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COMUNICATO STAMPA
In data venerdì 17 agosto 2007, una delegazione di lavoratori ex Legge 285, accompagnata da Sebastian Puleo rappresentante del Partito dei Comunisti Italiani, ha incontrato il Sindaco Francantonio Genovese per discutere sul trattamento di fine rapporto spettante ai lavoratori in questione.
Al Sindaco è stato fatto prensente che 30 dipendenti a differenza dei loro 90 colleghi, non hanno a tutt’oggi percepito quanto di diritto, riscontrando immediata disponibilità del primo cittadino. |
COMUNICATO STAMPA 04.08.2007
AGLI ORGANI DI INFORMAZIONE - L O R O S E D I
AI SINDACATI CONFEDERALI - L O R O S E D I
E’ dal lontano 2001 che si evidenziano sempre più anomalie nella gestione del Consorzio Autostrade Siciliane. Anche nel 2007, nonostante la nomina del nuovo C.d.A. tutto è rimasto come prima.
Sorge il sospetto che vi è in atto un disegno mirato alla disgregazione dell’Ente per aprire la strada alla privatizzazione. Si sta assistendo ad una gestione sfociata in nomine alquanto dubbie, come ad esempio quelle delle consulenze, pagate profumatamente, assegnate a dirigenti dell’Ente che stavano per andare in pensione, dirigenti facenti funzione, ecc.
Il Partito dei Comunisti Italiani già nel giugno 2006 aveva denunciato anomalie gestionali alle quali ora si aggiunge anche la disorganizzazione cui si assiste giornalmente attraverso una gestione del personale confusionaria e priva di ogni aspetto organizzativo, frutto di iniziative cervellotiche poste in essere ora da questo dirigente, ora da quell’altro dirigente, fino ad arrivare a situazioni paradossali se non addirittura aberranti. Non ultima quella verificatasi nello scorso mese di Luglio che non ha permesso al personale di poter usufruire delle ferie programmate, contravvenendo al C.C.N.L. , sopperendo alla carenza con migliaia di ore di straordinario.
Il Partito dei Comunisti italiani invita gli organi preposti, i sindacati di categoria a porre fine a questo ennesimo sopruso da parte del Consorzio Autostrade Siciliane e comunica che una interrogazione parlamentare sarà presentata alla riapertura della Camera dei Deputati.
Antonio Bertuccelli
Segretario Provinciale P.d.C.I. Messina |
COMUNICATO STAMPA 19 luglio 2007
Le parole a mezzo stampa rilasciate dal titolare sotto inchiesta della ditta Palumbo rilanciano i timori per i disegni di un assetto di potere che tiene sotto scopa Messina e che si ritiene in grado di condizionare anche il ruolo della magistratura e di tutte le istituzioni messinesi.
Il Partito dei Comunisti Italiani respinge la logica secondo la quale occorre riprendere subito il lavoro interrotto dallo spiacevole “incidente mortale”, che si tenta di archiviare frettolosamente.
I primi adempimenti della ditta Palumbo dovranno essere rivolti ad impedire che si lavori al di fuori di una sostanziale sicurezza, e non a cercare di rispettare i tempi di consegna delle commesse anche sulla pelle dei lavoratori.
Le inadempienze potrebbero essere molto più gravi di quanto non sia stato finora reso noto, e rendere necessaria la risoluzione del contratto e la possibilità di affidare la concessione ad imprenditori più rigorosi e professionali.
Il Partito dei Comunisti Italiani invita tutte le istituzioni competenti, dalla Magistratura, all’Ispettorato del Lavoro fino agli Enti Locali ed i Sindacati a vigilare perchè le attività lavorative vengano riprese solo quando saranno garantite la sicurezza e la dignità dei lavoratori.
Antonio BERTUCCELLI
Segretario Provinciale PdCI Messina |
COMUNICATO STAMPA 10 luglio 2007
Si sono riuniti per la prima volta a Messina esponenti di Rifondazione Comunista, di Rete Ecologista Verdi, di Sinistra Democratica e del Partito dei Comunisti Italaini per una valutazione politica in vista della costruzione di un soggetto unitario di tutta la Sinistra, anche per considerare l’anomala spinta di quanti dichiarano superata l’esperienza di Centrosinistra con cui sono state vinte le elezioni, sia nazionali che nella città di Messina. La recente presa di posizione dell’UDEUR messinese costituisce un pericolo reale di crisi politica. Non è in gioco l’allargamento del quadro politico se si ha la forza e l’onestà intellettuale di ancorarsi agli accordi programmatici presentati agli elettori e di fare di tutto per realizzarli. Le formazioni di Sinistra a Messina rivendicano il loro ruolo storico per la difesa dell’ ambiente, dell’occupazione, dell’etica pubblica, delle pari opportunità e dei diritti di cittadinanza. Avvertono nel governo della città una fase di seria difficoltà in rapporto ai problemi della pianificazione urbanistica, del recupero delle aree demaniali al servizio della collettività, in primo luogo della Riviera Nord. Sottolineano il grave pericolo dissesto e di saccheggio del territorio attraverso i PRUSST a suo tempo programmati dalla Destra ed avversati dalla Sinistra. Avvertono altresì la necessità di un approfondimento all’interno della maggioranza di Centrosinistra delle cause che rallentano e che impediscono la realizzazione del Programma, cioè gli impegni assunti da quest’Amministrazione con gli elettori. Pertanto ritengono che il Sindaco debba promuovere un incontro di tutte le componenti della maggioranza politica che sostiene la Giunta ed in tale sede concordare le linee di interventi necessari per superare l’attuale fase di difficoltà che colpisce la popolazione.
Per Rifondazione Comunista Daniele Ialacqua; per Rete Ecologia Sociale -Verdi Peppino Restifo; per SD Beniamino Ginatempo; per PdCI Antonio Bertuccelli |
Comunicato stampa 7 luglio 2007
Il Partito dei Comunisti Italiani e il Partito della Rifondazione Comunista di Messina, appreso da organi di stampa (centonove del 6 luglio 2007) la notizia riguardante il sequestro degli atti delle ultime elezioni amministrative nel Comune di Santa Teresa di Riva da parte della Procura della Repubblica per l’incandidabilità a Sindaco di Nino Bartolotta, ricordano alla cittadinanza di Santa Teresa di Riva che nel corso della campagna elettorale, assieme al candidato a sindaco Francesco Currò, avevano presentato istanza indirizzata al Ministero dell’Interno Dipartimento per gli affari interni e territoriali, alla Presidenza della Repubblica ed all’Ufficio territoriale del Governo di Messina, sostenendo la illegittimità alla partecipazione alle elezioni del candidato Bartolotta, per salvaguardare l’Ente e la comunità di Santa Teresa di Riva da evidenti rischi.
La riprova della giustezza di tale tesi sta nella indagine appena aperta.
Qualora gli accertamenti da parte degli organi preposti dovessero confermare quanto da questi partiti sostenuto, il risultato elettorale risulterebbe alterato e quindi non potrà che essere invalidato. |
Comunicato stampa 27 giugno 2007
Le ultime vicende in seno al consiglio comunale che vedono frantumarsi pezzi importanti della coalizione che hanno retto la maggioranza consiliare “acquistata” dall’abile sindaco di centrosinistra, mostrano gli inconvenienti di una politica basata sui numeri e rischiano di compromettere le prospettive di una stagione che, con tutti i limiti di una politica che non rappresenta adeguatamente nè la sinistra nè i comunisti, può affrancare la città dal servaggio dell’autoritarismo di una destra becera che ha fatto pagare alla città due anni di stasi commissariale e di totale assenza di progettualità “ufficiale”.
La qualità delle defezioni alla vigilia della discussione sul bilancio e sulle prospettive di sviluppo della città, ove non si rivelasse un ennesimo gioco delle parti, costringe ad una riflessione attenta che non può essere limitata, mentre si procede all’unificazione delle forze della sinistra, al tavolo della giunta – ammesso che se ne discuta – ma che dev’essere allargata a tutte le forze del Centrosinistra.
Il PdCI sollecita pertanto i partiti del Centrosinistra affinchè promuovano un incontro per analizzare tutte le sfaccettature dell’attuale momento politico, individuando i percorsi opportuni per rafforzare l’azione del sindaco e della Giunta comunale.
La Segreteria Provinciale PdCI Messina |
Messina, lì 05.06.2007
COMUNICATO STAMPA
Il Partito dei Comunisti Italiani di Messina, in merito ai delicati temi che riguardano l’accordo di Programma con annesso Piano regolatore del Porto, le vicende traumatiche come l’inchiesta “oro grigio” con annesse accuse di sopradimensionamento del PRG, e in ultimo il rifinanziamento del Marina Nettuno, si dichiara sorpreso e sottolinea che mai alcuna discussione, in merito agli argomenti di cui sopra, si è tenuta ufficialmente al tavolo del centrosinistra.
Il PdCI apprende attraverso la stampa che non solo la discussione non avviene nemmeno in giunta, ma si pretendono chiarimenti ufficiali dai partiti “beneficiati” di un assessorato per la discreta dissociazione avvenuta in giunta.
Appare singolare che la non partecipazione al voto di due assessori venga definita occasione di ”strumentalizzazioni” da parte del Presidente dei Verdi e che tale posizione debba essere oggetto di “chiarimenti” con il Sindaco.
Nel sottolineare che la coalizione del centrosinistra ha steso e firmato un accordo programmatico che non prevedeva certo la devastazione e la cementificazione della costa, il PdCI ritiene che tali vicende meriterebbero almeno un minimo di discussione del tavolo del centrosinistra e sostiene che la fase di riorganizzazione delle forze della sinistra impone a questo punto una riflessione da parte di tutti i partecipanti, perchè anche a Messina, a dispetto dei numeri, non si consenta a nessuno di interpretare la partecipazione in Giunta come un privilegio che dev’essere “meritato”.
La Federazione Provinciale PdCI Messina |
Messina 17 maggio 2007
Il segretario provinciale del Partito dei Comunisti Italiani di Messina, Antonio Bertuccelli, ed il segretario comunale, Attilio Camaioni, si sono incontrati ieri, 16 maggio, con il ministro dei trasporti Alessandro Bianchi per fare il punto della situazione della vertenza stretto e degli interventi del governo sulla sicurezza dei trasporti fra Messina e la Calabria. Il Ministro ha assicurato la prossima conclusione della discussione fra RFI, Caronte-Tourist e sindacati per la definizione di interventi concordati sulle tabelle di armamento, che potrebbero consentire una prima stabilizzazione di 70-75 lavoratori di RFI. Domani 18 si terrà un incontro che il ministro prevede sia quello conclusivo.
Nell’occasione, presente anche l’Amministratore Delegato di RFI, ing. Moretti, è stato sollecitato al Ministro ed a RFI il rafforzamento del naviglio e delle corse fra Messina e Villa S. Giovanni nelle ore
notturne per tutto il periodo di esecuzione dei lavori di bitumatura del “serpentone”, al fine di ridurre i disagi dell’utenza. |
"CASO BARTOLOTTA" - IL PDCI E IL PRC DENUNCIANO
Il Partito dei Comunisti Italiani, il Partito della Rifondazione Comunista e il candidato a Sindaco di Santa Teresa di Riva avv. F. Currò presentano istanza indirizzata al Ministero dell’Interno Dipartimento per gli affari interni e territoriali, alla Presidenza della Repubblica ed all’Ufficio territoriale del Governo di Messina, al fine di segnalazione nel caso di esito positivo nella competizione elettorale amministrativa di Santa Teresa di Riva del candidato Bartolotta Antonino che risulta essere stato condannato per peculato con sentenza non definitiva del Tribunale di Messina n.912/2006, significando che ai sensi dell’art.58 lo stesso candidato incorre nella sospensione dalla carica qualora dovesse essere eletto.
ELEZIONI NEL COMUNE DI SANTA TERESA DI RIVA
Spettabili Amministrazioni,
noi sottoscritti Sig.ri Currò Carmelo Letterio Francesco, nella qualità di candidato a Sindaco di Santa Teresa di Riva, Bertuccelli Antonino, nella qualità di Segretario Provinciale del Partito dei Comunisti Italiani di Messina, Giunta Filippo, nella qualità di Segretario Provinciale del Partito della Rifondazione Comunista, in relazione alle elezioni comunali in oggetto, tenutesi in data 13 e 14 del corrente mese, ci vediamo costretti a significarVi che il candidato alla carica di Sindaco Sig. Antonino Bartolotta risulta essere stato condannato per peculato con sentenza non definitiva del Tribunale Penale di Messina n. 912/2006.
Ove il medesimo venisse, pertanto, proclamato eletto, dovrebbe essere immediatamente sospeso di diritto ex art. 59 d.lgs. n. 267/2000, il quale prevede che “Sono sospesi di diritto dalle cariche indicate al comma 1 dell'articolo 58: a) coloro che hanno riportato una condanna non definitiva per uno dei delitti indicati all'articolo 58, comma 1, lettera a), o per uno dei delitti previsti dagli articoli 314, primo comma, 316, 316-bis, 317, 318, 319, 319-ter e 320 del codice penale”.
