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COMITATO ALBERA E STRADA PASUBIO
Affollata assemblea: il sindaco preme per la bretella della Provincia e promette che farà installare una telecamera in Strada Pasubio
Hüllweck: «Per il divieto ai tir di notte
faremo ricorso al Consiglio di Stato»
«Mercoledì la Giunta voterà il ricorso al Consiglio di Stato sull’ordinanza di blocco dei tir, ma bisogna che partano almeno dal punto di vista documentale i lavori della bretella. Altrimenti è difficile che il verdetto possa cambiare». Parola di Enrico Hüllweck, che all’assemblea organizzata dal comitato Albera ha ribadito la necessità di avere quantoprima un programma dei lavori. Lasciando l’assemblea con la promessa di una nuova telecamera.
«Il Tar - continua il sindaco - è stato spaventato dal fatto che l’ordinanza era a tempo indeterminato, se ci fossero dei termini entro i quali la bretella sarà ultimata si potrebbe dire che si tratta di un blocco provvisorio e sarebbe più facile avere un parere favorevole al Comune dal Consiglio di Stato. In primavera bisogna chiudere il discorso e dobbiamo arrivare all'estate con i lavori avanti almeno dal punto di vista documentale». Il sindaco, poi, è tornato sulla questione della deviazione dei tir in A31. «Ho sentito oggi l’assessore regionale Renato Chisso - racconta - che mi ha detto che da due anni la Regione stanzia 500 mila euro per il rimborso ai camionisti. Al tempo stesso, però, mi ha anche spiegato che ci sono passaggi ostativi e che a suo parere non è fattibile».
Durante l’assemblea sono poi arrivate numerose critiche al nuovo tracciato da parte dei residenti di stradella San Giovanni, che si vedrebbero passare la strada vicino alle case. «Questo percorso - ha contestato più di un partecipante - è stato studiato dai cittadini di Costabissara nel loro interesse, ma ha un maggiore impatto ambientale. Si rischia solo di spostare il problema».
Destinataria degli attacchi dei cittadini, ma anche dei consiglieri Gianni Rolando e Sandro Guaiti, la presidente della Provincia Manuela Dal Lago, «che - afferma il primo - deve tirare fuori le carte. A maggio era stato annunciato il tracciato e dopo nove mesi non si sa a che punto siamo. Abbiamo incontrato i vertici degli autotrasportatori di Assindustria e anche loro sono d’accordo a spingere perché questa opera sia fatta. La presidente dice che non ci sono più tutti i 75 milioni necessari, ma ce ne sono 55 già disponibili e bisogna partire. In occasione del prossimo consiglio provinciale organizzaremo un sit in per chiedere di vedere le carte e scriveremo una lettera ai parlamentari perché sia rispettato l’accordo di programma sottoscritto sulla bretella».
Intanto, però, il comitato una promessa l’ha incassata. Il sindaco Hüllweck, incalzato da Guaiti, ha assicurato che la prossima settimana si attiverà «per far installare una telecamera in strada Pasubio per controllare i tir».
17/02/2007 |
SCANDALOSO !!!!!
ECCO IL SUCCO DELLA RIUNIONE TENUTASI IERI LUNEDI' 11 SETTEMBRE 2006 A PALAZZO TRISSINO
La bretella dell’Albera viene rinviata
La Provincia anticipa i lavori a Schio. Impossibile deviare i tir in autostrada
di Gian Marco Mancassola All’appello mancano 20 milioni di euro. Per questo il cantiere per la costruzione della bretella da Ponte Alto a Isola Vicentina verrà posticipato. Lo chiarisce attraverso un comunicato stampa la presidente della Provincia Manuela Dal Lago, al termine di una giornata controversa e ricca di colpi di scena sull’asse dell’Albera e della strada del Pasubio. La bretella slitta. Questo 11 settembre in salsa berica inizia al mattino, quando nello studio dell’assessore alla Mobilità Claudio Cicero viene ospitato l’ultimo incontro fra enti per la concertazione necessaria per il varo del blocco notturno dei tir. Dopo aver incontrato associazioni di categoria e Comuni contermini, ieri Cicero ha visto i rappresentanti di Provincia (Adriano Arzenton), Regione (Simone Zanini) e Autostrada Brescia Padova (Mario Bellesia). Escluso Cicero, alla riunione non erano presenti politici, con l’assessore contrariato: «Avevamo posticipato questo vertice per venire incontro alle esigenze della Provincia. Ci aspettavamo, se non la presidente, almeno la presenza di un assessore». Cicero non ha perso tempo: in base al teorema comunale, l’ordinanza si fa per dare sollievo ai residenti in attesa della soluzione numero uno, la costruzione della bretella. Dunque, a che punto è la progettazione? L’assessore ha indirizzato un messaggio chiaro alla Provincia, allegando un paio di proposte: realizzare uno svincolo intermedio e un raccordo con la futura tangenziale nord. Infine, se un raccordo deve essere previsto, tanto vale spezzare in due tranche la realizzazione dell’arteria. In questo modo, si potrebbe scansare il problema del congelamento dei 20 milioni di euro che dovrebbero essere versati dall’autostrada Brescia-Padova e abbinati ai 45 della Provincia e ai 10 della Regione. Il fulmine della Dal Lago. Informata dal suo emissario, la presidente risponde inviando un comunicato stampa, in cui scrive: «Certamente, resta il nodo della tempistica da sciogliere. Il congelamento dei 20 milioni di euro, per noi necessari e inseriti nel piano finanziario di Brescia-Padova Spa in attesa di approvazione da parte del nuovo ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, posticiperà l’apertura del cantiere. È impossibile, peraltro, intervenire per stralci trattandosi di un unico lotto funzionale: non possiamo rischiare di far terminare un'arteria ad alto scorrimento in mezzo alla campagna: “Mediana docet”». La Provincia non rimane comunque con le mani in mano: «Nell’attesa che la situazione si sblocchi, la Provincia di Vicenza ha deciso, comunque, di drenare a nord il traffico pesante che intercetta la Sp 46 anticipando il progetto, in fase avanzata e da 6 milioni di euro circa, del collegamento fra Schio e la nuova Sp 349, che collegherebbe tutta l’area thienese-scledense alla A31 in modo più diretto e facile. Questo è un intervento che potrà essere realizzato in tempi rapidi vista anche la disponibilità degli enti locali». Tempi lunghi anche per il blocco dei mezzi pesanti. Conclusa la concertazione, a questo punto deve essere dato avvio al procedimento amministrativo. Da quel momento, devono trascorrere almeno 15 giorni prima dell’emanazione di un’ordinanza di limitazione alla circolazione stradale per dare il tempo di presentare eventuali osservazioni. Solo allora potrà avvenire il varo vero e proprio, non prima. Cicero, però, al termine della riunione fa capire che gradirebbe avere qualche segnale dalla Provincia sullo stato di avanzamento del progetto prima di fare ulteriori passi. Segnale che dovrebbe essere arrivato già ieri, con l’intervento della presidente. Impossibile deviare i tir. L’assessore Cicero, poi, mette una pietra tombale sopra il ritornello spesso intonato della deviazione dei tir in autostrada a spese della Regione. «Oggi ci è stato detto una volta per tutte che soldi in Regione per questo progetto non ce ne sono - spiega Cicero senza contare che la procedura per attivare il conteggio è talmente complessa che l’operazione appare inattuabile». Cicero ha, infine, chiesto un’ulteriore verifica dei flussi di mezzi pesanti che escono al casello di Vicenza Ovest, a quello di Vicenza Nord, a quello di Dueville e al casello di Thiene: la semplice differenza fra i diversi flussi dovrebbe dare il numero più o meno esatto dei camion che sfruttano la Pasubio per raggiungere destinazioni a nord del capoluogo. «In base ai dati in nostro possesso - conclude Cicero - ogni notte escono dal casello di Vicenza Ovest circa un centinaio di tir». |
martedì 23 gennaio 2007 cronaca pag. 16
Il Tar boccia il blocco dei camion
di G. M. Mancassola
Il Tar boccia il blocco notturno dei tir. La sentenza è stata resa nota ieri: è stato accolto il ricorso presentato dalle categorie economiche e dalla Provincia contro l’ordinanza decisa in ottobre dal sindaco Enrico Hüllweck per strada Pasubio e l’Albera, a cui era seguita l’ordinanza di Costabissara. Non appena la decisione verrà notificata, l’ordinanza decadrà. I giudici amministrativi riepilogano il succo della loro sentenza in una paginetta. In primo luogo ritengono che «la situazione di inquinamento atmosferico e acustico sussiste da vari anni e postula, per essere fronteggiata con qualche efficacia, interventi strutturali e concertati tra le varie amministrazioni pubbliche, idonei a predisporre soluzioni adeguate e, per quanto possibile, durature».
La medicina, quindi, è un’opera come la bretella di collegamento fra Ponte Alto e Isola Vicentina, non provvedimenti fuori dell’ordinario come l’ordinanza di Hüllweck. «Interventi straordinari come quello contestato - scrivono i giudici veneziani - oltre a non essere adeguati, producono ricadute sul territorio di altri comuni e comunque trasferiscono in altre aree interessate da percorsi alternativi i problemi di inquinamento, aggravandoli».
E ancora: «D’altra parte, come lamentato con il ricorso, non paiono sussistere i presupposti per l’emissione di ordinanze contingibili e urgenti, alla luce anche del carattere risalente e permanente dell’inquinamento». Il collegio presieduto dal giudice Lorenzo Stevanato aggiunge poi che «sarebbe appropriato e opportuno che la pubblica amministrazione, con più ampie competenze non solo in materia di viabilità, ma anche di pianificazione, assetto e governo del territorio (la Regione) convocasse una conferenza dei servizi, con la partecipazione di tutti gli enti pubblici interessati, al fine di risolvere il problema».
Con queste premesse, il Tar ritiene che «il ricorso si manifesta fondato e va accolto, con l’effetto dell’annullamento del provvedimento impugnato».
La notizia coglie in contropiede l’amministrazione comunale. Il sindaco Hüllweck commenterà solo dopo aver letto la sentenza, ma d’altra parte, annunciando il varo del blocco, si era rimesso nelle mani dei giudici. L’ordinanza, infatti, a differenza del passato, non prevedeva una scadenza temporale: “sine die”, in attesa che emergano novità sul progetto della variante alla Pasubio.
Prudenza anche nelle dichiarazioni del comitato dell’Albera. «Se la notizia viene confermata, è il caso di dire che piove sul bagnato - afferma uno dei portavoce, il consigliere comunale dei Democratici di sinistra Gianni Rolando -. Da parte nostra c’è sconcerto, perché la decisione è contraddittoria rispetto a sentenze del passato emesse da Tar e Consiglio di Stato».
Soddisfazione, invece, fra i promotori del ricorso. «Finalmente una buona notizia che premia il lavoro fatto in questi anni - commenta Rodolfo Mariotto, delegato di Confindustria Vicenza per le infrastrutture -. Non è certo a colpi di ordinanze che si risolvono i problemi. Ora lanciamo un appello alle amministrazioni comunali, perché non chiudano le strade senza trovare un accordo, ben sapendo che andranno incontro a una sicura sconfitta davanti al Tar. I casi di Dueville e Vicenza lo dimostrano». E se Maria Teresa Faresin, presidente degli autotrasportatori di Assoartigiani anticipa la sua soddisfazione ma rinvia i commenti in attesa di leggere le motivazioni dei giudici, l’assessore provinciale alla viabilità Alessandro Testolin lancia un invito: «Ora è il momento di mettersi attorno a un tavolo per lavorare assieme. Questa provincia, questo sistema socio-economico non può sopportare la chiusura di strade. La bretella? La società Brescia-Padova è al lavoro sul progetto alternativo, mentre la procedura Via è ripartita». |
Martedì, 31 Ottobre 2006
L’ORDINANZA Sindaco e diessino Rolando si stringono la mano: "bestioni" off-limits a Villaggio del Sole dalle 6 alle 22
Albera, basta Tir. A tempo indeterminato
Hullweck: «Spero che ora si acceleri l’inizio dei lavori per la bretella». Premiata la tesi "dedicata" dell’architetto Vescovi
Vicenza
Acerrimi rivali in sala Bernarda giovedì scorso, insieme per brindare all'Albera ieri sera. Dopo la battaglia sul caso Dal Molin, il sindaco Enrico Hullweck ed il consigliere comunale di opposizione Gianni Rolando si sono stretti la mano in occasione dell'entrata in vigore della prima ordinanza a tempo indeterminato che vieta il passaggio dei Tir per Villaggio del Sole dalle 22 alle 6. «Questa in effetti era la quarta ordinanza - ha ricordato il primo cittadino - ma è la prima a non avere una scadenza. Spero che questa mia precisa scelta possa accelerare l'inizio dei lavori per la bretella. I soldi ci sono, ma sono in un cassetto del quale io non posseggo la chiave. Ritengo che ormai sia giusto partire ed effettuare eventuali modifiche strada facendo. Per questa ordinanza mi sono piovute minacce da più parti, ma io ho fatto finta di non sapere nè leggere nè scrivere e ho firmato. Credo si tratti di un documento che potrà resistere anche ai ricorsi che ci saranno. In ogni caso sono pronto a riscriverlo». Il sindaco ha quindi ricevuto applausi ed una tesi. Non una tesi di laurea bensì un progetto di ricerca didattica intitolato "Un caso di incompatibilità ambientale: l'incrocio stradale dell'Albera". A scriverla è stata la trentasettenne Valeria Vescovi, e si tratta di un lavoro destinato ai ragazzi della scuola media della zona, la Ottone Calderari, affinchè possano ricostruire e comprendere il caso. Per premiare questo lavoro, Rolando ha consegnato al padre di Valeria (lei era indisposta), il docente di scienze delle costruzioni Ugo Vescovi, una pergamena intitolata "Premio Albera d'Oro" ed un cuoricino d'oro. «Adesso attendiamo il prossimo consiglio provinciale e speriamo che la Dal Lago si convinca finalmente a tirare fuori i soldi per questa benedetta bretella".
Enrico Soli IL GAZZETTINO
Vicenza
Il comitato Albera brinda
all'ordinanza che vieta i Tir
Scattato alle 22 di ieri il provvedimento che impedisce il transito ai mezzi p esanti
nelle ore notturne. Ma dal presidio in festa la lotta per la bretella tra Ponte Alto e
Isola Vicentina continua: «Provincia e presidente Dal Lago, basta rinviare i lavori».
CARLO PERAZZOLO
Davide Comunello
Vi cenza@ epolis.sm
■ Forse per la prima volta
dalla sua costituzione, il comitato
dell'Albera “no Tir” si è ritrovato
per celebrare un risultato
e non per presidiare palazzo
Nievo o lo storico semaforo
di Viale del Sole: l'ordinanza
firmata dal sindaco Hullweck,
il «primo passo in avanti» nella
lotta dei cittadini per liberarsi
dal transito dei mezzi pesanti
nella zona, da ieri è infatti realtà.
A partire dalle 22, per tutte le
ore notturne e fino a un nuovo
contrordine, agli autoarticolati
sarà impedito il transito nella
zona, notoriamente martoriata
da ogni forma di inquinamento,
incluso quello acustico. Trasferita
agli atti il 10 ottobre
scorso, l'ordinanza del sindaco
era già stata accolta con soddisfazione
dal comitato, al punto
che Hullweck si era visto persino
issare qualche striscione di
ringraziamento in consiglio comunale:
ma ieri, per i pasionari
anti-Tir, si è trattato più che altro
di ringraziare se stessi per la
lotta finora portata avanti in
tutte le sedi possibili e immaginabili,
con un «brindisi beneaugurante
» che guarda anche
al futuro. Già, perché la battaglia
del comitato si deve ancora
concludere: se è vero che l'ordinanza
restituisce un po' di pace
almeno al sonno degli abitanti
dell'Albera, i passi da fare
restano ancora molti e riguardano
obiettivi molto più difficili
da raggiungere rispetto a
una già cavillosa ordinanza comunale.
Ne è pienamente consapevole
il consigliere diessino
Giovanni Rolando: «Questo risultato
solo parziale è stato ottenuto
grazie alla mobilitazione
di cittadini che comprendono
il valore della salute e della
qualità della vita. Abbiamo
sempre affiancato la proposta
alla protesta: continueremo ad
agire in questo modo anche nelle
prossime settimane».
I TENACI “sug gerimenti” d e ll'Albera
proseguiranno e punteranno
come sempre al provvisorio
dirottamento dei Tir
sull'autostrada Valdastico e alla
realizzazione della famigerata
bretella da Ponte Alto a Isola Vicentina.
«Della bretella non c'è
ancora traccia - prosegue Rolando
- Ormai tutti sappiamo
«Al sindacoHullweck va
riconosciuta una certa
capacità nel resistere alle
pressioni degli interessi
corporativi e di parte»
La variante infinita. I cittadini hanno invitato anche il sindaco in qualità di “ospite speciale”
che i ritardi sono dovuti alla
Provincia e alla Presidente Dal
Lago. Spostare i Tir sulla Valdastico
è un rimedio temporaneo,
ed è per questo che abbiamo
coinvolto l'assessore regionale
alla Mobilità Renato Chisso.
Prima dell'estate ci ha
promesso che nella finanziaria
regionale avrebbe stanziato un
milione e mezzo di euro su base
annua, come compensazione
per i trasportatori eventualmente
costretti a pagare il pedaggio
autostradale». L'assessore
Chisso si è anche impegnato
ad avviare un tavolo di concertazione
che coinvolga tutte
le parti, ma per il comitato dell'Albera
la pressione più importante
va fatta sulla Provincia:
«La Dal Lago ha fatto promesse
da marinaio, ed è per questo
che saremo presenti al prossimo
consiglio di palazzo Nievo.
La gente vuol sentire il buon rumore
delle ruspe che smuovono
la terra». Il presidio di ieri è stata
anche l'occasione per celebrare
un “m at r i m o n i o ” inusuale,
quello tra il comitato dell'Albera
e il sindaco, invitato proprio
come promotore del primo
passo per il miglioramento delle
condizioni della zona: «A
Hullweck dobbiamo riconoscere
una certa capacità nel resistere
alle pressioni degli interessi
corporativi. Con questa
ordinanza ha favorito il benessere
generale della gente». ■
3Il presidio serale di ieri,
diverso dai consueti sit-in,
ha festeggiato in compagnia
del primo cittadino.
DA Il Vicenza |
Giovedì, 21 Settembre 2006
da IL GAZZETTINO
GRANDE VIABILITÀ Ieri i residenti del Villaggio del Sole sono andati a Palazzo Nievo per confrontarsi con la Presidente. Nel pomeriggio riunione dei capigruppo
Albera, la Provincia chiude la porta al comitato
Dal Lago: «Sulla bretella la mia posizione è chiara, non servono incontri». Rolando: «Assurdo. E noi rinnoviamo la domanda»
«Sulla bretella ho già chiarito la mia posizione e al momento non ci sono ulteriori novità, quindi a che cosa servirebbe un incontro?». Telegrafica ma decisa la battuta che il presidente della Provincia Manuela Dal Lago ha fatto, all'uscita dalla riunione di giunta di ieri, in risposta alla richiesta del comitato dell'Albera di un faccia a faccia. Poche ore prima infatti una decina di residenti si sono ritrovati davanti all'ingresso di Palazzo Nievo con l'obbiettivo di scambiare due parole proprio con il presidente per capire lo stato della situazione sulla bretella di congiunzione di Ponte Alto a Isola Vicentina e sollecitarla a dare il via ai lavori. Perché la nuova ordinanza di stop ai tir nella zona di Villaggio del Sole, che il sindaco dovrebbe firmare a breve e che fa tirare un sospiro di sollievo agli abitanti, è un provvedimento temporaneo che non va a risolvere alla base il problema.
«L'unica soluzione vera», spiega il portavoce del comitato e consigliere comunale diessino Gianni Rolando, «è la variante. I soldi ci sono e Dal Lago deve dare il via a quest'opera che è attesa da tantissimi anni dai vicentini e dalle categorie produttive. Sono tre mesi che chiediamo alla numero uno dell'amministrazione provinciale un incontro. Ci ha ricevuti il prefetto, ci ha ricevuti l'assessore regionale, perché lei no?». Così Rolando presa carta e penna ha formalizzato una nuova domanda di incontro, consegnata tra le mani del capo di gabinetto Antonio Franzina, ed ha annunciato che in assenza di riscontri «il comitato si presenterà martedì prossimo in consiglio provinciale». Prima del quale, come spiega il consigliere diessino Daniela Sbrollini presente sul posto per portare solidarietà ai residenti, «i rappresentanti del centrosinistra potrebbero incontrare gli abitanti dell'Albera che si battono da anni per veder rispettato il loro diritto alla salute».
Il presidente del consiglio provinciale Paolo Pellizzari intanto, bloccato dai manifestanti mentre si accingeva ad entrare nel cortile di Palazzo Nievo in sella alla sua bicicletta, ha segnalato che oggi la conferenza dei capigruppo si incontrerà per discutere della presentazione di una possibile mozione comune tra maggioranza e minoranza da portare in consiglio. Ma Pellizzari torna anche a ribadire un paio di punti. Il primo: i finanziamenti. «Al momento siamo in presenza del congelamento di 20 milioni di euro inseriti nel piano finanziario della Brescia-Padova e destinati alla bretella mentre, le risorse a carico della Provincia, non sono state spostate. Semplicemente si è provveduto a procedere con il collegamento di Schio che fa sempre parte dello stesso progetto e quindi del medesimo capitolo di spesa». Il secondo punto: lo svincolo intermedio chiesto dall'assessore comunale alla mobilità Claudio Cicero. «Esiste un progetto che trova tutti concordi e lo svincolo non è possibile perché si tratta di una strada di collegamento a scorrimento veloce che deve rispettare precise caratteristiche».
Roberta Labruna |
GIORNALE DI VICENZA - Giovedì 21 Settembre 2006
La presidente Dal Lago non li riceve, loro minacciano di occupare il Consiglio. Ma Pellizzari promette: «I capigruppo preparano una mozione comune»
Bretella Ponte Alto, la guerra continua
Ieri presidio del Comitato “No tir” davanti alla Provincia: «I lavori devono iniziare»
di Alessandro Mognon
Oramai sulla questione Albera-bretella siamo allo scontro fisico. Anche se più comico che altro. Con Giovanni Rolando del comitato No Tir che vuole entrare in Provincia e il capo di Gabinetto Antonio Franzina che lo blocca spalleggiato dalle guardie provinciali. Faccia a faccia, uno alto e magro, l’altro più piccolo e tondo: «La presidente non vi riceve» dice Franzina; «E noi saliamo lo stesso, anche se non ho il fisico da lottatore»; «E perché io sì?». Si sorride, anche se dietro c’è la lunga vicenda dei camion che invadono l’Albera e dei lavori per la bretella Ponte Alto Isola che non partono mai.
