EVENTI
 
E V E N T I
Messina, 27 agosto 2007


Al Sig. SINDACO DI MESSINA
On. Francantonio Genovese

Oggetto: Assunzioni e stabilizzazioni lavoratori precari.
La questione, relativa alle assunzioni e stabilizzazioni dei lavoratori e delle lavoratrici precari è argomento prioritario e assolutamente centrale per il Partito dei Comunisti Italiani e pertanto propone al Sindaco di Messina una sorta di vademecum volte alla stabilizzazione dei lavoratori precari che prestano servizio presso l’Amministrazione Comunale.
Il PdCI segnala alcune note relative alle questioni occupazionali negli Enti Locali presenti nella finanziaria 2007, che si augura siano utili per affrontare le discussioni relative alla questione in oggetto e allega una bozza di mozione che impegna il Sindaco e la Giunta Comunale a predisporre un piano di assunzioni e stabilizzazioni che sfrutti al massimo, almeno fino all’ annullamento delle carenze in organico, e con l’obiettivo di sanare tutti i contratti non a tempo indeterminato in essere, le possibilità offerte dalla Legge Finanziaria 2007.
Il Partito dei Comunisti Italiani ritiene che ci sono amplissimi margini sia per invertire una tendenza ma anche per dare corpo negli enti locali, ad una politica sul personale seria, di rispetto dei lavoratori e delle lavoratrici e anche, che rilanci la capacità di dare risposte ai cittadini da parte degli enti che sempre più annaspano a causa di carenze di personale.
Le amministrazioni di centrosinistra devono dimostrare che quello che si contestava ai governi Berlusconi era sinceramente ciò che volevamo.

