ARTIFICIALI & Co

 

 

 

 

 

Fai da te
Dipingere e verniciare gli artificiali in legno

Testo e foto Gianni Burani - Gennaio 2007

Premessa

Negli articoli di auto-costruzione pubblicati fino ad oggi su questo sito, entrando in argomento colorazione e verniciatura, diamo suggerimenti e consigli generici, senza tuttavia entrare nelle specificità dei vari prodotti e metodi.

Si da per scontato che chi legge ha le necessarie conoscenze di base per riuscire ad utilizzare, senza fare troppi danni, fondi, pitture e vernici, ma a giudicare dalla tante richieste che mi sono pervenute evidentemente cosi non è...

Rifacciamo allora un sunto sui prodotti più usati e sulle metodologie più comuni. Naturalmente nulla di statutario, ciascuno userà le informazioni che troverà come ritiene più opportuno, seguendole alla lettera o apportando delle libere migliorie e personalizzazioni. 

 

Il ciclo di finitura

Ho chiamato ciclo di finitura, l'insieme delle fasi che vanno dal grezzo stuccato e levigato, all'artificiale finito.

Queste fasi, che poi vedremo nel dettaglio, ci permettono di ottenere:

  • Una superficie impermeabilizzata ed adatta per l’utilizzo in acqua;
  • Una superficie solida e robusta in modo che non sia scalfibile dai piccoli traumi a cui l'artificiale sarà sottoposto durante il trasporto e la pesca o se necessario, neppure dai denti dei predatori quando eserciteremo il nostro hobby in un ambiente frequentato da pesci dalla robusta dentatura;
  • Una estetica gradevole.

Le fasi,  che compongono il ciclo di finitura, sono:

  • Fase 1: Stesura del fondo o primer;
  • Fase 2: Colorazione della livrea;
  • Fase 3:Verniciatura finale (trasparente lucido) 

La fase 1 e la fase 3 sono entrambe in funzione e correlate alla fase 2. Con la fase 1 formeremo una base ideale per essere dipinta. Con la fase 3 fisseremo in maniera definitiva la pittura usata per la colorazione della livrea. Come vedremo poi sia la fase 1 che soprattutto la  3, conferiscono alla nostra esca anche le caratteristiche essenziali di impermeabilizzazione e solidità. 

Per iniziare, è bene sapere che vi sono alcune regole generali, valide per tutte le fasi, che debbono essere rispettate per avere un risultato finale di buona qualità: 

  • Prima di iniziare la applicazione del fondo, il nostro artificiale deve essere perfettamente asciutto e perfettamente pulito;
  • Le applicazioni della pittura sul primer e della vernice trasparente sulla pittura, devono essere fatte solamente quando il prodotto applicato con la fase precedente è perfettamente secco anche negli strati non superficiali ovvero quando è asciutto completamente;
  • La applicazione di una pittura o di una vernice non deve essere fatta se la temperatura ambiente è troppo fredda. Solitamente questo limite è indicato sulla confezione del prodotto, in assenza di indicazioni, non operate mai ad una temperatura inferiore a 10°C;
  • Durante la applicazione di una pittura o di una vernice l’umidità ambientale non deve essere troppo alta, in ogni caso mai superiore al 80% di umidità relativa (se ne avete la possibilità tenetevi un termo-igrometro nell’area di lavoro. Anche quelli economici da mura vanno benissimo).

Importantissimo ricordare che i prodotti che ho utilizzato nei vari esempi sono solo alcuni tra i tanti, ciascuno dei quali, potrebbe avere una sua formulazione specifica. Per questo motivo, prima di iniziare  un qualsiasi ciclo di finitura con un prodotto mai usato prima, vi consiglio di simulare preventivamente su un pezzo di legno, l’intero ciclo di finitura, dalla stesura del fondo alla impermeabilizzazione finale. Questo vi servirà per verificare la compatibilità tra i vari prodotti . Eviterete cosi brutte sorprese che nei casi più gravi possono comportare un danno irreversibile e compromettere l'intero lavoro fatto fino a quel momento.

 

Fase 1: Stesura del fondo o primer  

Applicare i colori direttamente su una base di legno non trattata con fondo o primer, può causare dei fastidiosi inconvenienti. I principali sono elencati di seguito:  
  • Il legno è poroso e tende ad assorbire i colori  per cui gli stessi sembrano non bastare mai;
  • Sul legno si possono formare delle piccole asperità (pellicine) dovute proprio a questo assorbimento ed alla consistenza fibrosa del legno;
  • L’aderenza della pittura, applicata direttamente sul legno può non essere ottimale (questo non è sempre vero a volte può anche essere migliore…);  

I vantaggi che invece abbiamo utilizzando un fondo sono:

  • La superficie è resa impermeabile, liscia ed omogenea , ideale per essere colorata senza applicare troppa pittura;
  • Eventuali piccoli difetti costruttivi o del legno vengono completamente coperti o attenuati;
  • Il legno è ben protetto  

Volendo poi, come vedremo, il fondo migliora anche la durezza superficiale rendendola a prova di urti o se necessario, di denti.

E’ buona pratica quindi, sia per motivi funzionali che estetici, preparare sempre la superficie in legno con un buon fondo o primer.   

I tipi di trattamento che si possono fare, a seconda di quelle che sono le nostre esigenze specifiche sono riportati nella tabella seguente.

Fondo Caratteristiche

Turapori

E’ un prodotto mono-componente con solventi. Si tratta di una sorta di mastice liquido molto fluido. Si applica a pennello o per immersione. Se le dimensioni del nostro artificiale sono sufficientemente piccole da entrare nel barattolo, preferire sempre l'immersione. Per immersione si devono realizzare non meno di 2-3 mani (dipende dalla porosità del legno)  Per creare uno spessore più uniforme meglio immergere alternativamente dalla testa e dalla coda. Le varie mani possono essere applicate a distanza di 30 minuti l’una dalle altre.

Se si applica a pennello, prima della colorazione, è preferibile sgranare la superficie con carta abrasiva fine o con scotch brite. Se applicato per immersione solitamente non richiede una  rifinitura ulteriore se non una veloce sgranatura della superficie.A questo scopo di può usare una paglietta metallica, la scotch brite o la solita carta abrasiva fine. Il turapori è disponibile trasparente o pigmentato. A meno di avere delle specifiche esigenze, meglio acquistare un turapori bianco o incolore.

E’ secco al tatto e carteggiabile in 30 minuti. Sovra verniciabile in 24 ore. E’ sovra verniciabile con pitture acriliche all’acqua. Da verificare preventivamente la compatibilità con altri tipi di pitture in particolare con quelle con solventi in quanto possono esservi dei problemi. Particolarmente adatto per tutti i legni molto  porosi e fibrosi.