La sospensione, riguardando una sentenza emanata antecedente all’elezione, operando di diritto ed essendo automaticamente efficace in relazione all’elezione alla carica di sindaco, opera infatti immediatamente, precludendo completamente al sindaco neoeletto l’esercizio di qualsivoglia potere, diversamente dall’ipotesi in cui la sentenza di condanna non definitiva pervenga successivamente all’elezione (nel qual caso gli atti fino ad allora adottati rimangono validi).
Da ciò consegue che il Sindaco non potrà neanche procedere alla nomina della Giunta e del vicesindaco e, ove tali atti fossero comunque adotatti, i medesimi sarebbero insanabilmente ed originariamente nulli (tale principio è stato di recente affermato addirittura anche per le cause di ineleggibilità originarie, cfr. ord. nn. 2119 e 2120/2007 della VI Sez. del Consiglio di Stato).
Conseguentemente, non essendovi alcun vicesindaco che possa sostituire il sindaco sospeso e non esistendo alcuna Giunta validamente nominata, il Comune risulterà privo dei propri organi con la conseguenza che codeste Amministrazioni, per quanto di rispettiva competenza, ad avviso degli scriventi, al fine di garantire il funzionamento dell’ente, dovranno procedere senza indugio al suo commissariamento, se del caso anche provvisorio, ex art. 141 d.lgs. n. 267/2000 e/o ex art. 19, comma 4, del R.D. n. 383/1934.
Gli adempimenti di cui sopra si appalesano particolarmente urgenti, ove si consideri che ogni atto che il detto Sindaco, se eletto, e la giunta da lui nominata dovessero adottare risulterebbe radicalmente ed insanabilmente nullo, con evidenti rischi a carico dell’ente e della collettività.
Distinti saluti. |
IL PDCI E I VERDI - RETE DI ECOLOGIA SOCIALE:
" NON BASTA L'INIZIATIVA GIUDIZIARIA "
Comunicato stampa – 10 maggio 2007
La posta in palio è altissima: l’ultima bufera giudiziaria non ha fatto altro che evidenziarla. C’è in atto un gioco al massacro del territorio, dell'ambiente e dell’occupazione, e tardano le risposte positive di chi dovrebbe dare le direttive politiche.
Nell’ultimo incontro cui ha partecipato, l’assessore all’Urbanistica, Antonio Catalioto, non si è sottratto alla discussione, ma alcune legittime domande sono rimaste inevase. La Zps può essere considerata uno strumento di pianificazione del territorio; l'ha perimetrata la Regione Sicilia nel 2005, senza consultarsi con il Comune: il risultato è che è in rotta di collisione con il Piano regolatore generale. La domanda su come si possa procedere con due strumenti pianificatori che confliggono, a oggi, è ancora senza risposta. Il Pdci e i Verdi della Rete di ecologia sociale la chiedono, così come chiedono la Valutazione di Incidenza Ambientale per tutto quanto, a oggi, è previsto nella Zona di protezione speciale “Dorsale dei Peloritani”.
Appare altrettanto legittimo chiedere di fermare l'aggressione vigorosa al territorio: quali sono i modelli di costruzioni edilizie che si vogliono portare avanti? L’assessore all’Urbanistica promette un ufficio “Edilizia di qualità”, ma ancora non dà notizia della mini-variante al Prg, che pure aveva assicurato a febbraio. Nelle more della Commissione comunale d’inchiesta giustamente richiesta da Rifondazione per verificare lo stato di attuazione del Piano regolatore generale e le sue disfunzioni, sarebbe opportuno che l’amministrazione comunale, nella persona del suo assessore all’Urbanistica, provvedesse alla stesura di una mini-variante. Questa dovrebbe avere tra i suoi principali obiettivi la salvaguardia dei vincoli prossimi alla scadenza e la previsione di facilitazioni per gli interventi “sostenibili” e promotori di occupazione, tramite operazioni edilizie di sostituzione, di riqualificazione, di ristrutturazione, di adeguamento e di messa in sicurezza in quel 30% di territorio comunale non ricompreso nella Zps.
Pdci e Verdi della Rete di ecologia sociale ritengono che l’iniziativa giudiziaria sia apprezzabile – e la apprezzano – ma non risolutiva dei problemi posti da questa fase: adesso debbono emergere la credibilità della classe politica e dirigente di questa città e la sua capacità di indirizzo, di legalità e sviluppo sostenibile del nostro territorio.
Antonio Bertuccelli segretario della Federazione provinciale Pdci
Giuseppe Restifo portavoce Verdi-Rete ecologia sociale |
Messina, lì 5 maggio 2007
La positiva evoluzione della trattativa sugli interventi volti a garantire la stabilizzazione dei lavoratori precari di RFI in un contesto normativo che non pregiudichi sicurezza dei trasporti e par condicio fra pubblico e privato, dimostra la corretta impostazione data alla discussione dal ministro Bianchi, cui il Partito dei Comunisti Italiani di Messina – che sull’argomento gli ha rivolto numerose, anche se discrete sollecitazioni - rivolge un doveroso ringraziamento.
La vicenda sembra un buon viatico per la definizione dei tanti problemi che affliggono l’area dello Stretto ed il porto di Messina, sul quale gravano nubi minacciose. Ciò potrebbero condurre a nuovi
scontri trasversali ed a nuovi interventi del Ministro in termini di garanzia per assicurare la correttezza dell’azione pubblica in difesa dei veri interessi della città e dello Stato.
Attilio Camaioni Segr. sez Gramsci Pdci Messina
Antonio Bertuccelli Segr. prov. Pdci Messina |
Messina, lì 14.04.2007
MENO AGEVOLE L'ACCORDO TRA PDCI E PRC
Le segreterie della sez. Gramsci e Provinciale del PdCI formulano i migliori auguri di buon lavoro al neo segretario cittadino del PRC e al relativo candidato di bandiera alla presidenza dell’Autorità Portuale, nella figura di un efficace sindacalista, quantunque privo dei titoli necessari, e al contempo, su questa ultima questione, avanzano perplessità (e non malumori, come impropriamente riportato dagli organi di informazione) circa il contraddittorio avvio del progetto politico elaborato durante la fase congressuale di questo partito e nella conferenza organizzativa del PRC, e manifestano l’impressione che qualche “cugino” non riesca a rinunciare ad opportune posizioni politiche inevitabilmente “centriste”.
Ove fosse questo l’effettivo contesto diventa oggettivamente meno agevole riempire di utili contenuti l’accordo siglato fra le due segreterie provinciali il 7 aprile scorso presso la sede provinciale del PRC.
Il segretario PdCI sez. Gramsci Messina Attilio Camaioni
Il Segretario Provinciale PdCI Antonio Bertuccelli |
Messina 12 aprile 2007
COMUNICATO STAMPA
UN ARBITRO NON DEVE DIRIGERE LA PARTITA DOVE GIOCA LA SUA SQUADRA DEL CUORE
Il Partito dei Comunisti Italiani di Messina in merito alle notizie apparse sulla stampa locale riportanti le dichiarazioni del Sindaco Francantonio Genovese, precisa che nessun impegno è mai stato preso da questo partito relativamente alle candidature a presidente dell’Autorità Portuale di Messina, anche per non essere mai stato interpellato sull’argomento.
Non si riesce a capire, quindi, chi e con chi abbia assunto impegni politici che dovrebbero, invece, avere in consenso della coalizione tutta.
Circa la presentazione della candidatura presentata a firma del Sindaco, il PdCI ritiene il metodo poco rispettoso, in quanto la proposta non può essere offerta personalmente da chi dovrebbe avere un ruolo super partes.
La questione è troppo importante perché si possa accettare che un arbitro diriga la partita dove gioca la sua squadra del cuore.
Antonio BERTUCCELLI
Segr. prov. PdCI Messina |
ON. SIG. MINISTRO DEI TRASPORTI
ALESSANDRO BIANCHI
Messina, lì 5 aprile 2007
On Sig Ministro,
la vicenda dei lavoratori precari di Messina, che RFI, nei comportamenti, ha avviato al licenziamento mediante un uso quanto meno spregiudicato delle tabelle di armamento, lascia me ed il P.d.C.I. di Messina sconcertati, e ci preoccupa ogni giorno di più.
L’autonomia aziendale di RFI spiega solo in parte le tante stranezze di una vicenda, che ormai assume connotati politici, del tutto soverchianti rispetto al problema sindacale.
Ci siamo fin astenuti da comportamenti e gesti simbolici sicuri che un governo di centrosinistra con un ministro indicato da un partito comunista avrebbe affrontato, nella sostanza, il problema del precariato con determinazione almeno comparabile con quella dimostrata nei confronti del famigerato Ponte.
Le incertezze nella gestione di una situazione che si arroventa giorno per giorno fanno dubitare, invece, delle prospettive di un’azione di governo, che al di là degli aspetti miseramente aziendalistici dell’atteggiamento di RFI, non può dare l’impressione – nell’interpretazione più benevola – di una inaccettabile impotenza. La politica nazionale sull’attraversamento dello Stretto ha conosciuto nel corso degli anni una evoluzione sempre più marcata verso il disimpegno della mano pubblica, fino a configurare una quasi totale interruzione dei collegamenti ferroviari fra l’Isola ed il Continente.
Le ragioni di questa scelta non hanno mai convinto i messinesi, che l’hanno sempre interpretata come un torbido intreccio di interessi fra pubblico e privato, in cui l’incerto confine fra la politica ed il codice penale non potrebbe non essere stato superato.
E se questo era il pane quotidiano di tempi passati, così come della nefasta gestione del governo di Berlusconi, che ha spinto l’acceleratore di questo gioco allo sfascio per legittimare e incentivare l’affarismo che innervava l’operazione Ponte, da un governo di centrosinistra e da un ministro di sinistra i messinesi onesti si aspettano una svolta netta. Non atti che si limitino solamente ad eliminare la precarietà del pane quotidiano di alcune famiglie (com’è legittimo e doveroso) lasciando inalterate le line di fondo di una politica che non ha avuto l’intelligenza e l’onestà di abbandonare l’opzione dell’attraversamento stabile; ma un’azione chiara, in cui la decisa incentivazione dell’intervento pubblico si coniughi con l’eliminazione del monopolio privato.
La stabilizzazione dei posti di lavoro dev’essere il segnale netto di un’inversione di tendenza: che si deve sostanziare nel numero delle corse, nella qualità del naviglio, nel ventaglio delle opzioni e degli operatori offerte ad un’utenza che non è solo quella dei camionisti.
Antonio BERTUCCELLI
Segr. Prov. P.d.C.I. Mesisna |
Messina, 29 marzo 2007
IL PDCI DI MESSINA A FIANCO DEI PRECARI RFI
La grave vicenda dei precari RFI, in lotta ormai da mesi per la tutela del posto di lavoro e della propria dignità, riscontra la mancanza di discontinuità nella politica delle Ferrovie Statali nei confronti della Sicilia e del Meridione.
La presenza di un governo di centrosinistra e la disponibilità più volte dichiarata in varie sedi di un ministro di sinistra (da noi interpellato), dovrebbero portare le parti sociali ad un tavolo di contrattazione serio e che conduca alla risoluzione positiva del problema, visto oltre che come difesa del posto di lavoro, anche come possibilità per il popolo dello stretto a vivere e praticare ciò di cui ha bisogno.
Il PdCI di Messina è a fianco dei lavoratori in lotta e dichiara di condividere le iniziative assunte, rammentando che la lotta al precariato è uno dei più significativi obiettivi della partecipazione
al governo del Partito.
La difesa del lavoro e della dignità dei lavoratori è un valore assoluto a cui devono inchinarsi tutti i
comunisti e tutti i politici di sinistra, ed in questa direzione il PdCI di Messina fa voti affinché ulteriori ed efficaci iniziative vengano assunte dal Ministero dei Trasporti per una positiva definizione della vicenda.
Antonio BERTUCCELLI
Segretario provinciale PdCI Messina |
Messina, 27 marzo 2007
ATTENTATO A DANNO DEL CANDIDATO A SINDACO DI S. TERESA DI RIVA
Il Partito dei Comunisti Italiani di Messina esprime ferma solidarietà al compagno Avv. Francesco Currò candidato a Sindaco di Santa Teresa di Riva (ME) per il vile atto incendiario della sua autovettura subito nella notte di lunedì 26 marzo 2007.
L’atto criminoso da parte di ignoti che non potendo controbattere in modo diverso e su piani di battaglia leciti, alle iniziative e alle lotte che l’Avv. Currò porta avanti, dimostra che a Santa Teresa di Riva si è alle soglie di una campagna elettorale molto calda.
I Comunisti Italiani invitano il compagno F.Currò a non lasciarsi intimidire dalle azioni di chi agisce nell’illegalità politica e giuridica.
Della questione sono stati informati i vertici regionali e nazionali del P.d.C.I. che con fastidio apprendono che in Sicilia si respira un’aria di minacce nei confronti di chi si batte per la legalità e la trasparenza.