ANALISI DELLA FINANZIARIA
La finanziaria è composta da un unico articolo sviluppato in 1364 commi e in più punti di essa si tratta l’argomento assunzioni e stabilizzazioni del lavoro precario, grazie ai vari emendamenti proposti da questo partito.
1) “Stabilizzazioni senza limiti e con contributi economici”
In primo luogo, COMMA 417, si istituisce un “FONDO PER LA STABILIAZZAZIONE DEI RAPPORTI DI LAVORO PUBBLICI” al quale le pubbliche amministrazioni possono accedere attraverso la realizzazione di “piani straordinari per l’assunzione a tempo indeterminato di personale già assunto o utilizzato attraverso tipologie contrattuali non a tempo indeterminato”
Si stabilisce, COMMA 418, che vengono “fissati i criteri e le procedure per l’assegnazione delle risorse disponibili alle amministrazioni pubbliche che ne facciano richiesta. Nella definizione dei criteri sono, altresì, fissati i requisiti dei soggetti interessati alla stabilizzazione e le relative modalità di selezione.” attraverso “Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.”
Si stabilisce inoltre, COMMA 419, che chi accede alle “risorse” non può “ ricorrere a nuovi rapporti di lavoro precario nei 5 anni successivi all’attribuzione delle stesse” e si stabilisce anche che “l’inosservanza di tale divieto comporta responsabilità patrimoniale dell’autore della violazione.
Infine nel COMMA 420 si stabiliscono la quantità iniziale del fondo “Per il finanziamento del fondo di cui al comma 417 è autorizzata la spesa di 5 milioni di euro a decorrere dal 2007” e le modalità di finanziamento “il medesimo fondo può essere altresì alimentato”e di seguito vengono riportati due punti che non si riscrivono ma che nella sostanza sono:
1)Il noto drenaggio di quote fino al 20% da conti bancari dormienti
2)Risparmi su interessi sul debito pubblico a sua volta derivanti da migliori redditività di aziende pubbliche
Sulla base di quello che stabiliscono i commi appena visti si chiede all’Amministrazione Comunale di Messina di preparare dei piani per accedere a tali fondi.
2) “Sblocco dei limiti Berlusconiani”
Il COMMA 557 prevede che “Ai fini del concorso delle autonomie regionali e locali al rispetto degli obiettivi di finanza pubblica di cui ai commi da 655 a 695” (sono i commi dove si spiegano le regole di come dovranno essere fatti i bilanci, a quali criteri ispirarsi, per dare un’idea sono i commi dove si parla di saldo di cassa, dell’obietttivo della riduzione del saldo tendenziale di comparto ecc, ecc) “gli enti sottoposti al patto di stabilità interno, assicurano la riduzione delle spese di personale, garantendo il contenimento della dinamica retributiva e occupazionale, anche attraverso la razionalizzazione delle strutture burocratico-amministrative. A tale fine, nell’ambito della propria autonomia, possono fare riferimento ai principi desumibili dalle seguenti disposizioni:
a) commi dal 513 al 543 per quanto attiene al riassetto organizzativo
b) articolo 1, commi 189,191 e 194 della legge 23 dicembre 2005, numero 266 (finanziaria 2006) per la determinazione dei fondi stessi con l’obiettivo di riduzione della spesa complessiva di personale.
Nella sostanza si dice che non valgono più, a partire dal 2007, le norme, introdotte dalle precedenti finanziarie, che limitavano le assunzioni a tempo indeterminato ed il vincolo di riduzione di almeno l’1% delle spese per il personale, ciò viene confermato nella parte finale del comma che, infatti, recita:
Le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 98, della legge 30 dicembre 2004, n 311 (finanziaria 2005) e all’articolo 1 commi da 198 a 206, della legge 23 dicembre 2005 n 266, (finanziaria 2006) fermo restando quanto previsto dalle disposizioni medesime per gli anni 2005 e 2006, sono disapplicate per gli enti di cui al presente comma, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Col COMMA 558 si vanno ad individuare le modalità per sanare quelle situazioni lavorative resesi necessarie a causa dei blocchi delle finanziarie precedenti, infatti, il comma recita: “A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, gli enti di cui al comma 557, fermo restando il rispetto delle regole del patto di stabilità interno” “possono procedere, nei limiti dei posti disponibili in organico” .
In questi commi si prevedono modalità per la STABILIZZAZIONE dei contratti dei lavoratori e delle lavoratrici, le assunzioni sono trattate in altro comma, lavoratori, giova ricordarlo, già sono necessari per fare andare avanti le amministrazioni, infatti, già ci lavorano e sarebbero previsti anche negli organici, l’unica variante è che hanno contratti precari.
“alla stabilizzazione del personale non dirigenziale in servizio a tempo determinato da almeno tre anni, anche non continuativi” “o che consegua tale requisito in virtù di contratti stipulati anteriormente alla data del 29 settembre 2006 o che sia stato in servizio per almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio anteriore alla data di entrata in vigore della presente legge”
