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Messina 05.04.99

“Comunisti italiani” Rinnovato il vertice

Si è tenuta nei locali della federazione provinciale la riunione del comitato federale del partito dei comunisti italiani di Messina. L'organismo statutario ha eletto, all'unanimità, l'on. Alfredo Bisignani presidente onorario della federazione messinese e Renato De Luca segretario provinciale. Componenti della segreteria sono anche Paola Pino e Paolo Todaro. Il comitato federale ha approfondito la questione dell'attuale crisi jugoslava e ha approvato all'unanimità un ordine del giorno nel quale, tra l'altro, si chiede agli organismi nazionali del partito di non ritirare l'appoggio al Governo e di mantenere le attuali responsabilità nel governo D'Alema.
29 NOVEMBRE 2002 13 da "CENTONOVE" pagina della politica.

SEGNALI

I comunisti? Prova a cercarli alla Cgil
MESSINA
ll collante tra Democratici di sinistra e Rifondazione comunista. E' l'obiettivo esplicito del Pdci, i comunisti italiani. Il gruppo politico è alla prima conferenza programmatica stagionale a sei mesi dalle elezioni comunali 2003. Il primo dicembre gli iscritti siederanno allo stesso tavolo.
La sede dell'incontro? La Camera del Lavoro di via Peculio frumentario, la casa della Cgil.
Il segretario provinciale Franco Spanò ha messo a
disposizione i locali del sindacato. Una scelta politica per via della lettera di Spanò al centrosinistra? «No. I prezzi per altre sedi sono alti - dichiara Antonio Bertuccelli, segretario cittadino del Pdci. Comunque organizzare la conferenza al sindacato significa stare dentro un movimento di massa. Come la Cgil».
I comunisti italiani si sentono parte integrante dell'Ulivo. Ma con qualcosa in più. Essere punto di raccordo tra i Ds ed il partito di Fausto Bertinotti.
«L'ingresso di Rifondazione nell'Ulivo è un discorso aperto. I comunisti italiani - prosegue Bertuccelli - vogliono contribuire alla congiunzione elettorale degli intenti politici tra i due partiti. Il perché? Per battere il centrodestra occorre il coinvolgimento di tutta la sinistra. Altrimenti...».
Sul candidato il partito di Diliberto non si scompone. «Nessuna scelta preconcetta ma che la figura sia di programma e rappresenti tutto l'Ulivo. A noi non interessa un nome importante ma l’uomo giusto sulle scelte politiche per Messina e la sua provincia» ammette il segretario locale.
Sul programma Bertuccelli non anticipa nulla.
«Siamo a lavoro. Possiamo dire che il nostro programma sarà vicino a quello dell'Ulivo. Abbiamo incontrato più volte i rappresentanti degli altri partiti e stiamo proseguendo il dibattito nella coalizione».
Il primo dicembre la conferenza interna sul programma politico. La stesura del piano sarà portata successivamente al tavolo ulivista. In città il Pdci ha seguito la strada della scissione, abbandonando la barca di Rifondazione comunista tra il ‘98 ed il ‘99. “Abbiamo seguito le indicazioni nazionali - conclude Bertuccelli - ma resta l’alleanza politica con Rc”. (a. c.)
Messina 20.05.03