Antonio Bertuccelli
Segr. prov. pdci Messina |
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COMUNICATO STAMPA
Messina, 17 marzo 2007
Il Candidato a Sindaco di S. Teresa di Riva, Avv. C. Francesco Currò, il Segretario Provinciale del P.d.C.I. Antonio Bertuccelli, il comitato promotore della candidatura coordinato da Laura Balastro, nell'apprezzare con vivo interesse il fatto che pezzi importanti della società civile santateresina, come il gruppo cittadini attivi, prendono atto, finalmente in maniera pubblica e netta, della crisi politico-istituzionale in cui è stata ricacciata la città e vogliono rompere con i loro fautori e con l'intero passato, comunicano che, i loro programmi ed organigrammi, pur essendo stati elaborati da tempo per ragioni di metodo di lavoro e scadenze di legge, sono sinceramente ed effettivamente aperti, senza pregiudiziali di alcun tipo, a tutti gli importanti contributi di chi condivide la loro diagnosi, prognosi e terapia. A tal proposito sottolineano, in sintesi, che, cardini dell' azione politica e di governo dell'Avv. Currò e della sua lista, sono la creazione di una nuova classe dirigente attraverso il passaggio dalla democrazia rappresentativa alla democrazia deliberativa; il rilancio dell'economia turistico-alberghiera, commerciale, artigianale, agricola di nicchia e dell'occupazione piena, produttiva e stabile, come antidoto alla disoccupazione ed all' emigrazione, attraverso la riconversione della città sotto il profilo urbanistico, estetico-architettonico, igienico-sanitario, fiscale (mediante l'abbattimento di tarsu, bucalossi, ici).
Avv. C. Francesco Currò Candidato a Sindaco di S. Teresa di Riva
Antonio Bertuccelli segr. prov. P.d.C.I. Messina
Laura Balastro Coord. Comit. Promotore |
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COMUNICATO STAMPA
Messina, 6 febbraio 2007
Il Partito dei Comunisti Italiani di Messina segue con estrema attenzione la tormentata vicenda dell’ATO3, che ritiene grave sotto il profilo del nepotismo e al contempo deplora la slavina di precisazioni, dissociazioni ed autoflagellazioni, che forze politiche e sindacali del Centrosinistra stanno offrendo su un piatto d’argento ad una Destra ormai messa all’angolo dalle storiche responsabilità che hanno affossato la città di Messina.
Il P.d.C.I. denuncia con forza la vergognosa manovra, già attuata più volte con successo in passato al di fuori del dibattito politico, volta a destabilizzare l’Amministrazione Comunale per imperscrutabili fini.
Appare insensato e miope fare da sponda a certe manovre, nel tentativo di lucrare piccoli vantaggi politici dalla speranza che si possa così indebolire personaggi politici che stanno dimostrando di sapere gestire in modo efficace, anche se qualche volta disinvolto, i meccanismi della politica messinese.
Lo scandalo vero non è nella stabilizzazione di alcuni lavoratori a tempo (a prescindere dalle parentele, e sicuramente censurabile sotto il profilo politico) ma la convinzione che sia normale la precarietà del lavoro subordinato, consacrata a regola economica da Berlusconi e dalla Destra e passivamente accettata dai Centristi di tutte le bandiere e spesso anche dai cosiddetti partiti riformisti.
Il Partito dei Comunisti Italiani auspica che tutti i lavoratori precari vengano stabilizzati negli Enti Pubblici e ripropone, come da programma elettorale, di impedire a qualsiasi amministrazione pubblica di assumere personale se non a tempo indeterminato e con concorsi aperti a tutti.
Il segretario provinciale
Antonio BERTUCCELLI |
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COMUNICATO STAMPA
Messina, 15 gennaio 2007
Ci appare del tutto fuori luogo e piena di contraddizioni la dichiarazione contenuta nella nota della coppia Ballistreri-Franchina.
Lo ripetiamo: Sulla destinazione dei fondi (ex Fintecna) già previsti per la realizzazione del Ponte sullo Stretto, riteniamo occorra il coinvolgimento dei vertici Nazionali del Centrosinistra, Ministri compresi, con una programmazione che deve necessariamente essere discussa e condivisa, e non lasciata ad iniziative, anche se in “maniera informale”, dei singoli.
Inoltre, il paragone che l’On. Ballistreri e il Sig. Franchina fanno per difendere il loro sottosegretario, ponendo l’accento sulla uguaglianza tra la destra (ex, post ma comunque fascista) e quella che loro definiscono la “estrema sinistra”, ci porta a sollecitare i ricordi della provenienza dei due esponenti dello SDI, che dovrebbero richiamarsi ai valori del socialismo, dell’antifascismo e della tutela del movimento operaio (per lunghi anni rappresentato anche dall’On. Ballistreri nella qualità di segretario di un sindacato confederale).
Cogliamo l’occasione per ricordare ancora all’On. Ballistreri (eletto nella lista Uniti per la Sicilia che rappresentava diversi partiti della “sinistra estrema” e che per ciò fu sottoscritto un accordo programmatico-elettorale, cui tutti devono uniformarsi, altrimenti non si capisce il perché della lista stessa) che dovrebbe rappresentare tutte le componenti che in maggioranza il Ponte sullo Stretto non lo vogliono e non lasciarsi andare a sintomi di sindrome da prima donna con dichiarazioni che vanno in tutt’altra direzione, oppure dimettersi dal gruppo che lo ha eletto.
Antonio BERTUCCELLI
Segretario Provinciale P.d.C.I. Messina |
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COMUNICATI STAMPA
Messina, 10 gennaio 2007
Il Partito dei Comunisti Italiani di Messina, preso atto della riunione convocata dal sottosegretario al ministero dei Trasporti, on. Raffaele Gentile, con la partecipazione del presidente della Provincia regionale, Salvatore Leonardi, del Sindaco di Messina, Francantonio Genovese,e dei Parlamentari Nazionali e Regionali di Messina, per affrontate la problematica relativa alla destinazione dei fondi (ex Fintecna), già previsti per la realizzazione del Ponte sullo Stretto, lamenta con forza la discriminazione subita da questo partito e dai suoi deputati eletti in Sicilia (On. Oliviero Diliberto) e nel collegio di Messina (On. Orazio Licandro).
Ai Comunisti Italiani di Messina appare del tutto assurdo che l’attuale ministro deleghi su temi di così grande rilievo un semplice sottosegretario, a fronte dell’importanza della problematica e dei rapporti che legano il Ministro stesso al partito, che ha riscontri tra le due sponde dello Stretto.
Si stigmatizza il comportamento anomalo del sottosegretario On. Raffaele Gentile, richiamando ad un forte senso del dovere, ed a manifestare in futuro una maggiore indipendenza partitica, prescindendo dalla diversità di tessera rispetto al Ministro, che potrebbe non essere stato informato dei dettagli dell’iniziativa stessa.
Il Segretario Provinciale
Antonio Bertuccelli |
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Messina, 5 gennaio 2007
Comunicato stampa.
Il tormentone politico del momento (Agenzia di Sviluppo Territoriale: si o no?) sta mobilitando partiti e mass media secondo le solite linee di ragionamento tortuose e contraddittorie che hanno affossato negli ultimi trent’anni la vita amministrativa e sociale della nostra città.
Il Partito dei Comunisti Italiani di Messina dichiara subito che si opporrà con tutte le sue forze alla realizzazione dell’ennesimo carrozzone, che avrebbe – nella mente degli ideatori, più che in quella dei progettisti, semplici strumenti che non avrebbero titolo ad interloquire – la funzione di depotenziare il ruolo del Comune (e della politica messinese). Qui non si tratta di beghe politiche, ma di serietà di intenti e coerenza di comportamenti alla luce della storia che i messinesi hanno già vissuto sulla propria pelle.
Gli argomenti speciosi che vengono portati esprimono il ricatto politico di chi subordina l’erogazione di cospicui finanziamenti alla volontà di condizionarne la gestione giorno dopo giorno, momento dopo momento.
Messina e la Sicilia non sono Barcelona in Spagna (e nemmeno Genova).
Nemmeno la guida del Sindaco o il prossimo cambio di vertice all’Autorità Portuale (che potrebbe essere più vicino di quanto si pensi) possono garantire che i metodi del Centrodestra (ampiamente sperimentati nell’ultimo decennio e che riproducono l’ottica becera dei peggiori protagonisti della prima repubblica) non facciano impantanare l’attuazione dei progetti di recupero del Waterfront in una ignobile contrattazione su chi e come deve utilizzare i milioni promessi da Cuffaro; su chi e come deve accaparrarsi le aree recuperate dall’interramento dei binari FF.SS.; sulla natura delle opere da realizzare sulle aree della Zona Falcata (Alberghi? Villaggi turistici? Impianti commerciali e/o direzionali? Case?). Con l’effetto di bloccare tutto alla fase della progettazione (con decine di progettisti per ogni gruppo come accadde negli anni novanta con i miliardi di lire del Risanamento) o subito dopo aver pagato i progettisti. Abbiamo già visto e dato.
Le diverse competenze degli interessati, dal Comune al Ministero, all’Autorità Portuale ed all’Ente Porto, passando per la Provincia Regionale e quant’altro, devono essere attivate e sollecitate in termini di correttezza amministrativa e di metodologia politica, non scavalcate con trasparenti escamotages per imperscrutabili finalità che alla parte sana di Messina non interessano, né punto né poco.
Il segretario provinciale
Antonio Bertuccelli |
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I governanti possono colpire e rendere illegali organizzazioni politiche e sociali che hanno ideali diversi dai loro, violando completamente la libertà di pensiero.
LUNEDI’ 27 NOVEMBRE 2006, ORE 10,30
SALONE DELLE BANDIERE – PALAZZO ZANCA - MESSINA
CONVEGNO-DIBATTITO
“LIBERTA’ DI PENSIERO, DI ESPRESSIONE, DI ASSOCIAZIONE:
LA MESSA AL BANDO DEI GIOVANI COMUNISTI NELLA REPUBBLICA CECA”
Modera:
• GIACINTA PREVITE, segreteria provinciale F.G.C.I. Messina e componente il Comitato Centrale P.d.C.I..
Intervengono:
• FEDERICO MARTINO, storico del diritto (Università di Messina), componente del Comitato Politico Nazionale del P. R.C.;
• ANTONIO CATALFAMO (Università di Messina), direttore del Centro Studi “Nino Pino Balotta”;
• ORAZIO LICANDRO, deputato nazionale P.d.C.I. e componente Commissione Affari Costituzionali alla Camera;
• CARMELO ALBANESE, coordinamento Nazionale Giovani Comunisti/e;
• FRANCESCO SALVO, segretario provinciale Sinistra Giovanile Messina;
• FRANCESCO FRANCESCAGLIA, segretario nazionale Federazione Giovanile Comunisti Italiani.
LA CITTADINANZA E’ INVITATA |
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“SETTANT’ANNI CHE CAMBIARONO IL MONDO:
IL COMUNISMO NELLA STORIA DEL NOVECENTO E OLTRE”
CONVEGNO STORICO
Sabato 18 novembre 2006, ore 16,30
Aula Magna del Liceo Classico “Luigi Valli”
Barcellona P. G. – Via Degli Studi, 62/64
Interverranno:
GIUSEPPE AMATA ordinario di materie economiche all’Università di Catania: “Le categorie economiche della trasformazione sociale”;
GIUSEPPE PRESTIPINO filosofo (Università di Siena): “Cercare ancora sui socialismi reali”;
ANTONIO CATALFAMO (Università di Messina), direttore del Centro Studi “Nino Pino Balotta”: “Il comunismo: dalla storia alla prospettiva”;
FEDERICO MARTINO storico del diritto (Università di Messina); membro del Comitato Politico Nazionale del Partito della Rifondazione Comunista: “Qualche considerazione sull’esperienza del Partito Comunista in Italia: 1960-1990”;
PAOLA PELLEGRINI responsabile nazionale del Dipartimento Cultura del Partito dei Comunisti Italiani: “La questione democratica dopo l’ ’89”.
La cittadinanza è invitata a partecipare.
CONVEGNO PROMOSSO DA:
Circolo Arci “Città Futura” - Barcellona P.G.
Centro Studi “Nino Pino Balotta” - Barcellona P. |
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COMUNICATO STAMPA
In data 7 novembre 2006 presso la sede comunale di Palazzo Zanca, le delegazioni del Partito dei Comunisti Italiani e della Federazione Giovanile Comunisti Italiani di Messina, hanno incontrato il sindaco Francantonio Genovese per discutere la richiesta, presentata dalle delegazioni stesse il 25 febbraio 2006, per l’istituzione dei registri civili per le coppie di fatto anche a Messina.
Il P.d.C.I. e la F.G.C.I. esprimono apprezzamento per la sensibilità manifestata dal sindaco, il quale si è dichiarato disponibile ad affrontare e risolvere positivamente la questione, che, a parere degli scriventi, investe carattere di evidente discriminazione tra i cittadini.