È successo tutto ieri mattina, durante la protesta del comitato No Tir dell’Albera davanti a palazzo Nievo: sono una decina, vogliono parlare con la presidente dopo aver saputo che parte dei soldi per la bretella se ne andranno per fare altre cose. Muro delle guardie provinciali, discussioni, finte irruzioni. E alla fine del sit-in questa è la situazione: il presidente del consiglio Paolo Pellizzari annuncia che i capigruppo lavorano per una mozione unica pro-bretella; Daniela Sbrollini dei Ds promette di far entrare il comitato durante il consiglio di martedì prossimo; Rolando e soci minacciano di occupare la sala se Manuela Dal Lago non parla con loro. E lei, la presidente della Provincia, risponde con cinque-parole-cinque: «Non ho niente da dire».
«È da tre mesi che chiediamo un incontro con la Dal Lago - dice Rolando - La pazienza ha un limite, così ci esaspera». La protesta nasce dopo il congelamento dei 20 milioni di euro per la bretella da parte dell’autostrada Brescia-Padova (che dovrebbe tra l’altro occuparsi dei lavori) . E la conseguente decisione della Provincia di deviare nel frattempo la sua quota per il nuovo svincolo tra Schio e la provinciale 349.
«Quei soldi non sono suoi - spara Rolando -. È da 19 anni che andiamo avanti. E adesso deve riceverci, non può nascondersi dietro gli impegni di giunta». Scende Franzina: «Se non vuole incontrarvi, non vi incontra»; «E noi andremo da chi può fare pressione - insiste Rolando -, da ministri e viceministri. Scriveremo al prefetto, deve intervenire lui. E se ancora non succede niente scendiamo in piazza e blocchiamo il traffico».
Franzina sospira: «Ci sono troppe beghe e divisioni su questo progetto: i Comuni cambiano idea, i progettisti anche, poi c’è Cicero, i comitati che litigano fra di loro e l’autostrada che blocca i fondi. Che deve fare la Provincia?». «Ci deve ricevere - dicono quelli del comitato - E se non lo fa martedì prossimo occupiamo il consiglio provinciale».
Conclusione diplomatica: una lettera scritta sul posto da consegnare alla presidente per chiedere l’incontro «e conoscere prospettive e deliberazioni circa la realizzazione dell’opera viaria più attesa dai vicentini». Franzina riceve e consegna. Poi nel pomeriggio la risposta: «Non dico niente».
Ma le cose non restano ferme. Daniela Sbrollini promette che martedì prossimo «quelli del comitato li porteremo dentro noi». Poi arriva il presidente del Consiglio provinciale, Paolo Pellizzari: «Adesso vi spiego: della bretella ne abbiamo parlato martedì con i capigruppo e adesso ci riuniamo in conferenza per discutere su una mozione unica sull’argomento. Se io sono d’accordo con la bretella? Certo, lo siamo tutti. Comunque l’ultimo progetto con le osservazioni dei comitati arriverà ora in commissione».
Resta la questione dei soldi congelati e di quelli finiti a Schio: «Quello svincolo libera la strada dai tir che andranno sulla A31» dice Pellizzari. «Bisogna dare il mandato alla Serenissima» insiste Rolando; «So che la Serenissima si sta già attivando» è la risposta.
Giù le bandiere, fine del sit-in e tutto rimandato a martedì: un martedì di discussione. O di occupazione. |
Dal giornale di Vicenza
01/08/2006
Albera, pronto un nuovo stop ai tir
Hüllweck: «È vero, stiamo lavorando a un’ordinanza per strada Pasubio»
di Gian Marco Mancassola Colpo di scena sulla via del Pasubio: il sindaco Enrico Hüllweck è pronto a firmare una nuova ordinanza per il blocco dei tir lungo l’asse di viale del Sole, Albera e strada Pasubio. La notizia trapela da palazzo Trissino proprio all’inizio della settimana delle partenze per le vacanze. Secondo indiscrezioni, infatti, il direttore generale Umberto Zaccaria, su mandato del sindaco, sta studiando da alcuni giorni gli estremi di un nuovo possibile provvedimento per ridurre il traffico pesante nel nodo viario più caldo della città. Zaccaria sta esaminando le ultime evoluzioni giuridiche che riguardano blocchi del traffico e dintorni. In particolare, il direttore generale del Comune avrebbe chiesto collaborazione al consigliere dei Verdi Ciro Asproso, per ottenere una copia dell’ultima sentenza del Consiglio di Stato che rischia di rappresentare un nuovo punto di riferimento per sindaco e amministrazioni locali. Asproso, infatti, a metà luglio aveva presentato un’interpellanza citando il caso di Carmagnola, Comune torinese chiamato ad affrontare una situazione simile a quella dell’Albera. Due i passaggi salienti della sentenza, con cui in sintesi si legittimava il blocco dei mezzi pesanti: «Al sindaco - si legge - è, da tempo, riconosciuta, come competenza direttamente inerente al suo ufficio di amministratore locale, quella di emanare ordinanze contingibili ed urgenti, in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica, a carattere esclusivamente locale». Il secondo passaggio apre scenari inediti sul tipo di provvedimento che sta per essere emanato: «È, invero, da disattendere la tesi della temporaneità o provvisorietà come carattere ineliminabile delle ordinanze contingibili ed urgenti, giacché questa qualificazione si mostra, in via di principio, non condivisibile se lo strumento apprestato deve essere elastico, perché si deve adeguare alle più imprevedibili o impreviste situazioni di rischio per gli interessi contemplati dalla legge». In base a questa interpretazione, che risale al 29 maggio scorso, crollerebbe l’impalcatura che finora aveva indotto il sindaco a ordinare blocchi notturni limitati a periodi di alcuni mesi. La novità, dunque, starebbe in un’ipotesi di provvedimento “a tempo indeterminato” fintantoché non emergeranno cambi di rotta e accelerazioni lungo l’iter, a tutt’oggi ancora fermo alla commissione Via, del progetto per la costruzione della nuova strada da Ponte Alto a Isola Vicentina, da tutti riconosciuta come la vera soluzione di tutti i mali sofferti nella zona dell’Albera, nelle case e sulla strada. La conferma dello studio in corso viene direttamente dal mandante, il sindaco Enrico Hüllweck, già partito per un periodo di relax, che il mese scorso aveva incontrato i rappresentanti del comitato, scortati dai consiglieri comunali Giovanni Rolando e Sandro Guaiti. «È vero - dichiara il capo dell’amministrazione comunale - ho chiesto al direttore generale di esaminare la possibilità di emanare una nuova ordinanza, operazione non semplice. Necessario, infatti, approntare uno strumento corretto e inattaccabile di fronte a eventuali ricorsi. Starà a me, alla fine, decidere se firmare o meno l’ordinanza». La prima mossa sarà l’apertura di un tavolo di concertazione con i rappresentanti delle associazioni di categoria e con le amministrazioni comunali coinvolte dal sistema dei blocchi. Questa fase potrebbe richiedere dalle due alle tre settimane di tempo. Hüllweck non si sbilancia sulla durata del provvedimento: «Questo è l’aspetto più difficile. Bisogna essere precisi e tenere conto dell’evoluzione dal punto di vista legislativo. In ogni caso, confermo che mi sto facendo carico di questa problematica, cercando di arrivare al risultato nel più breve tempo possibile». |
DIFENSORE CIVICO A FIANCO DEL COMITATO ALBERA
DAL GIORNALE DI VICENZA DEL 17/06/2006
sabato 17 giugno 2006 cronaca pag. 10
La via da Ponte Alto a Isola
«Bretella sì o no?
Il Comune dia
la sua risposta»
Il difensore civico Pecori interviene per cercare
di sbloccare la paralisi nell’iter dovuta al mancato
parere di Vicenza sul nuovo tracciato della strada
Sì o no, non importa, ma bisogna dare una risposta. Per una volta non si tratta del referendum costituzionale di fine mese, ma del progetto per la costruzione della nuova strada da Ponte Alto a Isola Vicentina. Nell’odissea dell’iter si inserisce ora il difensore civico Massimo Pecori, contattato dal comitato dell’Albera per chiedergli una mano nello sbloccare l’ennesimo stop.
Questa volta la pausa è determinata dal «silenzio preoccupante», come lo ha definito l’assessore provinciale alla Viabilità Alessandro Testolin, del capoluogo, che non ha ancora inviato alla Provincia il parere sul nuovo tracciato.
Di qui la lettera che Pecori ha inviato al sindaco Enrico Hüllweck. «Ho parlato personalmente con la presidente Manuela Dal Lago - racconta il difensore civico - la quale mi ha confermato l’esistenza da tempo dei fondi necessari alla realizzazione dell’opera e che sul nuovo tracciato si sono espressi tutti gli enti territoriali coinvolti, eccetto il Comune di Vicenza. Tali considerazioni confermano quanto sostenuto dal comitato e rendono necessaria una presa di posizione ufficiale sul punto da parte dell’Amministrazione. In caso contrario un’opera attesa da anni, che potrebbe risolvere i problemi di inquinamento atmosferico, della congestione del traffico, dei danni agli edifici che si affacciano su viale del Sole e su strada Pasubio, non potrà essere realizzata».
I benefici che si prospettano «dovrebbero convincere le singole amministrazioni ad accantonare ogni riserva dettata dalla tutela di posizioni locali o personalismi che risultano inaccettabili quando in gioco c’è la salute dei cittadini». Di qui la richiesta di «contattare celermente la Provincia per comunicare la posizione definitiva del Comune, eventualmente evidenziando criticità e incongruenze, ovvero i possibili correttivi».
Pecori si sofferma poi anche su una seconda richiesta avanzata dal comitato, che chiede di adottare «una nuova ordinanza per impedire il transito dei mezzi pesanti durante i mesi estivi, cioè durante il periodo più caldo dell’anno quando molti residenti privi di impianto di climatizzazione sono costretti a dormire con le imposte aperte per cercare refrigerio».
Il difensore civico segnala i recenti pronunciamenti del Consiglio di Stato «che ha confermato l’orientamento ormai consolidato secondo il quale è legittima l’ordinanza del sindaco che vieta la circolazione dei mezzi pesanti sul territorio comunale per motivi di tutela della salute pubblica». |
Venerdì, 16 Giugno 2006
Sembrava fatta, si attendeva solo ...
Sembrava fatta, si attendeva solo l'inizio dei lavori e invece adesso la bretella Ponte Alto- Isola Vicentina è di nuovo una linea su una mappa. Il "bello" della variante alla strada provinciale Pasubio è che varia. Rispetto al progetto definitivo di 8.8 km, il tracciato proposto dal sindaco di Costabissara Giovanni Forte in accordo con la Provincia arriva a 10.3 km e va a colpire una zona abitata (San Giovanni) che prima dormiva sogni d'oro. Qualcuno ricorda le ultime parole del presidente della Provincia Manuela Dal Lago prima dell'ultimo cambiamento: «O si fa come da progetto (per una spesa di 75 milioni di euro da dividere tra Regione, Serenissima e Provincia) o i soldi verranno usati per altre strade del territorio».
Il sindaco Forte vuole la liberalizzazione della A31 Valdastico per il traffico dei mezzi pesanti. Lo stesso vale per molti cittadini bissaresi, ma permane una diversità di vedute con gli abitanti vicentini della circoscrizione 6 sulla bretella. Infatti se Costabissara si accontenterebbe di dirottare i Tir in autostrada, Vicenza ribadisce la necessità di realizzare comunque la bretella. Insomma, a vent'anni dalla presentazione del primo progetto Da Rios sulla variante, siamo ancora a questo punto. E intanto il "famoso" milione e mezzo di euro che la Regione aveva messo a disposizione dei Tir per l'utilizzo della A31 è un treno che nessuno ha preso.
Riunirsi nella sala parrocchiale del quartiere per discutere insieme dell'ennesima novità relativa alla tanto agognata bretella è diventata ormai una triste abitudine per gli abitanti di Maddalene. È successo anche mercoledì sera e nell'occasione sono mancati sia il sindaco Hllweck che l'assessore Cicero. «Non dovrebbe esserci l'alibi del consiglio comunale visto che non c'è il numero per farlo», hanno commentato i consiglieri dell'opposizione Giovanni Rolando e Sandro Guaiti, sostenitori del comitato "No Tir" dell'Albera. L'atmosfera già calda della riunione (più di cento persone a cuocere in una piccola stanza) si è surriscaldata quando ha preso la parola il consigliere comunale Franca Equizi. «Il nuovo tracciato non va affatto bene: dobbiamo fare casino in Comune», ha detto la Equizi. Al che qualcuno ha replicato: «Allora dovevi andare all'opposizione!», mentre Guaiti ha rivendicato il lavoro fatto dal comitato per l'Albera senza la Equizi.
Il presidente della circoscrizione 6, Matteo Tosetto, si è detto rammaricato per la mancanza di rappresentanti del Comune all'assemblea, ma ha anche lanciato un monito: «La bretella riusciamo a farla solo se c'è la Dal Lago. Se perdiamo anche questo treno, va a finire che con il cambio di amministrazione la bretella non la vediamo più per un pezzo».
Enrico Soli |
venerdì 16 giugno 2006 cronaca pag. 18
Bretella Vicenza-Isola, riesplode la protesta
Maddalene insorge: «Il nuovo tracciato passa a ridosso di 70 appartamenti»
di Giovanni Zanolo
A quasi un mese dalla presentazione del nuovo tracciato per la bretella Ponte Alto-Isola Vicentina, e dopo i continui battibecchi nel triangolo Provincia-Vicenza-Costabissara in merito alla paternità del nuovo disegno, insorgono ora i cittadini di Maddalene: «La nuova strada passerà a ridosso di ben 70 appartamenti», denuncia un abitante di via S. Giovanni durante un’assemblea pubblica tenutasi mercoledì sera nella parrocchia di Maddalene.
La travagliata vicenda della bretella, che con il nuovo tracciato sembrava finalmente esser giunta ad una svolta, continua invece a sollevare un vespaio di polemiche ancora prima che il necessario iter di approvazione per il nuovo disegno sia iniziato. Se, da un lato, nessun residente vuole vivere con fiumi di tir giornalieri davanti a casa, dall’altro non sembra risolversi la situazione di stallo creatasi subito dopo la presentazione ufficiale del nuovo tracciato, lo scorso 19 maggio, cui subito era seguita una rincorsa da parte di Costabissara e Comune di Vicenza per aggiudicarsi la vera paternità del nuovo disegno “made in Provincia”. Un progetto che aveva messo d’accordo tutti, o quasi, e che ora rischia di rimanere una linea tracciata sulla carta: «Continuiamo ad aspettare i pareri di Costabissara e del Comune capoluogo» spiega l’assessore provinciale alla Viabilità Alessandro Testolin.
E, guarda caso, assenti durante l’assemblea erano proprio i rappresentanti responsabili delle due amministrazioni: particolarmente visibile era il vuoto lasciato dalla sedia riservata in prima fila all’assessore Claudio Cicero, gettando così benzina sul fuoco delle proteste dei consiglieri di centrosinistra Giovanni Rolando e Sandro Guaiti, conduttori della serata: «Chiediamo che Hüllweck indica un’assemblea analoga a quella fatta il 20 maggio dal sindaco di Costabissara, Giovanni Forte, per informare tempestivamente i cittadini di Vicenza sulle decisioni assunte in merito alla bretella. Qual è la posizione ufficiale dell’amministrazione riguardo ai tempi della realizzazione? Che fine ha fatto l’o.d.g. approvato in consiglio comunale dove si prevedeva il dirottamento dei mezzi pesanti sull’A31 Valdastico?».
Si butta nella mischia coraggioso l’assessore al sociale Davide Piazza, unico rappresentante della giunta del capoluogo ad essere presente nella sala, gremita di gente nonostante il caldo afoso: «Non è vero che l’amministrazione latita. Hüllweck ha sempre difeso il vecchio tracciato. Questa novità ci ha completamente spiazzato, ma potete contare su di me, anche come residente di Maddalene. Tuttavia è la Provincia che indirizza i lavori: io, in giunta, non ho nemmeno visto il nuovo disegno». Peccato che, a rispondergli, non ci fosse l’assessore Testolin, incluso anch’egli fra gli assenti illustri, che dichiara: «Il 20 maggio la Dal Lago ha spedito una lettera ai comuni di Vicenza e Costabissara con allegato il nuovo tracciato. Ancora attendiamo risposta».
Si unisce al coro il presidente della Circoscrizione 6 Matteo Tosetto: «Anche a noi non è ancora arrivato nulla». Se a ciò si aggiunge la piena approvazione del nuovo tracciato da parte del comitato di Costabissara e, allo stesso tempo, la recente richiesta del loro sindaco Forte circa la necessità «di un tavolo in Provincia per definirlo assieme», una cosa appare certa: imbrigliato in quello che appare sempre più come un dialogo tra sordi, il progetto bretella dovrà passare attraverso un groviglio di “ingorghi” sempre più intasati. Chi farà da vigile? |
Dal giornale di Vicenza 14/06/2006
Da Ponte Alto a Isola. Il comitato dell’Albera ha incontrato l’assessore provinciale Testolin sul nuovo tracciato
«Sulla bretella un silenzio preoccupante»
La Provincia attende ancora una risposta dai Comuni di Vicenza e Costabissara
(g. m. m.) «Silenzio preoccupante». La definisce così, l’assessore provinciale alla Viabilità Alessandro Testolin, la mancata risposta da parte dei sindaci di Vicenza e Costabissara alla nuova ipotesi progettuale per la bretella da Ponte Alto a Isola Vicentina. È passato quasi un mese da quando la Provincia ha inviato ai due Comuni le mappe con le variazioni: tutti si sono dichiarati più o meno favorevoli alla novità, ma ancora non hanno formalizzato le posizioni.
Ed è questo che Testolin ha detto alla delegazione del comitato dell’Albera che ieri mattina ha incontrato nella sede di contrà S. Marco. Perché l’iter possa riprendere, infatti, la Provincia attende i due pareri. A quel punto, si potrà riavviare la procedura di valutazione di impatto ambientale. Una delle richieste che potrebbero emergere dal fronte comunale è l’inserimento di un innesto intermedio nel tracciato e di un raccordo con l’eventuale futura tangenziale nord di Vicenza.
Della bretella e dei suoi tempi di attuazione si discuterà anche questa sera alle 20.30 nel centro parrocchiale di Maddalene, in un’assemblea pubblica indetta dal comitato dell’Albera. «È opportuno che i cittadini sappiano di cosa si tratta sin d’ora, soprattutto per i tempi di attuazione - spiegano due dei portavoce del comitato, il consigliere diessino Gianni Rolando e il collega della Margherita Sandro Guaiti -. Questa bretella non è un lusso, ma una necessità per i cittadini e per il sistema economico. Per questo l’iter deve essere accelerato il più possibile».
L’incontro è stato definito da entrambe le parti positivo e utile: «L’assessore Testolin - prosegue Rolando - si è detto disponibile ad avviare un tavolo di concertazione, tenendo però presente che questa è l’ultima proposta progettuale possibile e non può essere stravolta».
Per questo il comitato sollecita le due amministrazioni comunali a uscire allo scoperto, abbandonando «questo assordante silenzio» e di esprimere posizioni ufficiali che consentano alla Provincia e all’autostrada di proseguire l’iter progettuale: «Già così i tempi si prospettano lunghi, perché servono varianti urbanistiche e una nuova fase di osservazioni. Non si può perdere altro tempo». |
Mercoledì, 14 Giugno 2006
CASO ALBERA Due lettere-appello del Comitato
«Subito la bretella»
(Ro.La.) Il comitato dell'Albera continua la sua mobilitazione e chiede un aiuto dall'alto per sbloccare la situazione. Lo fa scrivendo due lettere: una per l'assessore regionale alla mobilità Renato Chisso ed una indirizzata al viceministro ai trasporti Cesare De Piccoli. A chiarire meglio il perché dell'iniziativa è il portavoce del comitato Gianni Rolando: «Abbiamo domandato ai due rappresentanti istituzionali di farsi carico di un problema che ormai persiste da troppo tempo e di sostenere le legittime istanze dei cittadini. Le nostre richieste non cambiano e speriamo che Chisso e De Piccoli possano intervenire da un lato per far partire il più velocemente possibile la procedura di realizzazione della bretella che congiungerà Ponte Alto a Isola Vicentina e dall'altro, almeno fino a che il progetto non passerà all'attenzione della conferenza dei servizi, di insistere per una nuova ordinanza di stop ai tir e per il dirottamento temporaneo dei camion sulla A31 utilizzando il finanziamento regionale». Dopo l'ufficializzazione da parte della Provincia del cambiamento del tracciato della bretella e dell'addio del tunnel sotto Costabissara gli ostacoli al completamento dell'iter sembravano superati ma «ad oggi Comune di Costabissara e quello di Vicenza non stanno facendo il loro dovere». E proprio della bretella i rappresentanti del comitato hanno parlato ieri, per più di un ora, con l'assessore alla viabilità della provincia Alessandro Testolin. «L'assessore - prosegue Rolando - ci ha mostrato il nuovo tracciato ed ha confermato che i soldi per la realizzazione dell'infrastruttura ci sono. La Provincia, però, sta ancora spettando l'ok ufficiale di Vicenza e Costabissara che invece si trincerano dietro un silenzio assordante. Insomma, il timore è di dover assistere ad un nuovo stop e se la variante non si fa stavolta, non si farà più». Ed è proprio per illustrare il nuovo progetto ai vicentini che il comitato dell'Albera ha organizzato per questa sera un assemblea pubblica a cui ha invitato i rappresentanti istituzionali. L'appuntamento é alle 20.30 al centro parrocchiale di Maddalene. |
dal gazzettino:
Mercoledì, 8 Febbraio 2006
«Chiederemo all'assessore competente ...
«Chiederemo all'assessore competente notizie sullo stato dell'iter della bretella di congiunzione tra Ponte Alto e Isola Vicentina e se la presidente Dal Lago sarà d'accordo appoggeremo l'iniziativa della creazione di un tavolo di concertazione che permetta a tutti i soggetti interessati di parlarsi».