In sintesi questi due commi 557 e 558 ci dicono che viene sbloccata la situazione che vietava assunzioni a tempo indeterminato e costringeva a ricorrere a forme di precariato le più disparate e che possono godere di questo diritto persone in servizio da tre anni, anche non continuativi, oppure coloro che conseguano tale requisito con contratti stipulati entro settembre 2006 (se una persona ha stipulato entro quella data un contratto di tre anni)o infine chi ha lavorato in un ente per tre anni nell’ultimo quinquennio.
3) “Formazione Lavoro e Co.co.co.
Il COMMA 528 ha l’obiettivo di “sanare” la vicenda dei CONTRATTI DI FORMAZIONE LAVORO. autorizza, infatti, le Amministrazioni, con decorrenza 1 gennaio 2007, all’attuazione di “procedure di conversione in rapporti di lavoro a tempo indeterminato dei contratti di formazione e lavoro prorogati ai sensi dell’articolo1, comma 243, della legge 23 dicembre 2005 n. 266, ” (finanziaria 2006 di Berlusconi ) “ovvero in essere alla data del 30 settembre, ” “nel limite dei posti disponibili in organico. Nell’attesa delle procedure di conversione di cui al presente comma i contratti, i contratti di formazione e lavoro sono prorogati al 31 dicembre 2007.”.
Pertanto si dispone la possibilità di trasformare in assunzioni vere e a tempo indeterminato i contratti di Formazione e lavoro che la legge finanziaria 2006 aveva prorogato al 31 dicembre 2006 o che comunque sono in vigore al 30 settembre 2006. Ciò è posto in deroga ad ogni limite di assunzioni basta che ci siano carenze in dotazione organica.
Il COMMA 529 si occupa di CO.CO.CO. stabilendo “che per il triennio 2007-2009 le P.A. indicate al comma 523 che procedono all’assunzione di personale a Tempo Determinato, nei limiti e nelle condizioni previsti dal comma 1-bis dell’articolo 36 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n 165, nonché del comma 538 del presente articolo” nel comma 538 si riducono dal 60% al 40% rispetto alla spesa 2003 gli oneri che le p.a. possono sostenere nel 2007 per le assunzioni di personale a tempo determinato “nel bandire le relative prove selettive riservano una quota del 60% del totale dei posti programmati ai soggetti con i quali hanno stipulato un contratto di collaborazione coordinata e continuativa, per la durata complessiva di almeno un anno raggiunta alla data 29 settembre 2006, attraverso i quali le medesime abbiano fronteggiato esigenze attinenti alle ordinarie attività di servizio”
Vanno quindi riservati dei posti per contratti a Tempo Determinato a coloro che abbiano lavorato come subordinati con contratti co.co.co.
In ultimo dopo avere toccato gli aspetti delle stabilizzazioni si rende necessario far notare che vi sono anche delle possibilità per delle vere e proprie assunzioni con contratti di lavoro a Tempo Indeterminato.
4) “Assunzioni”
Nel COMMA 523 si parla di assunzioni a tempo indeterminato “Per gli anni 2008 e 2009 le amministrazioni dello stato …………… possono procedere, per ciascun anno, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente a una spesa pari al 20% di quella relativa alle cessazioni avvenute nell’anno precedente.”
Bozza di Mozione
Vista la legge 27 dicembre 2006, n 296 recante “DISPOSIZIONI PER LA FORMAZIONE DEL BILANCIO ANNUALE E PLURIENNALE DELLO STATO” Legge Finanziaria 2007
IL CONSIGLIO COMUNALE DI MESSINA
Analizzati i vari commi che trattano la questione delle assunzioni, delle stabilizzazioni e delle trasformazioni di contratti di lavoro.
Vista anche l’esistenza di un apposito FONDO PER LA STABILIAZZAZIONE DEI RAPPORTI DI LAVORO PUBBLICI dal quale attingere risorse secondo modalità che saranno rese note con un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri entro il 30 aprile prossimo.
Considerato che in questi anni il Comune di Messina ha sofferto enormemente da un punto di vista della erogazione dei servizi il fatto che le precedenti “finanziarie” avessero bloccato le assunzioni.
Ricordate le varie iniziative portate avanti negli anni scorsi dai Presidenti delle Province e dai Sindaci oltreché dalle associazioni degli enti pubblici (anci, legautonomie, upi) al fine di addivenire alla emanazione di Leggi Finanziarie che, rispettose dell’autonomia e di quanto previsto in termini di Federalismo anche nella Costituzione, non impedissero agli enti di assumere personale.
Data l’enorme necessità che siano date risposte giuste a chi lavora in tema di sicurezza reddituale e quindi di prospettive di vita, dando così anche impulso all’economia del paese, e al contempo certezze di una buona erogazione dei servizi nel nostro ente.
IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA
A predisporre un piano di assunzioni e stabilizzazioni che sfrutti al massimo, almeno fino all’ annullamento delle carenze in organico, e con l’obiettivo di sanare tutti i contratti non a tempo indeterminato in essere, le possibilità offerte dalla Legge Finanziaria 2007