La segreteria provinciale P.d.C.I. Messina
La segreteria provinciale F.G.C.I. Messina |
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VOGLIONO MASCHERARE LA LORO INCAPACITA’ COPRENDOLA CON L’OMBRA DEL PONTE .
“La tanto discussa questione “ponte sullo stretto”, che in questi giorni ha animato il dibattito politico nazionale, regionale e cittadino, sia da parte del centrodestra che da settori del centrosinistra e di qualche sindacato, propensi alla costruzione di tale opera inutile, dannosa e smembratrice del territorio, serve solo a mascherare l’incapacità del governo regionale e di tante amministrazioni locali a portare avanti una vera politica dello sviluppo in Sicilia.
In Sicilia ci sono tante città in mano al centrodestra, anche importantissime come Palermo e Catania, i cui amministratori, attraverso la mancata realizzazione della “cattedrale nel deserto”, intendono coprire la loro inefficienza.
Ai siciliani non serve un ponte, ma risposte concrete, assunzioni di responsabilità e che non nasconda la testa sotto la sabbia.”
Ad esprimersi è Antonio Bertuccelli segretario provinciale del Partito dei Comunisti Italiani di Messina. |
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L'ATTIVO DELLA SEZIONE GRAMSCI DEL PARTITODEI COMUNISTI ITALIANI DI MESSINA RIUNITOSI IN DATA 23 OTTOBRE 2006 ALLA PRESENZA DEL SEGR. PROV. ANTONIO BERTUCCELLI HA APPROVATO IL SEGUENTE DOCUMENTO:
Le risicate vittorie elettorali del centrosinistra alle comunali di Messina ed i continui passaggi al partito del Sindaco, impongono alcune riflessioni, soprattutto in vista della “Conferenza Economica Cittadina”, della quale il PdCI lamenta la mancanza di linee guida. Le scelte, probabilmente, sono state già fatte da chi ha la forza politica ed economica per farle passare, ma si vuole che esse emergano da un confronto di ampio respiro, e non solo per pura demagogia.
Le oscillazioni tattiche del centrodestra a livello nazionale (un giorno si minacciano ostruzionismo e moti di piazza, e l’altro si cercano – e qualche volta si ottengono - compromessi ai limiti dell’inciucio) si avvertono anche nella nostra città. L’UDC ha capito che il berlusconismo non porta da nessuna parte e tesse le sue trame. Le sue aperture hanno come obiettivo quello di controbilanciare il peso politico della sinistra, aprendo un dialogo al centro, e non solo per motivi di numeri consiliari. A Messina, infatti, i numeri ( su 13 assessori, ben 5 fanno riferimento a partiti più o meno di sinistra, e molti sono rappresentati da attuali o da ex segretari provinciali), che dovrebbero sollecitare una politica più attenta ai punti programmatici di cui la sinistra è stata portatrice, a partire dai diritti civili, sembrano non avere peso e il “dialogo” con l’UDC è nei fatti, nella scelta degli uomini, nel senso profondo di atteggiamenti politici diversamente incomprensibili.
In questo panorama politico, la prima considerazione che il PdCI fa è che l’esito della CEC non dovrà contraddire le scelte del programma elettorale del Centrosinistra. Se infatti dovessero essere formulate conclusioni contrastanti con quel programma, disattenderle indebolirebbe l’azione di Governo del Sindaco, privando comunque di valore politico la CEC e riducendola a mera esercitazione accademica. Ma accettarle indebolirebbe la coesione della maggioranza. Il Pdci di Messina ribadisce ancora una volta il proprio senso di unità e al contempo di diversità all’interno della coalizione, e ripropone con forza i punti principali del proprio programma, che si ritiene possano contribuire per cominciare ad affrontare la tragedia socio-economica di Messina.
Questa tragedia si descrive in poche battute: assenza di una vera imprenditoria locale con conseguente insufficienza di posti di lavoro e dei consumi; dilagare delle attività criminali; mancanza di un tessuto economico e di un mercato robusti ed efficienti che consentano ad un imprenditore di poter aspirare a dimensioni di grande respiro; pochissime le attività imprenditoriali private sicuramente redditizie, le quali spesso beneficiano di una rendita di posizione che rasenta il monopolio; fallimento o crisi di tante iniziative imprenditoriali; proliferare di super ed ipermercati, spesso gestiti da imprenditori non messinesi; mentre si avvicendano con un drammatico turn over le piccole imprese nel campo della ristorazione o dell’abbigliamento; la città in mano a imprese finanziarie - attraverso cui passano enormi flussi monetari, che potrebbero essere collegati con attività poco lecite - che, com’è noto, non svolgono attività produttive.
Viceversa, non si assumono determinazioni per rivolgere a beneficio della città la non invidiabile posizione di passaggio obbligato per andare nel continente, riuscendo a consentire la realizzazione di utili solo a chi gestisce i trasporti privati e i nuovi approdi di Tremestieri (che il Pdci ritiene debbano essere gestiti da un Ente Pubblico).
Il PdCI si aspetta che la CEC configuri un piano attuativo del programma del Centrosinistra, dando utili input per un deciso avvio di una stagione concreta ed operativa, e reclama una svolta decisa verso la costruzione di una città “normale”, senza grovigli, sovrapposizioni di ruoli e … project financing inaccettabili.
La segreteria Sez. “Gramsci” PdCI Messina |
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CONFERENZA STAMPA
mercoledì 18 ottobre 2006 alle ore 10,30
Salone delle Bandiere - Palazzo Zanca, Messina
“DISCRIMINAZIONI: LE COPPIE DI FATTO E L'ISTITUZIONE DEI REGISTRI CIVILIi”.
Partecipano:
On. KATIA BELLILLO Deputato e responsabile naz. P.d.C.I. Diritti Civili, GIACINTA PREVITE del Comitato Centrale PdCI, GABRIELE LOMBARDO della F.G.C.I. di Messina, PAOLO PATANE' del coordinamento nazionale dell’ARCI GAY, ROBERTA PALERMO del Circolo Orion di Messina, SARO VISICARO presi. del Comitato La Nostra Città , NINO URSO gruppo PRC al Comune di Messina. |
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MESSINA 25 SETTEMBRE 2006
E’ stata inaugurata ieri 24 settembre 2006 la nuova sede della Federazione Provinciale del Partito dei Comunisti Italiani di Messina, in Viale Giostra, 5.
Il tradizionale nastro è stato tagliato dal segretario regionale On. Orazio Licandro che, insieme al segretario provinciale Antonio Bertuccelli, ha rivolto agli intervenuti un breve discorso per preannunciare una più intensa stagione di iniziative dei Comunisti Italiani messinesi e farsi parte diligente affinché nella prossima finanziaria siano inseriti i mezzi economici per cominciare a sovvenzionare con le risorse del Ponte le necessarie opere infrastutturali. Ciò appare essenziale, anche in vista di un rinnovato interesse per l’area integrata dello Stretto.
Il P.d.C.I. rivolge un vivo ringraziamento a tutti i partiti e rappresentanti delle istituzioni intervenute, dal Sindaco e rappresentante della Margherita On. Francantonio Genovese, il quale ha evidenziato tra l’altro le difficoltà cui versa il Comune di Messina, a Marcello Scurria per i D.S., a Maurizio Bernava per la CISL, a Paolo Patanè presidente del circolo Arcigay Pegaso di Catania nonchè consigliere Nazionale dell'associazione, a Roberta Palermo presidente onorario del circolo Orion di Messina, a Giovani Frazzica presidente del Movimento Popolare Siciliano, ad alcuni esponenti dell’Area dell’ Ernesto per il P.R.C. (a cui i Comunisti Italiani di Messina assicurano di voler ricambiare l’interesse dimostrato in questa occasione per la crescita della società civile) ed ai tanti iscritti, militanti e simpatizzanti del P.d.C.I. presenti per l’occasione.
La segreteria provinciale PdCI Messina |
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Messina 24 agosto 2006
Stamattina il Partito dei Comunisti Italiani e la Federazione Giovanile Comunisti Italiani di Messina hanno espresso, con la loro presenza, solidarietà agli ex dipendenti OVIESSE incatenati in segno di protesta davanti ai nuovi locali, collocati in mobilità dai vertici aziendali e non reintegrati nei posti di lavoro.
Il PdCI e la FGCI, dopo una prima interrogazione parlamentare, presentata nel 2005 dal capogruppo alla Camera On. Pino Sgobio, tendente a tutelare i diritti, la dignità e la professionalità dei lavoratori interessati, annunciano che ne faranno seguire un’altra, questa volta al Governo di centrosinistra, auspicando una risposta soddisfacente in tempi più rapidi.
Le segreterie provinciali PdCI e FGCI di Messina |
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Messina 10 agosto 2006
VOGLIONO PRIVATIZZARE PERSINO LA MORTE
“Vogliono privatizzare persino la morte”, questo il commento del segretario provinciale del Partito dei Comunisti Italiani di Messina, Antonio Bertuccelli, a proposito dell’articolo apparso sul quotidiano locale Mercoledì 9 agosto 2006 relativo alla privatizzazione dei cimiteri cittadini.
“Un servizio prettamente pubblico soggetto a regolamenti di igiene sanitaria e polizia mortuaria, oltre che a vincoli da parte della Soprintendenza ai Beni Culturali, non può essere privatizzato ”.
Il PdCI invita l’Amministrazione a garantire la gestione comunale dei cimiteri cittadini, anche per aver accettato il programma di questo partito che metteva in evidenza il mantenimento di tale settore in mano pubblica.
“Con la privatizzazione, i costi, non saranno più definiti dall’Amministrazione, ma dal privato, con il rischio di un possibile aumento dei prezzi del servizio per i cittadini di Messina. Inaccettabile per noi”. |
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AI SEGRETARI PROVINCIALI COMPONENTI IL CENTRO-SINISTRA
Il PDCI esprime il disagio di tutti gli organi del partito e dei militanti a causa dei gravi ritardi nell’attuazione del proprio programma, pubblicamente accettato dal Sindaco e dalla coalizione.
Nessuno dei dieci punti di cui esso si compone ha visto ancora l’avvio di una qualche iniziativa in questa direzione. Né per la razionalizzazione dei sevizi principali (rifiuti, acqua, mobilità), né per alleviare il disagio degli utenti meno abbienti (pensionati, lavoratori precari), né per la tutela (risanamento, disinquinamento, ambiente e protezione civile) e la valorizzazione economica e culturale (Cittadella, zona fieristica, lungomare zona Sud, aree militari) del territorio.
L’inerzia diventa addirittura sospetta in alcuni casi, come il completamento e potenziamento dell’approdo di Tremestieri, la cui gestione deve essere al più presto affidata alla Capitaneria di Porto.
Il Programma elettorale non può essere considerato un libro dei sogni, offerto strumentalmente alle forze politiche ed agli elettori, per poi dimenticarlo all’indomani del successo.
Non si comprende, soprattutto, come mai non si è neanche tentato di avviare alcuni punti del programma che appaiono sicuramente condivisibili: la riduzione degli sprechi nei servizi essenziali ed il rendere chiaro il pagamento dei dovuti tributari, (oltre al contemporaneo sgravio degli oneri a carico dei contribuenti meno abbienti); un forte segnale di discontinuità in direzione del precariato, escludendo ogni privatizzazione dei servizi pubblici essenziali (servizi sociali, cimiteri, ecc.) e avviando la stabilizzazione dei lavoratori precari, l’istituzione dei registri civili per le coppie di fatto (richiesta avanzata da tempo da questo partito e senza alcuna risposta da parte dell’Amministrazione), la trasparenza sui contributi dati all’associazionismo.
La gestione di questi problemi non può risolversi all’interno di una Giunta che appare bloccata o egemonizzata, ma richiede un confronto effettivo e regolare fra tutte le forze del centro sinistra e la Giunta stessa. |
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ESITO DELLA RIUNIONE DEL COMITATO FEDERALE DI MESSINA
In data 13 luglio 2006, nei locali della Federazione Provinciale del P.d.C.I. di Messina, si è riunito il Comitato Federale che ha esaminato i principali problemi attualmente sul tappeto della politica italiana.
La discussione, cui ha partecipato il Presidente Regionale e componente della direzione Nazionale con delega ai problemi del Mezzogiorno Sen. Salvatore Crocetta, è stata introdotta dal segr. Provinciale Antonio Bertuccelli.
Il Comitato ha ribadito la necessità che qualsiasi attività svolta da stati democratici, anche di difesa, non infranga i diritti umani, le Convenzioni di Ginevra ed i principi fondamentali della democrazia, pena il decadimento della civiltà occidentale. In questo contesto un forte richiamo è stato rivolto al Governo affinché promuova il ruolo dell’Italia nel quadro meridionale per il raggiungimento di una pace non effimera fondata sul rispetto dei popoli e dei diritti umani.
Analoghe valutazioni sono state svolte in merito al “Caso Abu Omar”.