Cementite (Primer acrilico)

Cementite è il nome commerciale di una ottima pittura a base acrilica monocomponente della ditta Tassani. Vi sono prodotti analoghi di altre marche che sono altrettanto validi, ma dire cementite, riferendosi ai primer acrilici, almeno nel nostro piccolo ambito, è come dire lexan, quando ci si riferisce al policarbonato trasparente per la costruzione delle palette, ovvero uno standard consolidato. 

Esiste sia all’acqua che con solventi. Raccomando l’uso della prima in quanto è assolutamente inodore.

Con la cementite si crea una base liscia e perfettamente bianca. E’ sovra-verniciabile con quasi tutti i tipi di pitture e vernici , siano esse applicate a pennello, bomboletta o spruzzo (quasi è usato cautelativamente anche se teoricamente, un problema potrebbe esserci con colori a base di solventi nitro, visto che  i solventi nitro certamente aggrediscono i colori acrilici.)

Si applica a pennello o per immersione. Se le dimensioni del nostro artificiale sono sufficientemente piccole da entrare nel barattolo, preferire sempre l'immersione. Se si applica per immersione meglio diluire il prodotto (vedi indicazioni del produttore, normalmente tra il 5 e 10%) e fare due immersioni successive. La cementite deve essere carteggiata, con carta abrasiva fine , prima della colorazione, allo scopo di uniformare lo spessore ed eliminare eventuali piccole pellicine o asperità formatesi. Con alcuni legni più compatti, che tendono meno alla formazione di queste pellicine, in alternativa alla carta abrasiva, può essere usata una paglietta metallica.

Secca al tatto in circa 30 minuti ed è sovraverniciabile in 24 ore.

Turapori e cementite

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Si tratta di una combinazione dei due sistemi. La cementite passata su una superficie trattata precedentemente con due o piu’ mani di turapori, non necessita di una particolare finitura o lisciatura e diventa è perfettamente sovra-verniciabile da pitture anche con solventi. E’ quindi una procedura molto adatta a lavori eseguiti in piccola serie e che eventualmente prevedono da un lato l’utilizzo di un legno poroso o fibroso e dall’altro una finitura effettuata  con pitture a base di solventi, per esempio bombolette spray.

Resina epossidica e microsfere

Pescando prevalentemente  in acque interne, non ho mai avuto la necessità di avere artificiali particolarmente duri superficialmente . Anche i segni dei denti dei lucci, che di tanto in tanto rimangono nei miei artificiali, non mi generano disappunto , anzi,  vengono mostrati agli amici con una certa soddisfazione (è la prova provata che il luccio ha gradito le mie costruzioni..) e vengono velocemente riparati con un passaggio di vernice trasparente. Tuttavia chi  pesca  prevalentemente in acque salse questo problema lo ha, in particolare da quando le nostre esche finiscono sempre piu' nelle fauci di  soggetti dalla dentatura forte e potente. Quì ci viene in aiuto il bravo Roberto Garufi (Roby Black) da quel di Lampedusa, con la sua ricetta  che prevede l’utilizzo di resina epossidica e microsfere, già nella fase di preparazione del fondo, per una superficie a prova di martello.  

 

Fase 2: Colorazione della livrea  

La prima domanda che potreste farvi è:quali colori possono andare bene per dipingere la nostra livrea? La risposta è semplice: tutti quelli che vanno bene. Non mi ci mandare ma cosi è.
Il fatto è che noi possiamo dipingere la nostra livrea con qualsiasi tipo di colore , tuttavia, applicandolo sopra uno strato di fondo e coprendolo poi con una vernice trasparente, dobbiamo solamente accertarci preventivamente che il colore sia compatibile con questi prodotti. Il resto è solo una questione estetica e per questo motivo, potendo scegliere, il consiglio è quello di preferire i prodotti a base acrilica. I colori acrilici infatti sono ben tollerati da quasi tutti i tipi di fondo ed a loro volta tollerano bene il protettivo finale, inoltre, sono colori che hanno un buon potere coprente e quindi, oltre ad usarne di meno, avremo un buon risultato estetico. Infine, ma non meno importante, dato che non tutti potrebbero avere la disponibilità di un locale adatto, sono colori disponibili anche a base di acqua.

Risolto questo dubbio vediamo in generale la soluzione di alcuni problemi legati alla colorazione della livrea poi vedremo più nel dettaglio alcune tecniche.

Per colorare la livrea possiamo utilizzare pitture applicate a spruzzo (bomboletta o aerografo), pennello, tampone o anche speciali pennarelli. In alternativa alla pittura possiamo utilizzare una livrea adesiva. Per quest’ultimo metodo vi rimando agli articoli presenti sul sito che trattano dettagliatamente questo argomento.

Se l'artificiale ha già la paletta montata e se non vogliamo colorarla, la possiamo proteggere temporaneamente con carta adesiva gommata da carrozziere.

 

Effetti e dettagli

Per le finiture e il disegno dei dettagli, oltre alle pitture, possiamo utilizzare inchiostri di china o pennarelli indelebili, verificando anche qui preventivamente se “l’indelebilità” dei nostri inchiostri o indelebili, è tale anche rispetto al nostro "protettivo" finale. Mi raccomando questo in quanto molti degli inchiostri dei cosi detti "pennarelli indelebili", vengono completamente sciolti dalle vernici mono-componenti a base di solvente.

Per dare riflessi alla livrea ed una parvenza di squame possiamo applicare sulla pittura ancora umida, o mescolare alla pittura stessa, glitter iridescenti , dorati, argentati. 

 

Le squame possono essere ottenute efficacemente anche a spruzzo, frapponendo,  tra il getto di colore e l'artificiale, una retina
 

Un'altro efficacissimo metodo per dare riflessi argentei alla livrea ed un bellissimo effetto squame , consiste nell'incollare sulla superficie dell'artificiale della carta stagnola e di ricavare le squame con delle leggere incisioni. Per maggiori approfondimenti su questa soluzione vi invito a leggere gli articoli di Umberto Bosatelli (Red Shark), un vero maestro con questa tecnica. 

 

Oltre alla carta stagnola, in cartoleria, si possono trovare dei nastri adesivi olografici che donano un effetto molto bello. Da verificare solo che siano sovra-verniciabili per riuscire a completare con una leggera mano di colore scuro, la schiena. Anche nei negozi di pesca a mosca potete trovare soluzioni analoghe , per esempio la Sili skin prismatic silver della Metz.    
A spruzzo (bomboletta o aerografo), possiamo realizzare delle sfumature di colore molto gradevoli. Con l’aerografo, rispetto alla bomboletta, possiamo realizzare delle sfumature ulteriormente definite, delle delicate dissolvenze, ma anche dei disegni e delle striature a mano libera, senza ricorrere all'ausilio di maschere.

 


Artificiali dalla livrea simile dipinti a spruzzo (aerografo quello in alto, bomboletta quello sotto)

 

A sinistra striature verticali ottenute a bomboletta frapponendo al getto una maschera di cartone su cui erano stata precedentemente ritagliate delle lunghe V.