La Segreteria Provinciale PdCI Messina
L’oblio dell’antifascismo

di Francesco Francescaglia

Roma 28 novembre 2006

Ormai è un bollettino di guerra, visto il numero delle aggressioni dello squadrismo neofascista che dilaga soprattutto nella capitale. In pochi giorni a Roma l’ultimo gruppo neofascista sorto, Blocco studentesco, legato a Fiamma Tricolore ha compiuto varie aggressioni. Al Liceo Tasso due studenti sono stati picchiati da una squadraccia armata di chiavi inglesi. Scritte omofobe all’Aristofane. Violenze in occasione delle elezioni alla Consulta Provinciale degli Studenti. Svastiche in Via Tasso davanti al centro studi sulla resistenza. A Roma c’è stato pure il morto, un ragazzo, Renato Biagetti, accoltellato a Ostia. In Veneto Radio Sherwood assaltata, raduni skinhead, e a Padova un clima da anni ’70.
Nessuna reazione da parte dello Stato. Nessuna presa di posizione netta. Nessuna indignazione corale.
Il Secolo d’Italia, organo di An, sdrammatizza parlando di normali litigi tra giovani e nega l’esistenza del fenomeno. Roberto Cotroneo, giornalista de L’Unità, dalle pagine del Secolo d’Italia (no, non ci stupiamo…) dice che “l’antifascismo non ha nessuna ragione di esistere”, che non c’è un ritorno dello squadrismo, che così la sinistra si allontana dai veri problemi dei giovani. Già l’anno scorso Cotroneo definiva “fascisti immaginari” i giovani della galassia neofascista, spacciandolo per un fenomeno di costume, estetico.
Invece. Invece questi fascisti immaginari sono organizzati in gruppi che compiono violenze reali.
A settembre, quando Bertinotti andò a sdoganare i fascisti alla festa di Azione Giovani a Roma, noi denunciammo le contiguità tra An e i gruppi violenti dell’estrema destra. Giorgia Meloni, presidente di Ag e Vice presidente della Camera, ci rispose che erano falsità e ci invitò a fare i nomi. Noi li facemmo, ma nessuno pubblicò la cosa. Ora li rifacciamo, perché, se non comprendiamo la complessità e la gravità del fenomeno rischiamo, nel migliore dei casi, di fare sociologia d’accatto come Cotroneo, nel peggiore il rischio è di consentire che esso dilaghi indisturbato.
Ecco alcune delle contiguità. Storace ha fatto avere al Foro 753, “centro sociale di destra”, continui finanziamenti dalla Regione Lazio, di cui perfino uno da 200 mila euro: è l’associazione che portò Alemanno all’Università di Roma Tre nel dicembre 2004 quando furono assaliti studenti del presidio antifascista. L’ex segretario della federazione romana di An, Piso, è contiguo all’associazione neofascista 2.11 (dove il 2 sta per B e l’11 per M, Benito Mussolini) che ha sede a Fiumicino vicino ad An, è legata alla rete delle occupazioni non conformi e si diverte a osannare Pavolini. Fabio Sabbatani Schiuma, An, ha espresso solidarietà a Gianluca Iannone (voce della naziband Zetazeroalfa) promotore di un’occupazione di un palazzo con il circuito di Casa Pound, personaggio che definisce Hitler rivoluzionario e che per ben due volte ha scorrazzato in campagna elettorale in bella compagnia, tipo squadrismo anni ‘20. Sempre Storace ha candidato Germano Buccolini, detto Gerry, esponente di Casa Pound, nella sua lista alle Regionali. È palese, inoltre, il rapporto tra alcune strutture di An e la rete Osa (occupazioni a scopo abitativo) e chiaro è il rapporto di questa con esponenti provenienti da Terza posizione. E l’elenco sarebbe ancora molto lungo.
Come scriveva Tranfaglia su L’Unità c’è una “strategia del manganello” della cosiddetta destra moderata, che da un lato si erge a difendere le istituzioni, e che addirittura avrebbe voluto riscrivere la nostra Carta costituzionale, e dall’altro manifesta contiguità e appoggia (neanche velatamente) i gruppi neofascisti.
Il revisionismo storico ha consentito il dilagare di tali fenomeni. Un continuo martellamento culturale che va dagli attacchi del governo delle destre all’ANPI, al tentativo di riabilitazione dei repubblichini, fino ai libri di Pansa e a quello di Feltri che esalta Mussolini. Anche a sinistra alcuni hanno voluto far passare l’idea di una sterile “pacificazione nazionale”, dei morti che sono tutti uguali: dalle dichiarazioni dei vari Violante, fino alla Regione Piemonte che vuole revocare l’adesione all’Istituto “Alcide Cervi”.
In questa deriva storica e culturale si inserisce il profondo disagio dei giovani nelle borgate delle nostre città, nelle scuole e nelle università. I gruppi neofascisti danno una prospettiva di ribellismo. I giovanissimi non sanno cos’è il fascismo, ma chi li guida lo sa benissimo. Noi, la sinistra, abbiamo smobilitato i nostri presidii culturali e sociali. La memoria l’abbiamo fatta scivolare nel mero ricordo nemmeno più tanto celebrativo. Nei quartieri, nell’era del partito gazebo, le forze sociali democratiche non ci sono più. In questo vuoto si sono inserite le destre, che hanno fatto nuovi proseliti evocando i concetti beceri del razzismo, dell’intolleranza e della violenza.
Quali risposte diamo ai giovani?
Se le istituzioni non condannano questi fenomeni, se nessuno denuncia le contiguità con le destre moderate, come tornare a far valere la nostra nuova “resistenza attiva”? Possiamo farcela da soli? La nuova sinistra unita e plurale che vogliamo costruire non deve forse ripartire dalla nostra Costituzione come programma da attuare e quindi dall’antifascismo?
Perché il Ministro Amato e il Ministro Fioroni non iniziano a mettere al bando dalle scuole le organizzazioni neofasciste?
Quando il 2 dicembre le destre faranno la pagliacciata della manifestazione contro il governo, grazie al placet di Gianfranco Fini, ci saranno anche 3 mila fascisti della Fiamma Tricolore di Romagnoli. Vedremo sventolare le bandiere con le croci celtiche insieme a quelle di Forza Italia e Alleanza Nazionale. Siamo sicuri che, in questo mondo alla rovescia, nessuno si scandalizzerà, nessuno dirà che manifestare con i fascisti è ben più grave che andare ad un corteo democratico dove 4 imbecilli si infiltrano per provocare e vengono condannati da tutti.
Romagnoli sarà legittimato con buona pace dei democratici. Gli stessi che hanno additato Diliberto come un sovversivo. L’anticomunismo, il revisionismo storico, il razzismo e il neofascismo rischiano davvero di vincere?
Diliberto: Gaza. Basta stragi, serve forza Onu