E’ stato inoltre evidenziato come si diluisca con il pretesto di infiltrazioni terroristiche, la gravità delle invasioni di Stati, si rapiscono Ministri e esponenti politici del movimento di Liberazione della Palestina.
La discussione si è anche soffermata con una forte critica sul libero movimento che la polizia segreta americana ha nel nostro paese.
Per queste ragioni è stata sottolineata la cultura storica dei Comunisti Italiani, che non possono avvallare con il silenzio chi punta a distruggere l’agibilità democratica, restringendo lo spazio di libertà di pensiero.
Quanto ai temi della politica interna, i Comunisti Italiani di Messina attendono fiduciosi che il Governo dia corso agli impegni elettorali, ed aspettano un forte segnale di discontinuità, a cominciare dal DPEF, affinché vengano attuate le riforme previste, dopo decenni di sacrifici imposti ai lavoratori. In particolare la reintroduzione di una nuova scala mobile che garantisca il potere di acquisto (prevista nel programma di governo), e che per i Comunisti Italiani deve essere applicata anche a tutti i lavoratori.
Infine una forte preoccupazione è stata espressa per le recenti vicende del Comune di Gela, dove il Sindaco Rosario Crocetta, simbolo regionale e nazionale della lotta alla mafia, eletto dopo la verifica di gravissimi brogli elettorali perpetrati dalla Destra, è nuovamente al centro di oscure manovre denigratorie e trasversali, tendenti a delegittimarne la figura ed il ruolo.
Il Comitato Federale del PdCI invita tutte le forze del centrosinistra a non far mancare il proprio sostegno al sindaco antimafia, ed invita inoltre la Segreteria Nazionale del partito ad avviare una intensa discussione con gli altri vertici Nazionali volta ad assicurare sostegno politico del Centrosinistra in occasione delle prossime elezioni amministrative, per evitare che la decadenza del compagno Rosario Crocetta dalla carica di Sindaco possa riportare quel comune nel vortice e nelle nebbie delle strategie mafiose. |
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Messina, lì 3 luglio 2006
AI SEGRETARI PROVINCIALI
del CENTROSINISTRA
L O R O S E D I
Egregio Segretario,
a proposito dell’articolo apparso sul quotidiano cittadino del 1 luglio 2006 relativo allo “scambio di opinioni” tra il Sindaco di Messina e esponenti del Movimento Per l’Autonomia, il Partito dei Comunisti Italiani di Messina intende esprimere il proprio parere sulla questione, ritenendo che la pronta risposta di Genovese alla sollecitazione dell’MPA, più che rassicurante, appare confermativa di una precisa “strategia del dialogo” del Primo cittadino, che è anche – non dimentichiamolo – il più autorevole rappresentante della principale forza politica del centrosinistra a Messina. L’offerta del consigliere Merlino al Sindaco, d’altro canto, non potrebbe che essere bene accetta se vista nell’ottica di quel superamento degli “steccati” cui fa cenno la Gazzetta del Sud.
Sennonché c’è qualcosa che non torna in questo scenario.
L’MPA - al di là di legittimazioni un po’ complicate per un “movimento” - ha un suo rappresentante in Giunta: la sua posizione non dovrebbe dunque essere oltre lo “steccato” ed il suo sostegno appare doveroso. Il dialogo non dovrebbe suscitare un particolare “piacere”, mentre non si dovrebbe trascurare il plateale (e forse proprio per questo sospetto) diniego dell’on. D’Alia in occasione dell’incontro con
la deputazione cittadina.
Il Partito dei Comunisti Italiani di Messina ritiene che le tematiche (ed ancor più le modalità con cui si concretizzeranno le strategie di crescita, individuate nel programma dell’Unione votato dai cittadini) non possono che essere oggetto di riflessioni in tutte le sedi, cominciando da quelle più proprie, e più propriamente politiche: Centrosinistra, maggioranza, deputazione regionale, deputazione nazionale. Non possono essere prerogativa né della Giunta, né del Consiglio, sia pure in occasione della discussione di un delicatissimo bilancio 2006. Che, sia detto en passant, non offre significativi margini di “emendabilità” o di proposte costruttive.
E se la mobilitazione del Governo Regionale è fondamentale, anche per la sua immediata contiguità e per la maggiore problematicità, questa considerazione non può immiserire (dandola per scontata) quella del Governo Nazionale. Se è auspicabile che una politica di sviluppo e rinascita appartenga a tutti i messinesi, è pur vero che le forze politiche del Centrosinistra non possono limitarsi a fare da spettatori ad un dialogo limitato ai principali protagonisti della maggioranza e delle opposizioni, e restare schiacciate in un mortificante intreccio di logiche contraddittorie, a un tempo di forza e di dialogo.
La Segreteria Provinciale P.d.C.I. Messina |
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AUTOSTRADE: URGE CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
Messina 19 giugno 2006
Il Partito dei Comunisti italiani di Messina denuncia alla opinione pubblica che dal lontano 2001 si evidenziano sempre più anomalie nella gestione del Consorzio Autostrade Siciliane. Non si comprende il motivo per cui la Regione Siciliana, (maggiore azionista dell’Ente pubblico), non ha provveduto alla nomina di un regolare consiglio di amministrazione.
Il Consorzio commissariato e presieduto dalla stessa persona per tutti questi anni farebbe sorgere il sospetto che vi è in atto un disegno mirato alla disgregazione per aprire la strada alla privatizzazione.
In questi sei anni si è assistito ad una gestione sfociata in nomine alquanto dubbie, come ad esempio quelle delle consulenze, pagate profumatamente, assegnate a dirigenti dell’Ente che stavano per andare in pensione. Si assiste ad una gestione del personale confusionaria e priva di ogni aspetto organizzativo, al riguardo il Consorzio è forse l’unico Ente siciliano dove si effettuano migliaia di ore mensili di straordinario nonostante abbia un organico di circa 700 unità. La Regione Siciliana, a fronte di quanto avviene si è limitata ad effettuare qualche ispezione che aveva del grottesco: Doveva indagare su se stessa con il risultato che è sotto gli occhi di tutti.
Per quanto riguarda la gestione delle assunzioni siamo nel classico porto delle nebbie. Si è creato un circolo chiuso e vizioso, figlio dei famosi corsi per ATE che precludevano, a priori, pari opportunità di lavoro per tutti gli aspiranti. In pratica si è creato un bacino ristretto dove attingere personale calpestando la dignità e le giuste aspettative degli altri aspiranti lavoratori. E’ giunto il momento che la Regione Siciliana si faccia carico delle responsabilità e si adoperi nel più breve tempo possibile per nominare un regolare consiglio di amministrazione anche perché non si può più pagare lautamente un commissario per sempre.
Il Partito dei Comunisti Italiani nei prossimi giorni presenterà una interrogazione parlamentare al Ministro competente.
La segreteria provinciale PdCI Messina |
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DOCUMENTO APPROVATO DAL COMITATO FEDERALE
In data 9 giugno 2006 nei locali della federazione provinciale del pdci, si è riunito il Comitato Federale di Messina, che ha approvato il seguente documento:
La sequenza di verifiche che ha investito l’elettorato italiano – e messinese in particolare - ha consentito alle forze politiche di misurare gli “umori” del Paese con una grande mole di elementi di valutazione, mettendo a dura prova la coscienza democratica dei cittadini, producendo – in occasione delle ultime regionali una percentuale di votanti bassissima. Il pdci ritiene che tale fenomeno, al di là di considerazioni ciniche su chi si avvantaggia, va seguito con grande preoccupazione.
I Comunisti Italiani auspicano la massima partecipazione agli appuntamenti democratici.
Si prende atto che, in occasione delle elezioni politiche il potere mediatico del centrodestra ha sconvolto tutte le previsioni ed i sondaggi più accreditati, quasi ribaltando un risultato che alla vigilia appariva scontato. L’uso spregiudicato dei mezzi di informazione e della televisione in particolar modo, crea un elettorato sempre meno razionale e meno consapevole dei propri interessi, e produce l’annullamento del pensiero ed il controllo totalizzante e paralizzante dei cittadini.
La federazione di Messina sollecita il Partito Nazionale a riprendere con forza il problema del conflitto di interessi, più volte posto in essere dall’ex presidente del consiglio.
Per quanto riguarda l’ultima tornata elettorale, il pdci di Messina ribadisce la volontà di rivedere la legge elettorale siciliana ( voluta dalla Margherita e dai D.S.) che limita la possibilità di individuare, attraverso la simbologia,i partiti naturalmente votati alla difesa dei ceti più deboli.
Tale legge, accompagnata da manovre di basso profilo, ha penalizzato il PdCI e PRC ed occorre riconoscere che l’”ammucchiata” prodotta dalla lista “Uniti per la Sicilia” è stata una pessima idea per i motivi: 1) Parte della nostra forza risiede nella potenza del simbolo di partito; 2) Una lista contenitore serve solo ai “cavalieri di ventura”; 3) Il nostro è un elettorato critico e/o ideologico: quale programma di una lista così eterogenea?
Va fatto notare l’esito elettorale,incomprensibile dal punto di vista politico, dei Democratici di Sinistra a Messina che alle amministrative del novembre 2005 riportano un totale di 5985 voti di lista ed esprimono 5241 voti di preferenza, per una differenza di 744 voti pari la 12,43%, mentre alle Regionali 2006 i voti di lista riportati sono 9354 e le preferenze espresse 5755 con una differenza di ben 3599 voti, pari al 38,48%. Ci appare chiaro che l’elettore di sinistra non individuando nella scheda elettorale la possibilità di esprimere consenso ad una lista marcatamente di sinistra alternativa, favorisce chi ritiene possa in qualche modo rappresentare la sinistra stessa.
I rapporti con la coalizione: Nel contempo che si registra un assordante silenzio rispetto alcuni problemi in merito a iniziative politiche, laicità delle istituzioni, verità sui tributi locali ecc. , si assiste ad una trasumanza non dal centrodestra al centrosinistra, ma da quasi tutti le forze politiche al partito del Sindaco. I Comunisti Italiani di Messina domandano: Cosa c’è dietro? Perchè tanta disponibilità da entrambe le parti? Quali sono le richieste e quali le risposte? Ma soprattutto chi sono i personaggi e le forze politiche che concordano?
Il PdCI di Messina nel riaffermare la propria “diversità” fa suo il ruolo caparbio ed appassionato dei comunisti nell’ambito del centrosinistra.
Di fronte ad un nascente Partito Democratico che assorbirà gli ex D.S. in una politica di vago progressismo riformista, occorre insistere sulla validità dell’ideologia comunista, dalla difesa dei ceti meno ambienti a quella dello Stato rispetto agli interessi privati, che possono essere riconosciuti solo se non compromettono la dignità e la tutela dei più deboli. Riteniamo necessario che alla sinistra del futuro Partito Democratico si rafforzi la presenza di una Sinistra radicale, che si dia carico di formare la cultura politica e difendere gli interessi dei lavoratori e dei ceti meno agiati; che eserciti una critica corretta ed implacabile dell’azione di governo; che non competa con altri soggetti politici sul piano della immagine e della potenza mediatica; che diffonda l’idea politica con una attività capillare. Su questo percorso, il pdci di Messina, invita tutti coloro che hanno i nostri stessi interessi, chi ha a cuore i diritti e non i privilegi, chi tiene alla problematica di uno sviluppo sostenibile ed ai temi ambientali,a svolgere azioni che ci accomunano, non mettendo in discussione simbologia e tradizioni storiche.
IL COMITATO FEDERALE PDCI MESSINA |
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COMUNICATO STAMPA
Il Partito di Comunisti Italiani di Messina, parteciperà alla manifestazione per il 61° anniversario della Liberazione che si svolgerà il 25 aprile alle ore 10 a Piazza Unione Europea, e sarà presente con i propri militanti e le proprie bandiere.
Il P.d.C.I. intende marcare tale commemorazione anche alla luce delle irresponsabili prese di posizione dell’ex premier Berlusconi e di tutto il centrodestra, che nonostante la sconfitta elettorale, assume atteggiamenti che poco hanno da invidiare alle dittature golpiste.
Non riconoscere le regole democratiche e l’esito del voto popolare, vuol dire non accettare la sconfitta e pone il paese in una condizione di disagio internazionale, oltre a generare un clima di tensione da guerra civile nei cittadini italiani.
Anche questa volta, i comunisti e l’Italia democratica, non staranno a guardare.
I Comunisti Italiani invitano i cittadini, i democratici, le associazioni di liberazione nazionali a vigilare sulla tenuta delle istituzioni democratiche e sollecitano la partecipazione alla manifestazione per una Italia ancora una volta liberata. |
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I COMUNISTI ITALIANI AD ALI’ TERME
In data 10 marzo 2006, alla presenza del Segretario Provinciale Antonio Bertuccelli, ad Alì Terme si è tenuta una riunione politico-organizzativa ed è stato deciso di dar vita alla sezione locale del Partito dei Comunisti Italiani (P.d.C.I.) con l’avvio della campagna di tesseramento e di successiva apertura della struttura.
