TECNICA

 

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Il Modena rig:applicazioni

 

 

 

 il "Modena Rig" e le montature

   per i Tube jigs

  Testo e foto di Loris Ferrari - Febbraio 2002, ultimo aggiornamento Nov. 2004

Un’esca ancora poco utilizzata in Italia dai pescatori è il Jig a Tubo o Tube Jig.

Appartengono alla grande famiglia delle esche in gomma made in Usa; sono formati da un corpo cilindrico cavo all’interno, a forma di sigaro, che termina da un gonnellino (skirt) sempre dello stesso materiale.

Le dimensioni di quest’esca vanno da 1” -  2” per le misure più piccole fino ai 4 e 5 pollici ed oltre. Vengono prodotti in una gamma pressoché infinita di colorazioni, come d'altronde succede per tutte le altre esche in gomma.

 

Le misure più piccole, negli Usa destinate ai Crappie (una specie di persico sole, molto popolare), in Italia possiamo impiegarle per tutta una serie di pesci ad ultraleggero; dalle Trote in cava, alle Cheppie, ai Cavedani… scoprendo che catturano saltuariamente anche pesci poco usuali come i Carassi, le Scardole…perfino le Carpe.

Con fili ed attrezzature leggere, permettono di divertirsi parecchio in una moltitudine di ambienti acquatici.

Proprio così, con quest’esca sembra davvero sia possibile catturare di tutto, io in una vasca da giardino di un vicino di casa ho persino catturato un pesce rosso e due grossi persici sole!!!

Le misure intermedie e grosse invece, sono fantastiche per insidiare i Bass all’interno degli ostacoli ed a filo dei canneti, il loro recupero a saliscendi, intervallato da continui rilasci, attira irresistibilmente Bass di notevoli dimensioni…per non parlare dei Lucci, che spessissimo se ne vanno con l’esca in bocca, tagliando il filo.

L’attrezzatura ed il recupero :

Il suo corpo cavo però, credo che metta in imbarazzo il pescatore che li vede per la prima volta, perché non si riesce ad intuire immediatamente le modalità di innesco.

Credo sia il principale motivo dello scarso utilizzo, in Italia, di quest’esca.

E’ invece, a mio parere, un’esca dal rendimento eccezionale, soprattutto da utilizzare negli ambienti inerbati e ricchi di ostacoli del sottoriva, soprattutto negli hot spot soggetti a forte pressione di pesca.

Io la uso con successo, alternandola alla pesca con i Jigs piumati o con gonnellini e trailer in silicone.

Si utilizza principalmente nel sottoriva a flipping leggero, è una tecnica “finesse” da effettuarsi preferibilmente con canne da spinning rigide e ad azione di punta, le stesse specifiche per i worm.  

Un altra tecnica molto redditizia è lo "Skipping" ovvero il lancio secco con la canna parallela alla superficie in modo da far finire a saltelli l'esca fin dentro al cuore degli ostacoli come cespugli, pontili ed ombrelli vegetali in genere. Sono postazioni ignorate dalla maggioranza degli altri pescatori, ma che consentono catture di riflesso da parte di stupendi esemplari che abboccano senza indugio, perché in quel particolare punto riparato si sentono tranquilli ed al sicuro.

Il Tube,  se ben innescato e piombato, mette in atto durante il recupero tutta una serie di scatti repentini in tutte le direzioni, seguiti da cadute a cerchi concentrici verso il fondo, che non lasciano indifferenti neppure i pesci più smaliziati ed apatici.

La leggerezza dell’insieme, il fluttuare del gonnellino che lo fa sembrare vivo, uniti ad un recupero irregolare ed imprevedibile, fanno di quest’esca un’arma vincente nelle mani del pescatore che impara ad utilizzarla correttamente. E’ un’artificiale che permette di avvertire attacchi in tutti gli strati d’acqua.

Il Black Bass infatti, secondo le stagioni ed il grado di aggressività, lo attacca fin dal suo arrivo in acqua oppure via via che questo scende verso il fondo o saltella nelle sue prossimità, mentre viene recuperato zigzagando in mezzo agli ostacoli.

L’abboccata e la ferrata :

L’utilizzo corretto dei Tubes (e dei Jigs in genere), a mio parere, differenzia il bravo dal mediocre pescatore.

