PRIMI LANCI....

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Come riempire i mulinelli 

 a bobina rotante o da  Casting 

  Testo e foto di Loris Ferrari - Dicembre 2005

Premessa:

Uno dei primi problemi che deve affrontare un lanciatore deciso ad utilizzare in pesca anche questi mulinelli, è sicuramente quello di imbobinare correttamente il suo primo mulinello a bobina rotante (baicasting reel).

Sembra una banalità, ma sbagliare il riempimento del mulinello può voler dire errori clamorosi nella gittata possibile del lancio, per non parlare delle spire che si accavallano e delle inevitabili e tremende parrucche a volte davvero inestricabili che si formano.

Qualcuno di voi potrà obiettare che basta farsi riempire la bobina dal nostro negoziante di fiducia, almeno la prima volta ed i rischi sono scongiurati... io invece vi dico, soprattutto se parliamo di mulinelli rotanti da casting, che spesso ci troviamo di fronte a persone, magari bravissimi agonisti nella pesca al colpo, ma che ignorano le elementari basi per il corretto funzionamento di questi splendidi mulinelli. 

Finisce così che questi riempiano le bobine fino all'orlo con lo stesso concetto con cui riempiono quelle da spinning e ci ritroveremo fra le mani un attrezzo che lancerà molto più corto di uno dall'imbobinamento corretto e che diventerà sicura fonte di continue ed inestricabili parrucche!!!

Crederemo di essere noi la negazione per l'utilizzo di questi attrezzi e saremo ben presto tentati di sbarazzarci di questi mulinelli per tornare a quelli più famigliari, intuitivi e "pratici" da spinning... quelli con cui abbiamo iniziato a pescare e che ormai conosciamo ed utilizziamo ad occhi chiusi. 

Per non deprimerci ulteriormente ci giustificheremo pensando che non siamo nati in america e perciò, non avendo imparato da bambini, non ci risulta naturale lanciare con questi strani attrezzi recuperatori.

La verità invece è davvero semplice, se consigliati correttamente sulla giusta imbobinatura, sul corretto modo di tarare il peso dell'esca e l'eventuale freno magnetico, sulle elementari basi di lancio, non è assolutamente difficile utilizzare questi mulinelli rotanti.

Vi basterà un piccolo tirocinio di alcune ore di allenamento, magari su un prato, per riuscire a lanciare senza parrucche, ottenere le sufficienti distanze di lancio  e posare il nostro artificiale alla giusta delicatezza in acqua.

Capirete così che dovendo lanciare esche dai 7 grammi in poi (1/4 Oz.), utilizzando trecciati o fili di grosso diametro, in ambienti ricchi di ostacoli in acqua o pescando dalla barca, è sicuramente di gran lunga preferibile utilizzare canne e mulinelli da casting

I VANTAGGI :

- Non ci stancheremo neppure dopo ore di utilizzo continuato, neppure utilizzando le grosse esche dedicate al Luccio o al Siluro;

- Ci sorprenderemo della maggiore velocità di impiego e della diminuzione dei tempi morti (apri e chiudi l'archetto), nelle tecniche principali impiegate per il Bass come il Flipping ed il Pitching . A parità di tempo impiegato in pesca la nostra esca rimarrà più tempo in acqua e perciò aumentano le probabilità di essere abboccata; 

- Ci sorprenderemo della delicatezza di posa dell'esca, con le tecniche sopraccitate. Indispensabile per pescare in ambienti battuti da pescatori e con pesce smaliziato e difficile;

- Riusciremo meglio a vincere la resistenza dei grossi pesci sfruttando appieno la potenza di attrezzi che assomigliano a piccoli argani! Questo si traduce in maggiore tranquillità nel caso di abboccata da parte di grossi esemplari;

- Riusciremo a parità di distanza di lancio ad impiegare grossi diametri di filo per utilizzare le ns. esche in ambienti ricchi di ostacoli o per insidiare grossi predatori;

- Dovremo sostituire il filo molto più di rado poiché questo tipo di mulinello, non provocando torsioni, stressa molto meno il filo;

- Potendo impiegare diametri maggiori terremo più breve la lotta con il pesce limitando il rischio di farlo rintanare fra gli ostacoli o di farlo andare in acido lattico, potendo così restituirlo al suo ambiente con minore stress.