Vi consiglio di sintetizzare in 3-4 toni di colore, la livrea che volete riprodurre e magari, se volete ottenere un prodotto più ricercato e raffinato, di giocare su sfumature e dissolvenze, applicando il colore a spruzzo. Come base di partenza  prendete tranquillamente spunto dalle livree commerciali o guardate più avanti, in questo articolo…  

 

Aerografo

L'aerografo è uno strumento che consente di dipingere tramite un getto di colore liquido e nebulizzato. La nebulizzazione del colore avviene nell'ugello, dove aria e colore si miscelano. A seconda del rapporto tra aria e colore, il getto avrà una maggiore o minore densità e quindi il tratto, sarà più pieno o più sfumato.
Come vedremo esistono varie tipologie di aerografi. Con alcuni possiamo intervenire unicamente sulla quantità di aria, con altri possiamo controllare sia la quantità di aria che di colore. I secondi sono solitamente dotati di un ago. Anche la dimensione del tratto dipende dalla quantità di aria e di colore  ma soprattutto dalle dimensioni del foro dell'ugello, ovvero, fino ad un certo punto potremo variare la dimensione del tratto operando sulla quantità e sul rapporto aria-colore (ovvero agendo sul grilletto), volendo andare oltre, dobbiamo cambiare ugello ed ago.
Non vi sia di inganno il fatto che l'aerografo emette uno spruzzo di colore, con alcuni aerografi e una buona mano dell'operatore (dovrei dire artista), è possibile ottenere dei tratti delle dimensioni di un capello!

Esistono 3 tipologie di aerografo :

  • Speciali (per applicazioni particolari)
  • Ad azione semplice
  • A doppia azione

Gli aerografi speciali nascono per specifiche e particolari applicazioni e fondamentalmente per un uso più professionale che hobbistico. Sono prodotti molto particolari e spesso molto costosi. Diciamo che sono prodotti superflui ed eccessivi al nostro uso.

Negli aerografi ad azione semplice, premendo il grilletto, si libera il flusso di aria che si mescola con il colore, all’interno o all’esterno dell’aerografo, a seconda che questo sia ad atomizzazione interna o esterna.

La partenza può comportare l’espulsione di qualche macchia di colore ed in corso di applicazione, non possono essere fatte variazioni sulla quantità di colore. Tra questi  ne esistono anche con ago, sia di tipo ad atomizzazione esterna che interna. Essendo dotati di un ago è possibile, intervenendo su di esso, regolare la quantità di colore, anche se va detto che questa operazione, si può eseguire solo interrompendo lo spruzzo. Trovano una valida applicazione nei lavori di piccole serie, dove lo spruzzo può o deve essere costante.

Gli aerografi a doppia azione si suddividono in due tipi: ad azione costante e ad azione indipendente.  Negli aerografi a doppia azione costante, muovendo il grilletto, si regola il flusso di aria che si miscela con il colore. Il rapporto tra getto di aria e getto di colore polverizzato è costante in quanto il grilletto, controlla simultaneamente l’apertura della valvola dell’aria e lo spostamento dell’ago, ovvero l’ago retrocede solamente quando la valvola dell’aria è aperta.

Negli aerografi a doppia azione indipendente il grilletto, esegue due movimenti distinti. Quando è premuto, apre la valvola dell’aria mentre quando è tirato indietro, sposta in maniera indipendente l’ago, facendo fuoriuscire il colore. Questo significa che è possibile controllare in maniera indipendente la quantità di aria e di colore. Sono gli aerografi piu’ versatili ed anche i più usati nel modellismo e nella aerografia artistica e sono certamente i modelli che meglio si prestano anche al nostro uso.

Ad ogni cambio di colore ed a lavoro terminato il nostro aerografo deve essere accuratamente pulito. Questo è essenziale per avere un getto di colore sempre perfetto ed un aerografo  efficiente!!!. Tutti gli aerografi hanno a corredo dettagliate istruzioni per eseguire al meglio queste operazioni che sono estremamente semplici ma che devono essere fatte con cura e scrupolo onde evitare di danneggiare qualche componente , primo fra tutti, l'ago.

Accessori

Gli accessori ,che devono formare il corredo minimo, sono i seguenti:

  • Compressore, certamente l'accessorio principale piu' che un accessorio un complemento indispensabile. Preferibilmente di tipo silenzioso, dotato di regolatore di pressione tra 0 e 6 bar, filtro dell'aria, un serbatoio non inferiore a 5 litri ed una capacità minima di 15 litri al minuto. A dire la verità , il consumo di aria di un aerografo, utilizzato per dipingere un piccolo pesciolino, è decisamente meno e sarebbe sufficiente anche un compressore di prestazioni inferiori. Tuttavia è sempre meglio disporre di una riserva di aria in modo da non avere il motore continuamente in affanno. Inoltre un compressore con queste caratteristiche, consente l’utilizzo dell’aerografo anche per altri lavori e superfici maggiori;
  • Tubo flessibile per il collegamento dell’aerografo al compressore. Normalmente è in dotazione con l’aerografo ed al più si deve modificare l’innesto per la connessione con il nostro compressore;
  • Supporto per appoggiare l’aerografo durante le soste;
  • Una terza mano o un supporto per sostenere l’artificiale durante le operazioni di colorazione.  

Colori

Gli aerografi possono essere utilizzati con tutti i  tipi di colori e di inchiostri.
Dobbiamo tuttavia orientarci su prodotti che siano compatibili con la base e con il protettivo finale. Certamente utilizzando colori acrilici all’acqua non correremo molti rischi anche se non sono tra i più economici. Ne esistono anche di specifici per aerografo, dotati di un comodo coperchio con contagocce. 

Suggerimenti…

Quando si prende in mano l’aerografo per la prima volta, dimentichiamoci per un attimo il nostro pesciolino autocostruito, muniamoci di una abbondante confezione di colore all’acqua e di un grande foglio bianco e facciamo qualche esercizio.  

Iniziate a spruzzare sul foglio e provate a disegnare delle linee rette di vario spessore e densità cercando di mantenere una dimensione costante, dei cerchi, dei punti, delle onde e delle sfumature. Provate a fare delle linee e delle sagome anche utilizzando delle maschere. Come maschere potete usare veramente qualsiasi oggetto o dei semplici fogli. Provate ad usare anche le mani , protette in precedenza con leggeri guanti di lattice, vedrete che spesso vi saranno di grande aiuto. 