Solamente chi sa avvertire il subdolo abbocco sul Tube in discesa, la breve fermata durante la discesa stessa, i timidi assaggi all’esca riesce a catturare tanto. Tutti gli altri, dopo alcune battute a vuoto, ritornano mestamente alle solite esche, definendo le catture sui Jig e sui Tube solamente dovute ad occasionali colpi di fortuna.

Nelle acque meno battute, o in presenza di forte aggressività da parte dei pesci, gli attacchi vengono portati anche in modo classico, con tocche nette e ripetute, belle partenze ed autoferrate, ma vi assicuro che se vi fermate solamente a questi momenti, rischiate di perdervi le reali potenzialità di questa splendida esca.

Tantissime volte l’abbocco avviene durante la discesa dell’esca, bisognerà seguire l’azione con il filo in leggera tensione. Per eseguire correttamente tale manovra vi consiglio di effettuarla le prime volte in acque limpide, indossando gli occhiali polarizzati. Una volta capito il sistema di leggera trattenuta, possiamo affrontare anche le acque opache con discrete possibilità di successo.  

Chi di voi ha potuto visionare alcuni video americani subacquei, avrà potuto notare l’attacco fulmineo a queste esche da parte dei Bass, durante la discesa e gli scarti laterali di quest’esca. Il predatore arriva ed ingoia con una velocità incredibile l’esca…dopo alcuni istanti di assaggio, la risputa altrettanto velocemente.  

Tantissime volte perciò accade che il pesce abbocca l’esca, la assaggia e la risputa… senza che noi ce ne accorgiamo!!!  

Massima attenzione perciò durante il recupero e pronti a ferrare con forza al minimo accenno di “situazione anomala” che percepiamo durante la pesca.  

Col tempo, dopo centinaia di ore di utilizzo, riusciremo a cogliere anche la minima sfumatura, il minimo attacco, la minima vibrazione, il minimo spostamento laterale del filo…diventando a nostra volta dei bravi pescatori di Bass !

Si può paragonare tale tecnica alla pesca del Cavedano a passata, solamente i più bravi catturano, perché il segnale che arriva al galleggiante da parte di questo astuto ciprinide è davvero subdolo e fulmineo; a questo repentino segnale bisogna rispondere altrettanto fulmineamente, pena il totale insuccesso.  

Il Bass è uno dei pochissimi pesci in grado di abboccare rimanendo fermo sul posto, usando magistralmente le pinne laterali (che gli permettono persino delle retromarce). Questo gli da la possibilità di attaccare un’esca che lo ha incuriosito, senza che noi possiamo avvertire alcunché sulla canna.  

Tantissime volte mi è capitato di ferrare, pescando in acque limpide, solamente vedendo sparire l’esca in bocca al pesce…tantissime altre, soprattutto agli inizi, il pesce se né andato risputando l’esca senza darmi modo di reagire e lasciandomi sulla riva ad imprecare per l’occasione mancata.  

Se impariamo a ferrare correttamente i Bass, sarà molto più facile catturare le altre specie, poiché quest’ultime attaccano l’esca mentre nuotano velocemente, facendo avvertire le abboccate in maniera molto più evidente.  

I modi di innesco :  

Passiamo ora ad elencare i principali metodi di innesco di questa esca siliconica.  

Uno dei più validi, a mio parere, è rappresentato da un piccolo piombo denominato “Tube Weight” composto da un cilindro di piombo recante ad una delle estremità, un occhiello metallico.  

Non starò a descriverne la realizzazione, se non lo trovate potrete tranquillamente costruirvelo con il solito filo d’acciaio ed il fusibile di piombo o una torpille incollata con una goccia di Attack. 

Si utilizza infilandolo dentro al corpo cavo del Tube dalla parte dell’occhiello, fino a farlo arrivare alla sua sommità. 

Poi si prende un amo da worm, del tipo piegato per l’innesco Texas, lo si infila in testa al tube e si fa passare la punta dell’amo dall’occhiello posto sul piombo.  

Poi si esce lateralmente dal tube e si rientra verso la fine del corpo cilindrico e si posiziona la punta dalla parte opposta. Il piombo rimarrà posizionato nella curvatura dell’amo conferendo durante il recupero un ottimo movimento all’esca e facendolo affondare correttamente di testa.  