Così il presidente del consiglio provinciale, Paolo Pellizzari, ha risposto alle richieste di chiarimenti del comitato dell'Albera. Che, ieri pomeriggio, è stato accolto nella sala consiliare di Palazzo Nievo tra consiglieri e capigruppo di maggioranza ed opposizione. La richiesta di un colloquio era partita proprio dai residenti della zona e si spiega con il ruolo chiave dell'amministrazione di contrà Gazzolle per quanto riguarda la realizzazione della bretella, indicata dai più come l'unica soluzione effettiva per uno dei nodi viabilistici più problematici del territorio. A chiarirlo è il portavoce del comitato, Gianni Rolando: «La soluzione per risolvere i problemi c'è ed è la nuova infrastruttura: un'opera attesa da anni e fondamentale per Vicenza. Adesso la Provincia ha chiesto una sospensione alla commissione Via per rivalutare alcuni aspetti del progetto e noi vorremmo capire che tempi dobbiamo attenderci per veder finalmente partire i cantieri».
E Rolando ha anche ribadito le altre richieste dei residenti, annunciando un altro mese di proteste.
«Siamo scesi in strada la settimana scorsa e le nostre azioni non si fermeranno sino a quando il sindaco non ci ascolterà. Nel 2005 il Comune ha emesso tre ordinanze di divieto di transito notturno dei tir riconoscendo le nostre ragioni che sono di carattere sanitario, ambientale e legate alla sicurezza». E per il comitato nell'attesa della realizzazione dell'opera la soluzione c'è. «Chiediamo l'istituzione di un tavolo di lavoro che permetta la sperimentazione del dirottamento dei camion sulla A31, utilizzando quel milione e mezzo di euro previsti dalla legge finanziaria regionale del 2005».
Roberta Labruna |
DAL GAZZETTINO
Venerdì, 3 Febbraio 2006
VIABILITÀ E PROTESTE
Ieri manifestazione del comitato, con cinquanta residenti a chiedere la replica del divieto di transito ai mezzi pesanti
«Albera: sindaco, firma e non aver paura»
Polemico il portavoce Rolando: «Ci hanno ricevuto vescovo e prefetto, ma non il primo cittadino»
"Caro sindaco, firmi l'ordinanza e non abbia paura". Questo il senso della manifestazione del comitato dell'Albera sintetizzato nei tanti striscioni appesi ieri lungo viale Pasubio. Dove, una cinquantina di residenti, muniti di torce e cartelloni sono scesi in strada per chiedere la riproposizione del provvedimento di divieto di transito dei mezzi pesanti, scaduto all'Epifania. A chiarire il perché è il portavoce del comitato Gianni Rolando che, munito di megafono, ha invaso per brevi momenti la strada insieme agli altri manifestanti per spiegare le ragioni della protesta.
«Il sindaco Hullweck è latitante su una questione decisiva come il diritto alla salute dei vicentini. Siamo stati ricevuti dal prefetto e domani (oggi, ndr) dal vescovo ma non dal primo cittadino che ha deciso di stare dalla parte della lobby degli autotrasportatori anziché dei suoi cittadini. Se continuerà a fare orecchie da mercante intensificheremo le nostre azioni e già la prossima settimana ci ritroveremo tutti insieme per stabilire le mosse future». E le richieste del comitato non cambiano: una nuova ordinanza di stop ai tir, il dirottamento temporaneo dei camion sulla A31 utilizzando quel milione e mezzo di finanziamenti regionali e l'avvio dei lavori della bretella che dovrebbe congiungere Ponte Alto a Isola Vicentina. «Proprio su quest'opera indispensabile pesa una grande incertezza - prosegue Rolando - Da anni sentiamo dire che i cantieri sono prossimi all'apertura ma siamo poco più che al punto zero e adesso che la Provincia ha chiesto una sospensione alla commissione Via per verificare alcuni aspetti del progetto i tempi si allungano ancora. Quindi, ad oggi, non esiste alternativa ad una nuova ordinanza». Intanto, martedì prossimo, il comitato incontrerà i capigruppo provinciali di maggioranza ed opposizione.
Roberta Labruna |
DA IL GIORNALE DI VICENZA
venerdì 03 febbraio 2006 cronaca pag. 19
Il comitato dei residenti ha manifestato lungo la Pasubio contro i tir
Albera, scoppia la protesta
In strada è caos per un’ora
Restano paralizzati i collegamenti fra la Fiera e l’Alto Vicentino
di G. M. Mancassola
All’ora del tè l’Albera serve la paralisi. Rinviata una settimana fa per l’eccezionale nevicata, la manifestazione organizzata dal comitato dei residenti è arrivata puntuale ieri pomeriggio, segando in due tronconi il traffico di strada Pasubio. L’appuntamento, infatti, questa volta era al semaforo di Maddalene, dove una cinquantina di manifestanti, armati di fiaccole e variopinti cartelli hanno sputato la loro rabbia contro il traffico pesante facendo melina sulle strisce pedonali, su cui hanno sostato a lungo, spesso oltre il tempo consentito dal semaforo pedonale.
La protesta pacifica, sorvegliata da una nutrita pattuglia di poliziotti e carabinieri, si è snodata lungo dieci metri di carreggiata, fra una casa e l’altra, in uno degli scorci più stretti della Pasubio, che ben presto si è trasformato in un collo di bottiglia in cui si sono impantanati centinaia di veicoli. A partire dalle 17.30, proprio all’ora di punta per chi rincasa dal lavoro, si sono formate lunghe colonne in entrambe le direzione, rallentando fino all’esasperazione i collegamenti fra l’Alto Vicentino e il casello di Vicenza Ovest. Dopo mezz’ora la colonna si allungava ben oltre il rondò dell’Albera, insinuandosi in direzione di Ponte Alto, di Porta S. Croce e delle piscine.
La protesta del comitato è concentrata sulla richiesta di una nuova ordinanza comunale di divieto al transito per i mezzi pesanti, come avvenuto di notte per otto mesi durante il 2005. L’ultimo blocco è scaduto dopo l’Epifania. I rappresentanti degli autotrasportatori hanno sempre sostenuto che il traffico pesante non è la causa principale dei mali dei quartieri che orbitano intorno a viale del Sole e strada Pasubio. A dimostrazione ci sarebbero i dati sui livelli di rumore prima e dopo la cura.
«Vicenza è l’unica città capoluogo a non avere una tangenziale esterna - ha ripetuto ieri al megafono il consigliere comunale Gianni Rolando -. È quindi necessario dirottare il traffico pesante sull’anello autostradale della A4 e della Valdastico. Ci sono tutte le condizioni per attuare questa proposta: la Regione dispone di una legge per il pagamento del pedaggio in autostrada agli autotrasportatori. C’è a disposizione un milione e mezzo. Contestualmente appare necessaria la realizzazione della bretella ma le ultime notizie parlano di una nuova pausa di riflessione nell’iter progettuale. Noi siamo esasperati».
E in effetti è un anno che si parla di questo fondo per deviare il traffico pesante in autostrada, inserito nella finanziaria regionale del 2005 e mai sfruttato: «Che fine hanno fatto quei soldi?», chiede Rolando.
Alla manifestazione di ieri si è visto anche il capogruppo dei Democratici di sinistra in consiglio provinciale, il riformista Diego Bardelli: «Ho accolto l’invito e sono venuto per portare la mia solidarietà a questa battaglia», ha spiegato Bardelli, che ha annunciato per la prossima settimana un faccia a faccia fra il comitato e i capigruppo del consiglio di palazzo Nievo.
Secondo Bardelli, la nuova arteria è fondamentale, la vera soluzione, ma c’è preoccupazione per il rischio di ulteriori ritardi nel completamento della procedura amministrativa legata al progetto: «Stiamo approfondendo la questione, ma da subito si è posto il problema della galleria in una zona ricca di acqua. Credo che sarà necessario valutare soluzioni alternative».
Il prossimo passo del comitato sarà l’incontro con il vescovo Cesare Nosiglia, programmato per questo pomeriggio alle 18, nei locali delle opere parrocchiali di S. Carlo, a Villaggio del Sole. |
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Dal Gazzettino 4 dicembre 2005:
VIABILITÀ Acceso dibattito l’altra sera all’assemblea pubblica organizzata nella sala parrocchiale delle Maddalene dai comitati "No Tir per la salute e la vita"
Albera, firme per il videocontrollo del rondò
Rolando: «Così sarà possibile individuare quei camionisti che violano l’ordinanza di divieto notturno in strada Pasubio»
Bretella sì, bretella no, bretella forse. Mentre la Provincia attende il responso della commissione d'impatto ambientale sul progetto relativo a questa infrastruttura, si riaccende il dibattito pubblico sul da farsi per limitare il traffico dei mezzi pesanti tra il capoluogo e l'Alto Vicentino. Se c'è un tema della vita civile e sociale di Vicenza in grado di coinvolgere e mobilitare centinaia di cittadini, questo è sicuramente l'irrisolto nodo del traffico lungo strada Pasubio e la famigerata rotatoria dell'Albera.
All'assemblea pubblica convocata venerdì sera dai comitati "No Tir per la salute e la vita" nella sala parrocchiale delle Maddalene hanno preso parte oltre cento persone e molti si sono trattenuti fino al termine dei lavori nonostante la carenza di posti a sedere. Sono intervenuti per lo più adulti e anziani, mentre i giovani, ai quali tanto dovrebbe interessare il futuro della zona, erano al piano di sotto a giocare con il calcetto. In un acceso dibattito durato un paio d'ore si sono avvicendati al microfono i rappresentanti del comitato dell'Albera, i residenti di Villaggio del Sole, Maddalene e Motta, l'assessore Alessandro Testolin in rappresentanza della Provincia, i rappresentanti di Costabissara e un gruppo di autotrasportatori dell'Alto Vicentino.
Ne è uscito un vibrante talk show condotto da Gianni Rolando, consigliere comunale e partecipante attivo del comitato dell'Albera. Una miscela interessante che è diventata esplosiva in almeno due momenti: quando i residenti di Strada Pasubio si sono scontrati con gli autotrasportatori sulla convenienza di percorrere l'autostrada Valdastico invece della Statale e quando Marco Palma dei Comunisti Italiani ha criticato duramente Testolin accusandolo di immobilismo e guadagnandosi così gli applausi di gran parte del pubblico. A quel punto l'assessore provinciale ha ripreso la parola per ribattere e subito dopo se ne è andato, evidentemente ancora adirato per l'attacco ricevuto in precedenza.
Ma procediamo con ordine. Il comitato ha convocato l'assemblea pubblica per ribadire la sua idea, anzi, il suo "sogno", come recitava il volantino distribuito per l'occasione: divieto di transito ventiquattro ore su ventiquattro (e non solo quindi nelle ore notturne come prevede invece l'attuale ordinanza comunale) per i mezzi pesanti e dirottamento di questi ultimi sull'autostrada A31 Valdastico. Tutto questo in attesa che venga realizzata la bretella viale del Sole-Castelnovo di Isola Vicentina, otto chilometri di strada che dovrebbero rendere più vivibili i quartieri intorno all'Albera. Nel frattempo il primo obiettivo del comitato è un maggiore controllo sul rispetto dell'ordinanza comunale. Ecco quindi una raccolta di firme da presentare al Comune per l'installazione di una telecamera che spii il traffico sul rondò.
Sulla possibilità di prendere la A31 gli autotrasportatori sono decisamente contrari: «Tra chilometri in più e pedaggio da pagare, vengono fuori nove euro in più al giorno e non mi conviene nemmeno come tempo», spiega uno di loro, che parte giornalmente da Caltrano. «Ma con la Finanziaria firmata a gennaio dalla Regione, siamo riusciti a ottenere un contributo di un milione e mezzo di euro all'anno da utilizzare per pagare i pedaggi dei trasportatori», ribatte Rolando. «Perchè non provare a sperimentate l'utilizzo dell'autostrada anche solo per un periodo breve? E pensare che in altre zone d'Italia si è riusciti a bloccare il traffico a tutela del turismo. Noi invece non riusciamo a metterci d'accordo nemmeno su una questione legata alla salute, un interesse della collettività tutelato direttamente dalla Costituzione all'articolo 32».
Intanto alcuni cittadini si lamentano per i danni subiti dalle loro abitazioni a causa del traffico e per le attuali condizioni dell'asfalto. All'assemblea manca però il sindaco Enrico Hllweck e quindi le critiche alla sua giunta, accusata nella circostanza di non saper rispondere alle priorità della popolazione, cadono nel vuoto. Il discorso si sposta quindi sulla bretella. C'è il neonato comitato di Costabissara che offre la mano in segno di pace allo storico comitato dell'Albera. L'auspicio comune è quello di ritrovarsi finalmente insieme attorno ad un tavolo. Peccato che Costabissara abbia fino a ieri rinunciato al dialogo perchè era troppo intenta a presentare le sue obiezioni sul progetto definitivo relativo alla bretella. Ma non sia mai che quella della bretella si trasformi in una "guerra tra i poveri", come la chiamano in molti. E lo dice anche Testolin mentre si mette nella scomoda posizione di colui che porta le ragioni di Costabissara davanti a un pubblico che "tifa" per la bretella.
«Le ragioni dei bissaresi sono molto simili alle vostre», dice l'assessore provinciale rivolto alla platea. «Sì, ma noi subiamo il passaggio dei Tir già da trent'anni, loro invece no, devono ancora provare cosa significa», ribatte istintivamente Mirella Noaro del comitato dell'Albera. «I cittadini di Costabissara si sono presentati a centinaia alle audizioni per esporre le loro obiezioni al progetto della bretella», riprende Testolin. «In ogni caso la decisione sull'approvazione del progetto esecutivo è nelle mani della commissione d'impatto ambientale, che dovrebbe esprimersi entro fine mese». Testolin lascia ancora aperta ogni possibilità e per questo motivo il suo intervento non piace affatto a Marco Palma che prende la parola e attacca l'assessore: «Testolin non può venire qui in assemblea pubblica a fare la parte del tecnico invece di prendersi le sue responsabilità politiche».
Pronta la replica dell'assessore: «La Provincia sta portando avanti con grande convinzione l'idea della bretella», tuona contro Palma. «E quindi io le mie responsabilità me le sto prendendo eccome».
Enrico Soli |
Dal Giornale di Vicenza Mercoledì 23 Novembre 2005
Più forze dell’ordine che manifestanti
Albera, levataccia alle 4 del mattino per controllare i tir
È stata una levataccia, quella che ha visto protagonisti ieri mattina sette esponenti del comitato dell’Albera, che alle 4 sono scesi in strada per un sit-in sotto zero che invocava, con striscioni e fiaccole, il rispetto del divieto di transito dei mezzi pesanti fra le 22 e le 6. In una manifestazione in cui erano più i rappresentanti delle forze dell’ordine.
In tutto il comitato ha filmato una quindicina di camion nella fascia oraria proibita. Nelle notti precedenti ne erano stati contati fino a una cinquantina.
«A qualcosa il sit-in è servito - spiega uno dei portavoce, Giovanni Rolando, consigliere comunale con i Democratici di sinistra - probabilmente sarà stato il passaparola dopo che si era diffusa la notizia della nostra manifestazione, ma sta di fatto che sono passati molti meno camion, con sollievo dei residenti. Questo significa che gli autotrasportatori, quando sanno che ci sono i controlli, imboccano altre strade. In altri termini, esistono alternative a viale del Sole e strada Pasubio. E una di queste è l’autostrada Valdastico».
Il comitato è inoltre tornato a chiedere a viva voce che si sblocchi la situazione per i «nove chilometri più attesi nella storia di Vicenza, quelli della bretella da Ponte Alto a Isola».
Infine, è stata ribadita la necessità di installare una telecamera per controllare l’incrocio: «Continueremo a monitorare e spediremo la videocassetta dei nostri controlli al prefetto Angelo Tranfaglia e al comandante dei vigili Roberto Dall’Aglio». |
Dal G. di Vi
mercoledì 16 novembre 2005 cronaca pag. 14
La replica a Giuliari & co.
L’Albera urla:
«La bretella
è rock, perché
ci salverà»
(g. m. m.) «La bretella è rock». Su Rockpolitik il sipario è calato da una settimana, ma all’Albera si continua a cantare il ritornello di Celentano. Lo fa il comitato dei residenti, che in una lettera firmata da Anna Pertegato, Fanny Caldognetto, Francesca Lagni e Mirella Noaro, tutte e quattro residenti nell’arcipelago delle polemiche, risponde per le rime ai consiglieri comunali della lista civica “Vicenza capoluogo”, che in un articolato intervento hanno appiccicato sul progetto della nuova strada fra Ponte Alto e Isola una bella dose di interrogativi. In particolare, Giovanni Giuliari, Stefano Soprana e Carla Zuin si infilano nella corrente di pensiero che vede una sovrapposizione fra i tracciati della bretella e della Pedemontana. In altre parole, se la bretella servirà per raccogliere il traffico in uscita dal casello di Vicenza ovest per portarlo nell’Alto Vicentino, servirà ancora quando ci sarà la Pedemontana, che intercetterà i flussi di veicoli qualche chilometro più a ovest, a Montecchio maggiore, portandoli nel quadrante settentrionale della Provincia?
Il comitato dell’Albera, che sta battagliando a favore della bretella, non ci sta e contrattacca i tre consiglieri comunali: «Dopo quasi 30 anni di richieste, progetti, soldi, tempo speso più o meno bene, arriviamo a pochi metri dal traguardo finale di questo lungo percorso della variante all’ex statale 46 del Pasubio ed ecco le improvvise e inutili osservazioni da persone che mai in questi anni hanno fatto qualcosa per la viabilità vicentina. La prima domanda che ci nasce spontanea è: dove abitano questi egregi consiglieri comunali visto che solo ora sembrano tanto interessati al problema?».
«La necessità di questa nuova strada è ormai un dato acquisito e sostenuto da tutti: dai cittadini in primo luogo che si vedono la salute, la vita e le case messe a repentaglio - spiegano le quattro residenti dell’Albera - in secondo luogo dagli imprenditori, che invocano l’esecuzione di questo progetto da almeno un decennio come la soluzione strutturale del sistema viabilistico e produttivo della zona, come riconosciuto anche dallo stesso assessore regionale alla mobilità Renato Chisso. Non capiamo infine cosa c’entri la Pedemontana rispetto all’urgenza della realizzazione della bretella per la quale oltretutto sono già stati stanziati i finanziamenti e si è oramai arrivati al progetto definitivo e al prossimo via ai lavori. I cittadini attendono da anni in migliaia e con ansia la realizzazione di questa definitiva soluzione, i cittadini sono importanti, la loro salute è importante, l’economia da salvaguardare è importante, la bretella è importante, anzi: è rock».
Alla bretella - annunciano i consiglieri comunali Sandro Guaiti della Margherita e Giovanni Rolando dei Ds - sarà dedicata anche un’assemblea pubblica il prossimo 2 dicembre nel salone del Centro parrocchiale di Maddalene. |
lunedì 14 novembre 2005 cronaca pag. 9
Vicenza Capoluogo e la futura bretella
«Ma la Pedemontana
per noi renderà inutile
la Ponte Alto-Isola»
«Che senso ha investire in una strada che ci toglie per sempre terreno vergine senza offrire soluzioni alla nostra mobilità considerato che, visto il progetto attuale, la statale Pasubio rimarrebbe non solo via di traffico ma, a causa dell'unico innesto a nord al centro di Costabissara, provocherebbe la nascita di una futura “Albera due”?». Se lo chiedono i consiglieri comunali della lista civica “Vicenza capoluogo”, Giovanni Giuliari, Stefano Soprana e Carla Zuin, che propongono alcune riflessioni sui futuri assetti viabilistici e trasportistici del capoluogo e della Provincia. Le loro osservazioni sembrano rivolte in particolare al mondo imprenditoriale e alle categorie economiche: «Non si può continuare a fermarsi a chiedere strade senza un progetto di mobilità che permetta uno sviluppo al nostro territorio - sottolineano -. Chiedere nuove strade veloci senza dare soluzione a come arrivare ai centri delle nostre città e nei luoghi di lavoro sono investimenti a perdere che, nell'attuale economia, non ci possiamo permettere».
«Nell'ambito di questa riflessione possiamo quindi collocare la questione della bretella Vicenza-Isola: cosa potrà servire un progetto pensato 18 anni fa se poco più a nord ci sarà la Pedemontana? Il percorso dalle fabbriche non dovrebbe essere il più corto possibile per poter raggiungere la più vicina autostrada? Perché attraversare ancora centri abitati? Dove sono nel progetto della bretella i posteggi scambiatori per sviluppare il trasporto pubblico? Perché solo nelle stazioni si pensa ai posteggi per favorire lo scambio fra mezzo privato e mezzo pubblico e non li si progettano (progettare non significa realizzare subito ma prevederne la realizzazione) per le nuove strade? Ne abbiamo un recente esempio con la nuova tangenziale sud che dopo averla attesa per 15 anni, non ha visto la progettazione di alcun posteggio scambiatore».