Imbobiniamo i Mulinelli a bobina rotante o da CASTING:

1) il monofilo di nylon o fluorocarbon

Vediamo ora come riempire di nylon ( o fluorocarbon) questi mulinelli; i sistemi sono davvero molteplici, io vi suggerisco quello adottato dal sottoscritto, è davvero semplice a condizione vi procuriate un  contenitore in plastica a bocca larga (un secchiello in plastica andrà benissimo), che possa contenere almeno un litro d'acqua.

Poi prendiamo un cilindro in legno, di ca. 1 cm. di diametro e lungo almeno alcuni centimetri più della larghezza del ns. contenitore. Lo mettiamo di traverso sul bordo del contenitore, in posizione centrale. Le due estremità le renderemo con un lato piatto con l'aiuto di una lima da legno, poi costruiremo un fermo, piantandogli due chiodini da un lato, alla distanza sufficiente per incastrare i due chiodi nello spessore del contenitore, in modo che non possa spostarsi dalla posizione centrale del contenitore.

Ora riempiamo il secchiello con acqua tiepida, fino ad un centimetro dal bordo. Io uso acqua addolcita da un depuratore, in modo da limitare le incrostazioni calcaree dovute ad utilizzo di acqua troppo dura... ma è sicuramente un eccesso di pignoleria.

Infiliamo il rocchetto di filo nel cilindro di legno e mettiamolo al centro del contenitore pieno d'acqua, stando bene attenti che il filo esca dalla PARTE SUPERIORE della bobina.

 

 

Ora fissiamo il filo che fuoriesce dal rocchetto alla bobina del mulinello, con un nodo a stringere, e poi cominciamo ad avvolgere il filo, recuperando con il mulinello; io mi comporto in questo modo:

1) infilo il nylon proveniente dal rocchetto in plastica e lo faccio passare dentro al primo anello della canna (quello dal diametro più grande, più vicino al mulinello).

2) Ora lo infilo dentro all'occhiello guidafilo del mulinello e lo faccio passare sotto alla bobina.

3) Prendendo il filo dalla parte opposta, faccio un nodo scorsoio a 3/4 spire, lo bagno con un pò  di saliva e lo tiro a stringere sulla bobina, in modo che aderisca bene alla stessa. Ora con un paio di forbicine taglio l'eccedenza di nylon, lasciandone solamente un centimetro.

4) Ora tenendo leggermente in tensione il filo fra il pollice e l'indice della mano destra, a ca. 15 cm. dal mulinello, inizio a recuperare in modo costante il filo con la manovella, in modo da recuperarlo, iniziando a riempire la bobina.

5) Noterete che se tenete nel mezzo le dita della mano destra, proprio sopra al fusto della canna, il guidafilo del mulinello rotante avvolgerà il nylon in modo uniforme sulla bobina. In caso contrario si noterà che l'avvolgimento avverrà in modo conico, a destra o a sinistra, a seconda del modo in cui teniamo il nylon. Diventa quindi importantissimo seguire con lo sguardo l'avvolgimento in modo da poter eventualmente correggere in qualsiasi momento eventuali anomalie.

 

 

6) Tenendo il rocchetto del monofilo immerso parzialmente in acqua, si otterrà il beneficio di avere un avvolgimento molto meno traumatico per il monofilo per quanto il mulinello rotante, per sua natura, non provochi torsioni durante l'avvolgimento e soprattutto impiegando i monofili moderni, che hanno molta meno memoria meccanica di quelli di un tempo. 

Preferisco comportarmi in questo modo perché dovendo passare da un avvolgimento da una bobina in plastica magari di grosso diametro all'avvolgimento sulla bobina del mulinello rotante, dal diametro notevolmente più ridotto e comunque sicuramente diverso, è sicuramente meglio bagnare il filo per farlo adattare meglio al nuovo supporto. 