Ufficio Stampa

Roma 8 novembre 2006

E' ora di dire basta con le stragi in Palestina. Quanto avvenuto nella striscia di Gaza e' di una gravità enorme e non puó passare ancora una volta sotto silenzio. Condanniamo con la massima fermezza quanto compiuto dall'esercito israeliano. Serve al piu' presto una iniziativa internazionale per l'invio di una forza di interposizione dell'ONU fra israeliani e palestinesi, in particolare a Gaza, per mettere fine a questa spirale di violenza senza infinita.
Autunno caldo e Fgci: manifestiamo le nostre idee

di Francesco Francescaglia

Roma 8 novembre 2006

Il centrosinistra è al governo, non per questo rinunciamo a manifestare le nostre richieste, le nostre idee. Non per questo rinunciamo alle nostre battaglie. Anzi, le conduciamo con più forza, proprio perché sappiamo, speriamo, che questo governo delle risposte ce le possa dare. Per questo la Fgci era in piazza il 4 novembre contro la precarietà e per chiedere l’abrogazione delle riforme Moratti, della Legge 30 e della Bossi-Fini. Per questo la Fgci continuerà a scendere in piazza in questo autunno. Il 17 novembre è la giornata mondiale degli studenti. Saremo nelle piazze di tutte le città italiane per chiedere di liberare i saperi dai processi di privatizzazione (che in Italia significano anche buoni scuola e finanziamenti alle scuole private confessionali), per chiedere di bloccare i tagli a scuola ed università previsti nella Finanziaria, che vorremmo invece contenesse su questo terreno un’inversione di tendenza così come scritto nel programma dell’Unione, e per chiedere l’abrogazione delle riforme Moratti di scuola ed università. Il 18 novembre a Roma saremo, insieme al nostro Segretario Nazionale Diliberto, alla manifestazione nazionale per la Palestina, per chiedere di fermare i massacri che in questi giorni stanno martoriando, ancora una volta, il popolo palestinese, per chiedere di fermare le aggressioni di Israele e per chiedere la revoca dell’accordo di cooperazione militare Italia-Israele, la revoca degli accordi economici tra le regioni italiane e le autorità israeliane e del vergognoso embargo dell’Unione Europea contro il popolo palestinese. Manifestiamo per dire no al Muro dell’apartheid all'occupazione israeliana e per chiedere il diritto all'autodeterminazione per il popolo palestinese. La Fgci ha inoltre aderito alla manifestazione nazionale per la pace e la giustizia in Medio Oriente, promossa dalla Tavola della Pace, che si terrà a Milano il 18 novembre.




Il 2 dicembre invitiamo tutti alla massima mobilitazione per la manifestazione nazionale che si terrà a Vicenza contro la creazione di una base militare USA nella zona dell’aeroporto Dal Molin e per gridare: no alla sottrazione e distruzione del territorio e dei beni comuni per la costruzione di presidi militari; no alla guerra, alla sua mistificazione che la vorrebbe “buona” o “cattiva”, santa o umanitaria. No all’aumento delle spese militari; desecretazione degli accordi riguardanti le basi militari e accesso pubblico alle informazioni.
 