Nel frattempo, a proposito della bretella e della protesta degli autotrasportatori andata in scena venerdì scorso, si registra una domanda di attualità del consigliere dei Verdi, Ciro Asproso, che chiede al sindaco di vietare questo tipo di manifestazioni. |
Sabato 12 novembre 2005 dal Giornale di Vicenza:
Gli autotrasportatori manifestano contro i divieti di transito notturno e a favore della bretella fra Ponte Alto e Isola Vicentina
I tir protestano. Ed è paralisi
Sessanta camion hanno messo in ginocchio la circonvallazione
di Gian Marco Mancassola Sono bastati sessanta tir al ralenti per mettere in ginocchio la viabilità della circonvallazione del capoluogo, fra il polo ovest della Fiera e del casello autostradale, e il polo nord dell’Albera e di strada Pasubio. Gli autotrasportatori hanno battuto il pugno per chiedere di essere ascoltati, per protestare contro una stagione dei blocchi che appare senza fine e per invocare rapidità nelle scelte progettuali per la costruzione della nuova strada da Ponte Alto a Isola Vicentina. La grande paralisi è andata in scena ieri pomeriggio, in una Vicenza indaffarata a fare rientro a casa all’ora di punta dell’ultimo giorno della settimana lavorativa. Una sessantina di camion si sono dati appuntamento in zona industriale, capeggiati dai rappresentanti delle associazioni di categoria: Rodolfo Mariotto, presidente della sezione autotrasportatori e spedizionieri dell'Associazione Industriali; Maria Teresa Faresin, presidente della categoria autotrasportatori dell'Associazione Artigiani; Luca Dall'Osto, presidente della sezione Trasporti di Apindustria; Alberto Lanaro, presidente della categoria Trasporti della Cna Vicenza. Pochi minuti dopo le 17 il convoglio ha iniziato a muoversi lungo l’asse di viale del Sole, fra la rotatoria della Fiera e la rotatoria dell’Albera, scortato da vigili, polizia e carabinieri. Per percorrere i due chilometri abbondanti della strada più trafficata del capoluogo ci è voluta più di un’ora. Ad attenderli dall’altra parte della traversata, c’era un comitato di accoglienza radunato da una pattuglia di residenti dell’Albera, che hanno imbandierato il marciapiede del semaforo pedonale con striscioni anti-tir, con un motto coniato per l’occasione citando il tormentone di Celentano: «I tir sono lenti, la salute e la vita sono rock». E che fossero lenti, i tir “lumaca”, non c’è davvero dubbio: al ritmo di 5-10 chilometri all’ora, alle 18.30 si sono finalmente affacciati all’Albera. Fino a quel momento i disagi al traffico erano stati contenuti, perché i camion si erano limitati a sfilare in fila indiana sulla corsia di destra, lasciando scorrere il traffico alla loro sinistra. Ma al giro di boa dell’Albera è stata paralisi vera in tutte le direttrici: strada Pasubio, viale Diaz, viale Trento, via Pecori Giraldi, le laterali di Villaggio del Sole. Alcuni autobus sono arrivati ad accumulare fino ad oltre trenta minuti di ritardo. Nel mirino degli autotrasportatori c’è naturalmente l’ordinanza del sindaco Enrico Hüllweck con cui è vietato il transito notturno ai mezzi pesanti lungo viale del Sole e strada Pasubio. Ma ci sono anche le «beghe politiche che stanno facendo ritardare la realizzazione della bretella». A favore della strada ci sono anche quelli del comitato dell’Albera, come ricordato nei loro manifesti, che però difendono l’ordinanza del sindaco e ne chiedono il rispetto rigoroso, non come le maglie larghe verificate nelle loro ronde notturne. La manifestazione di ieri, nelle parole degli organizzatori, è stato un successo su tutta la linea, tanto che con tutta probabilità verrà ripetuta fra una settimana o fra due, per dimostrare che non si scherza: «Sono bastati 60 camion per immobilizzare una città come Vicenza - commenta Mariotto (Industriali) - questo la dice lunga sul livello delle nostre infrastrutture. Questa manifestazione è stato un segnale forte: vogliamo essere ascoltati, altrimenti sicuramente torneremo in strada». «Gli autotrasportatori sono cittadini come chi vive all’Albera - aggiunge Faresin (Artigiani) -. Purtroppo non si vive solo di aria, ma anche di economia. La bretella serve a tutti, gli amministratori devono capirlo». |
Da Il Giornale di Vicenza:
Venerdì 28 Ottobre 2005
INCONTRO IERI TRA SINDACO E RAPPRESENTANTI DELLE CATEGORIE ECONOMICHE
Ritorna il blocco dei tir «In attesa della bretella»
Gli autotrasportatori annunciano ricorsi legali e proteste di piazza
Una posizione decisamente contraria all’ordinanza è assunta dalla Provincia. L’assessore alla viabilità, Testolin: «Così non si risolve nulla: il traffico non diminuirà, anzi lo si aumenterà imponendo deviazioni. I valori del rumore sono alti in tutta la città non solamente in zona Albera»
di G. Marco Mancassola
Dal 2 novembre torna il blocco notturno dei tir nell’arcipelago di viale del Sole, Albera e strada Pasubio. Dopo un complesso iter burocratico, il terzo stop dei mezzi pesanti in un anno è stato ufficializzato ieri dal sindaco Enrico Hüllweck, che ha incontrato le categorie economiche e i Comuni interessati al sistema delle deviazioni. Oggi l’ordinanza dovrebbe essere resa definitivamente pubblica, ma i contorni sono stati accennati ieri dal sindaco al termine del doppio vertice: consueto divieto dalle 22 alle 6, a partire dal 2 novembre fino alla prima metà di gennaio, per comprendere anche il periodo delle festività natalizie. Alla fine del nuovo periodo di blocco, in tutto nel 2005 saranno stati otto i mesi di circolazione vietata ai mezzi pesanti nel collegamento fra la parte settentrionale della provincia e il casello di Vicenza ovest.
Ancora una volta, il sindaco ha fatto riferimento alla vera soluzione del nodo dell’Albera, la costruzione della bretella da Ponte Alto a Isola: in attesa che si definisca la soluzione definitiva, si ricorre alla soluzione temporanea. «In questo modo vogliamo dare un segnale che il problema è sentito e che l’amministrazione comunale non demorde nella volontà di arrivare al risultato della bretella», commenta Hüllweck.
Una posizione decisamente contraria all’ordinanza è stata assunta dalla Provincia, rappresentata dal direttore generale Pio Porelli. Sembra il prologo di un eventuale ricorso, che per ora non c’è: «Aspettiamo di vedere il provvedimento - chiarisce l’assessore alla viabilità, Alessandro Testolin -. Per ora diciamo che se il problema sono le diverse forme di inquinamento, questa ordinanza non risolve nulla, perché da un lato non riduce il traffico, anzi lo aumenta imponendo deviazioni; dall’altro, come ribadito dall’Ulss, i valori della rumorosità sono alti in tutta la città, non solo all’Albera».
All’esterno di palazzo Trissino si alternano gli opposti umori degli autotrasportatori e del comitato dei residenti.
«Bene - commenta uno dei portavoce, il consigliere comunale diessino Giovanni Rolando -. Ma vogliamo capire perché non si utilizzano i fondi regionali per deviare il traffico pesante in autostrada. E vogliamo incontrare i rappresentanti delle categorie economiche».
Annunciano battaglie legali e proteste di piazza, invece, gli autotrasportatori. Rodolfo Mariotto, di Assindustria, accenna all’ipotesi di dare vita a nuovi serpentoni di tir nel bel mezzo della settimana lavorativa, parlando di «una ripresa economica che si fa attendere e di una situazione difficile per tutti gli operatori, che con questa ordinanza vengono duramente colpiti».
Le diverse associazioni imprenditoriali hanno presentato ieri una memoria con cui hanno ribadito la loro contrarietà a un provvedimento ritenuto illegittimo: «La presunta temporaneità delle ordinanze di limitazione, addotta anche dal Tar del Veneto per rigettare la richiesta di sospensiva, è ormai inesistente e non più sostenibile: ci troviamo alla terza ordinanza che, di fatto, vieta la circolazione da aprile».
E se i percorsi alternativi vengono giudicati inidonei, le categorie bocciano senza mezzi termini i risultati ottenuti con i provvedimenti, ritenuti inefficaci, perché oltre all’ordinanza non sono state attuate altre misure di contrasto ai livelli di rumorosità. |
DAL GAZZETTINO:
Venerdì, 28 Ottobre 2005
IN ARRIVO IL DIVIETO Gli autotrasportatori contro lamministrazione comunale: «Cè inquinamento? Allora si fermino tutti i mezzi a motore non solo i camion».
Albera. Riprende la lunga guerra dei Tir
Categorie economiche contro il Comune di Vicenza. A pochi giorni dall'entrata in vigore della nuova ordinanza di divieto di transito notturno dei mezzi pesanti, le associazioni produttive annunciano un nuovo ricorso al tribunale amministrativo regionale ed una serie di manifestazioni di protesta. Questa la sintesi del faccia a faccia di ieri. Che, tra le mura di Palazzo Trissino, ha visto seduti attorno ad un tavolo il sindaco Enrico Hullweck prima con alcuni esponenti del mondo imprenditoriale berico, poi con le rappresentanze dei comuni di Malo, Costabissara, Dueville e della Provincia di Vicenza. Il motivo del contendere è l'ordinanza "anti tir" che, giunta alla terza replica, impedirà per altri due mesi il transito dei camion nel quartiere dell'Albera dalle ore 22 alle 6. Se dunque da un lato gli abitanti del quartiere tirano un sospiro di sollievo, dall'altro le categorie economiche non ci stanno. Come spiega Maria Teresa Faresin, presidente della sezione autotrasporti dell'Assoartigiani: "Siamo veramente arrabbiati. E' stato un incontro che il sindaco ha voluto non per approfondire il problema ma solamente perché rientra nella prassi formale. Se il vero problema fosse l'inquinamento ambientale ed acustico allora si dovrebbe vietare il transito a tutti i mezzi a motore e non solamente ai camion". A farle eco Luca Dall'Osto, di Apindustria ed Alberto Lanaro, del Cna: "Hullweck aveva garantito che si sarebbero attuati una serie di provvedimenti come l'installazione di barriere antirumore, di autovelox e che l'asfalto attuale sarebbe stato sostituito con quello fonoassorbente. Niente di tutto questo è stato fatto. La verità è che, sino a quando non verrà realizzata la bretella Ponte Alto-Isola Vicentina, non esiste un percorso alternativo. A suon di ordinanze non si risolve il problema del territorio che è il suo deficit infrastrutturale". Critico anche Rodolfo Mariotto, dell'assoindustriali: "La nostra economia viene messa in ginocchio ed è paradossale che in un periodo di crisi anziché aiutare le sviluppo, il potere pubblico decida di infliggere la mazzata finale per la pressione dei comitati di quartiere. Se la logica è quella che chi urla di più viene ascoltato, adesso anche noi non rimarremo a guardare ed alzeremo la voce". E le categorie economiche, infatti, si muoveranno, oltre che con manifestazioni di protesta, anche con un nuovo ricorso al Tar "che speriamo si esprima in maniera diversa rispetto alla precedente sentenza. Perché se la scorsa volta ha rigettato la nostra richiesta di sospensione sottolineando che il provvedimento aveva il carattere di temporaneità, adesso questa condizione non sussiste più". Decisamente soddisfatto, invece, Sandro Guaiti, portavoce del comitato dell'Albera e consigliere della Margherita: "Capisco la posizione delle categorie produttive ma non è vero che il divieto notturno di stop ai tir infligge un danno alla nostra economia. Questa disposizione è fondamentale perché i residenti, almeno di notte, hanno il diritto di riposare". L'ordinanza al momento sta seguendo il suo iter procedurale e dovrebbe entrare in vigore a partire dai primi giorni di novembre per una durata di poco più di due mesi. "Il nuovo provvedimento - spiega Hullweck - è importante da un lato per tutelare la salute dei residenti della zona, dall'altro per dare un'ulteriore impulso per il via alla costruzione della nuova bretella".
Roberta Labruna |
Giovedì 6 Ottobre 2005
Contrordine: l’Albera è di nuovo vietata ai tirIL COMITATO «Bene, ma prima ne dobbiamo parlare fra noi e con il sindaco, poi decideremo cosa fare del sit-in di venerdì»I NDUSTRIALI «È una vergogna, ci sentiamo presi in giro da questa assurdità. Pronti a fare azioni legali e di protesta molto pesanti»A sorpresa Hüllweck ordina di predisporre lo stop notturno dei mezzi pesanti per altri due mesi
di Gian Marco MancassolaClamoroso contrordine: la pausa di riflessione è durata pochi giorni, all’Albera è già ora di nuovi blocchi del traffico pesante. Lo ha annunciato ieri il sindaco Enrico Hüllweck, al termine della settimanale riunione di Giunta, durante la quale ha invitato l’assessore alla mobilità Claudio Cicero a predisporre una nuova ordinanza anti-tir che sarebbe una specie di fotocopia delle precedenti due, quelle che da aprile tengono in scacco il traffico pesante nel triangolo di viale del Sole e strada Pasubio. La notizia ha colto tutti in contropiede, a partire dall’assessore Cicero stesso, che per ora si sta trincerando in un silenzio che sa di “obbedisco”. L’ultima ordinanza, fatta scattare a luglio, era scaduta la settimana scorso, il 30 settembre. Un paio di giorni prima, il sindaco Hüllweck, sulla scorta degli ultimi positivi esiti lungo l’iter della variante alla provinciale 46, aveva accennato a una possibile pausa di riflessione, di almeno un mese. La riflessione, a quanto pare, ha richiesto un tempo molto inferiore. La notizia è arrivata fra l’incudine e il martello del pressing scatenato dal comitato dell’Albera intorno a palazzo Trissino: martedì una delegazione aveva cinto d’assedio l’auto del sindaco, costretto a uscire dal municipio da una porta secondaria; oggi dovrebbe andare in scena il faccia a faccia fra il sindaco e i residenti, a margine del consiglio comunale; domani, infine, era stata programmata una protesta in strada sugli attraversamenti pedonali della rotatoria più famosa del capoluogo. Una vera e propria escalation, smorzata sul nascere dalla decisione di Hüllweck. Il blocco è in fase di definizione. Secondo il sindaco, ci vorranno una decina di giorni prima che possa scattare il provvedimento. Il divieto dovrebbe in ogni caso articolarsi per due mesi e nelle ore notturne, fra le 22 e le 6. Chiarendo le ragioni che lo hanno spinto a questo terzo blocco consecutivo, Hüllweck fa riferimento esplicito alla partita che si sta giocando intorno al progetto della bretella da Ponte Alto a Isola. Il match si è sbloccato, ma non c’è ancora nulla di concreto: «Sappiamo tutti che, finché siamo di fronte a un iter teorico, l’opera è ancora a rischio. Serve almeno l’ok dal punto di vista attuativo. Per questo credo sia utile venire incontro ai cittadini reiterando l’ordinanza per almeno un bimestre». Il sindaco si affida a quella che definisce «la politica dei piccoli passi: credo sia il giusto modo di procedere, in attesa di avere garanzie concrete. Faccio un po’ come S. Tommaso. Il mio non è un atto di presunzione, né di arroganza». Le reazioni sono come è prevedibile di segno opposto. Il comitato, prima di esprimersi, attende di incontrarsi questa mattina e di confrontarsi con il sindaco nel pomeriggio: poi emetterà un comunicato con cui delineerà la strategia, compresa la manifestazione annunciata per domani dalle 17.30 alle 19, che per ora non è ancora stata annullata. «Bene - dice uno dei portavoce, il consigliere diessino Giovanni Rolando - ma ora vogliamo capire meglio tempi e modi. E soprattutto vogliamo garanzie che la bretella, vera soluzione, si faccia al più presto e più velocemente possibile». Ben altri toni vengono usati dagli autotrasportatori. «È una vergogna - attacca Rodolfo Mariotto, delegato dell’area infrastrutture dell’Associazione industriali e presidente della sezione autotrasportatori e spedizionieri -. Valuteremo la strategia con gli altri rappresentanti delle categorie, ma a questo punto siamo pronti ad azioni legali e dimostrative molto pesanti. Se prevale la logica che vince chi alza di più la voce, allora ci faremo sentire. È ora di finirla con queste assurdità». |
DAL GAZZETTINO
Giovedì, 6 Ottobre 2005
Albera, stop di notte ai tir Sindaco: ok per altri 2 mesi
VICENZA - (r.c.) Semaforo rosso per i tir all'Albera. Per i prossimi due mesi niente mezzi pesanti di notte in viale del Sole e in strada Pasubio. Come chiedevano i residenti della zona, il sindaco Enrico Hllweck ha incaricato l'assessore alla Mobilità Claudio Cicero di redarre la nuova ordinanza per il blocco dei camion dalle 22 alle 6. L'ultima, scaduta il 30 settembre scorso, aveva messo in allarme i comitati dell'Albera che avevano annunciato per domani una protesta in strada fra le 18 e le 19. Contestazione rientrata? È quello che si augura il primo cittadino, il quale sottolinea la necessità «di andare incontro ai cittadini in un momento in cui il progetto della bretella alternativa Vicenza-Isola Vicentina è in discesa ma ancora sulla carta». Il provvedimento entrerà in vigore fra pochi giorni e, come detto, varrà due mesi. L'obiettivo è quello di limitare i rumori notturni e lo smog. Per gli autotrasportatori provenienti dall'autostrada e diretti verso Thiene-Schio e viceversa non resterà che percorrere l'A31 Valdastico. «La variante alla Pasubio ha fatto passi in avanti», aggiunge Hllweck. «Ma nel frattempo è opportuno prorogare lo stop ai tir». |
DAL GAZZETTINO:
Mercoledì, 5 Ottobre 2005
Assalita l'auto del sindaco «Nuovo stop o sarà lotta dura»
Hanno bloccato l'auto del sindaco per impedirgli d'uscire dopodiché sono saliti al secondo piano di Palazzo Trissino e hanno sostato fuori dal suo ufficio chiedendo di essere ricevuti. Il primo cittadino, però, aveva già lasciato l'edificio comunale diretto verso altri appuntamenti di lavoro e così l'incontro tra Enrico Hllweck e una decina di rappresentanti del comitato dell'Albera non c'è stato. Tutto è stato rimandato alle ore 19 di giovedì prossimo come già aveva provveduto a riferire, lunedì pomeriggio, il portavoce del sindaco al consigliere della Margherita e rappresentante del comitato Sandro Guaiti. Si dovrà attendere ancora qualche giorno, dunque, per sapere se il sindaco accoglierà le richieste dei residenti dell'Albera e, schierandosi ancora una volta contro il parere contrario delle associazioni di categoria, deciderà di emettere una nuova ordinanza di stop ai tir.
Ufficialmente Hllweck sta ancora valutando il da farsi ma pare che l'orientamento del sindaco sia quello di evitare un nuovo provvedimento di divieto di transito. Provvedimento valutato positivamente dal Tar, cui avevano ricorso le categorie produttive, anche per il suo carattere di temporaneità. Ciò che è certo, però, è che gli abitanti della zona esasperati dal costante via vai di mezzi pesanti anche di fronte ad un "no" del sindaco non faranno retromarcia e continueranno a rivendicare il diritto di poter dormire in tranquillità. E nel quartiere dopo la scadenza della precedente ordinanza che è rimasta in vigore sino allo scorso 30 settembre la situazione è ritornata a farsi tesa. Tanto che l'altra mattina un residente, Yazid Hafhed, era sceso in strada tentando di bloccare i camion in transito. E ieri in Comune c'era anche lui: «Se non avremo una nuova ordinanza non escludo di poterlo rifare perché siamo al limite della sopportazione. Abito sopra l'incrocio dell'Albera e vivere lì è davvero difficile: la casa trema, il rumore è insopportabile e le finestre non possono mai stare aperte. Io di giorno devo lavorare ma sono sempre stanco perché la notte è impossibile dormire, mia moglie prende i sonniferi e anche ai miei due bimbi sono stati prescritti dei medicinali alle erbe per poter risposare». Se l'incontro di giovedì non darà i risultati sperati, inizierà una massiccia campagna di mobilitazione. Ad annunciarlo il portavoce del comitato e consigliere comunale diessino Gianni Rolando: «Hllweck deve fare il suo dovere: come sindaco e come medico deve garantire la salute dei suoi cittadini ed é per questo gli chiediamo di emanare una nuova ordinanza. Se ci dirà di no cominceremo la nostra protesta già venerdì scendendo in strada dalle 18 alle 19».
Roberta Labruna |
Martedì, 4 Ottobre 2005
VIABILITÀ Questa mattina il Comitato si incontrerà con il sindaco Hüllweck per ribadire la necessità del rinnovo dellordinanza di stop ai camion scaduta il 30 settembre
Albera, residente esasperato tenta di fermare i Tir
È sceso in strada alle 7.45 e si è messo a bloccare i mezzi pesanti fino allarrivo delle forze dellordine. «Ho due bimbi: non riescono a dormire»
È sceso in strada alle 7.45 del mattino e si è messo a bloccare i camion in transito sino a quando l'intervento delle forze dell'ordine l'ha fatto desistere. Yazid Hafhed, padre di due bimbi, abita proprio sopra l'incrocio dell'Albera ed, esasperato dal continuo transito di mezzo pesanti che impediscono il sonno a lui e ai sui figli, ha deciso di manifestare la sua rabbia fermando gli autotrasportatori. Uno stato di sofferenza, quello dei residenti della zona, che è ritornato ad esplodere dopo la scadenza della seconda ordinanza di stop ai tir rimasta in vigore sino allo scorso 30 settembre.
Adesso la palla passa di nuovo a Palazzo Trissino che dovrà decidere se emanare un nuovo provvedimento, come chiedono gli abitanti dell'Albera, oppure desistere, come auspicano invece le associazioni di categoria. Un nodo questo che dovrebbe sciogliersi nei prossimi giorni e che vede in prima linea il portavoce del comitato della zona e consigliere comunale diessino Gianni Rolando: «Il gesto di Hafhed fa capire quanto il malumore sia dilagante tra i residenti a causa del continuo transito di mezzi pesanti nel quartiere. Noi indietro non torniamo e chiediamo al sindaco, che è anche medico, di riproporre l'ordinanza di blocco almeno di notte. Anche se è chiaro che il nostro desiderio sarebbe quello di estenderla pure alle ore diurne».
Queste le richieste che verranno avanzate oggi ad Enrico Hllweck con cui il comitato dell'Albera si incontrerà a metà mattinata. «Qualora il sindaco permanga con questo incomprensibile atteggiamento di riflessione e non ci dia garanzia di una nuova ordinanza», continua Rolando, «porteremo avanti nei prossimi giorni una mobilitazione serrata fatta di manifestazioni, assemblee pubbliche e sit-in in consiglio comunale».