Ecco spiegato perché io trovo superbo l'utilizzo dell'acqua per il riempimento delle bobine sia da casting che da spinning.

L'acqua assorbita dal filo, che poi andrà gradatamente evaporando dallo stesso, alloggiato ora nella sua nuova sede, permette di fargli superare meglio lo "stress" del passaggio dei due diametri e permette l'utilizzo immediato in pesca del mulinello appena riempito.

Se compissimo la stessa operazione di riempimento "a secco" dovremmo aspettare alcuni giorni prima di utilizzare quel mulinello, pena inevitabili parrucche ed anomali e repentini svolgimenti indesiderati di anelli di filo almeno nella prima mezz'ora di utilizzo in pesca. 

In alcuni casi le parrucche potrebbero essere talmente inestricabili da dover far intervenire le forbici per tagliare grosse quantità di filo e ritornare al filo libero dai nodi. Se abbiamo con noi una sola canna, e siamo senza una bobina di ricambio, potremmo essere costretti a "flippare" solamente nel sottoriva, quando magari il branco dei pesci bolla, caccia e staziona al largo... con conseguenze sul nostro sistema nervoso facilmente immaginabili!

7) Le dita della mano destra, stringendo leggermente il filo, contribuiranno poi a togliere l'eccesso di acqua. Una volta asciugata lentamente la bobina, come già sopra dicevo, permetterà di ottenere uno riempimento che impedirà il rilascio di spire e parrucche al momento del lancio, anche se questo avverrà dopo pochi minuti dal riempimento del mulinello.

E' poi evidente che tenere il rocchetto di filo nel contenitore, fa in modo che il filo esca sempre dalla parte giusta, senza capovolgersi e senza incontrare ostacoli, magari pericolosi per l'integrità dello stesso monofilo, è sicuramente meglio che lasciare la bobina di filo libera sul terreno.

La cosa più importante da sapere è QUANDO fermarsi nell'avvolgere il filo sulla bobina.

A differenza del riempimento delle bobine nei mulinelli da spinning, che abbisognano di riempimenti quasi fino all'orlo, nei mulinelli da casting, il riempimento almeno la prima volta che dobbiamo imparare a lanciare, va effettuato solamente fino a che, traguardando con l'occhio attraverso la bobina, si continua a vedere il foro dell'anellino guidafilo del mulinello.

Se facessimo l'errore di riempire la bobina fino ad un millimetro dal bordo, come siamo soliti fare nei mulinelli da spinning, otterremo solamente degli inconvenienti.

1) Aumento considerevole sul numero delle parrucche.

2) Formeremmo un angolo fra la bobina e l'anello guidafilo. In apparenza può sembrare una banalità, ma in caso di lotta con un grosso pesce o di trazione per liberare un artificiale incagliato sul fondo, potremmo rischiare di incastrare il monofilo (od il trecciato), all'interno dell'avvolgimento di filo, con la spiacevole conseguenza di vederci arrestare di colpo l'artificiale, durante il lancio successivo. Questo può causare il formarsi di una parrucca inestricabile o addirittura lo spezzarsi del monofilo durante il lancio, con la perdita irreversibile del nostro prezioso artificiale ...magari proprio quello in cui riponevamo maggior fiducia!

3) Mentre per i mulinelli da spinning, il riempimento fino all'orlo della bobina, consente i lanci più lunghi e già calando il livello di tre millimetri avvertiamo già evidenti e notevoli limitazioni nella distanza di lancio, nel mulinello da casting il diminuire della quantità di filo avvolto sulla bobina, non influisce così pesantemente con la distanza di lancio anzi, evita sicuramente il formarsi di parrucche.

Il mulinello da spinning poi risente maggiormente del diametro con cui viene caricato, ovvero per lanciare a grandi distanze occorre sensibilmente diminuire il diametro del filo impiegato. Con il mulinello da casting questo fenomeno è notevolmente attenuato e si possono usare diametri di nylon molto più robusti.