Prendete confidenza con il grilletto, con il getto di aria e con quello del colore, imparate a tarare per bene la pressione del compressore. Esercitatevi a cambiare colore, memorizzate tutte le operazioni necessarie, inclusa la pulizia dei componenti e organizzatevi disponendo a portata di mano alcuni piccoli attrezzi utili come pennellini, boccette di detergente, straccetti. Se il vostro aerografo è dotato di più aghi e più ugelli, cambiateli ed esercitatevi con tutti. Se si formano sgorbi , provate a variare la velocità del tratto o provate ad allontanarvi o avvicinarvi dal foglio. Se lo spruzzo è schizzato o molto sgranato o sull’ugello si formano delle bolle, aumentate la pressione del compressore.

Esercitatevi cosi fino a quando non vi sentite sufficientemente in confidenza con questo nuovo attrezzo, senza tuttavia mai scoraggiarvi. Sappiate che le potenzialità dell’aerografo sono enormi, ma l’utilizzo per un principiante non è semplicissimo, quindi non aspettatevi di diventare un artista dopo soli pochi minuti dal suo utilizzo!

Quando vi sentite pronti per la vostra prima realizzazione, procedete decisi. Le prime volte, effettuate dei lavori semplici come gli  esempi di livree riportati piu' avanti, sono un buon esercizio per entrare in confidenza con le logiche dell'aerografo.

Ricordate di iniziare sempre dai colori più chiari e di proseguire con quelli mano a mano più scuri. Questo non è ovviamente tassativo ma aiuta molto, sia nella stesura che nella pulizia, durante il cambio tra un colore e l'altro.

Le prime volte iniziate a dare colore al di fuori della sagoma dell’artificiale ed applicate il colore muovendo solo in linea retta la mano, eviterete tentennamenti , pause o indecisioni durante la stesura del colore  

La prima mano, che come detto deve avere un tono chiaro, ci servirà anche come base per le successive. Con questa prima mano copriremo anche l’intera superficie dell’artificiale ed il tono di colore solitamente è quello del ventre. Di fatto  per questa prima mano, io uso quasi sempre il bianco, il giallo o il grigio chiaro o argento.  Visto che con questa mano depositeremo una discreta quantità di colore, è preferibile poi lasciare a riposo l’artificiale qualche minuto  in modo tale che il colore si consolidi. Non è necessario che sia secco al tatto ed il tempo di attesa dipende dallo spessore applicato. Diciamo che maggiore è lo spessore applicato e maggiore sarà il tempo di attesa. A seguire poi speditamente  realizziamo i fianchi ed il ventre ed eventuali sfumature sulla pancia, anche senza interruzioni, applicando sempre poco colore, molto sfumato e  con mani decise. 

Per le realizzazioni dei  dettagli come striature e squame, ma anche e soprattutto per limitare il getto di colore in una determinata area, possiamo aiutarci con delle maschere. Possiamo usare retine, sagome in legno, fogli di carta , cartone, plastica ma anche la nostra stessa mano (protetta sempre da un guanto di lattice).

Bombolette spray  

Con le bombolette spray, possiamo realizzare delle ottime finiture, le operazioni procedono  spedite e veloci ed il sistema è relativamente economico considerando che, nonostante la resa sia molto bassa (la stragrande maggioranza del colore non finisce sull’artificiale), con una bomboletta si possono realizzare tantissimi artificiali.
Per dare un’idea, con il bianco, che applico uniformemente come prima mano sull’intera superficie di molti artificiali, posso realizzare oltre 20 pezzi, mentre con il nero, che uso solo per sfumare i dorsi, stimo la resa in oltre una sessantina di pezzi. Le bombolette spray hanno un getto fisso non regolabile . Possiamo solamente aumentare o diminuire la distanza di spruzzo, tuttavia viste le dimensioni ridotte dei nostri autocostruiti, e l’ampio angolo di  spruzzo, l’unico effetto che possiamo ottenere con questa operazione, è di depositare minore o maggiore quantità di colore.  
Indicativamente la distanza di applicazione deve essere compresa tra i 30 e 40 cm.

Devono essere eseguite delle passate veloci, senza insistere troppo su un unico punto, al fine di evitare sgradevoli sgocciolature. In pratica la mano che tiene la bomboletta deve sempre essere in movimento. Con la pratica vi regolerete poi di conseguenza, variando a seconda delle necessità,  distanza e velocità.

Prima di iniziare a colorare l’artificiale è bene dare qualche spruzzata di prova. Questo ci serve per calibrare la direzione di uscita del colore e verificare che non siano presenti occlusioni che possono deviare il getto o generare un getto a gocce.

Importante mantenere l’ugello sempre pulito per avere uno spruzzo sempre ben nebulizzato ed uniforme. Terminata ogni applicazione capovolgeremo la bomboletta e spruzzeremo fino a quando il colore che esce, non risulta decisamente rarefatto. Con uno straccio leggermente imbevuto di solvente poi, puliremo superficialmente il  foro dell’ugello.

Per quanto riguarda i consigli operativi, fatte le debite proporzioni, valgono gli stessi suggerimenti dati per l’ aerografo.  

Anche i colori in bombolette devono essere preferibilmente acrilici. Esistono sia a base di acqua che di solvente. In tutta onestà non ho mai utilizzato, perché non li ho mai trovati,  colori acrilici in bombolette a base di acqua, per cui non posso esprimere nessun tipo di giudizio o suggerimento. Sicuramente con le bombolette a base di solvente abbiamo il vantaggio che la superficie è secca la tatto in pochi minuti (ricordo che secca al tatto non significa che è completamente secca...). 

Veramente buone per realizzare delle ottime livree argentate sono le bombolette grigio metallizzato Dupli-color. Contengono dei finissimi glitter argentati che donano un bellissimo effetto. Della stessa casa vi sono colorazioni e tinte fluorescenti ed una infinità di tinte metallizzate. 

 

Pennelli e tamponi  

Dovendo realizzare una livrea dalla struttura semplice, come quelle degli esempi riportati più avanti, con i pennelli si ottiene un risultato meno sfumato e velato rispetto alla finitura a spruzzo. I pennelli tuttavia hanno il non trascurabile pregio di essere utilizzabili ovunque, senza dovere disporre di un locale attrezzato. Se poi siamo dotati di una certa abilità pittorica con i pennelli possiamo realizzare dei dettagli che difficilmente riusciremo ad ottenere con altre tecniche. 

 

Utilizzando pennelli a punta fine possiamo disegnare ogni singola squama ed infinite tonalità nella livrea, se siamo bravi possiamo realizzare delle mini opere d'arte. La piccola "carpa a specchi" che vedete qui a fianco è di Danilo Schena . Vi invito ad ammirare le altre sue realizzazioni nella sezione galleria , sono davvero dei piccoli capolavori.

 

Per la tamponatura si utilizzano speciali pennelli dalla testa piatta, utilizzati per realizzare decori.  In alternativa ai pennelli a testa piatta possiamo usare dei tamponi di spugna, uno straccio ed una infinità di altre cose, incluse le nostre dita!. Con essi e con un poco di pratica, si riescono a realizzare delle superficie sfumate e di bell’effetto.