Roberta Labruna |
DAL SITO DELLA PROVINCIA DI VICENZA:
Comuni e categorie economiche: "Sì alla bretella Vicenza-Isola Vicentina"
26/09/2005: "È stata una riunione complessivamente positiva". Così il Presidente della Provincia di Vicenza Manuela Dal Lago ha commentato l'incontro che questa mattina ha riunito a Palazzo Nievo categorie economiche, sindacati e Comuni vicentini interessati al passaggio della variante alla SP 46 del Pasubio. Motivo dell'incontro: la sottoscrizione di un protocollo di intesa proposto dalla Provincia in cui enti ed associazioni concordano di sostenere l'urgenza e la necessità di realizzare la variante, che, si precisa, grazie al cospicuo finanziamento provinciale può essere concretata in tempi brevi, e condividono la proposta progettuale presentata dalla società autostrade Brescia-Padova per il tratto Ponte Alto-Isola Vicentina, salvo aggiornamenti o integrazioni eventualmente richiesti in sede di valutazione Via. "Volevamo capire -spiega il Presidente Dal Lago- se questa strada è ritenuta o meno essenziale per il territorio. Non solo per motivi economici, ma anche per la sicurezza dei cittadini, di chi percorre le nostre strade, per fluidificare il traffico e decongestionare tante strade." Il sì è arrivato forte e chiaro dal Comune di Vicenza, Isola Vicentina e Monteviale. Dalla Camera di Commercio e dalle associazioni di categoria ( Assindustria, Confcommercio, Cna, Apindustria, Confartigianato, Confesercenti), i quali tutti, come riportato nel documento sottoscritto, "sollecitano la Provincia ad accelerare l'iter di approvazione definitiva del progetto per pervenire quanto prima alla fase realizzativa". Il documento è supportato da considerazioni che vanno dall'esigenza di mobilità del territorio vicentino al riconoscimento che il collegamento del capoluogo con l'alto vicentino attraverso la SP 46 rappresenta un nodo critico fondamentale della viabilità provinciale. Non hanno sottoscritto il documento di sostegno alla Provincia il Comune di Costabissara, che già in passato non aveva nascosto la sua contrarietà al progetto, i sindacati che chiedono maggiore concertazione e la Coldiretti, perché il tracciato disturberebbe alcune aziende agricole. "Nonostante tutti concordiamo che le infrastrutture viarie sono carenti -ha precisato il Presidente Dal Lago- costruire oggi nuove strade è sempre un problema, perché l'urbanistica è malamente diffusa, e dove non si reca disagio alle residenze si interviene su zone di campagna a discapito di agricoltori. Ma è indispensabile colmare il gap infrastrutturale, tenendo sempre presente l'interesse generale e cercando la soluzione migliore per tutti, rispettando l'ambiente e facendo sì che le nuove opere si inseriscano in maniera intelligente nel territorio." Buone notizie, quindi, per il comitato dell'Albera, presente in maniera massiccia questa mattina fuori dalla Sala Giunta dove si è tenuto l'incontro. Lo stesso Comitato si è intrattenuto con il Presidente Dal Lago e il Vicepresidente Galdino Zanchetta per ricevere maggiori dettagli sull'esito della riunione e per manifestare ancora una volta l'esigenza di una zona densamente abitata, che ha diritto a vivere dignitosamente senza i disagi di un traffico pesante cui l'attuale viabilità non riesce più a dare risposta adeguata. L'iter verso la realizzazione della bretella, quindi, riparte, e la Commissione per la Valutazione dell'Impatto Ambientale può continuare nella sua minuziosa opera di studio del progetto. Il progetto, d'altra perte, potrà subire aggiornamenti o integrazioni su consiglio della stessa Commissione o di osservazioni che pervengono in Provincia. "Anche se è difficile prevedere una tempistica per la bretella -ha concluso la Dal Lago- si può ipotizzare che il 2006 sia l'anno dell'inizio dei lavori, e che in tre anni l'opera arrivi a conclusione." |
venerdì 09 settembre 2005
«Se la bretella non si farà più
è una sconfitta per tutta la Cdl»
Dissegna, capogruppo forzista in Provincia, replica alla Lega Nord e ricorda
che la mediazione fra le parti non è compito dei consiglieri, ma dell’esecutivo
(g. m. m.) «Se la strada non verrà realizzata, sarà una grave sconfitta per la Casa delle libertà». Giuseppe Dissegna, capogruppo di Forza Italia in consiglio provinciale, interviene nuovamente sulla delicata partita che si sta disputando intorno al progetto della bretella da Ponte Alto a Isola. In settimana, Dissegna aveva già sollecitato a nome del gruppo azzurro a palazzo Nievo la necessità di realizzare l’opera con la massima urgenza. Parole che hanno provocato la reazione del capogruppo leghista Fernando Zanini, che di fronte all’appello-invito a procedere spediti rivolto alla Giunta e alla presidente Manuela Dal Lago, aveva suggerito polemicamente a Dissegna e ai suoi di andare a convincere Costabissara e il sindaco forzista Giovanni Maria Forte, vero oppositore del progetto.
«Credo che il primo obiettivo sia che la strada si faccia - spiega Dissegna - perché il progetto è di vitale importanza per la mobilità nordovest del Vicentino. Come consiglieri provinciali abbiamo sempre fatto il nostro dovere, approvando compatti il progetto che ci è sempre stato detto essere il migliore anche perché compatibile con gli strumenti urbanistici dei Comuni interessati».
Dissegna, tuttavia, sottolinea anche che ogni amministrazione comunale è tenuta a difendere i propri interessi particolari e il proprio territorio: «Per questo vanno trovate convergenze che se si fossero cercate con maggiore determinazione prima, forse oggi non ci troveremmo in questa situazione. Con un nostro documento, abbiamo chiesto alla Giunta di attivare tutte le procedure per realizzare al più presto l’opera: se lo schema di accordo approvato mercoledì va in questa direzione, ben venga. Ma non si può chiedere ai consiglieri di far mediazione, perché spetta all’esecutivo. Tutto questo senza polemiche, ma anche senza che ci siano maestri che pensano di insegnare qualcosa perché credono di saperne di più. Forza Italia non sta a guardare, ma vuole che cessino le chiacchiere e si faccia l’opera». |
Secca replica della Lega Nord a Forza Italia
Zanini: «Pensi a convincere il sindaco Forte»
«La variante alla Sp 46 è un’opera fondamentale per il territorio, ma il problema, a questo punto, non è tanto farla partire, quanto che tutti i soggetti interessati siano concordi sul medesimo tracciato». Sulla bretella della discordia interviene anche il capogruppo provinciale della Lega Nord-Liga Veneta Fernando Zanini, che ribadisce: «Siamo d’accordo con quanto espresso dalla presidente Dal Lago. È inutile, del resto, bloccare tanti soldi - e sono davvero tanti soldi - per una infrastruttura sulla quale in troppi hanno in mente una loro idea di progetto. Ripeto, un’idea». E dal capogruppo leghista una richiesta di precisazioni parte all’indirizzo di Forza Italia: «Riguardo al perentorio invito rivolto alla presidente Dal Lago affinché si faccia, mi permetto di chiedere loro come mai non si è ancora partiti. Chi è il primo ostacolo che si è frapposto e si frappone alla sua realizzazione? In definitiva, a quale partito il sindaco Forte, fiero oppositore della infrastruttura, è iscritto? Forse bisognerebbe essere perentori anche verso questa direzione».
A difesa di Forza Italia, del capogruppo Giuseppe Dissegna e del consigliere vicentino Nereo Galvanin, si schiera invece il circolo culturale “Impegno per Vicenza” che vede al suo interno numerosi forzisti. In una nota firmata dal presidente Giovanni Togni, si esprime a Galvanin «il compiacimento e l'apprezzamento per la sua azione diretta proprio al superamento positivo delle difficoltà venutesi a creare e per l'atteggiamento concreto e attivo dimostrato a favore dell'interesse superiore della popolazione tutta e, in particolare, della città di Vicenza».
Dall’opposizione arrivano invece sferzate per tutti attraverso il capogruppo dei Democratici di sinistra in consiglio comunale, Luigi Poletto. La situazione che si è venuta a creare «ribadisce l'esistenza di un drammatico deficit di comunicabilità e di concertazione tra il Comune di Vicenza e la Provincia; conferma le forti dissonanze in materia di mobilità manifestatesi e non da oggi all'interno del centrodestra; apre un problema di enorme caratura politico-amministrativa poiché il raccordo anulare costituisce ormai uno degli architravi della nuova pianificazione urbanistica della città». |
giovedì 08 settembre 2005
«Dite sì a questo progetto»
Ultimatum della Dal Lago ai sindaci. Hüllweck pronto a firmare
di G. Marco Mancassola
Fate il vostro gioco, rien ne va plus. La Provincia detta il suo ultimatum per riattivare l’iter del progetto e scongelare il finanziamento della bretella da Ponte Alto a Isola vicentina. Come annunciato dalla presidente Manuela Dal Lago, ieri la giunta provinciale ha approvato uno schema di protocollo di intesa tra enti, categorie economiche e sindacati. L’obiettivo è strappare il “tutti per uno, uno per tutti”. Dopo gli equivoci e i contrasti degli ultimi tempi, a palazzo Nievo si fa tabula rasa e si decide di ripartite da questo nuovo documento, che chiede a tutti i soggetti interessati di schierarsi a favore del progetto di Autostrada e Provincia.
«L’iter per la realizzazione della variante alla Sp 46 del Pasubio Ponte Alto-Isola Vicentina può riprendere - riporta la nota ufficiale diffusa ieri dalla Provincia -, a patto che tutti i soggetti interessati direttamente o indirettamente alla realizzazione dell’infrastruttura diano esplicitamente la loro formale adesione alla proposta progettuale attualmente sottoposta alla Valutazione di Impatto Ambientale».
Nelle premesse dello schema, viene riepilogata la storia della bretella, che affonda alla seconda metà degli anni Ottanta, quando «era emersa la necessità di realizzare una arteria di scorrimento in grado di collegare le direttrici di traffico del nord nord-ovest vicentino, generato dall’Alto Vicentino e dai bacini di Thiene e Schio, con l’asse autostradale A4 senza gravare nei centri urbani».
Oggi quella storia è arrivata alla soglia della valutazione di impatto ambientale, superata la quale può essere approvato il progetto definitivo. «Ma la Provincia - si legge ancora nella nota -, per evitare ulteriori rallentamenti e sospensioni, chiede ora la collaborazione dei Comuni interessati al tracciato della variante, delle categorie economiche e dei sindacati, che incontrerà nei prossimi giorni per sottoporre loro un protocollo di intesa.
«Con questo protocollo - aggiunge la presidente Dal Lago - chiediamo di sostenere l’urgenza e la necessità di realizzare l’opera, che grazie al cospicuo finanziamento provinciale può essere concretata in tempi brevi, e di condividere la proposta progettuale presentata dalla società autostradale».
Si tratta della proposta che «prevede in prossimità del centro abitato di Costabissara un tratto interrato di circa mille metri per mitigare l’impatto ambientale, e che si considera condivisa salvo aggiornamenti o integrazioni eventualmente richiesti in sede di valutazione Via». Proprio la soluzione contro cui si sta battendo Costabissara, che preferirebbe altre soluzioni, come quella - lo spiegava in luglio il sindaco bissarese Forte - suggerita dall’ipotesi di raccordo anulare proposto dall’assessore vicentino Claudio Cicero.
Non a caso, nel testo del protocollo, si legge che il Comune di Vicenza, «attraverso l’assessore alla viabilità aveva avanzato in autunno un’idea di tangenziale anulare della città, che contrastando con l’ipotesi progettuale» della bretella «ha ingenerato aspettative ingiustificate nell’ambito territoriale comunale vicentino come bissarese».
E tuttavia, la presidente smentisce di aver mai chiesto di eliminare il raccordo anulare: «La sintesi dei titoli dei giornali relativamente al dibattito sulla Variante della strada del Pasubio, mi fa dire cose che non ho sostenuto: non ho mai detto, infatti, che il Comune di Vicenza deve ritirare l’ipotesi della tangenziale anulare, opera utile che, peraltro, saluterei con gioia e che non è alternativa alla Variante alla 46. Si tratta di due mobilità ed infrastrutture diverse, che non si escludono tra loro, che non sono anche solo parzialmente alterative, come è stato detto e scritto anche in documenti ufficiali come nel caso di delibere del Comune di Costabissara. Usando in questo modo strumentale e non veritiero l’idea della tangenziale del capoluogo, lo ribadisco, si frappone un nuovo ostacolo, si ingenera confusione e si fanno sorgere ingiustificate aspettative. Come ho già detto, ciò che chiediamo è invece chiarezza e campo libero da ogni ambiguità».
Nel ping-pong da un palazzo all’altro, la pallina è tornata sul versante dei Comuni. La Provincia ora vuole contare quanti sono i sì e quanti i no. Dopo il no comment della prima ora, ieri da palazzo Trissino il sindaco Enrico Hüllweck è tornato a ribadire di essere sempre stato favorevole alla soluzione più veloce, che sembra coincidere con il progetto di Provincia e Autostrada, dicendosi pronto ad apporre la sua firma sotto il nuovo protocollo d’intesa anche subito. |
mercoledì 07 settembre 2005
«Togliete il raccordo anulare»
Dal Lago detta le condizioni. Forza Italia l’attacca: «Fai l’opera»
di Gian Marco Mancassola
Dopo viale del Sole, il raccordo anulare. Per riprendere a camminare, anzi, a correre sul progetto della nuova strada da Ponte Alto a Isola vicentina, la presidente della Provincia Manuela Dal Lago detta le sue condizioni e punta il dito sulla confusione che a suo dire si sarebbe venuta a creare dopo che l’assessore comunale alla mobilità Claudio Cicero ha reso noto il disegno del raccordo anulare intorno alla città. È un uno-due istituzionalmente pesantissimo, accolto dal Comune con un gelido «no comment» del sindaco Enrico Hüllweck, esteso anche al suo assessore. Il nuovo affondo questa volta ha preso la forma di una nota ufficiale della presidente, con cui si riapre la porta al tormentato progetto, solo però dopo la controfirma da parte di tutti i soggetti interessati di un nuovo protocollo d’intesa. Senza questo accordo, il palco rischia di saltare definitivamente.
Il primo round. Una settimana fa sulla bretella era piovuta la pesante tegola della delibera con cui la Provincia congelava iter e finanziamento. A monte della decisione, c’era un’altra delibera con cui il Comune aveva inglobato un pezzo di viale del Sole di proprietà della Provincia, ritenuto da questa strategico per giustificare il pesante impegno finanziario (42 milioni di euro iscritti a bilancio). Il giorno dopo, il sindaco Hüllweck aveva convocato la sua giunta e revocato il provvedimento, affermando: «L’ostacolo è stato rimosso».
Il secondo round. Il pallino è tornato a palazzo Nievo, da dove ieri la presidente Dal Lago è tornata a far sentire la sua voce: «Prendo atto che il Comune di Vicenza ha rivisto la sua posizione sulla realizzazione della variante alla strada 46 nell’intero tratto Ponte Alto-Isola Vicentina come arteria di collegamento tra due tronchi stradali provinciali, revocando parte della propria deliberazione che contrastava con gli atti e gli impegni assunti in precedenza».
«Rimane comunque inaccettabile - prosegue la presidente - la posizione del Comune che, con la revoca della ben nota deliberazione, ha confermato l’acquisizione unilaterale di altri tratti di strada di proprietà provinciale su cui siamo costretti ad attivare il ricorso alle autorità competenti». Si tratta di alcuni tratti di strada Pasubio, strada di Costabissara e Marosticana.
«Per quanto riguarda il raccordo della strada 46 - prosegue la Dal Lago -, mi auguro che vengano meno anche altri elementi contrastanti con il progetto approvato dall’Autostrada, come l’ipotesi di una tangenziale anulare del capoluogo alternativa a un tratto della variante alla 46, che ha ingenerato aspettative inadeguate e comunque sollevato una confusione inopportuna». L’assessore Cicero ha sempre specificato che in tutti i documenti ufficiali del Comune il raccordo anulare rispetta il tracciato di Provincia e Autostrada, chiedendo soltanto di prevedere la possibilità di agganciare raccordo e bretella. Costabissara, tuttavia, ha fatto leva sulle previsioni del raccordo per sollecitare una modifica del progetto che venga incontro alle loro esigenze.
«Solo così - conclude la presidente - si potranno delineare le condizioni per riprendere l’iter che dovrà definirsi con la realizzazione urgente dell’opera, stante i finanziamenti già previsti da Provincia e Autostrada. A questo scopo, al fine di coinvolgere tutti i soggetti interessati per una ripresa dell’iter condivisa, che sia la più celere possibile, sto predisponendo una bozza di protocollo che andrò a proporre alla mia giunta nella seduta di mercoledì prossimo. Tale documento sarà proposto agli enti e ai soggetti interessati, categorie economiche e sindacali, con l’auspicio di poterci trovare quanto prima attorno a un tavolo per la condivisione del testo che impegna tutti i sottoscrittori a cogliere questo obiettivo importante. È una grande opportunità, che può dare una soluzione positiva ad una annosa vicenda che, se non risolta in tempi celeri, rischia di veder perdere i finanziamenti legati a progetti definitivi approvati».
Le reazioni. Se dal municipio non arrivano commenti, a palazzo Nievo prende posizione il gruppo consiliare di Forza Italia, dopo l’intervento del consigliere Galvanin registrato nei giornis corsi. La compagine azzurra, infatti, ha impegnato il capogruppo Giuseppe Dissegna a richiedere alla Giunta e alla presidente di riattivare l’iter del progetto, di attivare tutte le procedure necessarie per una rapida realizzazione dell’opera, di confermare i finanziamenti già previsti nel bilancio e di presentare in consiglio provinciale un documento «perché tali progetti siano confermati, rafforzando, senza ombra di dubbio, la volontà politica e amministrativa di realizzare l’opera quanto prima». |
DAL SITO UFFICIALE DELLA PROVINCIA DI VICENZA:
Un protocollo per la variante alla SP46 del Pasubio
07/09/2005: L'iter per la realizzazione della variante alla SP 46 del Pasubio Ponte Alto-Isola Vicentina può riprendere, a patto che tutti i soggetti interessati direttamente o indirettamente alla realizzazione dell'infrastruttura diano esplicitamente la loro formale adesione alla proposta progettuale attualmente sottoposta alla Valutazione di Impatto Ambientale.
L'ha deciso stamattina la Giunta Provinciale di Vicenza, che ha approvato uno schema di protocollo di intesa tra Enti, categorie economiche e sindacati.
Fin dalla seconda metà degli anni Ottanta, ricorda in premessa il Protocollo, era emersa la necessità di realizzare una arteria di scorrimento in grado di collegare le direttrici di traffico del nord nord-ovest vicentino, generato dall'Alto Vicentino e dai bacini di Thiene e Schio, con l'asse autostradale A4 senza gravare nei centri urbani.
Da subito i Comuni interessati hanno inserito negli strumenti urbanistici il tracciato allora individuato, si sono poi susseguiti protocolli e accordi tra Regione, Provincia, Comuni di Vicenza, Caldogno, Isola Vicentina e Malo, Anas e Società autostradale Brescia-Padova, tanto che nell'aprile 2004 la società Centro Servizi Tecnici Rpa Engineering Consultants Srl ha presentato tre progetti: il primo, detto delle Pignare, con attraversamento in galleria della collina, scartato per gli insostenibili costi ambientali; il secondo lungo il tracciato storico; il terzo che, stando a quanto dichiarato dai progettisti, teneva conto delle indicazioni date dall'Amministrazione comunale di Costabissara. Seguirono quindi incontri e riunioni, confronti e dibattiti, finchè, a fronte del mancato pronunciamento del Comune di Costabissara nonostante i solleciti, la Provincia di Vicenza dava il via libera alla soluzione storica, quella che aveva anche la compatibilità urbanistica, migliorata con interventi in trincea e galleria con soluzioni d'avanguardia per attenuare l'impatto ambientale nel Comune di Costabissara.
Il resto è storia recente, fino alla sospensione dell'istruttoria in corso relativa alla Variante 46 al fine di chiarire la posizione assunta dal Comune di Vicenza che, ipotizzando una viabilità anulare, ha acquisito unilateralmente il tratto di strada provinciale ricadente nel proprio territorio comunale.
Oggi, come detto, il progetto della variante sta attraversando la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. Una volta superata, sarà pronto per l'approvazione del definitivo.
Ma la Provincia, per evitare ulteriori rallentamenti e sospensioni, chiede ora la collaborazione dei Comuni interessati al tracciato della variante, delle categorie economiche e dei Sindacati, che incontrerà nei prossimi giorni per sottoporre loro un protocollo di intesa.
"Con questo protocollo -conclude il Presidente della Provincia Manuela Dal Lago- chiediamo di sostenere l'urgenza e la necessità di realizzare l'opera, che grazie al cospicuo finanziamento provinciale può essere concretata in tempi brevi, e di condividere la proposta progettuale presentata dalla società autostradale per il tratto Ponte Alto -Isola Vicentina."
Proposta che prevede in prossimità del centro abitato di Costabissara un tratto interrato di circa mille metri per mitigare l'impatto ambientale, e che si considera condivisa salvo aggiornamenti o integrazioni eventualmente richiesti in sede di valutazione V.I.A. |
06/09/2005 DAL SITO UFFICIALE DELLA PROVINCIA DI VICENZA:
Precisazioni in merito alla variante del Pasubio
06/09/2005: In relazione alle vicende relative alla variante alla SP 46 del Pasubio, il Presidente della Provincia Manuela Dal Lago precisa quanto segue:
Prendo atto che il Comune di Vicenza ha rivisto la sua posizione sulla realizzazione della Variante alla strada 46 nell'intero tratto Ponte Alto-Isola Vicentina come arteria di collegamento tra due tronchi stradali provinciali, revocando parte della propria deliberazione che contrastava con gli atti e gli impegni assunti in precedenza.
Rimane comunque inaccettabile la posizione del Comune che, con la revoca della ben nota deliberazione, ha confermato l'acquisizione unilaterale di altri tratti di strada di proprietà provinciale su cui siamo costretti ad attivare il ricorso alle autorità competenti.
Per quanto riguarda il raccordo della strada 46, mi auguro che vengano meno anche altri elementi contrastanti con il progetto approvato dall'Autostrada, come l'ipotesi di una tangenziale anulare del capoluogo alternativa ad un tratto della variante alla 46, che ha ingenerato aspettative inadeguate e comunque sollevato una confusione inopportuna.
Solo così si potranno delineare le condizioni per riprendere l'iter che dovrà definirsi con la realizzazione urgente dell'opera, stante i finanziamenti già previsti da Provincia e Autostrada.
A questo scopo, al fine di coinvolgere tutti i soggetti interessati per una ripresa dell'iter condivisa, che sia la più celere possibile, sto predisponendo una bozza di protocollo che andrò a proporre alla mia giunta nella seduta di mercoledì prossimo. Tale documento sarà proposto agli enti e ai soggetti interessati, categorie economiche e sindacali, con l'auspicio di poterci trovare quanto prima attorno a un tavolo per la condivisione del testo che impegna tutti i sottoscrittori a cogliere questo obiettivo importante.
È una grande opportunità, che può dare una soluzione positiva ad una annosa vicenda che, se non risolta in tempi celeri, rischia di veder perdere i finanziamenti legati a progetti definitivi approvati. |
Domenica 04 settembre 2005
La presidente e l’assessore.