In questo modo potremo diminuire la fase di lotta con il predatore, impedendogli di andare in acido lattico, limitandogli lo stress... ma soprattutto impedendogli di andare a rifugiarsi in ostacoli che potrebbero compromettere il buon esito della battaglia.

La fase di lotta, è poi molto più agevole da compiere con il mulinello rotante, perché si sfrutta appieno tutta la potenza di questo attrezzo.

Da segnalare ancora, la fluidità e la semplicità con cui si recuperano le esche più pesanti e voluminose, che ci consentono di pescare un'intera giornata senza mai affaticarci le braccia ed i polsi.

L'ultimo vantaggio, ma non meno importante da rimarcare, è quello che il nylon viene molto meno stressato dal recupero con il mulinello da casting, perché durante il recupero il filo non subisce torsioni. Con questi mulinelli si allunga notevolmente il tempo di permanenza nella bobina prima di dover essere sostituito.

In sostanza si utilizza minor quantità di filo, di diametro maggiore a parità di esca lanciabile e lo stesso dura molto di più... cosa chiedere di più dalla vita?

Un sistema adottato dagli agonisti da natante.

Questo modo di riempire i mulinelli da casting, è adottato dagli agonisti che pescano il bass dalla barca. 

Devono infatti lanciare solamente a pochi metri di distanza; spesso più che di lancio vero e proprio si tratta di una delicatissima posa dell'artificiale in acqua, con l'utilizzo davvero limitato del mulinello.

Utilizzano principalmente due tecniche di lancio: il "Flipping" ed il "Pitching" e pescano direttamente nel cuore degli ostacoli dove fanno saltellare le loro esche (solitamente Jigs e siliconici). Quelli bravi utilizzano questi mulinelli anche per lo "Skipping" (Skip Casting), ovvero il far arrivare l'artificiale dentro al cuore di un ostacolo, facendolo saltellare sulla superficie dell'acqua.

 Personalmente questa ultima tecnica mi riesce molto meglio con i mulinelli da spinning, forse anche perché non posseggo rotanti di costo elevato ma solamente di fascia medio bassa.

Il pesce viene estratto a forza dagli ostacoli e quindi non occorre assolutamente una riserva di filo notevole; una cinquantina di metri di filo di grosso diametro (ed anche meno), bastano ed avanzano per avere ragione anche del Bass più grosso e riottoso. In sostanza impiegano nei loro rotanti solamente piccole quantità di filo (quasi esclusivamente fluorocarbon), in modo da limitare al massimo la formazione anche accidentale di parrucche e velocizzare l'eventuale sbroglio delle stesse.

Imbobiniamo i mulinelli da casting, per la pesca da riva:

Se non pescate dalla barca o dal belly boat e dovete invece lanciare da riva,  vi si presenterà l'esigenza di apprendere tecniche di lancio sicuramente più difficili rispetto a quelle quasi naturali del mulinello da spinning.

Non stiamo però parlando di imparare a lanciare con una canna da mosca, credetemi vi basteranno solamente alcune ore di allenamento per prendere dimestichezza con le prime tipologie di lancio che è possibile eseguire con questi mulinelli. 

Se vorrete saperne di più, vi basterà leggere l'apposito articolo sul sito, nella rubrica "Primi Passi" dal titolo: "Casting - le Tecniche di Lancio"

Ogni costruttore indica nel foglietto illustrativo il livello di riempimento da raggiungere, di solito si consiglia di riempire la bobina fino a due o tre millimetri dal bordo della stessa. Ovviamente questo livello di riempimento vi consiglio di raggiungerlo solamente dopo aver appreso le prime tecniche di lancio; inizialmente è decisamente meglio stare al di sotto di questo limite.

Con questo tipo di riempimento e con le corrette tarature del mulinello, sarete in grado di effettuare lanci  notevoli e riuscirete ad ottenere enormi soddisfazioni nell'utilizzo, a cominciare dalla delicatezza di posa e alla presentazione dell'artificiale, con la tecnica del pitching e del flipping, davvero difficile da ottenere con i mulinelli da spinning.