E’ più difficile descriverlo che eseguirlo, la foto spiegherà meglio il tutto.    

   

L’unico difetto che ho riscontrato durante l’utilizzo è quello che a volte, durante le slamature ed i successivi inneschi, si perde il cilindretto di piombo per terra o in acqua, facendoci sfuggire qualche imprecazione.  

Un altro sistema americano, di un noto angler, è quello di utilizzare, oltre al piombo interno di cui sopra, uno speciale amo curvato in modo particolare e con una piccola molletta metallica che serve per fissare il tube e non farlo scorrere durante il recupero, denominato “Quick Clips”. 

L’ho utilizzato parecchio, ma l’ho poi abbandonato perché non mi piace il sistema di presentazione e di fissaggio perché rovina in pochissimo tempo l’esca. 

Gli ami speciali con la molletta poi sono molto costosi, non mi sento davvero di raccomandarli.  

Altri sistemi prevedono l’utilizzo di ami antialga con piombature vicine all’occhiello o l’utilizzo di teste piombate da Jig, ma non tutti mi convincono perché spesso conferiscono all’esca movimenti molto meno adescanti.  

 

   

La regola imporrebbe di usare fili di diametro sottile (0,20 – 0,22) per riuscire ad ottenere un recupero vario e disordinato a scatti e discese a spirale sul fondo. 

Assieme a questo accorgimento occorre comunque una piombatura fuori asse rispetto al corpo del Tube. 

Personalmente sono contrario ai fili sottili, perché usando le esche a ridosso di ostacoli, si finirebbe con lasciare in bocca ai pesci più belli, tutte le nostre esche. Non abbiamo speranze di salpare un grosso Bass (e per grosso intendo sopra al Kg.), con fili sotto allo 0,30 se peschiamo dentro ai canneti, nei banchi di ninfee, negli erbai o dentro agli alberi in acqua. In pochi secondi il grosso pesce si infilerebbe talmente dentro agli ostacoli che ben presto non ci resterebbe altro che constatare la nostra impotenza e l’inevitabile rottura del monofilo.

Pensa e ripensa… nasce il “Modena Rig”

Per ovviare all’inconveniente e poter utilizzare fili robusti, il sottoscritto ha ideato una apposita piombatura disassata, per innescare i Tubes ed altre esche siliconiche, in grado ci conferire un buon recupero disordinato all’esca e mantenere la punta dell’amo verso l’alto, per ottenere un buon effetto antialga.

Ho chiamato questo sistema di innesco, scusandomi per l’immodestia, Modena Rig, in onore della mia provincia di nascita e residenza, spero vivamente che vi piaccia.

Dopo i sistemi americani di innesco “Texas” e “Carolina” credo che anche un po’ di italica immodestia possa non guastare, anche perché lo ritengo davvero un sistema di innesco molto versatile e valido.

E’ molto semplice da costruire perché occorre solamente di un po’ di filo d’acciaio inox e del filo fusibile di piombo, un minimo di manualità e pochi minuti di tempo.

Soprattutto ha trovato un gradimento immediato da parte dei pesci…e questo davvero credo sia la cosa più importante. 

Spero vivamente che questo sistema, nei prossimi anni, verrà adottato da parecchi pescatori.

I materiali occorrenti per la costruzione :  

Passiamo ora alla costruzione della montatura, partendo dai pochi materiali occorrenti :  

n    Filo in acciaio inox dello 0,80 mm. per le esche medie e grandi e filo inox dello 0,60 mm. per quelle piccole, uno dei migliori è quello usato dai saldatori di acciaio inox (preferibilmente AISI 316), perché è lavorabile in tutte le direzioni, senza spezzarsi; 

n    Filo fusibile di piombo (di diametri diversi, da 1 ai 2 millimetri); serve per attorcigliarlo a spire strette sulla armatura d’acciaio, formando la zavorra;  

n    Occorreranno poi i soliti attrezzi, le solite pinzette a becchi conici e le pinze a becchi quadri per piegare l’acciaio come da foto.  

La costruzione della montatura "Modena Rig":  

E’ davvero molto semplice costruirla, partiremo da un pezzetto di acciaio lungo dai 5 ai 7 centimetri. Successivamente, con la pratica, ci basterà un pezzetto molto più corto, eliminando quasi l’eccesso di materiale.  

