piombo, il risultato è stato fantastico, allora l’ho colorata di giallo e ricoperta con il protettivo bicomponente.

 

Matteo Mariani

rapalaXXXX@tele2.it (togli le X)

 

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