 

Dopo avere intinto il pennello nel colore si batte la testa (del pennello) ripetutamente su una superficie piana allo scopo di uniformare e distribuire bene il colore. Quindi si procede alla tamponatura. Se vogliamo ottenere una superficie piena, la tamponatura sarà più vigorosa e frequente, se vogliamo ottenere una superficie più sfumata, la tamponatura sarà più delicata e rada.
Anche a pennello possiamo ottenere dissolvenze e sfumature. Doppiamo semplicemente tenere a portata di mano un pennello a setole rigide abbastanza grande. Non appena abbiamo terminato di colorare la livrea, con i colori ancora umidi, passiamo ripetutamente il pennello a setole rigide trasversalmente alla linea di separazione tra i vari colori . In questo modo i due colori confinanti verranno leggermente sfumati e mescolati l'uno sull'altro. L'effetto che si ottiene è gradevole e verrà ulteriormente accentuato quando passeremo l'artificiale nel protettivo finale lucido.
Colorando con i pennelli possiamo veramente sbizzarrirci nelle colorazioni ed ogni tanto spingerci a realizzare livree di  fantasia pura , fuori dai canoni classici. Io lo faccio ed è molto divertente, sia nel farlo che nel vedere le faccia basita del pescatore li vicino, quando catturo un black bass...:-)
I colori, che possiamo utilizzare per dipingere a pennello i nostri autocostruiti, sono acrilici all’acqua, tempere ed acquerelli. Li possiamo trovare in tubetto, in vasetti da diluire con acqua o in confezioni già diluite. Gli acrilici sono sostanzialmente migliori delle tempere, in quanto presentano un maggior potere coprente, ma sono anche più costosi. 
Sono in ogni caso tutti colori sufficientemente ben tollerati dai protettivi finali, anche se alcune tempere possono avere dei problemi con i protettivi mono-componenti con solventi (da verificare preventivamente). In questo caso è sempre possibile applicare una mano di fissativo spray in modo da avere una pellicola protettiva tra il colore ed il protettivo ed evitare l'aggressione da parte del solvente presente nel protettivo finale.

Normalmente i fissativi sono a loro volta aggressivi con i colori, infatti sono specifici per  tipologie di colore e non vanno bene per tutti. 

 

Pennarelli  

Ancora più di pennelli e tamponi, con i pennarelli possiamo realizzare la colorazione delle nostre livree veramente ovunque.
E' il sistema in assoluto più pulito e non richiede nessun tipo di preparazione o diluizione. Detto questo è bene ricordare che i prodotti migliori ed adatti al nostro scopo non sono esattamente dei prodotti economici. Sono veramente buoni, nel senso che tengono bene la protezione con il protettivo finale, i pennarelli a base di tempere acriliche all'acqua per esempio gli UniPosca della Mitsubishi Pencil Co. o i Tratto Decò. Vanno anche bene gli UniPaint  i Pentel, i Niji
Ma ne esistono veramente una quantità di marche e modelli, veramente per ogni soluzione, con la punta morbida tipo pennello, con effetti iridescenti, con colori brillanti e glitterati. Sono strumenti estremamente comodi anche per la realizzazione dei dettagli

La gabina di verniciatura  

Se abbiamo intenzione di utilizzare l’aerografo o le bombolette spray, in particolare le seconde, può essere molto utile, realizzare una piccola cabina di verniciatura.
Io ne ho realizzata una verticale, abbastanza grande, montata su 4 ruote in modo da poter essere spostata agevolmente o riposta nel primo angolo libero dell'autorimessa,  quando non utilizzata. E’ dotata di vari ripiani ed agganci per sostenere gli artificiali in fase di colorazione ed asciugatura. E’ composta da un telaio in legno , 3 tiranti metallici a X per sostenere la struttura e da pareti sigillate e realizzate con fogli di plastica ondulata. Tutto materiale che io ho riciclato ma che si può facilmente trovare in un qualsiasi centro del fai da te. Sulla parete posteriore ho predisposto la presa di aspirazione, a cui collego un vecchio bidone aspiratutto il cui sfiato, collegato a sua volta ad un tubo flessibile, finisce all’esterno dell'autorimessa. Un dispositivo del genere richiede in ogni caso l’uso dei dispositivi di protezione individuale  ma evita che le polveri vadano a depositarsi sugli altri oggetti presenti nell'autorimessa. Naturalmente può avere anche dimensioni molto inferiori , io lo ho realizzato alto in quanto lo utilizzo anche come ripostiglio per i colori, per l’aspiratore e per il compressore.  

Esempi di livree

Vediamo adesso alcune sequenze di stesura dei colori, per la realizzazione di livree abbastanza semplici ma certamente efficaci. Possono essere realizzate a spruzzo ma anche a pennello, tampone o pennarello. Quella che varierà sarà solo la definizione delle sfumature ma l’effetto complessivo sarà il medesimo. 

Tutte le sequenze descritte prevedono che l'artificiale sia già stato trattato con il fondo (turapori e/o cementite o resine - vedi sopra), che esso sia perfettamente asciutto, levigato e perfettamente pulito.

Se il fondo usato è la cementite e la sequenza prevede la stesura di una base bianca, possiamo anche evitare di applicare questa base. Tuttavia vi devo dire che io lo faccio spesso in ogni caso. Il motivo è che la cementite deve sempre essere carteggiata ed alle volte, se la carteggiatura è energica, potrebbero essere parzialmente messe a nudo piccole porzioni di legno. Inoltre, applicando una ulteriore base, vengono annullati anche i più microscopici segni di lavorazione in particolare nella zona di stuccatura ed il lavoro finito, risulta particolarmente curato e ben fatto. Tuttavia non bisogna mai esagerare con lo spessore, per non compromettere troppo  la aderenza o per evitare la formazione di antiestetiche gocciolature.

Da ricordare che con l'esclusione della prima mano, tutte le altre debbono sempre essere mani leggere con stesura di poca quantità di colore.

Provate anche a realizzare delle vostre livree personalizzate,  cambiando i toni di colore o gli abbinamenti. 

Livrea classica pesce bianco (alborelle, scardole ecc.)

Si applica una base uniforme di bianco.
Si applica sul dorso e sui fianchi il grigio.
Si applica sul dorso il nero.
Un tocco di rosso sotto al muso.
Quando è asciutto al tatto si applicano o si disegnano gli occhi, quindi si lascia a riposo per la asciugatura completa, in attesa della applicazione del protettivo finale.

 

Variazioni sulla livrea classica pesce bianco (alborelle, scardole ecc.)

Dopo avere realizzato il dorso si applica una leggerissima mano di giallo sulla pancia.
Quando è asciutto al tatto si applicano o si disegnano gli occhi, quindi si lascia a riposo per la asciugatura completa, in attesa della applicazione del protettivo finale.