Piccolo amarcord degli “scontri” fra i due
Albera galeotta: la rotatoria
li unì, ma la bretella li divise
L’ultimo pomo della discordia è la contesa su un pezzo di viale del Sole di Gian Marco Mancassola
C’eravamo tanto amati. Per un giorno, però, o quasi. Sorridenti uno accanto all’altro ce li ricordiamo soltanto nel gelido gennaio del 2003. L’occasione per l’effimera luna di miele fu una conferenza stampa ospitata in casa di lei, a palazzo Nievo, per presentare l’accordo che avrebbe demolito i semafori e portato una rotatoria al centro di uno degli incroci più ingarbugliati. Quale? L’Albera, naturalmente. Quel giorno erano raggianti e davanti alle telecamere lei promise addirittura un bacio se lui avesse imbastito il rondò in fretta e furia. Loro sono la presidente della Provincia, Manuela Dal Lago, e l’assessore comunale alla mobilità, Claudio Cicero, due caratteri forti, gente che - piaccia o non piaccia - preferisce agire che parlare, fare piuttosto che disfare. Due caratterini, però, che non si sono mai spesi molto per reclamizzare la reciproca simpatia. Un romanzo contrastato, il loro, tornato in auge in questi giorni, mentre lungo viale del Sole (nomen omen?) rischia di tramontare il grande sogno della “bretella”.
Che il progetto per la nuova strada fra Ponte Alto e Isola fosse in pericoloso bilico fra le ruspe e il cestino, si sapeva da tempo. Tutti, però, s’immaginavano di leggere il nome di Costabissara fra le cause d’impedimento. Invece, ecco baluginare a sorpresa una delibera di Vicenza, con cui il capoluogo un mese fa si è incamerato un pezzo di viale del Sole di proprietà della Provincia, ritenuto da questa indispensabile per giustificare l’enorme finanziamento pro-bretella. Nei documenti c’è scritto “Comune”, ma chi conosce le faccende di palazzo Trissino sa che quella delibera stava veramente a cuore soprattutto a Cicero, che si è difeso da par suo convincendo anche i colleghi di giunta che quel provvedimento non dava fastidio alla bretella: alla fine, però, ha accettato di ingoiare il boccone amaro per l’interesse della città (e dell’Amministrazione), trangugiando un dietrofront voluto dal sindaco Hüllweck per eliminare il motivo di contrasto.
D’altra parte, sulla diversa visione che i due hanno di viale del Sole già a fine 2003 scoppiò una polemica d aopausa in cosniglio comunale, con minacce di crisi e sospensione del dibattito, che giace ancora all’ordine del giorno dell’assemblea.
Ora il turno di battuta è tornato sulla racchetta della Dal Lago, che forse già domani delineerà il futuro della bretella. In attesa del responso, nei salotti politici e amministrativi della città ci si intrattiene con l’amarcord della vivace storia dei rapporti rigorosamente istituzionali fra la presidente e l’assessore.
Forse non è un caso, ad esempio, che quel groviglio di strade che girano intorno all’Albera e a strada Pasubio sia stato spesso teatro di frizioni e tensioni fra lui e lei. Chi c’era, non ha certo scordato l’effetto da cinematografo delle portiere che si aprono e chiudono come in una pellicola di Chaplin nel caldo mezzogiorno di fuoco che a luglio salutò l’inaugurazione ufficiale della rotatoria dell’Albera: arriva l’assessore, che scende dall’auto ma vede i manifesti del comitato, si irrita e se ne va; in quel mentre, si apre quella della presidente, che si accomoda trovando campo libero.
Strada aperta, d’altra parte, aveva trovato nella primavera di un anno fa l’assessore, quando giocò d’anticipo e fece una visita rimasta agli annali delle cronache cittadine nel cantiere semiconcluso della nuovissima tangenziale. Due giorni dopo, la presidente avrebbe tagliato il nastro del secondo stralcio, ma l’assessore le rubò scena e prime pagine. Lei incassò, ma non dimenticò, tanto che quando - a fine estate - l’opera fu conclusa, ordinò di non aprire il cantiere a chicchessia, compreso Cicero, che si ingegnò e aggirò l’ostacolo entrando in autostrada con una troupe per filmare da lì la lunga lingua d’asfalto pronta ad aprire al traffico.
Il caso, cinico e baro, aveva messo in scena la trafila di sgambetti in punta di fioretto proprio su un altro famigerato luogo del delitto: il nuovo casello di Vicenza ovest, teatro di un braccio di ferro fra i due, quando ancora l’uscita dell’A4 navigava sulle mappe dei progettisti.
Sublimato da un po’, invece, appare il confronto sull’Alta velocità: tunnel o non tunnel, al di là o al di qua dei Berici. Ma il dialogo, impastato di tanti detti e di altrettanti non detti, probabilmente sta solo covando sotto la cenere della caccia ai finanziamenti. Ma se del doman non v’è certezza, oggi ci sono i crucci sulla bretella. Lo scoglio è stato rimosso, ha detto Hüllweck, dopo aver persuaso il suo assessore ad autocensurarsi. Ora non resta che aspettare di vedere se la barca potrà rimettersi in moto e arrivare finalmente in porto. |
Da Il giornale di Vicenza
sabato 03 settembre 2005:
Strada Pasubio. Il comitato dell’Albera si appella a presidente Dal Lago e sindaco Hüllweck
«La bretella per sopravvivere»
La Provincia rinvia le decisioni alla prossima settimana
di Gian Marco Mancassola
«Basta liti: si faccia la bretella per la nostra sopravvivenza». Di fronte alla prospettiva di veder seppellito per sempre il progetto della nuova strada da Ponte Alto a Isola vicentina, il comitato dell’Albera lancia un appello si contendenti: riponete le armi, fate la strada al più presto. Dopo lo stop all’iter e al finanziamento imposto mercoledì dalla Provincia e dopo la retromarcia ingranata dal Comune che ha restituito alla Provincia un tratto di viale del Sole, il pallino sembra essere stato riposizionato a palazzo Nievo, dove ogni decisione dovrebbe essere rinviata alla prossima settimana.
La presidente Manuela Dal Lago e il sindaco Enrico Hüllweck ieri si sono incrociati a una cerimonia dei vigili del fuoco, ma le poche parole scambiate non hanno sfiorato l’argomento “bretella”. Dalla Provincia, per ora, non trapelano altre notizie: se, cioè, il dietrofront comunale sia o meno sufficiente per riaprire l’iter progettuale della strada.
In attesa di assistere agli eventi, il comitato dell’Albera ha tappezzato viale del Sole, e in particolare il tratto incriminato fra gli incroci delle Cattane e di via Btg. Granatieri di Sardegna, con manifesti con cui si invoca l’armistizio: «Basta liti fra Comune e Provincia: la bretella serve per la vita e la salute dei cittadini, la sicurezza dei quartieri e per l’economia».
«Quella strada - aggiunge il consigliere comunale diessino Giovanni Rolando - è per la nostra sopravvivenza».
«I continui tiremolla non fanno che ritardare l’avvio dei lavori sulla bretella - si legge nel comunicato del Comitato - con conseguenti effetti di continuo e grave inquinamento atmosferico, acustico e gravi danni alla salute delle persone e lesioni alle case. La vicenda di questi giorni appare incredibile anche alla luce della recentissima presentazione ufficiale del progetto definitivo e degli impegni assunti per fare presto e partire urgentemente. Incomprensibile anche per la pochezza della motivazione addotta. Gli unici effetti negativi ricadono sia sulla popolazione residente, con aggravamento delle condizioni per il sistema economico e produttivo vicentino, dilazionando sine die un’opera da tutti ritenuta indispensabile e urgentissima».
«Il Comitato dell’Albera non può che auspicare la rimozione delle difficoltà intervenute, oltre a richiamare alla responsabilità tutti i soggetti pubblici per fare squadra e convocare al più presto la conferenza dei servizi per far emergere il prevalente interesse della comunità».
Altri commenti arrivano poi dal mondo politico, con Giovanni Giuliari di “Vicenza capoluogo”: «È una pagliacciata quella cui stiamo assistendo e la politica non può continuare su queste strade. La questione di viale del Sole è una cosa vergognosa e dimostra l'incapacità del centrodestra di pensare al bene della città: chi soffre veramente di solitudine è il cittadino che, di fronte a questo modo di governare, è impossibilitato a guardare con fiducia alla politica e all'azione amministrativa di chi ha eletto. Cittadini, imprese, sindacati, associazioni no profit, ordini professionali, comuni contermini chiedono incessantemente agli amministratori di fare squadra: viale del Sole è certamente un esempio da non seguire e soprattutto l'ulteriore conferma che la politica vicentina è in enorme ritardo rispetto alla società civile». |
Da il giornale di Vicenza
venerdì 02 settembre 2005 :
Le reazioni. Centrosinistra critico: «È una commedia dell’incomunicabilità»
Calearo (Industriali): «La politica
dimostri senso di responsabilità»
Sconcerto e preoccupazione. Questa la reazione dell'Associazione Industriali alle ultime notizie relative alla “bretella” viaria Vicenza-Isola Vicentina, per la quale la Provincia ha deliberato la sospensione del finanziamento di propria competenza.
«Lo sconcerto - osserva Massimo Calearo, presidente dell'Assindustria - deriva dal vedere come continuino a nascere ostacoli alla realizzazione di questa bretella, un'opera essenziale per la viabilità provinciale, che tuttavia è protagonista di un'incredibile serie di intoppi e di 'tira e molla' non più di natura soltanto tecnica, ma anche politica. La preoccupazione, poi, è che questo nuovo intoppo comporti il rischio che l'infrastruttura finisca definitivamente nel cassetto, e si perda un'opera che è assolutamente necessaria non soltanto per il sistema economico, ma anche per la qualità della vita dei cittadini, costretti per i propri spostamenti a subire quotidiani e lenti serpentoni di veicoli lungo la provinciale 46. Siamo giunti ad una fase decisiva dell'iter amministrativo necessario per realizzare l'opera e uno stop in questo momento è assolutamente incomprensibile. Non è accettabile, al punto in cui sono le cose, mandare a monte un progetto del genere per questioni che possono essere superate ritrovando la via del dialogo e della collaborazione, a vantaggio di tutti».
«Di fronte al pericolo che vengano persi i fondi stanziati per l'attuazione della bretella - conclude Calearo - è necessario che tutte le amministrazioni coinvolte rivedano le loro posizioni e riprendano in mano in modo costruttivo l'iter di approvazione dell'opera. La politica deve mostrare senso di responsabilità, sgombrando il campo da incomprensioni e malintesi».
Dal mondo politico si registra una vivace presa di posizione del centrosinistra. Piero Collareda, capogruppo della Margherita in consiglio provinciale, consegna al sindaco Hüllweck e alla presidente Dal Lago «l’oscar per l’incomunicabilità, degno della miglior commedia dell’arte. Vicenza continua a pasticciare e il suo ruolo di capoluogo e di coordinamento si conferma fantasma. Il sindaco bissarese Forte è forte solo nell’opporsi. E la Provincia, che sembra retta da una donna forte, è invece retta da una donna sola».
«Tra Comune e Provincia non c’è dialogo - incalza il capogruppo dei Democratici di sinistra in consiglio comunale, Luigi Poletto -. Il provvedimento di ridefinizione dei confini del centro abitato da parte del Comune con inglobamento di un tratto di Viale del Sole di proprietà della Provincia appare tatticamente inopportuno e strategicamente contestabile. La reazione della Provincia di sospensione dell'iter progettuale e del finanziamento sembra eccessiva e anche un po’ puerile».
«Boomerang doveva essere e boomerang è stato - rincara Nico Rossi, presidente dei circoli della Margherita -. La promessa della presidente sul nodo di Costabissara, ha partorito il topolino: tutto annullato, progetto e finanziamento. A dire il vero, nel mondo politico, l’idea che andasse a finire proprio così circolava da tempo. Si diceva che tanta durezza dipendeva dal fatto che la bretella non la si voleva proprio fare. Un diversivo per scaricare su Costabissara la responsabilità e poi dirottare i fondi provinciali su altre opere elettoralmente più interessanti». |
Venerdì, 2 Settembre 2005
«La bretella per Isola Vicentina s'ha da fare»
VARIANTE ALLA STATALE DEL PASUBIO Il Comune di Vicenza ha sbloccato il tratto di propria competenza per spianare la strada alla Provincia
Il sindaco spera che Palazzo Nievo riveda la decisione di congelare il finanziamento. Ma resta il nodo Costabissara |
| Il tratto di viale del Sole tra via Brigata Granatieri di Sardegna e strada delle Cattane torna extraurbano, cioè di competenza provinciale. Il Comune di Vicenza toglie quello che la Provincia riteneva un ostacolo alla realizzazione dell'attesa variante a strada Pasubio, tanto da averne congelato i finanziamenti.Lo ha deciso ieri la giunta del Comune di Vicenza che ha parzialmente revocato le due delibere (una risaliva al 2003, l'altra al luglio scorso) nelle quali si riclassificavano come strade comunali urbane alcune arterie appartenenti a società autostrade "Brescia-Padova", Anas e Provincia. Una normale operazione «per mettere ordine alle strade urbane» come l'ha definita ieri il sindaco Enrico Hullweck, che però comprendeva come detto anche un tratto di strada strategico come quello di viale del Sole da via Brigata Granatieri di Sardegna all'incrocio delle Cattane. Una «decisione inaspettata e sorprendente», aveva fatto sapere l'altro giorno la Provincia, visto che quella striscia di asfalto è ritenuta «essenziale» per il disegno della variante.Il risultato è stato quello di bloccare il progetto la bretella lunga circa 9 chilometri tra Vicenza, Costabissara e Isola Vicentina destinata a snellire il traffico lungo l'asse viale del Sole-strada Pasubio. Come? Attraverso il congelamento dei finanziamenti: 75 milioni di euro in tutto, di cui 42 sborsati dall'Amministrazione di contra' Gazzolle e il resto da Regione e società autostrade Brescia-Padova. Un provvedimento clamoroso preso mercoledì scorso con una delibera di giunta. La replica del Comune capoluogo non si è fatta attendere. La strada "incriminata" da urbana è tornata extraurbana e quindi alla Provincia. «Il nostro non era un confine politico, ma funzionale», ha replicato il sindaco. «Il tratto in questione è extraurbano? Per noi non era così ma non importa. Preferiamo togliere l'ostacolo per sbloccare la situazione. La priorità resta la realizzazione della variante. Questo viene prima di tutto. La nostra delibera creava problemi e l'abbiamo parzialmente ritirata. Mi auguro che la mossa consenta al progetto per la bretella di riprendere l'iter burocratico». Sembra non esserci pace insomma per l'attesa variante alla Pasubio. Se ora, come ha sottolineato Palazzo Trissino, l'auspicio è che i quattrini vengano sbloccati, resta da risolvere il problema di Costabissara che si oppone al tracciato perché ritenuto ad elevato impatto ambientale. Roberto Cervellin |
Da Il giornale di Vicenza
venerdì 02 settembre 2005:
Dopo la decisione della Provincia di bloccare l’iter Bretella, il Comune
fa la retromarcia
Restituito il tratto di viale del Sole incamerato a luglio
di G. Marco Mancassola
«Abbiamo eliminato l’ostacolo. Ora ci auguriamo che la Provincia rifinanzi il progetto della bretella da Ponte Alto a Isola Vicentina». Non ci sta il sindaco Enrico Hüllweck a fare la parte del sicario che ha ucciso una delle strade più attese degli ultimi anni. Non ci sta a essere il motivo per cui la Provincia si fa da parte e accantona gli oltre 40 milioni di euro iscritti a bilancio, congelando l’iter del progetto definitivo.
E così, nel giro di 24 ore, ingrana la retromarcia e senza batter ciglio revoca la decisione che era rotolata da palazzo Trissino a palazzo Nievo come la mela della discordia. Come riportato nel documento approvato mercoledì dalla Giunta provinciale, infatti, il problema stava nella delibera con cui il Comune, a fine luglio, su proposta dell’assessore alla mobilità Claudio Cicero, aveva inglobato nel centro abitato di Vicenza un tratto di viale del Sole di proprietà provinciale compreso fra gli incroci delle Cattane di via Btg. Granatieri di Sardegna. Un’area vicina al punto di innesto della futura bretella, che avrebbe fatto cadere le ragioni che spingevano la Provincia a farsi promotrice di un progetto da 75 milioni di euro cofinanziato anche dall’autostrada Brescia-Padova e dalla Regione.
Dopo lo shock di mercoledì, ieri il sindaco Hüllweck ha convocato in fretta e furia una Giunta speciale per fare dietrofront e revocare la delibera di fine luglio, restituendo alla Provincia quel chilometro conteso di viale del Sole.
In Giunta l’assessore Cicero ha spiegato ai colleghi, armato di cartine, come la delibera comunale non intaccasse il tratto di viabilità interessata dall’innesto della bretella. Alla fine della riunione, tuttavia, è stata approvata una delibera di revoca, firmata dall’assessore ai lavori pubblici Carla Ancora (e non quindi da Cicero, in rotta con palazzo Nievo), che punta ad accontentare le richieste della presidente Manuela Dal Lago. «Chi abbia ragione non ha importanza - è il commento del sindaco -. È nato un ostacolo e l’abbiamo rimosso. C’era un’auto davanti al garage? L’abbiamo spostata».
Una rimozione forzata, dunque, in nome di «un’opera che ritengo fondamentale. Bisognava stabilire delle priorità e lo abbiamo fatto. Per noi quella strada è una priorità assoluta. Con questo provvedimento, se vuole la Provincia già domani mattina può annullare la sospensione del progetto e del finanziamento».
Dalla Provincia, tuttavia, la presidente Dal Lago prende tempo: «Prima vogliamo esaminare la delibera comunale, poi decideremo».
Da tempo, di fronte alla battaglia di Costabissara e ai tracciati alternativi legati al raccordo anulare promosso da Cicero, la presidente pretendeva dal sindaco un pronunciamento ufficiale a favore del progetto promosso da palazzo Nievo. E invece si è vista approvare una delibera contro la quale aveva già opposto un parere negativo, ventilando l’ipotesi di un ricorso: tanto che, ieri, ai microfoni delle tv, ha dichiarato di sentirsi «sola» nella battaglia per la bretella.
«Ho sempre detto che se per fare la strada serve il tracciato della Provincia, allora si faccia - assicura a distanza Hüllweck -. Sono lieto che l’ultimo ostacolo fosse questa nostra delibera. Ora si può far partire un’opera che voglio come il teatro». |
Giovedì, 1 Settembre 2005
VIABILITÀ Ieri mattina la Provincia con una delibera di giunta ha sospeso l’iter approvativo del progetto definitivo e congelato il finanziamento
La bretella di Costabissara non si farà più
Addio ai 42 milioni di euro a bilancio. «Troppi i problemi sollevati dall'amministrazione Forte contro la quale ricorreremo al ministero»
Dai e dai anche le bretelle alla fine si rompono. È quello che è accaduto all'oramai mitica variante alla SP 46. Tirata da tutte le parti, l'opera che doveva risolvere i problemi di traffico di Villaggio del Sole, Maddalene e Motta di Costabissara alla fine non si farà più. Almeno per ora. È quanto ha, infatti, deciso la giunta della Provincia di Vicenza nella seduta di ieri mattina. Una delibera di qualche pagina con la quale non solo si sospende l'iter approvativo del progetto definitivo ma addirittura vengono congelati anche gli oltre 42 milioni di euro già messi a bilancio per la realizzazione del collegamento Vicenza-Isola Vicentina. A spezzare l'elastico della pazienza, dopo le resistenze e le marce indietro del Comune di Costabissara, la volontà espressa dal Comune di Vicenza, nella delibera di giunta del 29 luglio scorso, di acquisire un tratto della Sp 46 ricomprendendolo all'interno del proprio centro abitato. Una richiesta cui la Provincia, proprietaria della strada, già nel 2003 aveva risposto picche proprio al fine di non inficiare la realizzazione dell'importante arteria di collegamento. Nei prossimi giorni da palazzo Nievo partirà anche il ricorso all'Ispettorato Generale per la Circolazione del Ministero per le Infrastrutture e dei Trasporti contro la decisione del capoluogo e la conseguente sospensione del poderoso finanziamento. Tradotto in tempi burocratici, tutto ciò potrebbe significare l'addio definitivo alla variante, progettata e pronta a essere realizzata dalla Società Brescia-Padova. A palazzo Nievo, del resto, allargano le braccia. Dopo il "no" del sindaco bissarese Forte ad una infrastruttura già presente da tempo nella strumentazione urbanistica comunale e nonostante le ulteriori, costose soluzioni individuate dai progettisti (vedi la galleria interrata), la decisione di Vicenza è l'ultimo, decisivo colpo di fobice. Che lascerà in brache di tela i cittadini di Maddalene e Motta. E non solo. |
DAL GIORNALE DI VICENZA
giovedì 01 settembre 2005 cronaca pag. 11
La Provincia blocca la bretella Di Gian Marco Mancassola
La Provincia blocca il progetto della nuova strada da Ponte Alto a Isola e congela il finanziamento. La decisione shock è stata presa ieri mattina, con la veste ufficiale di una delibera approvata dalla Giunta di palazzo Nievo su proposta della presidente Manuela Dal Lago. La notizia era nell’aria da alcuni giorni, ma pochi avrebbero scommesso su un atto formale. Si tratta infatti di un’opera da 75 milioni di euro finanziati dalla Provincia, dall’Autostrada Bs-Pd e dalla Regione. L’iter era giunto al progetto definitivo e ora si apprestava ad affrontare la Valutazione di impatto ambientale e la conferenza dei servizi. L’obiettivo dei promotori era dare una soluzione concreta e definitiva ai disagi patiti da chi vive nel triangolo di Villaggio del Sole di strada Pasubio e a chi viaggia su quel dedalo di strade.
Con l’eccezione della vivace protesta da parte di Costabissara, che non vuole essere tagliata in due dalla strada, intorno al progetto si era coagulato un fronte compatto, che comprendeva soprattutto associazioni di categoria e comitati dei residenti.
Ieri, tuttavia, è arrivata la doccia fredda, argomentata nei dettagli, tanto che la presidente Dal Lago per il momento non intende aggiungere altri commenti. A monte della decisione c’è una delibera del Comune, con cui il capoluogo ridefinisce i confini del centro abitato, inglobando un tratto di viale del Sole, dall’incrocio con via Brigata Granatieri di Sardegna all’incrocio delle Cattane: un segmento di proprietà della Provincia. La bretella prenderebbe vita proprio nella zona di Ponte Alto, vicino all’ipermercato Auchan.
Il provvedimento del Comune era stato anticipato nel 2003 da un’analoga delibera, contro la quale la Provincia aveva espresso parere contrario, intimando al Comune di non procedere alla ridefinizione dei confini del centro abitato in quel pezzo di città. «Fino ad allora - si legge nel provvedimento varato ieri - era evidente l’interesse dell’amministrazione provinciale di realizzare un progetto che prevedesse di risolvere l’attuale mancanza di un’arteria di scorrimento veloce verso Schio con una variante che sostituisse» la vecchia Pasubio.