Ad una estremità formiamo un piccolo anello chiuso, di diametro tale che possa passarci il gambo dell’amo ma non l’occhiello dell’amo stesso. E' lo stesso anello che abbiamo appreso quando abbiamo iniziato a costruire i cucchiaini rotanti, non starò pertanto a ripetere la sua realizzazione, poichè lo ritengo un passo indispensabile e fondamentale per chiunque voglia addentrarsi nel mondo dell'autocostruzione. 

 

 

Poi curviamo l’acciaio dopo l’anello, seguendo una linea tonda, più larga di un paio di millimetri della curva del Tube da innescare.  

Secondo le dimensioni dell'esca da innescare, solitamente dai 5 ai 20 millimetri, andremo ora a fare una piega a 90 gradi 

 

 

e dopo ca. 4/6 mm. incurviamo di nuovo il filo d’inox per formare l’aggancio al gambo dell’amo tipo Texas, adatto all’innesco del Tube.

 

 

 

Per verificare la simmetria della costruzione possiamo infilare l’occhiello nell’amo e poi lo andremo a fermare nella piega in testa di quest’ultimo. Poi fissiamo la piega d’acciaio sul gambo, magari stringendola con un paio di pinze, per  fare in modo che la stessa aderisca bene alla curvatura.  

Tagliamo l’eccedenza dell’acciaio sulla curvatura, con un paio di tronchesi,  in modo da farla sporgere per non più di un millimetro dal gambo.    

 

La montatura è così terminata, non spaventatevi dalla lunga descrizione, dopo averne fatte alcune scoprirete con piacere che la realizzazione di questo piccolo ma utilissimo accessorio è davvero facile e veloce. 

La piombatura :  

Ora basterà avvolgere attorno al filo metallico, dall’occhiello alla piega a 90 gradi, una spirale di filo di piombo; servirà ad appesantire il Tube per poterlo lanciare ad alcuni metri di distanza e per  farlo nuotare con l’amo verso l’alto, conferendogli un buon effetto antialga.  

Attualmente il sottoscritto costruisce i Modena Rig in tre misure diverse ed in altrettante classi di peso, questo mi permette di adottare rapidamente varie soluzioni in pesca, secondo la taglia dell' esca che intendo impiegare e la profondità a cui voglio farla viaggiare.

Il Modena Rig con gli ami antialga :  

Se poi dovremo impiegarlo davvero in ostacoli fittissimi, come i canneti od i banchi di ninfee, bisognerà costruire la montatura attorno ad un amo antialga.  

In commercio ne esistono di già fatti, come gli Eagle Claw a filo metallico, oppure si possono costruire con un grosso filo di nylon rigido, o con una forcella di acciaio inox dello 0,40 come spiegato in un altro articolo.  

La protezione del piombo:  

Se siete dei perfezionisti potrete poi proteggere il piombo con una vernice trasparente bicomponente (tipo KK1) per due principali ragioni:  

1)     per evitare che dopo alcune sessioni di utilizzo in acqua, il piombo si ossidi e formi uno strato di polvere bianca. Se la montatura rimane nella scatola assieme all’esca, l’ossidazione del piombo peggiora notevolmente l’aspetto del nostro artificiale, fino a renderlo inutilizzabile e da buttare.  

2)     per conferirgli un aspetto molto più naturale, la protezione trasparente fa assomigliare il piombo ad una larva traslucida, ad un parassita che si è attaccato all’esca, ad un animaletto…ad un qualcosa che ha assalito quello strano “essere” che stiamo presentando al pesce.    

Inizialmente avevo iniziato a rivestire il piombo con pezzetti di tubo di plastica di vari colori, ma poi mi sono accorto che facevano sciogliere la superficie del silicone dell’esca con cui veniva a contatto.  

E’ comunque buona norma, una volta a casa, staccare le montature Modena Rig dalle esche che abbiamo impiegato e riporle in una apposita scatoletta, mantenendo le esche siliconiche in apposite buste di plastica, separate per forma e colore.  

Io conservo le montature Modena rig, nella scatola delle minuterie, tenendole divise per dimensione, infilandole per l'anello in una spilla da balia.