 

Livrea persico

Si applica una base uniforme di giallo.
Si applica sul dorso e sui fianchi il verde.
Si applica sulla pancia il rosso-arancione.
Si applica sul dorso il nero.
Con una mascheratura o a pennello si finisce il dorso, realizzando le classiche striature. Quando è asciutto al tatto si applicano o si disegnano gli occhi, quindi si lascia a riposo per la asciugatura completa, in attesa della applicazione del protettivo finale.

Livrea tinca

Si applica una base uniforme di bianco.
Si applica sulla parte anteriore e prevalentemente dal basso verso l'alto del giallo.
Si applica sul dorso e sui fianchi il verde.
Si applica sul muso, e sul dorso per 3/4 di lunghezza il rosso sempre leggero e molto sfumato.
Si applica sul dorso il nero.
Quando è asciutto al tatto si applicano o si disegnano gli occhi, quindi si lascia a riposo per la asciugatura completa, in attesa della applicazione del protettivo finale.

Livrea pesce rosso

Si applica una base uniforme di bianco.
Si applica sul dorso e sui fianchi il giallo.
Si applica sempre sui fianchi e sul dorso, ma rimanendo piu' alti rispetto al giallo, il rosso.
Si applica leggermente sulla testa e molto sfumato verso la coda, il nero.
Quando è asciutto al tatto si applicano o si disegnano gli occhi (in questo ho messo anche le branchie), quindi si lascia a riposo per la asciugatura completa, in attesa della applicazione del protettivo finale.

Livrea cheppia

Si applica una base uniforme di bianco o di grigio argento.
Si applica sul fianco, ma senza arrivare fino alla coda, un leggero e sfumato azzurro.
Si applica  sui fianchi e sul dorso, il verde.
Si applica sul dorso il nero ed utilizzando un vecchio cerchiometro o una maschera forata , sempre con il nero si fanno 3,4 macchie nere
Quando è asciutto al tatto si applicano o si disegnano gli occhi, quindi si lascia a riposo per la asciugatura completa, in attesa della applicazione del protettivo finale.

Livrea black bass

Si applica una base uniforme di bianco.
Si applica sul dorso e sui fianchi il giallo.
Si applica sempre sui fianchi e sul dorso, ma rimanendo piu' alti rispetto al giallo, il verde.
Si applica sul dorso il nero.
Quando è asciutto al tatto , con della china, si disegnano le classiche striature. In alternativa le striature possono essere ottenute a spruzzo o tampone con una maschera. Si applicano o si disegnano gli occhi, quindi si lascia a riposo per la asciugatura completa, in attesa della applicazione del protettivo finale.

E’ bene sapere che…

  • La aderenza migliore, a parità di rugosità superficiale, si ottiene applicando poco spessore di colore.
  • La aderenza migliore si ottiene su una superficie rugosa e non perfettamente liscia.
  • Essendo il nostro artificiale liscio, dovremo cercare sempre, per avere una buona aderenza superficiale , di applicare poco spessore di colore.  
  • La applicazione di un colore su un altro colore della stessa tipologia, può essere fatta umido su umido, a condizione di applicare poco spessore i colore. Prima di applicare la vernice finale o se applichiamo un colore di tipologia diversa (per esempio un acrilico all'acqua su un acrilico a base di solvente), occorre attendere l’asciugatura completa suggerita dal produttore.  
  • Se applichiamo colore (umido) su colore secco, per migliorare la aderenza, è possibile trattare la superficie con un tampone abrasivo come lo scotch brite della 3M.
  • La asciugatura completa nei colori mono-componenti ( ma attenzione, anche in quelli bi-componenti) è molto lunga, giorni in alcuni casi settimane e dipende fondamentalmente dalle condizioni ambientali (temperatura ed umidità) e dallo spessore applicato. La asciugatura ottimale si ottiene in un ambiente a 20-25°C e con bassa umidità.
  • Spesso si confonde la asciugatura con il “fuori polvere” ossia quella condizione in cui la superficie non è più in grado di trattenere la polvere che vi si deposita sopra, o con il “secco al tatto” ossia quella sensazione di “asciugato” che si ha passando un dito sul colore . In realtà ciò che è asciutto è solo lo strato superficiale a diretto contatto con l’aria.
  • La stessa asciugatura completa dichiarata dal produttore in 1 o 2 giorni non corrisponde mai alla reale asciugatura completa che, come detto, sopraggiunge in giorni e giorni in alcuni casi settimane.Tuttavia questa “quasi” asciugatura completa, dal lato pratico è poi quella che ci interessa.
  • Quando usiamo maschere per realizzare le finiture, è bene aspettare che la mano precedente sia andata ben oltre la asciugatura al tatto. 

 

Fase3 :Verniciatura finale (trasparente lucido)

Finita la colorazione della livrea applichiamo gli occhi ed eventualmente rifiniamo alcuni dettagli come le pinne o le branchie. Fatto questo rimane solo la verniciatura finale con il trasparente lucido.

Questa è la fase finale,  viene chiamata anche con altri nomi (immagino a seconda dell’importanza che ciascun autocostruttore gli attribuisce):  impermeabilizzazione, vetrificazione, protezione finale, ecc. Gli scopi della verniciatura finale sono i seguenti:

  • Fissare i colori ed evitare che si dissolvano o si alterino a contatto con l'acqua o con gli urti e l'uso
  • Impermeabilizzare la superficie
  • Proteggere la superficie
  • Conferire una gradevole estetica alla nostra esca

Le vernici trasparenti, che trovano maggior uso tra gli autocostruttori, sono elencate si seguito:

  • Vetrificatore per parquet a finitura lucida (mono-componente);
  • Plastivel (mono-componente);
  • Vernice epossidica trasparente per legature KK1 (bi-componente);
  • Vernice epossidica trasparente per finiture (da carrozziere per esempio)  o  smalto epossidico lucido per finitura per es.: RAIVER ITALIA cod. 32.00 (bi-componente);
  • Resina poliestere trasparente (bi-componente)  

Oltre ai prodotti sopra elencati, esistono costruttori che adottano una finitura acrilica trasparente lucida. Si applica per immersione o spray. Tale finitura tuttavia presuppone che i colori utilizzati siano esclusivamente acrilici lucidi di ottima qualità, che di fatto, sono già di loro ben aderenti, impermeabilizzanti ed esteticamente gradevoli. Diversamente questa soluzione non offre, a mio avviso, le stesse caratteristiche di impermeabilizzazione ed estetica delle altre elencate sopra. 

Con i prodotti mono-componenti  la applicazione si effettua per immersione, di conseguenza, si ottiene con maggiore facilità una superficie uniforme ed esteticamente molto gradevole. Per contro i prodotti bi-componenti offrono mediamente una maggiore solidità e robustezza.

I prodotti citati con l’esclusione delle resine epossidiche , sono tutti facilmente reperibili in un qualsiasi centro del fai da te.  