«Appare quindi inaspettata e sorprendente» la scelta del Comune di inglobare quel pezzo di viale del Sole, ritenuto «essenziale per il compiuto disegno della variante», tanto che «a questo punto la Provincia dovrà proporre ricorso all’Ispettorato generale per la circolazione del ministero delle Infrastrutture e del Trasporti per sospendere il passaggio forzato dell’arteria al Comune».
E ancora: «Con l’iniziativa del Comune viene meno il presupposto fondamentale di valenza anche giuridica degli accordi tra i soggetti interessati», vale a dire Anas, Autostrada, Regione e Provincia, e cadono le ragioni tecniche che avevano portato a studiare un progetto per collegare «due strade provinciali risolvendo in questo modo il grave problema viabilistico che affligge il capoluogo in un punto tanto strategico quanto congestionato della viabilità di Vicenza, che vede un forte investimento provinciale e la contrarietà del comune di Costabissara».
Non sussistono più, quindi, le condizioni perché la Provincia sostenga l’intervento: «Considerato che non è possibile, al momento, stabilire sia l’esito come i tempi dei ricorsi, è inopportuno congelare le ingenti risorse destinate all’iniziativa, pari a circa 42 milioni di euro, anche in considerazione delle necessità di bilancio e delle esigenze emergenti negli impianti infrastrutturali e viabilistici provinciali, per cui appare opportuno liberare tale somma mettendola a disposizione dell’amministrazione per altri interventi».
Detto in altri termini: sospeso l’iter del progetto e sospeso il finanziamento.
Le reazioni non si sono fatte attendere. In municipio, l’assessore alla mobilità Claudio Cicero si dichiara «allibito. Se questo è il presupposto, è del tutto falso», attacca l’assessore, che puntualizza: «Non mi stancherò mai di ripetere che abbiamo fotografato lo stato di fatto, non degli ultimi dieci giorni, ma degli ultimi anni. E soprattutto, il tratto in questione va da via Granatieri di Sardegna alle Cattane, mentre l’innesto della bretella sarebbe fra Ponte Alto e le Cattane: quel segmento non è interessato dalla nostra delibera. Quindi non si capisce dove starebbe la nostra ostilità, tanto più che il Comune, in tutti i suoi atti formali, ha sempre appoggiato il tracciato della Provincia, a partire dall’accordo di programma siglato due anni fa. Il raccordo anulare? È stato approvato seguendo pedissequamente le indicazioni della Provincia, con la richiesta di prevedere la possibilità di innesto. Dove sta l’atto ostile? La realtà è che non c’è alcuna giustificazione».
Dietro la decisione del Comune, secondo i bene informati, ci sarebbe l’intenzione di disegnare una rotatoria all’incrocio di via Brigata Granatieri di Sardegna e magari la passerella pedonale all’Albera: «La rotatoria ci può stare, ma il motivo principale non è quello, ma la presa d’atto di un documento che si chiama censimento».
Il sindaco Enrico Hüllweck per ora non si esprime: ma dal municipio si apprende che, dopo aver consultato i tecnici, non è escluso che il Comune possa tornare sui suoi passi.
A palazzo Nievo, nel frattempo, è già esploso il caso politico, alimentato dalla netta posizione assunta dal consigliere forzista Nereo Galvanin, eletto nel collegio cittadino, che si è dichiarato contrario alla decisione della presidente Dal Lago. Galvanin ha fatto di tutto per cercare di rinviare alla prossima seduta della Giunta l’approvazione della delibera, cercando di coinvolgere gli altri assessori forzisti, «ma alle 14 il vicepresidente Galdino Zanchetta mi ha comunicato che la delibera era stata approvata all’unanimità, ma che potrebbe essere revocata se il Comune ritira la propria delibera. Da altri assessori sono stato informato che la discussione è stata animata e che la presidente avrebbe posto una sorta di voto di fiducia. Ritengo che qualche voto di astensione poteva essere espresso dai rappresentanti di Forza Italia. Chiederò al mio partito che la questione venga affrontata nella sede opportuna. Poi trarrò le giuste considerazioni».
In attesa di valutare le diverse posizioni con le carte in mano, dal mondo economico emergono i primi commenti all’insegna dello sconforto: «Si rischia di dire definitivamente addio alla strada - si limita a dichiarare Rodolfo Mariotto di Assindustria -, a tutto danno dell’economia». |
DA IL GAZZETTINO:
Sabato, 6 Agosto 2005
VIABILITÀ / 2 Blitz del sindaco all’alba alla rotatoria più "calda" della città dove ha incontrato il comitato lì per controllare il rispetto dell’ordinanza
Hullweck all'Albera verifica il suo divieto
Dalle 4 alle 6 nessun camion. Ma già un minuto dopo lo sblocco ecco una coda di mezzi pesanti
(r.c.) Si è presentato alle 4.30 di mattina come aveva annunciato. Accanto lui, il portavoce Fabio Carraro. È iniziata presto ieri la giornata del sindaco Enrico Hllweck. Per oltre un'ora il primo cittadino è stato accanto a polizia municipale, carabinieri, personale della questura e a sei rappresentanti del "Comitato Albera per la vita e la salute" che hanno presidiato fino alle 6 la zona dell'Albera. L'obiettivo era controllare se i tir avrebbero violato l'ordinanza che fino al 30 settembre vieta il transito dei mezzi pesanti in viale del Sole e strada Pasubio dalle 22 alle 6. Risultato? «Dalle 4 alle 6 non è transitato alcun tir, ma alle 6 e 1 minuto ce n'erano già più di quaranta. Uno in fila all'altro. Sembrava una processione», ha commentato Sandro Guaiti, consigliere comunale della Margherita nonché esponente del comitato. Non sono mancati gli accertamenti e nemmeno le ire di qualche camionista, ma l'ordinanza è stata sostanzialmente rispettata. Almeno per due ore. Per la gioia del comitato che da tempo denuncia le infrazioni dei mezzi pesanti che, a dispetto del divieto, transitano regolarmente nella zona interdetta. «Sono almeno un centinaio ogni notte», ha osservato ancora Guaiti. «Passano soprattutto tra le 22 e mezzanotte e tra le 3 e le 6. La presenza del sindaco ci ha fatto piacere. Ha dimostrato che segue da vicino la vicenda. Ci ha dato un segnale importante». Il problema è noto. Da anni i residenti della zona chiedono che vengano tolti i camion da viale del Sole, dalla rotatoria dell'Albera e dalla statale Pasubio e che vengano deviati sull'Austostrada 31 Valdastico. Le arterie sono al collasso, sostengono, smog e rumori insopportabili e le case registrano diverse crepe. Insomma la situazione, concludono, è sempre più critica. Di qui l'auspicio che i camion diretti nell'Alto Vicentino utilizzino la più comoda A31. «Difenderemo l'ordinanza con le unghie e i denti», ha sottolineato l'altro leader storico del comitato, il consigliere comunale diessino Giovanni Rolando. «È evidente il passaparola tra gli autotrasportatori che, in previsione di possibili controlli da parte delle forze dell'ordine, hanno deciso di deviare altrove. Questi devono capire che la salute delle persone è un valore da rispettare. È la prima volta da anni che in un giorno feriale e per un'intera notte non passa neanche un tir. A Hllweck abbiamo chiesto il ripristino delle transenne attorno alla rotatoria dell'Albera». Il comitato chiede inoltre che il divieto venga esteso all'intera giornata e che la presidente della Provincia Manuela Dal Lago convochi la conferenza dei servizi fra i comuni interessati all'attesa bretella alternativa alla Pasubio. |
da: Giornale di Vicenza
Sabato 6 Agosto 2005
Albera, il silenzio fa rumore Alle 4,30 arriva anche Hüllweck per un insolito sopralluogoNella notte del sit-in i tir cambiano strada
di Elisa Morici
Sulla testa un tetto di stelle luccicanti come nei cieli d’alta montagna. Tutt’intorno il silenzio, reale, magico, quasi commovente. Una notte indimenticabile, vissuta sull’asfalto dell’incrocio più trafficato, rumoroso e pericoloso della provincia. A dimostrazione che cambiare si può, con uno sforzo immane e costi piuttosto salati, ma si può. Il rondò dell’Albera e le sue lunghe appendici, strada del Pasubio e viale del Sole, possono divenire un triangolo più a misura d’uomo, almeno dal tramonto all’alba, interrompendo il frastuono assordante prodotto dai tir che corrono veloci a rovinare il sonno e i sogni dei residenti. È bastato un simbolico sit-in di una dozzina di persone perché i camionisti, per una notte, si tenessero alla larga dalle strade del divieto imposto dall’ordinanza comunale.
Ieri mattina, dalle 4 alle 6, la trasformazione si è compiuta sotto gli occhi delle forze dell’ordine, carabinieri, polizia municipale e agenti della questura, ma soprattutto del sindaco Enrico Hüllweck, presentatosi alle 4,30 con indosso un impeccabile completo gessato presto sostituito da un giubbino fosforescente. «L’avevamo invitato ma il suo arrivo non ha mancato di suscitare un po’ di sorpresa» - commenta Giovanni Rolando del comitato dell’Albera -. In due ore nessun tir ha varcato i confini della zona incriminata; neppure uno, a fronte delle decine di trasgressori transitati impuniti nelle notti precedenti, segno che tra i camionisti la voce è girata veloce e che l’alternativa al passaggio nei quartieri dell’Albera esiste ed è percorribile. «Ci avevano detto che vietando il transito ai tir si mette in ginocchio l’economia - sottolinea Rolando -, ma la scorsa notte abbiamo dato una piccola dimostrazione che non si tratta di un rischio concreto ma piuttosto di una grossa bufala. È apparso evidente infatti il passaparola tra gli autotrasportatori, che in previsione di possibili controlli delle forze dell’ordine hanno regalato ai residenti qualche ora di pace trovando, credo senza troppi problemi, percorsi alternativi». Quando a Hüllweck, si è soffermato a constatare i danni causati di recente da un tir alle transenne dei marciapiedi, divelte e tutt’ora mancanti in diversi punti lungo la circonferenza della rotatoria. Il sindaco si è impegnato a risolvere il disagio e a far sistemare anche il semaforo mal funzionante (in contemporanea al rosso appare il verde lampeggiante), oltre a trovare una soluzione per lo strettissimo passaggio pedonale su un lato di viale del Sole: appena 60 centimetri che pedoni, ciclisti, disabili e mamme con le carrozzine devono spartirsi quotidianamente. «Non chiediamo la luna - dice la gente del comitato - ma avanziamo pretese più che umane. Ci rendiamo conto che non si possono pretendere controlli ogni notte ma quelli a campione sì; i camionisti intelligenti finirebbero per capire che il diritto alla salute va rispettato. Fermo restando la necessità di sperimentare subito il dirottamento dei tir sull’A31, che oltretutto farebbe risparmiare sui costi di manutenzione delle strade, e la conferma di tempi certi per la realizzazione della bretella Ponte Alto-Isola con il minor impatto possibile per i cittadini del capoluogo e di Costabissara». Richiesta, quest’ultima, che dovrà arrivare sul tavolo della presidente della Provincia Manuela Dal Lago, invitata a «convocare subito la conferenza dei servizi fra i comuni interessati e a mettere tutte le carte in tavola affinchè a prevalere siano gli interessi prevalenti e non quelli politico-elettorali». Un’assemblea pubblica al centro parrocchiale è stata intanto prevista a metà settembre, per informare i residenti sulle ipotesi di tracciato della bretella. «Speriamo che anche in quell’occasione il sindaco vorrà essere presente - conclude Rolando -. Noi di sicuro non ci fermiamo: dopo anni di sacrifici e di battaglie non possiamo più rinunciare ad uno spazio libero dai tir anzi, questo spazio va esteso alle 24 ore con la realizzazione della deviazione entro il 2010». Perché il silenzio non sia solo l’eccezione di una notte speciale.
Sabato 6 Agosto 2005 |
DA: IL GAZZETTINO
Mercoledì, 3 Agosto 2005
STRADA DEL PASUBIO
Equizi: blocco dei tir, c'è chi fa il furbo
Franca Equizi, consigliere leghista, ha presentato una specifica interrogazione alla presidenza del consiglio in cui prende in considerazione la questione «dei passaggi notturni dei camion sul tratto comunale della Pasubio, che non sono consentiti dalla normativa municipale in vigore». La Equizi pone la sua attenzione sul dispositivo dei controlli: «Alcuni autisti di tali mezzi, in caso d'intasamento della statale deviano per via Lobia, strada molto stretta e vietata al transito dei mezzi pesanti, per immettersi nuovamente sulla statale Pasubio all'altezza di Motta di Costabissara. Tali fatti sono stati più volte segnalati al comando di polizia municipale anche dalla sottoscritta. A questo punto si chiede al comando della polizia municipale di sapere quante multe per sovraccarico siano state elevate dalla polizia municipale lungo la statale Pasubio negli anni 2002, 2003, 2004 e 2005; si chiede inoltre quante contravvenzioni siano state comminate per mancato rispetto del divieto di transito lungo via Lobia sempre durante gli ultimi tre anni». |
DA: Il Giornale di Vicenza
Mercoledì 23 Febbraio 2005
E Dal Lago mette a rischio i soldi per la bretella
Dopo il no di Costabissara la Provincia minaccia di cancellare il finanziamento di 46 milioni
(g. m. m.) «Dovremmo tenere a bilancio i fondi per la variante alla strada 46 come testimonianza di un impegno che potremmo far onorare solo in maniera imperiosa, con metodi sbrigativi e spicci, incuranti della realtà locale? O non sarebbe meglio investire quei soldi in realtà dove amministratori locali, cittadini, imprese, associazioni sono disposti a collaborare per risolvere problemi altrettanto concreti come quelli della variante alla 46?». Manuela Dal Lago, presidente della Provincia, interviene sulla bretella più famosa del Vicentino, quella che dovrebbe collegare Ponte Alto a Isola, dopo che nei giorni scorsi Giovanni Maria Forte, sindaco di Costabissara, aveva ribadito il suo no al tracciato approvato da palazzo Nievo, anticipando l’intenzione di cancellare dal suo piano regolatore il vincolo per l’arteria. In ballo ci sono 45 milioni di euro, i due terzi di un’opera che troverebbe anche la partecipazione della società Autostrada nel tratto del capoluogo. «La politica è fatta di vittorie e di sconfitte: per chi, per vocazione naturale, è portato istintivamente al fare, al concretizzare, il non-fare, il disfare, è già di per sé una sconfitta - constata la Dal Lago -. Così mi dovrei sentire sconfitta davanti a casi come la variante alla strada 46 del Pasubio, la bretella che dovrebbe liberare dal traffico l’accesso a Vicenza dalla Motta di Costabissara fino al viale del Sole. È un’opera della quale si parla da una ventina d’anni e dalla fine degli anni Ottanta del secolo scorso compare come tracciato nella pianificazione urbanistica». «Inizialmente accettata da tutti senza contestazioni - prosegue -, sfiorata nell’apertura dei cantieri agli inizi degli anni Novanta (e qui l’allora sindaco Variati si fece capo del partito del non-fare o del rinviare), rimasta sempre nei piani urbanistici, anche se, con il passare del tempo, il paesaggio attorno al tracciato ha visto crescere abitazioni, villette, piccoli quartieri che prudenza e buon senso avrebbero sconsigliato data appunto la prossimità con l’ipotetica strada. Così, gli interessi a far sì che il percorso originario muti, si modifichi, sono cresciuti e con essi gli esponenti del partito del rinvio sine die , del non-fare, del "si potrebbe far meglio". E intanto si continua a rimandare, perché il "far meglio" non solo costerebbe tanti di quei soldi da rendere impossibile le soluzione, ma ad ogni soluzione individuata già è pronta una nuova ulteriore innovazione». «Come Provincia - prosegue la presidente -, quando ci fu posto il problema della variante, non ci spaventammo e mettemmo a bilancio circa 45 milioni di euro tentando di individuare anche altre fonti di finanziamento; era un segnale chiaro: il partito del fare aveva intenzione di fare sul serio. Così si susseguirono gli incontri con amministratori locali, forze politiche, rappresentanti del mondo economico, si avanzano proposte, controproposte, si tentano mediazioni, ma alla fine si ritorna al punto di partenza: il partito del non-fare è potente. E anche fortunato. Adesso, ad esempio, la Legge Finanziaria dello Stato impone alla Provincia di tagliare circa 50 milioni di Euro dai propri investimenti. Più o meno quanto abbiamo stanziato per la variante alla strada 46. Togliendo quei fondi, la Provincia assolverebbe alla previsione del legislatore. Non risolveremmo il problema della bretella: il partito del non fare, con tutte le sue varianti, mimetismi, scuse, con il suo "si potrebbe far meglio", con i suoi esponenti di primo piano, sia quelli che come il sindaco Forte si sono personalmente esposti, sia quelli che hanno operato alacremente dietro le quinte, ebbene questo partito non è lontano dalla vittoria». «A onor del vero - cita dall’ Odissea -, a proposito di fare e disfare, e di cantar vittoria, anche Penelope era pronta a cedere e i Proci convinti d’aver vinto, ma la faccenda, com’è noto, finì sul filo di lana ben diversamente, con una strage. Paralleli omerici a parte, anche se il legislatore ci consentisse di mantenere quei 50 milioni di Euro tra gli investimenti, a questo punto cosa dovrebbe fare la Provincia? Il partito del non-fare è indubbiamte forte. Dovremmo tenere la voce a bilancio come testimonianza di un impegno che potremmo far onorare solo in maniera imperiosa, con metodi sbrigativi e spicci, incuranti della realtà locale? O non sarebbe meglio investire quei soldi in quelle realtà dove Amministratori locali, cittadini, imprese, associazioni sono disposti a collaborare, per risolvere problemi altrettanto concreti come quelli della variante alla 46? Sono molti gli esempi di successo di tanti interventi avviati in questi anni cooperando con le Amministrazioni locali. Così, forse la sconfitta che abbiamo rimediato a Costabissara, si trasformerà in vittoria altrove, dove il partito del fare ha la meglio sulla politica dell’inerzia, del rinvio, dell’attesa. E forse questa è la strada che dobbiamo, per quanto amaramente, imboccare». |
Da Il Giornale di Vicenza:
Mercoledì 23 Febbraio 2005
Autotrasportatori pronti a dare battaglia
I comitati: «Stop 24 ore al giorno»
(g. m. m.) Sembrerà strano, ma dopo l’annuncio del blocco-bis gli umori degli opposti fronti sono simili. Nessuno, infatti, pare contento. Da un lato ci sono i comitati dell’Albera, che ringraziano, ma vogliono il blocco 24 ore su 24; dall’altro ci sono gli autotrasportatori, che si preparano a dare battaglia. Giovanni Rolando, consigliere comunale con i Ds e uno dei leader dei comitati dell’Albera, parla di «risultato importantissimo, poiché va nella direzione sempre auspicata dai cittadini. Ora vogliamo vedere il nero su bianco, per il momento c’è solo l’annuncio, poi faremo le nostre valutazioni. L’obiettivo per cui ci siamo sempre battuti è lo stop dei tir 24 ore su 24, poiché gli effetti dannosi per la salute ci sono soprattutto di giorno, quando tutti i mezzi sono in movimento». Oggi si terrà un’assemblea dei comitati per valutare il da farsi: per venerdì, infatti, era stato organizzato un sit-in all’Albera con fiaccole e vin brulè. Verrà annullato dopo l'annuncio del sindaco Hüllweck? Gli animi a quanto pare restano calienti, come fa intendere un altro portavoce dei comitati, Giuseppe Farina: «Il blocco va fatto tutto il giorno, dalle 22 alle 6 non serve a niente, è inefficace. Almeno si faccia dalle 22 alle 9, coprendo la prima parte della mattina, quando le famiglie portano i figli a scuola. Non ci si può limitare: siamo di fronte a un disastro ambientale, la situazione sanitaria è gravissima. Facciamo appello a tutte le forze politiche, perché il problema è generale: se si riduce il traffico pesante qui, ne guadagna tutta la città». In attesa di veder pubblicata l’ordinanza e di capire se ci saranno i margini per un ricorso al Tar, arriva un duro commento di Rodolfo Mariotto, delegato di Assindustria per i trasporti: «Siamo alle solite, non è questo il modo di risolvere i problemi. La soluzione c’è e si chiama bretella. La minaccia di eliminare il finanziamento? Non sta né in cielo né in terra. Siamo in contatto con le parti per cercare di arrivare a una soluzione ragionevole. L’alternativa è la paralisi: la merce deve essere consegnata, altrimenti si ferma l’economia, pur comprendendo i problemi della cittadinanza. Ora aspettiamo l’ordinanza, poi valuteremo quali iniziative intraprendere». Per gli autotrasportatori di Assoartigiani si era espressa nei giorni scorsi la presidente provinciale Maria Teresa Faresin: «A cosa serve deviare il traffico pesante per sei mesi sulla Valdastico? Sicuramente ad acquisire consenso tra i residenti, ma non certo a risolvere il problema del traffico e tanto meno dell’inquinamento. Noi trasportatori lo diciamo da sempre: vietare il transito ai mezzi pesanti in una determinata strada non risolve il problema, ma lo sposta da qualche altra parte. Percorrere cinquanta chilometri in più non è la soluzione: più chilometri si fanno, più si scaricano gas. Ricordo per l’ennesima volta che gli autotrasportatori non si riversano sulle strade per diletto, ma per dare un servizio alla collettività. Per quel che ci riguarda, continueremo a batterci per una libertà di circolazione che non rinunci al rispetto dell’ambiente e delle persone». |
Da Il giornale di Vicenza:
Mercoledì 23 Febbraio 2005
Rivisto e corretto il provvedimento che 3 anni fa fu bocciato dal Tar «Ho resistito in attesa di vedere partire il cantiere per la costruzione della nuova strada - spiega il sindaco -. Purtroppo arrivano segnali contrastanti e pessimistici. L’inaccettabile prolungarsi dei tempi mi costringe a ripetere lo stop per dare sollievo nelle ore notturne»
Hüllweck (ri)blocca i tir
Ordinanza al via da marzo: tutti i giorni dalle 22 alle 6 di Gian Marco Mancassola
Si fa il blocco-bis. Anzi: si farà. Il sindaco Enrico Hüllweck ha rotto ieri gli indugi, annunciando ufficialmente una nuova, imminente ordinanza che nella sostanza ricalca il provvedimento adottato tre anni fa: stop ai tir lungo strada Pasubio, nel tratto che ricade nel capoluogo. Il blocco sarà notturno, dalle 22 alle 6, per sette giorni su sette. Per l’ordinanza è questione di giorni: ci sono da limare gli ultimi dettagli, per evitare di cadere nella rete dei ricorsi, già fatale nel 2002. Se tutto sarà pronto, dal 1 marzo tornerà lo stop, inizialmente per sei mesi, poi prorogabili, come annunciano Hüllweck e l’assessore alla mobilità Claudio Cicero. «Ho resistito per tutto questo tempo - spiega il sindaco - nella speranza di veder partire il cantiere per la costruzione della bretella Vicenza-Isola, la vera soluzione a tutti i problemi di quella zona. In realtà arrivano segnali contrastanti, che inducono al pessimismo più che all’ottimismo, con il timore che l’iter si possa ulteriormente rallentare. Il prolungarsi dei tempi, già intollerabile, mi costringe a tornare sull’ordinanza già fatta tre anni fa, perché i disagi dei cittadini non sono più tollerabili, anche se questa è solo una soluzione tampone». L’obiettivo - precisano Hüllweck e Cicero - è di restituire ai residenti un po’ di sollievo durante le ore notturne, quando rumori e vibrazioni provocati da numerosi mezzi pesanti in circolazione rovinano i sonni di molte famiglie. «La fascia notturna raccoglie una grande percentuale di mezzi pesanti in movimento», sostiene Hüllweck. «E poi durante il giorno - aggiunge Cicero - le deroghe da concedere sarebbero infinite, con tutte le attività lungo la strada in funzione». «Si tratta comunque di un’ordinanza fragile, che può andare incontro a nuovi ricorsi», mette le mani avanti il sindaco. Il ricordo corre a quanto accadde tre anni fa, quando la prima versione del blocco «fu stoppata dal Tar dopo un ricorso di Provincia, alcuni Comuni a nord del capoluogo e da alcune categorie economiche». L’ordinanza ebbe vita breve: nata a luglio, morì a settembre, appena sessanta giorni. Allora ci furono vizi formali (la firma era del sindaco e non di un dirigente) e vizi sostanziali, che dovrebbero essere stati rivisti e corretti nella nuova versione, in cui tuttavia resta un tallone d’Achille: non ci sono strade non a pagamento alternative alla Pasubio. Con lo stop i tir saranno costretti a entrare in autostrada. A sostegno del provvedimento, invece, ci sono i risultati freschi degli ultimi monitoraggi eseguiti sui volumi di traffico e sui livelli di inquinamento atmosferico. Con due postille: «Non c’è nessun nesso con i fondi stanziati dalla Regione ne giorni scorsi per questo tipo di problemi; stavamo lavorando al dispositivo dell’ordinanza da giorni. Vedremo, comunque, se saranno possibili eventuali applicazioni - chiarisce il sindaco -. Va detto, poi, che per le polveri non si può chiudere una strada». «I dati sugli inquinanti elaborati in questa zona - fa eco l’assessore - sono in linea con altre zone della città». Resta lo spettro di nuovi ricorsi: «Se il progetto della bretella non fosse stato bloccato a suo tempo, tutto questo non servirebbe - conclude Hüllweck -. La Provincia probabilmente questa volta non farà opposizione. È una speranza. E se l’ordinanza dovesse andare, sarà una vittoria di tutti; se non andrà, avremo perso tutti. Sto ritentando una strada già provata tre anni fa: all’indomani del blocco, non c’è dubbio, si dormì meglio, anche se non ci arrivarono grandi ringraziamenti». |
Lettera spedita al Giornale di Vicenza in data 09/03/05:
CARO DIRETTORE,
CON LA SPERANZA DI UNA SOLUZIONE BREVE AI MOLTEPLICI PROBLEMI DELLA STRADA DEL PASUBIO AL SINDACO DI COSTABISSARA AUGURO:
- DI DOVER PERCORRERE LA STRADA DEL PASUBIO E MAGARI ANDARE VERSO LA ZONA INDUSTRIALE DI VICENZA TRE O QUATTRO VOLTE AL GIORNO, NELLE ORE DI PUNTA PERO’, TIPO DALLE 7 ALLE 10, DALLE 12 ALLE 13, DALLE 17 ALLE 19, COSI’ POSSANO PROVARE QUELLA DOLCE SENSAZIONE DI ESAURIMENTO NERVOSO CHE MIGLIAIA DI CITTADINI PROVANO…
- DI RESPIRARE A FONDO QUELLA MERAVIGLIOSA ARIA INTRISA DI GAS, POLVERI SOTTILI E QUANT’ALTRO CHE TUTTI I GIORNI NOI RESPIRIAMO 24 ORE SU 24….
