In libreria il primo romanzo del medico Edoardo Colombo

Il Camilleri col camice

Ne "la sindrome di Quasimodo" la fobia per le campane

 

Como - Tra le sindromi riconosciute e studiate dalla medicina questa ci mancava proprio… Si chiama "sindrome di Quasimodo" e definisce l'incontrollabile fobia per… campane e campanili. Proprio così. Lo sa bene il medico comasco Edoardo Colombo che sull'argomento ha da poco scritto un libro edito dalla Proposte Editoriali di Roma. Ma attenzione: se state pensando ad una dissertazione scientifica vi sbagliate di grosso. E' vero che il dottor Colombo di professione fa l'angiologo, l'anatomopatologo e il professore universitario, ma si dà anche il caso che si diletti a scrivere romanzi gialli dove le sue conoscenze medico-scientifiche s'intrecciano inestricabilmente alla passione per la letteratura. Insomma, una specie di Andrea Camilleri con il camice.

                Nella "sindrome di Quasimodo", ad esempio, il titolo suona scientifico ma è un'invenzione per racchiudere il motore della vicenda: l'ossessione di un elettricista di Asso per campane e torri campanarie, un'ossessione a tal punto irrefrenabile da spingerlo a vestire i panni del bombarolo. "Quasimodo è il celebre gobbo di Notre Dame" - spiega divertito il dottore-scrittore - "Lo spunto per il libro mi è venuto da un curioso fatto di cronaca divenuto anche caso clinico: quello di un ragazzo chiuso per errore in una cella campanaria durante lo scampanio di mezzogiorno, riportandone gravissimi problemi uditivi. La notizia mi ha colpito sia come lettore sia come medico. La fantasia ha cominciato a lavorare e così anche la penna. E dall'episodio ho ricavato l'antefatto per la mia storia."

                Dove trova, un medico impegnato come Lei, il tempo e la concentrazione per scrivere un thriller alla Crichton? "Quando lavoravo all'ospedale Valduce, approfittavo delle notti di guardia. Tra un vetrino e l'altro - facevo il patologo - buttavo giù qualche cosa che poi ribattevo a computer, anche perché, come tutti i medici, ho una pessima calligrafia. Oggi che faccio il libero professionista scrivo nei pochi momenti di libertà, soprattutto di notte, visto che faccio fatica a dormire!"

                La sindrome di Quasimodo verrà presentato sabato 10 febbraio alla libreria Voltiana. Un'anticipazione e un giudizio d'autore: "I lettori comaschi si sentiranno a casa loro, visto che una parte dell'ambientazione è lariana. Tra i pregi del libro, voglio sottolineare che si tratta - cosa veramente rara per questo genere narrativo - di un thriller senza tracce di violenza. Io mi sono divertito molto a scriverlo, spero che i lettori lo troveranno altrettanto divertente!"

 

Claudia Rancati                  Il Giornale di Como sabato 3 febbraio 2001 pagina 21

 


 


IL LIBRO DEL MEDICO EDOARDO COLOMBO

"La Sindrome di Quasimodo"

 