Il vetrificatore da parquet esiste anche bi-componente. Presenta grosso modo le stesse caratteristiche del vetrificatore da parquet mono-componente anche se oggettivamente, la protezione agli urti è migliore. La applicazione richiede  un numero di mani molto inferiore (le classiche 2 sono piu' che sufficienti) e per questo i tempi di applicazione sono decisamente inferiori. Anche il tempo di indurimento è molto piu' rapido. Tuttavia vuoi per la facilità d'uso, vuoi per il fatto che il vetrificatore da parquet monocomponente  è disponibile anche all'acqua, quest'ultimo ha trovato in molti costruttori maggiori preferenze rispetto al bi-componente.

La vernice epossidica KK1 si trova nei negozi di pesca piu attrezzati.  


applicazione a pennello della finitura epossidica bi-componente


applicazione per immersione del vetrificatore da parquet

Le vernici epossidiche trasparenti per finitura sono più difficili da trovare. Ci si puo’ rivolgere al proprio carrozziere di fiducia ma nella speranza che non siate troppo in confidenza con esso, devo dirvi che spesso vernici analoghe sono utilizzate anche per lavori di restauro , per lavori artistici, per la manutenzione di imbarcazioni, nel modellismo e pertanto possono essere disponibili nei negozi che trattano anche articoli d’arte, nei colorifici , nelle mesticherie , nei migliori negozi di modellismo , nei negozi di nautica. Nel caso che non trovaste il prodotto che ho citato sopra, dovrete semplicemente chiedere una finitura epossidica lucida o uno smalto epossidico lucido per finiture.

La scelta tra un sistema e l'altro, reperibilità a parte, dipende in primo luogo dalla destinazione d'uso e dalle dimensioni della nostra esca. Esche piccole, per acque interne, destinate magari a prede dotate di innocui denti faringei,  non saranno sottoposte a grandi traumi è qualsiasi sistema è idoneo. Per esche più grandi preferiamo un sistema che offre maggiore protezione agli urti. Da valutare anche la difficoltà operativa ricordando che le resine bicomponenti, presentano una maggior difficoltà d'uso rispetto ai comodi prodotti monocomponenti. Per contro le resine bicomponenti, caratteristiche a parte, hanno tempi di indurimento più rapidi e non richiedono molte mani. 

 

Vediamo nella tabella sottostante le caratteristiche di massima di ciascun tipo di finitura.

Prodotto Caratteristiche generali Impermeabilizzazione Protezione agli urti, traumi ecc Estetica

Vetrificatore per parquet (finitura lucida)

Mono-componente a base poliuretanica. Facile da usare. Esiste anche all' acqua. Solitamente è un prodotto molto fluido e per questo motivo devono essere applicate molte mani  (mediamente almeno 6) per ottenere una superficie perfetta. Si applica per immersione. Mediamente sono necessarie 2-4 ore tra una mano e l’altra e 24 ore per l’indurimento completo. Buona per uso in acque interne Sufficiente.

Non adatto a prede dalla dentatura potente

Molto Buona
Plastivel

Mono-componente. Facile da usare. Si applica per immersione. Sono sufficienti 2-3 mani. Sono necessarie 2-4 ore tra una mano e l’altra e 24 ore (ed anche più) per l’indurimento completo. 48 ore (ed anche piu’) per la essiccazione completa. Ricco di  solventi che possono aggredire i colori sottostanti. Il plastivel non tollera il contatto con i siliconici , non potremo per esempio collegare ad un artificiale finito con il plastivel un trailer in gomma , vinile o silicone. La superficie non è molto resistente,  non è certamente adatta a pesci con dentatura aguzza e morso potente, ma anche per artificiali di grosse dimensioni realizzati con essenze tenere, visto che in fase di lancio ed ammaraggio l'impatto delle ancorette sulla superficie, può creare segni ed incisioni.  Buona per uso in acque interne Sufficiente   limitatamente agli artificiali di medie e piccole dimensioni.

Non adatto per grossi artificiali o per artificiali destinati a pesci dalla dentatura potente 

Molto Buona
Vetrificatore per parquet (finitura lucida) bi-componente Bi-componente. Presenta grosso modo le stesse caratteristiche del vetrificatore da parquet mono-componente anche se la protezione agli urti è migliore. La applicazione richiede  un numero di mani molto inferiore (le classiche 2 sono piu' che sufficienti) ed i tempi di applicazione sono decisamente inferiori. Buona per uso in acque interne Discreta. migliore del mono- componente Buona
KK1

Bi-componente epossidico. Da applicare a pennello. Meglio se l’indurimento viene accelerato da una fonte di calore. Si applica anche in mano unica. Indurimento in poche ore. Se applicato in mano unica e con spessori troppo elevati tende con facilità a formare gocciolature . A questo scopo alcuni costruttori mettono le loro costruzioni impermeabilizzate con KK1, in una sorta di girarrosto che evita questo problema. Tende ad ad infragilire (cristallizzare) se diluito eccessivamente con solvente per facilitare la applicazione di più mani. Si ottiene una superficie molto dura ma per questo anche molto fragile è importante quindi applicare uno spessore uniforme. Essendo bi-componente e dal rapido indurimento, occorre applicare con attenzione a ridosso degli anellini per coprire perfettamente tutta la superficie ed ottenere una buona impermeabilizzazione. Va detto che la KK1 nasce per un utilizzo diverso (legatura degli anelli).  In effetti esistono resine epossidiche specifiche per la impermeabilizzazioni , purtroppo non sono di altrettanta facile reperibilità. Buona

(L’impermeabillizazzione con epossidica è solitamente ottima anche per uso in mare. Il giudizio inferiore dipende dal fatto che la applicazione della KK1 non è sempre agevole sia per i tempi che per la consistenza e questo puo’ comportare qualche difetto di applicazione soprattutto ai meno esperti)

 

Buona (ma attenzione alla fragilità)

 

Buona
Finitura trasparente epossidica 

[foto raiver 32.00]

Bi-componente epossidico per finiture. Da applicare a pennello o con pistola a spruzzo. Indurimento in poche ore (in ogni caso dipende dal tipo usato). Si ottiene una superficie dura e tenace. La fluidità è buona e per questo la applicazione più agevole rispetto alla KK1. Per questo motivo la stesura è più curata e  l’impermeabilizzazione solitamente migliore. Si applica in 2 o 3 mani. Purtroppo non è di facile reperibilità Ottima anche per uso in mare Buona Buona
Resina poliestere

Bi-componente. Da applicare a pennello. Indurimento in poche ore (dipende dalla quantità di catalizzatore). Diciamo anche che la resina poliestere non ha le caratteristiche di solidità e brillantezza della resina epossidica. Tuttavia è un prodotto economico e facilmente reperibile nei centri del fai da te o nei negozi di nautica. Buona

(vedi note messe per la KK1. Complessivamente l’impermeabilizzazione con resina poliestere è tuttavia inferiore rispetto alla impermeabilizzazione effettuata con resina epossidica)

Buona Discreta

Suggerimenti…  

Per avere una aderenza ottimale tra le varie mani di protettivo è consigliabile eseguire la mano successiva, quando la precedente non è ancora completamente fuori polvere (leggermente appiccicaticcia). Se si applica la mano successiva su una precedente completamente secca, per migliorare la aderenza,  è possibile passare la superficie con un tampone abrasivo come la scotch brite.