- CHE I LORO NIPOTINI POSSANO FREQUENTARE UNA SCUOLA ELEMENTARE LA CUI ENTRATA E IL CORTILE SI AFFACCIANO DIRETTAMENTE IN STRADA PASUBIO, COSICCHE’ POSSANO GIOCARE FELICI RESPIRANDO QUESTA SCHIFEZZA……
- DI ESSERE COSTRETTI AD ABITARE IN UNA CASA COSTRUITA 50 ANNI FA E ADESSO CON MURI E PAVIMENTI CREPATI A CAUSA DELLE VIBRAZIONI, MAGARI PUO’ FARE “FASHION” ED ESSERE FELICI ….
- DI METTERE IN VENDITA LA CASA MA DI NON RIUSCIRE A VENDERLA NEANCHE A META’ PREZZO PERCHE’ NESSUNO VUOLE COMPERARLA IN UNA ZONA ANZI IN UN QUARTIERE COSI’ DISASTRATO DELLA CITTA’ DOPO LA CHIUSURA DI VIALE DEL VERME E LA MANCANZA DI LATRE STRADE….
- E SOPRATTUTTO GLI AUGURO CHE SI METTA UNA MANO SULLA COSCIENZA E RIFLETTA MOLTO SULLE SCELTE CHE ANDRA’ A FARE NEL FUTURO PIU’ PROSSIMO..
IN QUESTA PARTE DELLA CITTA’ SIAMO ORAMAI ALLA DISTRUZIONE DELLA SALUTE A CAUSA DI QUELLO CHE RESPIRIAMO E DELLO STATO D’ANIMO IN CUI SIAMO COSTRETTI A VIVERE, SIAMO ALLA PARALISI DEL TRAFFICO DI AUTO E TIR, NON POSSIAMO LASCIARCI SFUGGIRE NIENTE.
NON ESISTONO PIU’ “OASI FELICI”, MOLTI CITTADINI DI VICENZA VERRANNO PENALIZZATI DAL TRACCIATO DELLA BRETELLA ANCOR PIU’ DEI CITTADINI DI COSTABISSARA (PEGGIO ANCORA SE FAREMO IL RACCORDO ANULARE INTORNO ALA CITTA’ PUBBLICIZZATO DA CICERO MA DEL QUALE NON SI SA ANCORA NIENTE VISTO CHE PER ORA E’ UNO SCHIZZO SU CARTA, VERRA’ ROVINATA LA NOSTRA CITTA’), MA IL BUON SENSO DEVE PREVALERE SU TUTTO, IL FARE QUALCOSA PER IL BENE DI TUTTI E NON SOLO PER UN PAESE SU TUTTI, DEVE ESSERE IL PENSIERO CHE DEVONO AVERE IN TESTA QUESTI SIGNORI. DEVONO FARE QUALCOSA IN FRETTA E SOPRATTUTTO INSIEME. INSIEME A COMUNE, PROVINCIA E REGIONE, INSIEME ALLE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA E INSIEME AI CITTADINI. SIAMO STANCHI DEI VARI LITIGI, ALLA CITTADINANZA APPARE COSI’ INFANTILE E VERGOGNOSO IL FATTO CHE CI SI DIA LA COLPA UNO CON L’ALTRO E NON SI RIESCA MAI A METTERSI D’ACCORDO…NON SAPPIAMO SE VERAMENTE VI RENDIATE CONTO DI QUELLO CHE STA SUCCEDENDO MA LA SITUAZIONE SI AGGRAVA SEMPRE PIU’. CON LA SPERANZA SEMPRE VIVA.
GRAZIE
ANNA PERTEGATO |
LETTERA SPEDITA AL GIORNALE DI VICENZA IL 05/05/05
CARO DIRETTORE,
VOLEVO ESPRIMERE IL PARERE MIO E DELLA MIA FAMIGLIA AD UN MESE CIRCA DALL’ORDINANZA DI BLOCCO NOTTURNO DEI TIR NEL COMUNE DI VICENZA.
NOI ABITIAMO LUNGO LA STRADA PASUBIO E LE ASSICURO CHE DA UN MESE A QUESTA PARTE CIOE’ DA QUANDO L’ORDINANZA E’ IN ATTO, ALLA MATTINA CI SVEGLIAMO PIU’ SERENI, DOPO AVER DORMITO QUELLE ORE DI SONNO TRANQUILLO, SENZA QUELLE CONTINUE SCOSSE, VIBRAZIONI E SENZA QUEL RUMORE ASSORDANTE CHE FANNO QUANDO PERCORRONO LA STRADA SUPERANDO IL LIMITE DEI 50 ORARI, PER POI MAGARI FARE DELLE FRENATE BRUSCHE IN PROSSIMITA’ DEL SEMAFORO DELLE MADDALENE. I RISULTATI ADESSO SONO SICURAMENTE EVIDENTI E SIAMO STUPEFATTI DAI VARI DISCORSI CHE I VARI RAPPRESENTANTI DELLE CATEGORIE DEI TRASPORTI FANNO A PROPOSITO DI QUESTA ORDINANZA. NON E’ POSSIBILE CHE PRIMA DICEVANO CHE LA COSA NON POTEVA ESSERE UTILE VISTO IL NUMERO IRRISORIO DI TIR CHE PASSANO PER STRADA PASUBIO DI NOTTE E INVECE ADESSO SI RICORRE AL TAR O A MANIFESTARE…NON ERANO POCHI I TIR CHE PERCORREVANO QUESTA STRADA DI NOTTE??
QUESTA ORDINANZA PER NOI E’ MOLTO POSITIVA NON CAPIAMO LA COCCIUTTAGGINE DI QUESTE PERSONE VISTO CHE PRIMA DICEVANO CHE NON SERVIVA A NIENTE E INVECE ORA SEMBRA SIA SCOPPIATA UNA BOMBA….E’ ALTRESI’ OVVIO CHE ANCHE NOI SIAMO SICURI CHE SE LA BRETELLA VICENZA-ISOLA ANDASSE IN PORTO FAREBBE FELICI TUTTI MA DOPO 30 ANNI DI ATTESA ANCHE NOI CI MERITIAMO UN PO’ DI RESPIRO E NEL FRATTEMPO PURTROPPO PER LORO CI ACCONTENTIAMO. NON CAPIAMO POI IL SINDACO DI COSTABISSARA CHE NEL G. DI VI DEL 05/05/05 DICE CHE E’ UN’ORDINANZA POCO SERIA…E’ POCO SERIO FAR DORMIRE I CITTADINI, QUINDI MIGLIORARE PER QUANTO POCO LA QUALITA’ DELLA LORO VITA E INVECE NON E’ EGOISTA PENSARE SOLO ED UNICAMENTE AL DISAGIO CREATO ALLE CATEGORIE ECONOMICHE? NOI PENSIAMO CHE IN ATTESA DI NUOVE STRADE SI DEBBA GARANTIRE AI CITTADINI UNA VITA QUANTOMENO DECENTE, PER ORA CE LA GARANTISCONO ALMENO DI NOTTE, SPERIAMO CHE A BREVE SI POSSA PARLARE DI UNA SOLUZIONE CHE ACCONTENTI TUTTI, CITTADINI E AUTOTRASPORTATORI, NOI NON CE L’ABBIAMO CON LORO, AMMIRIAMO IL LORO LAVORO MA LA SALUTE PENSIAMO SIA AL PRIMO POSTO, SPERIAMO ANCHE CHE I NOSTRI AMMINISTRATORI SI METTANO NON UNA MA DUE MANI SULLA COSCIENZA, LA RETE VIARIA A VICENZA DEVE ESSERE ASSOLUTAMENTE MIGLIORATA. GRAZIE CORDIALI SALUTI
ANNA PERTEGATO |
Dal Sito della Provincia di Vicenza:
Approvato il progetto definitivo della variante alla SP46 del Pasubio
24/05/2005: Costerà 75 milioni di euro, 20 milioni di euro in più rispetto alle previsioni originali, ma cambierà il volto di tutta l'arteria e della viabilità verso l'Alto Vicentino.
E' la variante alla SP 46 "Del Pasubio", il cui progetto definitivo è stato oggi presentato a palazzo Nievo dalla Presidente della Provincia di Vicenza professoressa Manuela Dal Lago e dall'Assessore Provinciale alla Viabilità Alessandro Testolin ed illustrato dagli ingegneri della Società Autostrade Bs-Pd.
Un avvenimento sottolineato dalla presenza di tutta la Giunta Provinciale e dalla soddisfazione della Presidente Dal Lago. L'attesa della comunità vicentina, da Villaggio del Sole fino a Thiene, per un'opera che toglierebbe finalmente il traffico dai centri abitati raggiunti dall'attuale percorso della provinciale, potrebbe, infatti, terminare a partire dal prossimo gennaio, con il progetto esecutivo e soprattutto l'inizio dei lavori. Ultimi ostacoli, l'assenso della Commissione VIA e soprattutto quello della Conferenza dei Servizi, tavolo attorno al quale siederanno anche i Comuni di Vicenza, Monteviale, Costabissara e Isola Vicentina, l'Anas, la Regione Veneto.
"Sì – sottolinea la Dal Lago – nei prossimi giorni adotteremo una variazione di bilancio per coprire l'aumento dei costi, dovuti in parte agli espropri ed in parte alla realizzazione della galleria di Costabissara. Soldi che sono lì, nei nostri Bilanci, e che non sono mai stati congelati. Pronti ad essere impegnati, sempre se vedremo che la gente, come noi, la vuole proprio fare questa strada".
Insomma, non c'è trucco né inganno, solo la voglia di mettere la parola "fine" ad una annosa vicenda.
Tornando al progetto, quasi 9 i chilometri previsti, da Vicenza Ovest (località Cattane) fino al territorio di Castelnovo nel Comune di Isola Vicentina. Ad una corsia per senso di marcia, con tre svincoli - due alle estremità l'altro, o meglio due piccole rotatorie, in corrispondenza delle strade di accesso a Costabissara - 6 cavalcavia, un "ponte" di 100 metri di sviluppo complessivo sul Torrente Orolo, una pavimentazione drenante e idrorepellente come quella usata lungo la "Serenissima", una galleria di 900 metri, con due rampe di 400 metri e 320 metri, ad alto standard di sicurezza.
"Nonostante certi interventi siano infatti previsti per opere di almeno 1000 metri – osserva l'assessore Testolin – abbiamo ritenuto rispettare tutti i parametri prevedendo via di fuga, impianto per la rilevazione e lo spegnimento degli incendi, impianto di ventilazione. Questo ha comportato un aumento di circa 15 miliardi di vecchie lire. Altra cosa importante, l'opera è pensata anche in vista di un eventuale raddoppio delle corsie di marcia".
Messo su carta dagli ingegneri Sergio Mutti, Luca Montemurro e Luca Panzan della Società Autostrade, il progetto verrebbe realizzato dalla stessa società, con il placet di Anas nazionale.
"Ringrazio Brescia-Padova per questo intervento, che ci ha già consentito in fase progettuale e ci consentirà in corso d'opera di risparmiare tempo prezioso, e ringrazio Anas per essere venuta incontro alle istanze del territorio Vicentino. Ricordo, però, che tutto ciò è possibile soprattutto perché Brescia-Padova è una società a prevalente capitale pubblico, grazie anche alle nostre, recenti acquisizioni".
Una politica virtuosa, di investimenti oculati e risposte concrete. Di ascolto ("questo progetto è migliorativo anche del preliminare, come si vede per gli innesti di Costabissara") e di sinergica disponibilità.
Ora la palla ai Comuni interessati – Monteviale, comunque, è interessata solo per un paio di metri di ingombro di uno dei cavalcavia - ma la Provincia, nel frattempo, non se ne sta con le mani in mano.
"Con le varianti di Schio, Torrebelvicino e Isola Vicentina abbiamo continuato a lavorare per dare risposte concrete ad una zona che magari non ha gli stessi volumi di traffico come altre sezioni del territorio, vedi ad esempio la direttiva Montecchio Maggiore-Valdagno, ma che vede crescere esponenzialmente, accanto al disagio dei cittadini, anche le difficoltà di un'economia sempre più minacciata dalla carenza di infrastrutture". |
Dal sito della Provincia di Vicenza:
SP46: disponibili a modificare il progetto
30/06/2005: In riferimento e in risposta all'invito del Sindaco di Costabissara Giovanni Maria Forte a partecipare all'incontro pubblico che si terrà a Costabissara domani sera, giovedì 30 giugno, durante il quale verrà illustrato il progetto definitivo della variante alla SP 46 del Pasubio, l'assessore provinciale alla viabilità Alessandro Testolin, a nome dell'intera Giunta provinciale, precisa quanto segue:
Il problema della SP 46 è vecchio di almeno 20 anni. Altrettanto datato è il tentativo dell'amministrazione provinciale e di tanti Comuni di dare una risposta ai numerosi cittadini che vivono lungo l'asse viario dell'attuale SP del Pasubio e che subiscono il traffico pesante fin dentro i centri storici dei loro paesi.
In tutti questi anni non si può dire che siano mancati gli incontri, i confronti, le discussioni, la ricerca delle soluzioni che, pure nell'interesse generale, risultassero quanto più rispettose anche delle esigenze dei singoli.
Si può, o meno, concordare sulle proposte cui dopo tanti studi e tante analisi, siamo giunti. Ma certo non si può sostenere che non siano il frutto del confronto e del dialogo. Con le amministrazioni locali innanzitutto, in quanto rappresentanti di intere comunità e di estesi territori, ma anche con i cittadini, di fronte ai quali mai l'amministrazione provinciale si è tirata indietro quando c'è stata l'esigenza di chiarire scelte o di illustrare progetti.
Questa è la prassi che l'amministrazione provinciale ha sempre seguito nel portare avanti opere pubbliche di sua competenza. E questa è la prassi che anche nel caso della variante alla SP46 del Pasubio è stata seguita, con la particolare attenzione che meritano opere tanto importanti e delicate.
Non mancheranno in futuro altri incontri tra gli amministratori provinciali e i cittadini di Costabissara, secondo i modi e i tempi che saranno ritenuti più opportuni.
In previsione, vogliamo che i cittadini di Costabissara sappiano che qualora, come il sindaco Forte sottolinea, non sia condiviso il progetto definitivo della variante nella parte in cui sono previsti ingressi e uscite dal tracciato verso la viabilità comunale attraverso rotatorie e piccole bretelle, la Provincia è disponibile ad eliminare i collegamenti.
Mentre, infatti, ritiene di importanza sovracomunale il passaggio del tracciato, che tanti benefici porterebbe ad ampie zone e a numerosi cittadini vicentini oltre che ad una viabilità ormai al collasso, considera di interesse prettamente comunale la possibilità di collegamento tra il tracciato principale e la viabilità minore interna al Comune di Costabissara.
Qualora, pertanto, fosse volontà dei cittadini di Costabissara un intervento sul progetto della variante per eliminare le uscite e gli ingressi del tracciato sul territorio comunale, riducendo così l'impatto ambientale dell'arteria stradale, l'amministrazione provinciale da subito dichiara la piena disponibilità alla revisione.
Un impegno che già si sta concretizzando grazie ad incontri con la Società Autostrade Brescia Padova, con i cui tecnici si sta valutando il progetto definitivo e la possibilità di interventi sullo stesso. |
DA IL MESSAGGERO- ABRUZZO
REGIONE CAMPANIA
COMUNICATO STAMPACronaca di Benevento11 marzo 2005 CHIUSA L’A16, VEICOLI DIROTTATI SULLA STATALE 90bis CODACONS E LISTACONSUMATORI CHIEDONO DI VIETARE LA CIRCOLAZIONE DEI TIR E DEGLI AUTOARTICOLATI SULLA 90bis FINO ALLA RIAPERTURA DELL’A16 Traffico in tilt sulla statale 90 bis dopo la chiusura dell’A16, la direttrice Benevento-Foggia. In seguito al blocco dell’autostrada infatti tutti veicoli sono stati dirottati sulla 90bis, utilizzata come percorso alternativo per il traffico diretto in Puglia, creando non pochi disagi alla circolazione. Lunghe code infatti si sono formate proprio nel tratto sannita della statale. Il traffico è stato soprattutto conseguenza della presenza di mezzi pesanti e autoarticolati i quali, venuti a conoscenza del blocco, hanno iniziato ad abbandonare l’autostrada all’altezza di Caianello e si sono immessi sulla 90bis all’altezza di Benevento. Codacons e Listaconsumatori Campania alla luce dei fatti chiedono di vietare la circolazione dei tir sulla statale almeno nelle ore diurne e fino alla riapertura dell’A16 al fine di impedire che la loro presenza possa ulteriormente aggravare il problema del traffico dovuto alla confluenza di tutti i veicoli sulla Statale 90bis.
Rassegna stampa
03-06-2004
Traffico pesante. Tir dirottati sull'A14 dal prossimo 15 giugno.
Pescara.- Dalle ore 5 del 15 giugno alle ore 19 del 12 settembre il traffico pesante sulla Statale Adriatica sarà dirottato sull'autostrada A14. A Roma, al Ministero delle Infrastrutture, è stato firmato l'accordo tra le Regioni Marche, Abruzzo e Molise, l'Anas, la società Autostrade e le associazioni degli autotrasportatori. Soddisfatto l'assessore regionale ai Trasporti, Mario Amicone. La Regione Abruzzo sosterrà un impegno di 470mila euro. Un altro 40% sarà a carico degli autotrasportatori mentre il restante 20% graverà su Autostrade che ha ottenuto che nell'accordo si evidenziasse come si ricorra a questo provvedimento per l'ultima volta, invitando il Governo a farsene carico.
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DA LIBERO:
Tir, da martedì 15 dirottati sulla A 14.
Pescara. Dalle ore 5 di martedì 15 giugno alle ore 19 di domenica 12 settembre il traffico pesante sulla S.S. 16 "Adriatica" sarà dirottato sulla A14. Firmato a Roma, l'accordo tra le Regioni interessate, Marche, Abruzzo e Molise, l'Anas, la Soc. Autostrade, le Associazioni degli autotrasportatori. La Regione Abruzzo, presente con l’assessore Mario Amicone, dovrà sostenere un impegno di 470.000 Euro. |
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