Conferenza stampa e comizio a piazza Cairoli del segretario nazionale dei Comunisti italiani a sostegno di Antonio Saitta e Federico Martino
Diliberto: un argine alla deriva democratica
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L'afflizione è il governo Berlusconi, perché è vivo il timore che i pilastri di uno stato democratico – giustizia, sanità, scuola – vengano irrimediabilmente minati, la prospettiva politica regala invece ottimismo: sì, nel centrosinistra siamo alle prove generali della “grande intesa” con Rifondazione comunista. Le elezioni Politiche non sono poi così lontane. Quanto a Messina, non c'era alternativa: in una città tradizionalmente orientata verso destra, Antonio Saitta «è l'uomo giusto per erodere consensi tra l'elettorato moderato», mentre la candidatura di Federico Martino alla Provincia, «da accogliere con grande soddisfazione», è la riprova che lo schieramento cerca nuovi e vincenti percorsi. ……… Oliviero Diliberto, che ha ribadito il «no» del suo partito alla realizzazione del Ponte sullo Stretto. Ma è ciò che accade in ambito giustizia che preoccupa di più Diliberto: «Ci troviamo di fronte ad una situazione di gravità e pericolo per gli assetti più elementari di uno stato di diritto. Quando Berlusconi afferma che i giudici sono golpisti o, per allargare il quadro, invia gli ispettori a Rai 3, non prende parte alle celebrazioni per il 25 Aprile, o parla di Carta costituzionale sovietica e, ancora, lancia la crociata contro la sinistra in vista del voto, significa che le libertà democratiche sono seriamente messe in pericolo». ………………... «Il ministro Moratti – è grave anche che si faccia chiamare con il cognome del marito, rileva Diliberto – ha smantellato il sistema dell'istruzione pubblica restaurando di fatto una scuola di classe». È il principio di “avviamento al lavoro” che non piace ai Comunisti italiani, e non solo a loro tra i ranghi dell'opposizione, perché finirà con l'espellere dai canali formativi i meno abbienti. «Ma la Casa delle Libertà sta smantelando anche la sanità pubblica: sempre meno risorse e inevitabile dirottamento dei cittadini verso le strutture private; mentre sul fronte occupazionale il centrodestra s'è inventato il “lavoro in leasing”. Addio al collocamento obbligatorio pubblico e introduzione, invece, di agenzie che piazzano forza lavoro laddove serve. Ma non è questa la ricetta per dare un futuro certo agli italiani. La verità è che il governo Berlusconi sa essere forte con i deboli e debole con i forti. La proposta di legge del leader di An, Fini, sulle tossicodipendenze va in direzione di una criminalizzazione e non del recupero dei soggetti entrati in contatto, prescindendo dal coinvolgimento, con gli stupefacenti; così come non ha sortito alcun effetto la legge Bossi-Fini sull'immigrazione». ……… la giustizia. «I provvedimenti varati e quelli che il centrodestra si appresta a varare non sono altro che la ricerca dell'immunità. Di fatto oggi nel nostro Paese il processo penale è bloccato. Ora si vuole reintrodurre l'immunità parlamentare, vedrete – amminisce il leader dei Comunisti italiani, ce la faranno: possono contare su 120 deputati in più e alla fine, malgrado l'ostruzionismo che l'opposizione effettuerà in Parlamento, il provvedimento sarà approvato. E tuttavia si sappia: il giorno successivo al voto sull'immunità, il Pdci comincerà a raccogliere le firme per proporre un referendum abrogativo della legge. Che vinceremo, perché anche gli elettori del centrodestra su alcuni temi non sono disposti a riaprire capitoli chiusi». ………… finanze statali: strali contro le politiche di Tremonti, che mettono a repentaglio lo stato sociale. Diliberto afferma che i trasferimenti dello Stato agli enti locali si sono dimezzati, che nell'ultimo anno in cassa sono entrati 60mila miliardi delle vecchie lire in meno e che la conseguenza diretta non può non essere che i tagli alle garanzie sociali. Ecco perché «bisogna invertire la rotta» ed è qui che s'innesta la “grande intesa” con Rifondazione, «auspicabile e strategica».
Messina 01.06.2000