Dopo un'ampia ed articolata discussione inerente problemi nazionali e locali, è stato nominato coordinatore locale il compagno Alfonso Calabrese.
I Comunisti Italiani si faranno dunque presto sentire per sollecitare la restituzione ai cittadini del diritto di scegliere e determinare il proprio futuro nel rispetto delle regole democratiche poste alla base della convivenza civile dei popoli liberi. |
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7 MARZO 1947 - 7 MARZO 2006
Messina - I Comunisti italiani e il Comitato " La nostra Città" hanno commemorato stamane, alle 10, i caduti dell'eccidio del 7 marzo 1947 Giusepe Maiorana, Biagio Pellegrino e Giuseppe Lo Vecchio. La strage fu il tragico effetto dell'assurdo intervento repressivo con cui si rispose ad una pacifica manifestazione contro il carovita e per il lavoro. Il segretario regionale del Pdci, Orazio Licandro, ha detto che "commemorare oggi l'evento significa dare un senso al sacrificio di quei messinesi e assegnarlo alla memoria collettiva di tutta la città".
A maggior ragione se si considera che l'impegno per una società più giusta che ispirò quel grande e tragico episodio di mobilitazione popolare trova ragion d'essere anche ai nostri giorni e in questa stessa nostra città in cui l'area di povertà e di precarietà sociale ed economica si estende sempre di più mentre il lavoro rimane ancora una chimera per troppe persone. |
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Al sig. sindaco On. Francantonio Genovese
Messina
All’Assessore ai Servizi Demografici
Alfredo Crupi
Messina
Oggetto: Richiesta istituzione registri civili coppie di fatto
NO ALLA DISCRIMINAZIONE.
L’unione di due persone conviventi, non sancita dal matrimonio, è antica come il mondo. Tuttavia, quasi sempre questa particolare relazione ha avuto vita solo nell’ombra: spesso perseguitata, nella migliore delle ipotesi tollerata.
Il desiderio di libertà delle cittadine e dei cittadini di questo paese è un fiume in piena. Le donne e gli uomini, le lesbiche e i gay, gli eterosessuali e i bisessuali, i transessuali e i transgender, credenti e non, cittadini italiani e portatori di altre culture, vogliono essere protagonisti della loro vita. Chiedono il rispetto delle identità, delle specificità.
Tantissime coppie convivono, oggi che anche la pubblicità propone ripetutamente modelli di famiglia non tradizionale (e, come afferma un creativo, «essa si limita a registrare quello che avviene nella società»), ebbene, ancora oggi in Italia manca una legislazione sulla materia.
Al fine di dare dignità ad ogni tipo di rapporto il Partito dei Comunisti Italiani di Messina, il Comitato La nostra Città, l’Associazione Culturale Le Marais, il Gruppo Consiliare P.R.C. chiedono al Sindaco ed all’Assessore competente l’istituzione di un ufficio e dei relativi registri civili per le coppie di fatto.
In allegato lo schema di delibera. |
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C O M U N I C A T O
A GAGGI CI SONO I COMUNISTI ITALIANI
Oggi 22 febbraio 2006, alla presenza del Segretario Regionale Orazio Licandro, del Segretario Provinciale Antonio Bertuccelli, dell’ex Sindaco di Gaggi (ME) Salvatore Pagano e dei compagni Francesca Spinelli, Enzo Ragonesi e Daniele D’Amore, è stato deciso di dar vita a Gaggi alla sezione del Partito dei Comunisti Italiani (P.d.C.I.) con l’avvio della campagna di tesseramento e di successiva apertura della sezione.
Tale iniziativa, che ha incontrato i favori dei responsabili regionale e provinciale del Partito, nonché dei compagni intervenuti all’incontro, tenutosi presso il Caffè Nuovo, punta ad aggregare i giovani, le donne e gli uomini di Gaggi che mal sopportano lo stato di ignavia nel quale è stata ridotta, da tempo la politica a Gaggi e nella Valle dell’Alkantara.
La voce dei Comunisti Italiani si farà dunque presto sentire per sollecitare la restituzione ai cittadini del diritto di scegliere e determinare il proprio futuro nel rispetto delle regole democratiche poste alla base della convivenza civile dei popoli liberi.
La voce dei Comunisti Italiani a Gaggi sarà ascoltata quanto maggiore sarà il numero dei suoi sostenitori e degli iscritti alla sezione. |
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INCONTRO CENTROSINISTRA
La Federazione Provinciale dei Comunisti Italiani, il Coordinamento Comunale dei Repubblicani Europei, il Comitato “La Nostra Città”, che hanno partecipato all’incontro di sabato 11 febbraio 2006 unitamente ai rappresentanti dei Verdi, SDI, Lega delle Autonomie Locali, ribadiscono la necessità di un immediato confronto tra tutte le forze del centrosinistra.
L’assenza di qualsiasi riscontro a quasi tre mesi dalle elezioni è stata causa in questo periodo di diverse prese di posizione singole, ma non isolate, su alcuni temi rilevanti per la città, per i quali non c’è stato alcun preventivo dibattito politico.
L’assenza di un tavolo di concertazione tra tutti i partiti non giova sicuramente alla città e alla sua amministrazione, così come la mancanza di coesione tra tutti i soggetti politici della coalizione di centrosinistra è inopportuna in vista delle prossime scadenze elettorali nazionali e regionali.
E’ con questi presupposti che i partecipanti all’incontro esprimono l’esigenza immediata del confronto politico e l’invito ai partiti e componenti la coalizione a lavorare insieme nell’interesse della città, tutti e con pari dignità, così come è stato fatto prima delle elezioni amministrative. |
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Il Partito dei Comunisti Italiani Federazione Provinciale di Messina comunica che in data 12 febbraio 2006, alla presenza del segr. prov. Antonio Bertuccelli e di altri componenti la segreteria provinciale, si è tenuta a S. Filippo del Mela una riunione costituente la sezione del p.d.c.i. “Enrico Berlinguer”.
Dopo un’ ampia ed articolata discussione sui temi nazionali e regionali, l’attenzione si è soffermata sulle questioni locali, soprattutto per ciò che concerne il “caso ex SACELIT”, fabbrica di amianto in disuso senza una reale bonifica, oggi destinata a deposito di generi alimentari.
I Comunisti Italiani ricordano alla opinione pubblica che nel 2003, tramite il Capogruppo alla Camera dei Deputati On. Pino Sgobio, sulla questione è stata presentata una interrogazione al Governo Nazionale senza ricevere, a distanza di quasi tre anni, alcuna risposta.
Alla fine del dibattito è stato nominato un coordinamento composto dai seguenti compagni: Pandolfo Antonino, Bucca Giuseppe e Bucca Antonino |
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IL CONTINUO PRECARIATO NON GARANTISCE I SERVIZI
Il Partito dei Comunisti Italiani invita alla mobilitazione i lavoratori sul caso “ Istituzione Servizi Sociali”.
Il P.d.C.I. vuole ancora un volta sottolineare che numerose azioni di lotta sono state intraprese da parte dei lavoratori, e che tale l’Ente Istituzione nasce su proposta da parte dei salariati interessati con il sostegno di quegli stessi che oggi ne propongono lo scioglimento.
I lavoratori da molti anni chiedono la stabilizzazione del posto di lavoro attraverso l’Istituzione Servizi Sociali.
Il P.d.C.I. rifiuta fortemente la proposta avanzata da uno schieramento trasversale di alcuni consiglieri comunali, volta a chiedere l’abolizione dell’Ente strumentale dell’Ente Locale perchè riporterebbe indietro nel tempo i lavoratori interessati, già penalizzati oltre che dal salario non sempre puntuale, anche da chi si sente, con i fatti ed i comportamenti, padrone assoluto di imprese collettive, spalleggiato da personaggi politici e sindacali, molte volte cinghia di trasmissione di soggetti che hanno precisi interessi.
L’Ente Istituzione può e deve essere lo strumento per dare, finalmente, certezze di stabilità, può e deve risolvere – almeno in parte - il precariato vigente, ed avendo personalità giuridica, può e deve essere dotato di personale proprio.
Chiediamo all’Amministrazione Comunale di adoperarsi a predisporre tutti gli atti politici ed amministrativi affinché tale Ente – sgangherato da una pessima gestione - possa funzionare in maniera trasparente, per garantire un efficiente servizio agli assistiti ed al contempo crei le condizioni per la stabilizzazione dei lavoratori, già impiegati nelle cooperative sociali da quasi un ventennio.
Lo riteniamo l’unico modo per mettere ordine nel comparto.
Mantenere vivo il settore degli appalti serve solo a consolidare la già precaria condizione di vita dei lavoratori, non garantisce il servizio agli assistiti e favorisce sacche di clientelismo e di parassitarismo.
Il P.d.C.I. invita i lavoratori interessati, a mobilitarsi con azioni di lotta affinché non passi l’operazione di precarizzazione a vita dei soggetti in questione.
Il Segretario Provinciale
Antonio Bertuccelli |
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Messina, lì 2 febbraio 2006
I COMUNISTI ITALIANI SOLLECITANO LA RIPRESA DEL TAVOLO DEL CENTROSINISTRA
In data 01 febbraio 2006 si sono riuniti congiuntamente il Comitato Federale ed il Comitato Cittadino del Partito dei Comunisti Italiani di Messina, i quali organismi hanno elaborato i dati della consultazione popolare riportati per la elezione del Sindaco e del Consiglio Comunale svoltasi a Messina.
Il P.d.C.I. ritiene utile l’esperienza fatta e conferma la volontà di dare giusta voce a quanti hanno riposto fiducia nella battaglia politica intrapresa a favore della legalità e per il riscatto della città.
I Comunisti Italiani rivalutando l’importante contributo apportato nel positivo esito elettorale, vogliono portare il peso - non solo in termini numerici, ma soprattutto per la capacità di offrire forte partecipazione all’elaborazione dei contenuti politici - a tutti i componenti della coalizione, partiti, movimenti, associazioni e liberi cittadini che hanno concorso alla affermazione dell’attuale Amministrazione, lì dove il centrodestra “la faceva da padrone” portando la città all’ultimo posto della graduatoria nazionale per qualità della vita.
Il P.d.C.I. lamenta la mancata convocazione del tavolo di concertazione, che ritiene l’unico strumento abilitato alla formulazione di proposte politiche e di rappresentazioni istituzionali, nulla togliendo all’attuale Amministrazione, e sostiene che il metodo di accentramento del potere politico ed amministrativo non è coerente con le aspettative dei messinesi che hanno dato consenso alla coalizione.
A tal proposito i Comunisti Italiani sollecitano la ripresa delle argomentazioni politiche collettive, che a partire dal programma sottoscritto, veda tutte le componenti firmatarie impegnate, con pari dignità, a fare in modo che in città si riprenda il ragionamento comune che ha caratterizzato e portato alla vittoria il centrosinistra.
Ufficio Stampa P.d.C.I. Messina |
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Il Partito dei Comunisti Italiani, denuncia alla opinione pubblica che alla data di oggi 20 gennaio 2006, l’Amministrazione Comunale di Messina non ha ancora provveduto a consentire ai cittadini di poter firmare la richiesta di referendum indetto dal Comitato Nazionale per la Difesa della Costituzione contro il progetto di riforma della II° parte della Costituzione.
Alcuni cittadini stamattina si sono recati a Palazzo Zanca ed alla richiesta di poter esercitare il proprio diritto non sono stati messi in condizione di esprimere il proprio parere con l’adesione alla istanza di referendum.
Il P.d.C.I. di Messina sollecita l’Assessore competente, il Sindaco , nonché il Segretario Generale a voler disporre immediatamente quanto necessario affinché i cittadini siano messi in condizioni di esercitare tale diritto, dato che negli altri comuni la raccolta delle firme è in stato avanzato, come previsto dalla legge. |
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Il Partito dei Comunisti Italiani di Messina denuncia, agli organi di informazione locali e nazionali, che nella notte di venerdì 23 settembre 2005, la sede di questo partito sita in via Boner, 9 a Messina è stata attaccata da ignoti che non potendo accedere all’interno della sede stessa hanno distrutto la targa-insegna del partito. Essendoci affisse sulle pareti dello stabile altre insegne di liberi professionisti e di studi professionali, si ritiene che il gesto sia diretto al solo scopo di danneggiare e disturbare o intimidire questo partito.
Segno, a dir poco, grottesco che non scoraggia la segreteria provinciale e cittadina del PdCI, anzi spinge ancor di più a svolgere e continuare il proprio lavoro, che forse a livello locale incomincia a preoccupare chi agisce nell’illegalità politica e giuridica. Dal momento che chiunque abbia agito, non riesce a controbattere le nostre lotte in modo diverso e su piani di battaglia leciti, il PdCI prende atto che a Messina si è alle soglie di una campagna elettorale molto calda.