Edoardo Mauri è un giovane elettricista con casa ad Asso. Un uomo semplice, apparentemente anonimo, con una vita normale come quella di tante altre persone. Così almeno sembrerebbe. Col tempo però diventa sempre più taciturno, tanto da chiudersi in se stesso fino ad estraniarsi completamente dalla realtà che lo circonda, per rifugiarsi nelle sue fantasie. Fantasie insane da cui sta per partorire la vendetta. Quella vendetta tanto attesa. Da quel giorno che ragazzino resta chiuso, per errore, nella cella campanaria sulla Torre del Mangia di Siena durante lo scampanio di mezzogiorno: una distrazione che gli costa la rottura del timpano destro e un grave stato d'ipoacusia permanente. Col passare degli anni la voglia di vendetta cresce on lui fino a sfociare in un piano ben mirato: distruggere quelle campane che gli hanno rubato l'udito. Un piano grandioso, infatti la torre del Mangia di Siena non è che uno degli obiettivi, il terzo, preceduto dalla campana della chiesa parrocchiale di Magreglio, il debutto per sondare comodamente i rischi e le conseguenze. Atto secondo la campana dei Caduti di Rovereto, cui seguirà Siena. La sete di vendetta è tanta. Così tanta da far cadere l'obiettivo sulla campana della torre dell'orologio di Venezia, cui dovrebbe seguire la torre di San Giminiano. Ma qualcosa non va come prefissato e il Mauri si deve, per così dire, accontentare di colpire solo i primi quattro bersagli. Una sindrome. "La sindrome di Quasimodo" come cita il titolo del libro fresco di pubblicazione di Edoardo Colombo, prendendo a prestito il nome del gobbo di Notre Dame che nutriva un amore-odio per le campane. Un libro che si legge tutto d'un fiato, ricco di particolari ma soprattutto ambientato nella nostra zona. A fare da coreografia sono paesi quali Asso, Canzo e Magreglio. E si capisce subito la perfezione e la precisione con cui l'autore gioca. Edoardo Colombo infatti questi luoghi li conosce bene; nato a Como nel 1959, medico ospedaliero per dodici anni, alterna periodi d'aggiornamento negli Stati Uniti ad intensi mesi di applicazione in Italia delle tecniche apprese negli States. Ha pubblicato numerosi lavori scientifici, ma non solo, da alcuni anni partecipa ad un programma per la prevenzione dell'AIDS e dell'alcoolismo in una scuola superiore di Como, allestendo corsi multimediali per gli studenti. E' Professore a contratto presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia di Varese. Recentemente ha cominciato a dedicarsi ad una delle sue antiche passioni: la scrittura.Ed il risultato è davvero lodevole. "La sindrome di Quasimodo" per le edizioni Proposte Editoriali di Roma ne è il risultato tangibile. L'epilogo certo non ve lo sveliamo, tantomeno vi raccontiamo te tecniche utilizzate da Edoardo Mauri - che divide con l'autore lo stesso nome di battesimo - per abbattere le campane. Sarebbe troppo facile, così come non andremo a distruggere la giusta suspence che nasce pagina dopo pagina.

 

Paola Sandionigi  La Provincia di Lecco 3 gennaio 2001 pag. 15

 


 


L'opera prima dell'angiologo Edoardo Colombo

Un thriller mozzafiato ispirato a Quasimodo

La fobia per le campane di un elettricista di Magreglio

                L'autore è un medico e il titolo è "la sindrome di Quasimodo". Ma non parliamo di un trattato di medicina, bensì di un divertente romanzo giallo a sfondo anche comasco. Il libro in questione è l'opera prima di Edoardo Colombo, 42enne medico dal curriculum invidiabile (specializzazioni in angiologia e anatomia patologica, una cattedra all'università di Varese, lunghi soggiorni da ricercatore negli Stati Uniti nell'ambito della citometria a flusso) e nel tempo libero papà e… scrittore.

                Il romanzo, edito dalla Proposte Editoriali di Roma, prende spunto da un fatto di cronaca sul quale la fantasia dell'autore si è scatenata non senza la complicità delle proprie conoscenze mediche, delle proprie passioni letterarie e delle proprie radici comasche. Il titolo, infatti, ricalca la terminologia scientifica, ma è liberamente ispirato alla celebre figura del gobbo di Notre Dame ed è ambientato in parte in riva al Lario. Protagonista un elettricista di Magreglio, Edoardo Mauri, letteralmente ossessionato da campane e campanili, tanto da meditare e attuare propositi di vendetta tramutandosi in accorto bombarolo.

                All'origine della sua ossessione un incidente occorsogli da ragazzo: essere rimasto chiuso nella cella campanaria della Torre del Mangia a Siena, durante lo scampanio di mezzogiorno…

                Il romanzo verrà presentato sabato 10 febbraio alle 17 alla libreria Voltiana. Ingresso gratuito.