Comunisti contrari alla doppia soluzione

«L'approdo va ubicato nell'area che va da San Raineri a Tremestieri, sulla base di corrette scelte urbanistiche conseguenti all'adozione dei piani particolareggiati e nell'ambito di un corretto coordinamento del sistema portuale». A sostenerlo sono i responsabili della federazione provinciale dei comunisti italiani.
Nel corso di una conferenza stampa, il segretario Paolo Todaro ha annunciato la mobilitazione del partito su un tema di così grande rilevanza, confermato il netto dissenso rispetto all'indicazione del “doppio approdo”. «L'opzione dell'Annunziata – afferma Todaro – è una chiara scelta di compromesso in favore dei potentati locali. Tale indicazione, non prevista nel Prg, costituirebbe un ulteriore inqualificabile “variante alla variante”. È pertanto strumentale e capziosa la posizione assunta dal sindaco che, con evidente forzatura, vuol distorcere la libera determinazione dei singoli consiglieri con la minaccia di scioglimento dell'assemblea, a seguito delle sue dimissioni. Si respira un clima di vera e propria “restaurazione”».
La Gazzetta del Sud Messina 31.05.03
I 1.000 voti in più conteggiati per errore all'Udc in una sezione del collegio Messina Sud potrebbero stravolgere la “geografia” del consiglio provinciale
Sapremo i nomi degli eletti solo l'11 giugno!
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Uno scandalo, non ci stancheremo di dirlo .................
E dal “mazzo” dei commenti del dopovoto estraiamo una nota del Partito dei comunisti Italiani che ben fotografa la paradossale situazione verificatasi a Messina: «sarebbe utile – scrive il segretario provinciale Antonio Bertuccelli – capire le motivazioni che, alla vigilia delle elezioni, hanno portato alla sostituzione di ben 34 presidenti di seggi. Ma i fatti più gravi – prosegue il Pdci – sarebbero avvenuti all'interno delle sezioni: schede pre-votate, elettori “pizzicati” a rendere conto del proprio voto attraverso telefoni cellulari con fotocamera, candidati messi alla porta e porte delle sezioni stranamente chiuse durante lo spoglio, per finire con l'assurdo quanto inammissibile ritardo con cui gli organi preposti hanno comunicato i risultati, quasi fossimo nel Cile di Pinochet». Ci vorrebbero gli ispettori dell'Onu...
Messina 04.12.2000

Il convegno dei Comunisti italiani
Ricerca e sviluppo

«La ricerca scientifica come motore di sviluppo tecnologico, economico e sociale del territorio» è il tema del convegno che si terrà stamane, alle 10.30, a Palazzo Zanca. L'incontro-dibattito, organizzato dalla federazione messinese del Partito dei Comunisti italiani e dal Gruppo comunista all'Ars, sarà introdotto dal segretario provinciale Pdci, Paolo Todaro. Interverranno i proff. Nicola Aricò, Beniamino Ginatempo, Riccardo Rasà e Francesco Squadrito. Presenti anche Franco Spanò della Cgil e i deputati regionali Federico Martino e Salvatore Morinello (Pdci). Le conclusioni saranno del sottosegretario Antonino Cuffaro.
Messina 16.12.03

CENTROSINISTRA: «Si torni a votare»


«Riducano il danno già fatto alla città e rinuncino a presentare il ricorso». …… il Partito dei Comunisti Italiani ritiene necessario riaprire subito il tavolo del Centrosinistra. Il segretario provinciale Antonio Bertuccelli sostiene che occorre ripartire dall'accordo programmatico raggiunto durante l'ultima tornata elettorale.
Messina 02.06.01

Rifondazione è col centrosinistra Lista “aperta” e appello al Pdci

……. il pensiero va ai “cugini” del Pdci: «Siamo rammaricati per l'esclusione della lista – ha affermato Longo – la cui assenza indebolisce tutta la coalizione. Per il carattere “aperto” della nostra lista, rivolgiamo un invito anche ai Comunisti italiani per un sostegno elettorale al progetto che proponiamo alle forze della sinistra». In serata il segretario del Pdci, Paolo Todaro, si mostra possibilista: «Sosterremo Orlando – scrive Todaro – e all'interno dei partiti della sinistra i candidati che per cultura, impegno e coerenza di militanza, possono esprimere meglio i valori in cui ci riconosciamo». Mancherà il Pdci, mancheranno i Verdi ………..
Messina 27.02.03

elezioni Provincia: Colaianni (Pdci) in campo, aspettando i Ds
Aggancio a sinistra
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I comunisti italiani gettano sul tavolo del centrosinistra la candidatura di Ester Colaianni alla Provincia, «pronti a fare un passo indietro se la coalizione dovesse trovare un'intesa su un nome di eguale prestigio e in grado di compattare le varie anime dello schieramento». Ester Colaianni, già candidata al Senato – collegio cittadino – nel '94, allorquando ottenne circa 30 mila preferenze, rientra nell'agone politico in punta di piedi: «Non vogliamo forzare la mano alla coalizione, se non in direzione di una scelta di trasparenza. La mia è un'ipotesi di candidatura di servizio, sarei comunque pronta a farmi da parte». ………..«Quel che è certo è che la sinistra dovrà esprimere un suo candidato, chiaramente identificabile per storia personale e collocazione politica, alla presidenza di Palazzo dei Leoni».