L’atto è stato doverosamente denunciato dal segretario provinciale Antonio Bertuccelli, all’Arma dei Carabinieri nella giornata di sabato 24 e successivamente informato i dirigenti regionale e nazionali del partito, che con fastidio apprendono ancora una volta che a Messina si respira un’aria di intimidazioni nei confronti di questo partito. |
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LETTERA APERTA ALLA SINISTRA
Messina 26 maggio 2005
La presa di posizione dell'On. Francesco Rutelli, relativa alla partecipazione alle competizioni elettorali con liste autonome rispetto all'Ulivo, segna l'indice dell'aria che si respirava da tempo.
Da una parte la Margherita, dall'altra i Democratici di Sinistra.
Diversi tra loro, dissimili per provenienza, differenti per essere i detentori paritetici di un progetto politico condiviso, dissomiglianti dall'obiettivo finale, la questione sembra essere una forzatura politica.
La Margherita che non intende lasciare spazio a mediazioni.
I D.S. che, loro malgrado, hanno dovuto prendere atto della brusca frenata.
Il concetto di lista unitaria diventa valido e assume tale caratteristica se sostenuto da un progetto, da una struttura programmatica, se esiste un obiettivo comune, collegiale e, soprattutto, condiviso.
In questo bailamme politico la domanda da porsi è una sola: l'elettorato?
All'elettorato che da consenso al centrosinistra, ma anche a quello che rimane ai margini della politica, sicuramente la questione apparirà incomprensibile, quasi assurda, e diventa difficile, per chi regge responsabilità politiche non vedere o non sentire, a partire dalle realtà locali, da Messina.
Da Messina e dalla sua provincia.
Sul campo ci sono dei resti che dovranno sapientemente essere raccolti, sollevati, e ciò sarà possibile offrendo un punto di riferimento, un percorso comune, un progetto comune, un obiettivo comune.
Diventa reale la proposta che i Comunisti Italiani avanzano da tempo :CONFEDERARE LA SINISTRA.
Solo attraverso questo processo si potrà creare quel punto di riferimento, che allo stato attuale è invisibile.
Ognuno con la propria identità, la propria autonomia, la propria storia, provenienza e radicamento sociale, legati da fisiologia politica e condividendo l'idea di una sinistra forte, progettuale, che si affermi per battaglie di governo nazionale, regionale e locale, aggregando tutte le forze della sinistra, i partitit, i movimenti, le associazioni, i lavoratori, pezzi della società civile.
Di questo, ne siamo consapevoli, c'è necessaria urgenza, per la sinistra, per i bisogni di tutti, per l'elettorato, prima che torni a nascondersi.
La Segreteria Provinciale P.d.C.I. |
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ARRESTI ECCELLENTI A MESSINA
IL P.D.C.I. PRENDE POSIZIONE
Messina 11 maggio 2005
Il Partito dei Comunisti Italiani preso atto degli arresti eccellenti che hanno investito ancora una volta la città di Messina e Palazzo Piacentini esprime sgomento e, fermo restando il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, non dimentica il proprio ruolo di partito politico e di denuncia dell'illegalità.
La vicenda definita dai giornali come il "Secondo Caso Messina", è considerata figlia del caso Messina scoppiato in seguito all'omicidio dell'endoscopista Matteo Bottari.
Quanto orrore e illegalità deve ancora subire Messina, sovrastata dai tentacoli di una piovra mai morta?
Questa città che nel suo sottobosco è attraversata da interessi immorali e antisociali, da logge e lobbyes, ben nascoste, ma di cui tutti ne percepiscono l'esistenza.
In attesa dello svolgimento delle indagini il P.d.C.I. chiede alla Commissione Antimafia di indagare anche sui vari Enti Pubblici della città.
Solo grazie a indagini incrociate, Messina, potrà essere strappata all'illegalità, che da anni cresce in tutti i settori, amministrativo, economico, politico, e giudiziario.
Messina ha diritto a riavere dignità, perchè di dignità ne ha dato eleggendo, anche deputati e ministri, che purtroppo nulla hanno fatto per migliorare la sua condizione.
Commissariata, ultima in graduatoria per qualità della vita, vilipesa, Messina, deve essere liberata e rilanciata e per farlo occorre il concorso di tutte le forze democratiche, civili e, soprattutto, dello Stato, che non può più far finta di nulla.
Pensare che il controllo della città sia ad opera del malaffare è sensato.
Il P.d.C.I. esorta i cittadini a reagire e lottarre contro le vessazioni dello strapotere politico, economico e mafioso.
La segreteria Provinciale P.d.C.I. |
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IL PARTITO DEI COMUNISTI ITALIANI A FIANCO DEI LAVORATORI OVIESSE
Messina 26 aprile 2005
Pino Sgobio: Oviesse di Messina, intervengano i Ministri competenti
Il P.d.C.I. presenta un’interrogazione parlamentare
Ufficio stampa Roma 26.04.2005
“Da notizie provenienti dalla FILCAMS CGIL si apprende che 9 dipendenti del punto vendita “Oviesse” di Viale della Libertà, a Messina, hanno occupato la sede per protestare contro la decisione dell’ azienda di chiudere il negozio e di avviare per loro le procedure di mobilità”.
E’ quanto denuncia Pino Sgobio, Capogruppo dei Comunisti Italiani alla Camera dei Deputati, che, sull’argomento, ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro del Lavoro e al Ministro delle Attività Produttive.
“Secondo il sindacato – continua Sgobio – il punto vendita oggetto della decisione aziendale è economicamente in attivo”.
“I Ministri competenti – conclude Sgobio – intervengano urgentemente, ciascuno per i propri ambiti, presso i soggetti interessati, a tutela dei diritti, della dignità e delle professionalità dei lavoratori coinvolti, nell’intento di scongiurare quanto deciso dai vertici aziendali e garantire loro un futuro occupazionale certo e sereno, in un’aria già purtroppo attraversata da altre e gravi crisi occupazionali”.
La segreteria Provinciale P.d.C.I. - Messina |
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Comunicato stampa su "CASO BUZZANCA"
Messina 7 aprile 2005
Il PARTITO dei COMUNISTI ITALIANI di Messina nel prendere atto della decisione della Suprema Corte che ha dichiarato rilevante e non manifestatamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art.7, comma 1, lett. a) del Decreto Legge n° 80/2004 come convertito in legge n.140/2004 in realzione all'art. 77, comma 2, della Costituzione (legge salva-Buzzanca), "PER EVIDENTE CARENZA DEI REQUISITI DEL CASO STRAORDINARIO DI NECESSITA' ED URGENZA", come da questo Partito sostenuto nelle difese, invita il dott. Buzzanca, responsabile assieme a tutto il centrodestra dell'attuale stato di paralisi amministrativa e politica della nostra città, a non persistere nella sua posizione ricattatoria nei confronti dei cittadini e di ritirare immediatamente il ricorso relativa alla sua decadenza da Sindaco di Messina permettendo ai messinesi di potersi avvalere del diritto di avere un primo cittadino e consentire nuove elezioni.
La Segreteria Provinciale P.d.C.I |
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COMUNICATO STAMPA SU CARTELLE ESATTORIALI
Il Partito dei Comunisti Italiani, venuto a conoscenza delle cartelle esattoriali, inviate ai cittadini, dalla Maggioli per conto del Comune di Messina informa che L’Unione Nazionale dei Consumatori in base ai più recenti aggiornamenti precisa che :
Gli arretrati richiesti per la tassa sui rifiuti solidi urbani, devono fare riferimento non agli ultimi cinque anni , come richiesto, ma agli ultimi tre, poiché l’azione dell’amministrazione finanziaria per il recupero si prescrive dopo tre anni.
Il P.d.C.I. invita i cittadini a vigilare su quanto indebitamente preteso dall’Amministrazione Comunale, e sollecita il Commissario B. Sbordone di accertare se l’operato della Maggioli è conforme a quanto previsto dal Decreto Legislativo 18 dicembre 1997, n°472 ed eventualmente al ritiro delle cartelle in questione.
La Segreteria Provinciale |
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COMUNICATO DEI RICHIEDENTI DECADENZA SINDACO DI MESSINA
Messina 18 febbraio 2005
In riferimento alla lettera aperta dei Consiglieri Comunali della C.D.L. (che hanno evidente interesse alla durata della legislatura amministrativa), apparsa su alcuni organi di stampa locale, esprimiamo ferma protesta, non solo per i contenuti ma anche per il linguaggio usato da coloro che dovrebbero essere i maggiori interpreti dei bisogni e dei diritti dei cittadini tutti.
Invitiamo coloro che sono autori del maldestro scritto ad essere chiari.
Quando parlano di “tentativo di condizionamento non solo politico del futuro della nostra città”, dovrebbero riferire fatti, fornire prove, o altrimenti tacere.
Noi sottoscritti che siamo fra i numerosi ricorrenti al “caso Buzzanca”, siamo convinti che l’azione popolare è da considerare un tipico strumento di democrazia, così come strumento di democrazia sono le sentenze emesse nel nome del popolo italiano.
Il mancato rispetto delle regole, la pretesa che soggetti non degni amministrino la “cosa pubblica”, la modifica di leggi vigenti solo per interessi personali, sono ipotesi di vero e proprio sovvertimento dell’ordine democratico e certamente offesa ai principi morali che sono il substrato delle leggi e della convivenza civile.
Non contestiamo il diritto a difendersi fino in fondo. Contestiamo il volere anteporre esigenze personali a quelle della Comunità.
I messinesi hanno capito, certamente, i motivi dell’azione popolare intrapresa.
“Risulta incomprensibile, immotivata e politicamente scorretta l’azione di chi tiene in ostaggio un’intera Città e – qui sì – la mancanza di chiarezza e di decisione del centrodestra messinese.
In questo contesto, contestiamo la volontà di tenere aggrappato ad una poltrona che non gli appartiene, un personaggio politico dichiarato decaduto per aver commesso un reato contro la Pubblica Amministrazione.
Bisogna ridare ai cittadini la possibilità di ricorrere agli strumenti di democrazia ancora vigenti nel nostro Paese, e, quindi, di procedere a nuove elezioni.
Ripetiamo che solo l’arroganza del potere poteva proporre un candidato a Sindaco certamente in difficoltà.
Nessun accanimento persecutorio nei confronti di chicchessia.
La nostra coscienza è a posto. Non vale tentare di rivoltare la frittata, invitando “la parte avversa ….. ad interrompere un’azione …. “.
I Consiglieri Comunali del centrodestra che, con qualche distinguo, si sono sostituiti ai loro Partiti per tentare una difesa di ufficio neppure astrattamente condivisibile, devono sapere che solo il dr. Buzzanca è l’unico che possa rinunciare al giudizio in Cassazione, liberando la Città da una presenza ingombrante e da una situazione certamente di emergenza.
E’ inutile manipolare la realtà. Sono “mezzucci” che mascherano la certezza che i cittadini sono da trattare come “utili idioti”.
Non è così. Ne siamo convinti.
Rosario Ansaldo Patti, Giuseppe Rodi, Aurora Notarianni, Antonio Bertuccelli |
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OGGETTO: LETTERA APERTA.
Messina 8 febbraio 2005
QUANTA PAURA FANNO I COMUNISTI? E' NECESSARIO DELEGITTIMARE IL LORO SIMBOLO? CON QUALE SCOPO? QUAL'E' LA FINALITA' CHE SI VUOL PERSEGUIRE?
L’On. Frattini, vicepresidente della Commissione europea, responsabile per la Giustizia, la Libertà e la Sicurezza, che dovrebbe garantire quanto da lui rappresentato stando al di sopra delle parti, si rivela soltanto uomo di partito e rappresentante di precisi interessi tendenti ad annullare le conquiste di libertà dovute anche grazie alle lotte dei Comunisti italiani e del movimento operaio e di cui oggi ne usufruisce pure l’On. Frattini stesso.
Il contributo dei comunisti per la democrazia ed alla storia del nostro paese è innegabile.
La storia ci insegna che ogni qual volta i partiti di sinistra hanno subìto una qualsiasi forma di ostracismo politico, questo ha segnato indiscutibilmente l’avamposto della caduta delle libertà democratiche.
Un governo che offusca la memoria, la storia stessa, che cerca di confondere gli italiani inquinando precisi eventi storici e esaltandone altri, che vuole cancellare nome e simbolo al comunismo, non può chiamarsi governo, ma repressione.
Invertire la storia e modificarla significa distruggere le radici di un popolo.
Qualsiasi soppressione delle manifestazioni umane è segno pericolosamente tangibile di un nuovo stato di regime.
Si inizia dallo smantellamento delle prerogative democratiche della Costituzione, si procede con l’attacco alla magistratura e con il revisionismo storico giustificazionista, si continua con la soppressione della simbologia dei partiti votati naturalmente alla difesa dei ceti meno abbienti per andare a finire al controllo totalizzante e paralizzante di tutti i cittadini.
L’invito è ai democratici e quanti si riconoscono nei principi della Carta Costituzionale, a vigilare e difendere i diritti di libertà da essa sanciti.
Al contempo la richiesta all’On. Frattini a rassegnare le proprie dimissioni.