I protettivi finali applicati per immersione, durante la asciugatura,  scorrono per gravità verso la parte bassa dell’artificiale e tendono a formare un accumulo sull’anellino inferiore del nostro artificiale. Per evitare o limitare questo accumulo è sufficiente , dopo l’immersione, agganciare un piccolo ferretto a “S” all’anellino. Vedrete che il prodotto tenderà a scivolare sul ferretto e non si accumulerà nell’anellino o lo farà in maniera meno massiccia.

 

Alcuni cicli di finitura

Vediamo alcuni cicli completi di esempio. Nelle caratteristiche ho indicato i tempi approssimativi necessari per l'esecuzione. Questi riportati sono cicli reali, che ho personalmente utilizzato, ma non sono gli unici. Di fatto i cicli che possono scaturire dalla combinazione delle fasi viste, sono un numero enorme e potenzialmente sono tutti validi.

Caratteristiche Fondo Colorazione della livrea Finitura
Ciclo 1 - a base di prodotti monocomponenti, abbastanza semplice, rende l’artificiale esteticamente molto accattivante.La superficie dell’artificiale non è molto dura ed in particolare se il legno usato è la balsa . Visto l’uso del plastivel questo artificiale non deve venire in contatto con esche siliconiche. Tempo stimato dell’intero ciclo : 3-4 giorni a cui fare seguire almeno altri 2 giorni di riposo prima di utilizzare l’artificiale. Primer acrilico bianco in base di acqua. 

Carteggiatura finale con carta abrasiva  fine

 

Colori a pennello, spray o aerografo Plastivel 2 mani
Ciclo 2 - Come il precedente con il vantaggio che non c’e’ il problema di incompatibilità con i siliconici (per questo questo tipo di artificiali puo’ essere corredato senza problemi di trailer siliconici). Il tempo totale di esecuzione è tuttavia maggiore. Tempo stimato dell’intero ciclo : 5-6 giorni a cui fare seguire almeno 1  giorno di riposo prima di utilizzare l’artificiale. Primer acrilico bianco in base di acqua.

Carteggiatura finale con carta abrasiva  fine

 

Colori a pennello, spray o aerografo Vetrificatore per parquet 6 mani
Ciclo 3 - come i precedenti ma con  verniciatura epossidica lucida. Migliora  la durezza superficiale e la velocità esecutiva. Tempo stimato dell’intero ciclo : 2-3 giorni a cui fare seguire almeno 1  giorno di riposo prima di utilizzare l’artificiale.  Primer acrilico bianco in base di acqua.

Carteggiatura finale con carta abrasiva  fine

Colori a pennello, spray o aerografo Finitura epossidica 1 –2  mani
Ciclo 4 - con prodotti monocomponenti ma per legni molto fibrosi e porosi. Tempo stimato dell’intero ciclo : 5-6 giorni a cui fare seguire almeno 1  giorno di riposo prima di utilizzare l’artificiale. Turapori 3 mani. Sgranatura finale con carta abrasiva  fine. Colori acrilici all’acqua a pennello, spray o aerografo Vetrificatore per parquet 6 mani
Ciclo 5 - come il precedente adatto a qualsiasi tipo di colori. Tempo stimato dell’intero ciclo : 5-6 giorni a cui fare seguire almeno 1  giorno di riposo prima di utilizzare l’artificiale. Turapori 3 mani + 1 mano di cementite. Lisciatura finale con paglietta metallica o carta abrasiva fine Colori i a pennello, spray o aerografo Vetrificatore per parquet 6 mani
Ciclo 6 - come il precedente ma con finitura in plastivel. Stesse controindicazioni e caratteristiche del ciclo 1. Tempo stimato dell’intero ciclo : 3-4 giorni a cui fare seguire almeno altri 2 giorni di riposo prima di utilizzare l’artificiale. Turapori 3 mani + 1 mano di cementite. Lisciatura finale con paglietta metallica o carta abrasiva fine Colori a pennello, spray o aerografo Plastivel 2 mani
Ciclo 7 – si ottiene una superficie dura adatta a pesci dalla dentatura forte e robusta. Tempo stimato dell’intero ciclo : 2-3 giorni a cui fare seguire almeno 1 altro giorno di riposo prima di utilizzare l’artificiale. Resina epossidica e microsfere Colori  a pennello, spray o aerografo Finitura epossidica 1-2 mani 

Suggerimento…

Ripuliamo sempre gli anellini con la punta di un cutter o con un utensile simile dopo ogni fase o dopo ogni singola mano, se vediamo che si accumula troppo prodotto. Questo accorgimento fa si che ogni stesura di colore o protettivo vada a depositarsi perfettamente alla base degli anellini, migliorando la impermeabilizzazione generale ed anche l’estetica. 

 

Dispositivi di protezione individuale e smaltimento residui

Utilizzando colori o vernici,  operate esclusivamente in un ambiente ben areato seguendo scrupolosamente le avvertenze scritte sulle confezioni dei prodotti. Utilizzate se necessario una mascherina protettiva, con livello di protezione adeguato, un grembiule a maniche lunghe, guanti ed occhiali. Smaltite i residui di pitture , vernici e solventi, e le eventuali rimanenze scadute o inutilizzabili, sempre nella isola ecologica più vicina,  è gratis , costa poca fatica ma soprattutto l’ambiente ed i nostri figli ringraziano.  
Per chi non conoscesse il significato dei simboli e delle sigle, che per legge devono essere riportati sulle etichette dei prodotti e per maggiori informazioni sulle raccomandazioni di sicurezza, in presenza di agenti chimici, vi invito a  visionare le tante pagine che sul web trattano questo argomento. 

Conclusioni

I metodi ed i prodotti di cui ho parlato non sono gli unici,  ma sicuramente sono sistemi collaudati ed utilizzati oltre che dal sottoscritto da molti costruttori che hanno alle spalle moltissime  realizzazioni.   

Se siete a conoscenza di altri prodotti o soluzioni dimostratesi efficaci,  vi invito a scrivermi all'indirizzo in home page e se volete, sarò lieto di integrare il presente scritto con il vostro contributo. Per ulteriori chiarimenti o per segnalare eventuali errori o inesattezze , vi invito sempre a contattarmi all'indirizzo in home page.

Ciao e buona permanenza sul nostro sito...

Gianni Burani

 

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