 
Diliberto al Corriere: "Prodi capo del Partito democratico? Ostacolo per il governo"

Daria Gorodisky

Roma 12 ottobre 2006

Oliviero Diliberto, sembra che i suoi alleati Ds e Margherita marcino proprio verso il Partito democratico.

Mi sembra una decisione ormai definitiva...

Sembra quasi di cogliere una certa soddisfazione in lei che guida i Comunisti italiani.

Lo considero un evento enorme per la sinistra italiana, ma ovviamente "enorme" non in senso positivo. È la fine della lunghissima trasformazione che ha portato il più grande partito comunista occidentale, il Pci, prima a non essere più comunista; e quindici anni più tardi a fuoriuscire dai confini della sinistra. Il partito democratico perde simbolicamente, e non a caso, proprio la S che stava per "sinistra". È un paradosso...

Quale?

Il Pds era nato con l'obiettivo di costruire in Italia il partito del socialismo europeo; e invece, alla fine di tutta la vicenda, l'Italia rischia di essere l'unico Paese europeo a non avere un partito socialista o laburista. Questo futuro connubio tra ex comunisti ed ex democristiani avviene in forma subalterna dei primi ai secondi.

Alcune voci della maggioranza e molte altre dell'opposizione ritengono che Prodi abbia molta freta di arrivare al Partito democratico perché, se il governo non durasse a lungo, sarebbe il suo paracadute, insoma l'assicurazione sul suo futuro di politico.

Io spero che il governo duri cinque anni... E' vero, Prodi ha tutto l'interesse a firmare un suo partito: ma questa è la sua teoria di sempre. Con Parisi e gli altri suoi più stretti collaboratori ha da tempo sostenuto l'idea di un partito contenitore non più di sinistra, bensì genericamente democratico, con una forte tendenza al verticismo: niente struttura, ma solo investitura del leader. Però mi auguro che il Pd non diventi un ostacolo per l'esecutivo.

Quale rischio vede, esattamente?

In quanto leader della coalizione, Prodi è il capo di tutti, anche il mio. Tuttavia, quanto più sarà inglobato in un suo partito, tanto più avrà difficoltà a governare il tutto il tutto. La sua identificazione in una specifica formazione rappresenta un ostacolo, non un vantaggio. Finora proprio la sua peculiarità politica e culturale riusciva a tenerci insieme. Ma quando sarà capo di un partito, come farà?

Lei esprime critiche più che timori: vede all'orizzonte un "ostacolo" alla tenuta di governo. Ovviamente ne avrà parlato con Prodi.

No. Lui prosegue sulla stessa strada che ha scelto da molti anni.




Ma lei non protesta, non alza il telefono gridando "attenzione", "pericolo"?

Mando il messaggio con questa intervista.

Forse il Partito democratico farebbe gioco anche a lei? Ds in frantumi e la sinistra che fugge verso di voi, verso Rifondazione...

Io penso prima di tutto al Paese, non faccio calcoli egoistici, che pure potrei fare. E al Paese non giova uno spostamento dei Ds verso l'area moderata. Detto questo, quando la Quercia andrà a congresso e quando prevarrà l'idea di sciogliere i Ds, allora tornerà di grande attualità la nostra proposta politica di federare tutti coloro che stanno a sinistra.

Appunto, potreste finalmente avere la bandiera della grande S, per stare a quanto diceva prima, magari con future liste elettorali e quanto ne consegue.

Prima rivolgevo il mio invito a tutti i Ds, adesso rafforzo l'appello alla componente socialista e laburista che non aderirà al Partito democratico. Potremmo andare verso la costruzione di una sinistra più larga e più unita.

Probabilmente chi non aderirà al Pd andrà a formare gruppi parlamentari alternativi, in proprio.

Allora facciamo un raccordo permanente di tutti i gruppi di sinistra.

Avete già preso contatti? Notate interesse?

Nessun contatto, per ora. Ma credo che abbiano anche loro interesse a un processo federativo, anche con Rifondazione: per pesare di più, sia nel centrosinistra che nel governo.