Un accorato appello al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi perché sia garante delle liberta democratiche sancite dalla Costituzione ed intervenga con la sua autorevolezza per non permettere che si ripresentino tristi scenari per certi aspetti inediti, ma già vissuti dal popolo italiano.
Antonio Bertuccelli
Segretario Provinciale P.d.C.I. Messina |
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PALAZZO ZANCA = INEFFICIENTI !!!
Il “caso Puleo” ancora irrisolto!!!
Si era data notizia, anche attraverso la stampa, per voce del Presidente del Consiglio dott. Umberto Bonanno, che il caso in questione era giunto positivamente alla fine.
Il sig. Puleo attende da circa 17 anni il trattamento di fine rapporto dal Comune di Messina. Incatenato ai cancelli di Palazzo Zanca per ben 118 giorni. Dopo varie “peripezie” la questione sembrava risolta, sia per l’incontro avuto dal PdCI con il Prefetto dott. Stefano Scammacca, sia per i risvolti seguenti con in dott. U. Bonanno che aveva apposto la sua firma sulla richiesta di fideiussione con una assicurazione, a salvaguardia di eventuali responsabilità giuridiche cui l’amministrazione comunale sarebbe andata incontro pagando quanto dovuto.
Tutto questo avveniva la vigilia di Natale.
Oggi 28 dicembre l’inefficienza continua.
L’assicurazione a cui il Presidente del Consiglio Comunale dott. U. Bonanno si era rivolto, ritiene la pratica “anomala” e non sostenibile. E’ una richiesta mai accaduta in Italia
Con grande imbarazzo del dott. U. Bonanno si è cercato ancora una volta di aggirare il problema, come è uso e costume dell’Amministrazione Comunale.
Si sono addirittura prospettate due soluzioni prese in accordo tra il Presidente del Consiglio, il city manager Avv. G. Scoglio ed il Commissario Straordinario Dott. Bruno Sbordone:
1) alcuni consiglieri comunali avrebbero dovuto versare una somma per risarcire Puleo intestandogli un libretto postale o bancario .
2) stipulare una fideiussione bancaria con il Banco di Sicilia (tesoriera del Comune) al fine di garantire il Comune da eventuali accuse di danno erariale!!!
SIAMO AL GROTTESCO!!!
Il Partito dei Comunisti Italiani chiede agli organi competenti di conoscere che fine hanno fatto i 4 mdl stanziati dal Consiglio Statale per la liquidazione dei tfr dei circa 140 ex dipendenti legge 285, con circolare F.L.7/98.
Si sollecitano tutti gli organi di controllo compresa la Procura di indagare se sussistono eventuali responsabilità e nel contempo chiede le dimissioni del Presidente del Consiglio Comunale dott.Umberto Bonanno, del City Manager Avv. Gianfranco Scoglio.
Al Sig. Prefetto di Messina dott. S. Scammacca si chiede, di far fronte a quanto da lui dichiarato,di eliminare eventuali ostacoli e penetrare nell’ Istituzione comunale con eventuale richiesta di rimozione del commissario Bruno Sbordone agli organi istituzionali.
Il Partito dei Comunisti Italiani è contro l’arroganza, contro la menzogna, contro “i pinocchi”.
Domani 29 dicembre è indetta una conferenza stampa alle ore 11.00, nei locali della Federazione Provinciale PdCI sita in via Boner,9 Messina.
La Segreteria Provinciale |
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COMUNICATO STAMPA DI SOLIDARIETA' AI LAVORATORI RFI E DELLA CARONTE & TOURIST
La Federazione Provinciale del Partito dei Comunisti Italiani esprime ferma solidarietà ai lavoratori della RFI e della Caronte & Tourist per la lotta che hanno intrapreso al fine della salvaguardia dei livelli occupazionali e retribuitivi, in questi ultimi giorni messi in pericolo.
Il Partito dei Comunisti Italiani auspica il raggiungimento, nel più breve tempo possibile, di un accordo fra le parti sociali, le istituzioni e le società amatoriali, perché vengano mantenuti gli attuali livelli occupazionali, e per la salvaguardia delle norme di sicurezza che fino ad oggi hanno scongiurato, nello Stretto di Messina, ogni forma di pericolo per la navigazione e per gli utenti di tale sevizio.
Si ritiene infine che le Istituzioni pubbliche debbano essere presenti molto più di quanto non lo siano state nelle altre occasioni in cui i lavoratori messinesi sono stati penalizzati con la perdita del posto di lavoro.
Sezione Trasporti PdCI Messina |
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Comunicato Stampa "CASO SEBASTIAN PULEO"
Il Partito dei Comunisti Italiani, comunica che il 15 dicembre 2004 si è svolto in Prefettura, l’incontro tra la delegazione del P.d.C.I., composta dal Sen. Gianfranco Pagliarulo, dal segr. prov. Antonio Bertuccelli, dal segr. cittadino Franco Bertuccelli, dal resp. alla sanità Paolo Todaro, dal resp. stampa e propaganda Sonia Padalino, dal sig. Sebastian Puleo, e il Prefetto, dott. Stefano Scammacca, per affrontare in via istituzionale il caso “Puleo”, incatenato ormai da 110 giorni davanti alla casa comunale.
La visita in via ufficiale della delegazione del P.d.C.I. al rappresentante dello Stato a Messina, è stata proficua.
Il senatore Pagliarulo, ha espresso il suo sconcerto sulla questione, ed ha chiesto se ci sono delle responsabilità che ostacolano la soluzione del problema del sig. Puleo, vengano queste al più presto intercettate. Ove non ci fossero, premurarsi affinché la situazione si sblocchi, sostenendo inconcepibile che un cittadino si appelli a proteste così estreme per avere un legittimo diritto.
Il Prefetto, si è dichiarato disponibile a rendersi parte diligente nei rapporti tra il Commissario dott. Bruno Sbordone e il sig. Sebastian Puleo, affinché venga chiarita giuridicamente questa incresciosa vicenda e così dare il via alla liquidazione del T.F.R., nonostante, ha aggiunto dott. Scammacca, il ruolo dello Stato sia stato depotenziato nei confronti della vigilanza nei Comuni.
La segreteria provinciale P.d.C.I. |
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STATI INFLUENZALI O CI SONO NESSI CON GLI INQUINAMENTI AMBIENTALI?
IL P.d.C.I. CHIEDE CHIAREZZA
Messina 13 dicembre 2004
A seguito della interrogazione parlamentare presentata nel luglio 2004 dal capogruppo del P.d.C.I. alla Camera dei Deputati On. Giuseppe Cosimo Sgobio sullo stato di inquinamento e rilevamento di idrocarburi, fenoli e ioni, ammonio, diossina e di altre sostanze tossiche nella città di Messina.
In ordine a qunato recentemente appreso dai giornali locali, relativamente al perdurare dello stato di cose, nell'aria dell'ex SMEB, la Federazione Provinciale di Messina del Partito dei Comunisti Italiani:
Ricorda, che si attende da tempo il responso sanitario da parte dell'A.U.S.L. sulle condizioni socio-medico-sanitarie della città.
Poichè si registrano nelle strutture di primo soccorso ospedaliere della città, circa 30 casi al giorno di gastroenterite,
Il Partito dei Comunisti Italiani
D O M A N D A
Si tratta di casi influenzali o ci sono nessi con gli inquinamenti ambientali, provenienti dalla zona falcata?
Se si trattasse, malauguratamente, della seconda ipotesi, cosa hanno respirato i messinesi in quest'ultimo periodo? A cosa andrebbe incontro la cittadinanza?
Il P.d.C.I.
S O L L E C I T A
l'A.U.S.L. ad una immediata risposta sugli accertamenti in corso, anche al fine di tranquillizzare la cittadinanza;
I N V I T A
Gli organi preposti ad accertare, ove sussistano, eventuali responsabilità.
La Segreteria Provinciale P.d.C.I. |
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COMUNICATO STAMPA CONFERENZA CON DILIBERTO
Messina, lì 30 maggio 2004
Il Partito dei Comunisti Italiani conferma la conferenza stampa di domani, Lunedì 31 maggio 2004 alle ore 11.30 nei locali del Comune di Messina Salone delle Feste che terrà l’On. Oliviero Diliberto Segretario Nazionale del partito, accompagnato dal Segretario Regionale Orazio Licandro e dal Segretario Provinciale Antonio Bertuccelli, come da diversi giorni programmata.
Il Partito dei Comunisti Italiani in data 30 maggio 2004,apprende soltanto dalla stampa cittadina che altre forze politiche di diverso schieramento, annunciano un dibattito fissato per lo stesso giorno ed alla stessa ora, nonchè nello stesso salone.
Questo partito, avendo presentato foglio d’intesa all’Ufficio competente, ricevuta disponibilità immediata dei locali in questione, non ha avuto nei giorni a seguire nessuna comunicazione di disdetta, né di cambi dei locali.
Per quanto sopra, la Segreteria Provinciale del P.d.C.I., si riserva di agire per vie giudiziali con esposto alla Procura della Repubblica, affinché si accertino eventuali responsabilità d’ abuso d’ufficio.
La Segreteria Provinciale P.d.C.I. Messina |
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COMUNICATO STAMPA SENTENZA DI II° GRADO "CASO BUZZANCA"
Messina 25 nov. 2003
Il PARTITO dei COMUNISTI ITALIANI di Messina, nel prendere atto della sentenza di II° grado emessa dalla Corte di Appello del Tribunale di Messina, relativa alla decadenza del Sindaco dott. Giuseppe BUzzanca, constata che il ripristino della legalità nella città di Messina, è possibile.
La grave crisi istituzionale determinatasi è da addebitare interamente all'arroganza del centrodestra che ha candidato a "primo cittadino" una persona non in possesso dei requisiti giuridici e soprattutto "morali", necessari e fondamentali per la gestione del "bene pubblico".
Il PARTITO dei COMUNISTI ITALIANI è certo di aver dato voce a tutti quei cittadini che pensavano di non averne e di avere contribuito a determinare quel cambiamento necessario per la rinascita di Messina.
Il Segr. Prov. Antonio Bertuccelli |
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RICHIESTA AZIONE POPOLARE PER LA DECADENZA DEL SINDACO
Messina 2003
Il PARTITO dei COMUNISTI ITALIANI di Messina è indignato per l'evoluzione assunta dal "CASO BUZZANCA":
Un grazie particolare va al Ministro degli Interni per aver applicato, al caso Messina, il famosissimo "LODO MACCANICO", in quanto, all'immunità per le più "alte cariche dello Stato", ha aggiunto anche quella per le "Piccole Cariche dello Stato", vedi Sindacature & C.
Coscienti di vivere aramai in uno stato di "non diritto", dichiariamo la volontà di perseguire, da questo momento, tutte quelle azioni legali (ad esempio ricorso all'azione popolare per la revoca del mandato a Sindaco del dott. Buzzanca) e sociali che abbiano come finalità il ripristino, forzato ed indotto, di quella legalità senza la quale la nostra nazione tutto è, trannechè UN'ORGANIZZAZIONE SOCIALE LIBERA E DOMOCRATICA.
La segreteria Provinciale P.d.C.I. Messina |
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BROGLI ELETTORALI
Il presente comunicato ha lo scopo di evidenziare i fatti, a nostro avviso gravi, verificatesi durante la consultazione elettorale del 25 e 26 maggio 2003.
In primo luogo la sostituzione, alla vigilia delle elezioni, di circa 34 Presidenti di seggio elettorale, 20 dalla Corte di Appello e 14 dalla segreteria generale del Comune.
Le operazioni di voto si sono svolte in un clima incandescente a causa di comportamenti, anche da parte di chi preposto al controllo ed alla sicurezza dei seggi, non perfettamente in linea con un atteggiamento da par-condicio elettorale.
Schede risultate pre-votate, elettori in possesso di telefoni cellulari con fotocamera, “galoppini elettorali” non allontanati dai seggi, candidati del centrosinistra messi alla porta durante le operazioni di spoglio.
Operazioni di spoglio che hanno visto, spudoratamente annullare al centrosinistra, più che migliaia di schede elettorali, con motivazioni non sempre in regola con la legge elettorale per quanto riguarda l’interpretazione della volontà dell’elettore:
A noi sembra assurdo che un elettore subisca ore di file per il rilascio del certificato elettorale, per poi rifare altrettante ore di fila per annullare egli stesso la scheda.
E’ assurdo che gli organi preposti abbiano comunicato con immenso ed inammissibile ritardo i risultati elettorali, quasi fossimo in Cile ai tempi di Pinochet.
Si sono annullate schede che a nostro giudizio sono in regola con le norme che disciplinano la legge elettorale.
Sarebbe opportuno che gli organi competenti svolgessero un’accurata indagine finalizzata al chiarimento di quei punti oscuri che hanno caratterizzato l’esito del voto.
La chiede il P.d.C.I., la chiedono gli elettori che ci hanno votato, ma anche quelli che si guarderebbero bene dal farlo, ma che vorrebbero avere la certezza di aver vinto le elezioni in piena democrazia.
Antonio Bertuccelli
Segr. Prov. P.d.C.I. Messina |
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