 

Claudia Rancati    Como&Como 6 febbraio 2001 pagina 6

 


 

 


Edoardo Colombo, per chi esplode la campana

 

                Il giallo del medico Edoardo Colombo, La sindrome di Quasimodo, che viene presentato oggi pomeriggio alle 17 alla libreria Voltiana di Piazza Vittoria a Como, fa un esplicito parallelo tra il celebre Quasimodo, campanaro gobbo di Notre Dame e il giovane protagonista, vittima di un episodio insolito. Un furto di materiale esplosivo, il sospetto di un prossimo atto terroristico, l'incubo suscitato dalle campane e gli atti di vandalismo che si concludono con il mistero che avvolge il destino del protagonista. Sono gli ingredienti di questa breve avventura, in cui fin dalle prime righe viene rivelato il colpevole.

                La storia, che prende spunto da un fatto di cronaca, vede protagonista Edoardo Mauri, elettricista di Asso, che durante una gita a Siena rimane chiuso per errore nella cella campanaria proprio durante il rintocco di mezzogiorno, tanto da riportare danni permanenti ad un orecchio e, prigioniero della rabbia e dell'ansia di vendetta, un odio viscerale nei confronti delle campane. Con un salto nel tempo ci si trova di fronte a Edoardo ormai adulto, che continua a covare il desiderio di distruggere torri campanarie, ormai divenute il suo unico obiettivo.

                Così in un crescendo di violenza, una dopo l'altra, vengono fatte esplodere le campane della chiesa di Magreglio, quella di Rovereto, quella del Mangia di Siena e la famosa torre dell'Orologio di Venezia. E' un libro che si legge tutto di un fiato, che non ha particolari pretese letterarie ma si propone attraverso un linguaggio fluido ed essenziale che facilita la comprensione e la lettura.

                La passione per i gialli di Edoardo Colombo, oggi professore universitario, mette a frutto le conoscenze scientifiche dell'autore.

 

Federica Rossi - Corriere di Como 10 febbraio 2001, pag. 18.

 


 

 


Il romanzo "La sindrome di Quasimodo" verrà presentato oggi alla Voltiana

Il thriller dell'anatomopatologo

Esordio letterario per Edoardo Colombo, medico e docente universitario

 

            Fin dal titolo, la "sindrome di Quasimodo" (Proposte Editoriali, Roma, 93 pagine, 13mila lire) Edoardo Colombo accosta le due grandi passioni della sua vita, la medicina e la letteratura. Anatomopatologo e angiologo, per dodici anni in servizio al Valduce, e ora diviso tra studio privato e l'insegnamento alla facoltà di Medicina e Chirurgia di Varese, Colombo ha da poco dato alle stampe il suo primo romanzo, che presenterà oggi alle 17 alla libreria Voltiana di Piazza Vittoria.

                Il Quasimodo cui fa riferimento non è l'autore di "Ed è subito sera", bensì il gobbo di Notre Dame. E la singolare malattia che fa da motore di questo thriller, da leggere tutto d'un fiato, è l'ossessione delle campane. Tutto è partito da una notizia apparsa sui giornali che raccontava di un ragazzo rimasto chiuso nella cella campanaria della Torre del Mangia durante lo scampanio di mezzogiorno, riportando gravi danni uditivi. E' la stessa cosa che accade al protagonista del romanzo di Colombo, un elettricista di Magreglio, che ad un certo punto decide di vendicarsi degli "ordigni" che lo hanno reso menomato, facendo saltare in aria la piccola chiesa del suo paese. Seguono intricate indagini da parte della polizia, che fatica non poco, è ovvio, ad afferrare il movente.

                Nonostante il tempo per scrivere sia poco, più che altro di notte, Colombo ha già in serbo altri due gialli: "BB30" e "40 minuti". Il primo, al pari della "sindrome di Quasimodo", è ambientato in parte sul Lario.

 

Pietro Berra    La Provincia di Como 10 febbraio 2001 pagina 11