2) Riempiamo il mulinello con i trecciati multifibre 

Si utilizzano i trecciati soprattutto nei grossi rotanti per la pesca del luccio e del siluro, anche se non sono da disdegnare nella pesca al bass, soprattutto nelle tecniche di drop shot ( o down shot) a grandi profondità per sfruttare le doti di resistenza e di assenza di memoria meccanica del trecciato, nonché la possibilità di esaltare e decifrare le abboccate ricevute anche a decine di metri sotto la superficie.

Solitamente in questo caso vengono poi aggiunti un paio di metri di fluorocarbon nella parte terminale per eliminare l'inconveniente di visibilità del trave della montatura.

Con questi tipi di moderni trecciati, il riempimento della bobina va effettuato nello stesso identico modo, sopra descritto, ma avendo l'accortezza di tenere il nostro secchiello di plastica, senza l'acqua dentro.

Non avendo memoria meccanica, non abbiamo bisogno di bagnare nulla. Io però qualcosa lo faccio ugualmente, perché mi sembra che agendo in questo modo, di riuscire ad ottenere diversi vantaggi.

Tengo fra l'indice ed il pollice che trattengono il trecciato, prima dell'ingresso in bobina, una piccola pezza di stoffa (che non rilasci pelurie), imbevuta di un liquido lubrificante.

Utilizzo l'universale e versatile WD- 40, uno spray inglese che ormai si trova in tutte le migliori ferramenta o nei laboratori dove si riparano i motori elettrici.

 

 

Ho detto che si tratta di una bomboletta spray, ma io ne dirigo l'uggello a pochi cm. dalla pezza di stoffa, fino a farla imbibire di liquido lubrificante.

Quando durante la imbobinatura, mi accorgo che il liquido sta esaurendosi mi fermo e rinnovo la lubrificazione dello straccio.

Questo semplice accorgimento, permette di lubrificare tutto il nostro trecciato ottenendo a mio parere, questi tre vantaggi:

1) Il guidafilo del mulinello rimane lubrificato più a lungo e fa scorrere meglio il trecciato durante il lancio;

2) Il trecciato, cosparso di lubrificante, si impregna meno d'acqua e rimane più lanciabile e meno soggetto a parrucche;

3) Il trecciato lubrificato, scorrendo meglio nel guidafilo e nei passanti della canna, ha meno usura e dura più a lungo.

Un semplice e pratico accorgimento:

l'unico accorgimento che vi suggerisco di adottare per non rischiare che tutto il trecciato in blocco scivoli sulla bobina, durante le grosse trazioni, è quello di mettere sul perno centrale della bobina, prima di legarvi il trecciato, una striscia di gomma.

Vi basterà ritagliare un anello di gomma da una vecchia camera d'aria di bicicletta, della larghezza di ca. un centimetro e posizionarlo nel mezzo del perno metallico della bobina.

In questo modo il nodo scorsoio iniziale che faremo al trecciato, si andrà ad incastrare nella gomma e formerà un insieme assolutamente inamovibile ed assolutamente sicuro.

Conclusioni:

Le indicazioni di cui sopra non sono certamente definitive, né hanno la pretesa di essere "Vangelo" per il neo lanciatore a Casting.

Io stesso uso questi mulinelli "Made in Usa" solamente da cinque anni, e questo è ciò che ho finora appreso leggendo tutto il possibile sull'argomento, ascoltando alcuni garisti che conosco e cercando di verificare sul campo le teorie acquisite.

Sono ovviamente pronto a confrontarmi con voi e cambiare anche radicalmente le mie convinzioni se ne avvertirò concreti vantaggi pratici.

La pesca lo sapete, non è nulla di statico, è davvero in continua evoluzione; il moderno pescatore sportivo deve essere sempre pronto a recepire il cambiamento se avverte concrete migliorie dalle novità suggerite od apprese sul campo da altri.

Se avete dubbi scrivetemi, sarò lieto di approfondire particolari aspetti sull'argomento.

Ciao a tutti e buona p... permanenza sul ns. sito !  

Loris Ferrari

 

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