L’innesco dell’esca siliconica, con il Modena Rig :  

Vediamo ora come innescare l’esca siliconica; è davvero molto semplice, basterà infilare delicatamente l’amo al centro della testa ed infilarlo per tutto il corpo cavo dell’artificiale, fino a fare uscire la curva all’inizio del gonnellino siliconico.

Ora tenendo ben stretto il corpo del Tube, fra due dita, con l’amo rivolto verso l’alto, fisseremo la montatura, infilandola nell’esca siliconica ed andando a cercare l’aggancio del gambo.  Per verificare che questo sia avvenuto, ci basterà provare a tirare verso l'esterno la piombatura con due dita; se esce vuol dire che l'aggancio non è avvenuto, se invece non si muove, significa che l'anello aperto si è correttamente agganciato al gambo dell'amo.

Una volta riuscita l’operazione di aggancio, noterete che il filo fusibile di piombo si trova proprio aderente sotto la testa del Tube, mentre l’amo si trova saldamente con la punta verso l’alto.   

     

Provandolo in acquario o in un ambiente con acqua limpida, noterete l’affondamento molto naturale, sempre di testa, dell’esca e sollecitandolo a scatti e rilasci, potrete ammirarne le evoluzioni subacquee. Scendendo verso il basso l’esca rilascia interessantissime bolle d’aria che credo contribuiscano parecchio ad attirare il pesce verso l’esca.  

... un piccolo trucco

Alcuni pescatori professionisti americani aggiungono pezzetti di sostanze effervescenti, all'interno del corpo del tubes, in modo da accentuare questo fenomeno. Se vi va di provare, vi basterà portare con voi un sacchetto di plastica contenente granuli di magnesia effervescente e verificare da soli l'efficacia del sistema. 

L’innesco è così terminato, ora possiamo provarlo nella pesca pratica, adottando e mettendo in pratica tutti i ns. personalissimi “trucchi “fatti di strappi, brevi soste e rilasci altalenanti, per far sembrare vivo il nostro Tube durante il recupero. 

Scoprirete che tale sistema di innesco, tiene notevolmente, resistendo anche agli strapazzi ed ai lanci più bruschi, cedendo solamente fra le fauci dei ns. amici predatori.  

Questa montatura, magari abbinata ad un amo antialga,  risulterà un sistema d’innesco davvero sicuro ed efficace, capace di perforare e stanare il pesce anche nel profondo degli ostacoli, pronto però ad agganciarsi perfettamente al momento dell’abboccata, visto che l’amo verrà a trovarsi proprio nel punto giusto mentre il ns. predatore sferrerà l’attacco.  

 

I tubes speciali :  

Ci sono in commercio anche Tube completamente fosforescenti (come quello al centro nella foto sopra), li ritengo perfetti da usarsi in acque torbide e fortemente opache o all’imbrunire, quando anche una insolita scia luminescente può risultare adescante. Io li utilizzo parecchio anche nella pesca al siluro in ore di scarsa luce, usandoli anche come trailer in grossi spinnerbait. Basterà ricordarsi di ricaricarli con la luce di una torcia, dopo ogni lancio.  

Sarei pronto a scommettere che sono altrettanto validi anche con il Luccioperca o con le Spigole al mare…ma ancora non ho avuto la possibilità di insidiarle. 

Conclusioni:  

Con questo articolo, non intendo certamente aver posto la parola fine all’argomento, ma semplicemente  aver posto le basi per la maggiore divulgazione di un’esca relativamente nuova per le ns. acque, e di un’altrettanto nuova montatura, ma entrambe davvero meritevoli di essere provate.

 

       

Provatele iniziando ad usarle come già vi ho detto, in acque limpide, per imparare sul serio ad impiegarle bene, e poi fatemi sapere, anche le vs. esperienze serviranno a migliorarmi.  

Se poi volete approfondire l'argomento e scoprire la versatilità del sistema, vi rimando alla lettura dell'altro articolo sull'argomento dal titolo: "Modena Rig: applicazioni" dove imparerete come impiegare la montatura anche con le altre esche in gomma. 

Ciao a tutti e buona p... permanenza sul ns. sito !  

Loris Ferrari

e-mail : lorisfer@libero.it

 

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