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Questo sito è rivolto alle famiglie, ma anche alle coppie ed ai singoli che attraversano un periodo di stress, di difficoltà o di tensioni emotive ed hanno bisogno di un "aiuto" esterno, di un professionista competente e specializzato nel campo della consulenza, per superare agevolmente il momento critico.
La Dott.ssa Selene Grimaudo, pedagogista, consulente familiare, insegnante, formatrice ed esperta in Tecniche di comunicazione, offre la possibilità di ottenere un valido supporto familiare e psicopedagogico in queste particolari fasi della vita.
Nelle pagine che seguono, sarà trattata la tematica della Consulenza familiare insieme all'approccio sistemico-relazionale ed al ruolo del consulente familiare. |
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LA FAMIGLIA OGGI
La famiglia ha una propria storia interna costituita dal naturale susseguirsi degli eventi della vita individuale: nascere, crescere, la sessualità, la procreazione, l’invecchiare, il morire.Ognuno di questi eventi riceve un significato rilevante all’interno dei rapporti familiari; per esempio, al di fuori dall’ordine familiare, le nascite illegittime, “sembra non abbiano accesso alla pienezza dell’esistenza. Analogamente, una famiglia con un solo genitore convivente è solo una famiglia parziale, la cui mancanza produce effetti non solo nell’ordine materiale [...], ma anche nell’ordine simbolico” . Del resto, sempre più, nella società odierna vanno mutando “in modo sostanziale gli schemi interpretativi dei rapporti coniugali e familiari. Il matrimonio ha perduto di importanza sul piano istituzionale, con una conseguente perdita di stabilità, documentata dall’alto numero delle separazioni e dei divorzi. La vita domestica è assorbita dalla ricerca del successo sociale, del benessere economico e del prestigio, dalla logica del profitto e tutti questi aspetti vanno a danno della ricchezza e della profondità delle relazioni interpersonali” . I membri della comunità familiare si sono dovuti adattare a tali trasformazioni modificando il valore dei modelli tradizionali e l’attribuzione dei ruoli. La famiglia di oggi è diversa da quella di una volta essa “è connotata da due elementi che la rendono diversa dalla vecchia famiglia patriarcale che comportava la presenza di nonni, genitori numerosi figli e nipoti: la tendenza alla nuclearizzazione ed il nuovo ruolo sociale della donna”. A partire dalla metà degli anni sessanta si è rilevata una notevole disaffezione nei confronti della famiglia tradizionale fondata sul matrimonio e su una numerosa discendenza, si sono verificati “mutamenti familiari di grande portata, tra cui il passaggio dall’epoca d’oro del matrimonio all’alba della coabitazione, dalla centralità del bambino a quella della coppia e da un modello unico di famiglia a una pluralità di forme familiari”. |
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NUOVI MODELLI FAMILIARI
Oggi, si sono delineate diverse forme familiari e l’attenzione si è spostata sulle molteplici famiglie che si sono create dalla crisi dell’istituzione matrimoniale. “Se si prende ad esempio una qualsiasi tavola riassuntiva dei modelli familiari che si possono, oggi, individuare e computare a partire dall’incrocio fra avere o non avere figli, vivere da soli o in coppia e lo stato civile, le tre forme base individuate dall’ISTAT, danno origine a sedici forme familiari” . Le trasformazioni della famiglia sono documentate da alcuni noti fenomeni demografici: il calo ed il ritardo nei matrimoni; l’aumento delle nascite fuori dal matrimonio, delle convivenze, delle separazioni e dei divorzi, dei nidi vuoti (coppie senza figli), ecc. Oltre alla famiglia nucleare tradizionale ed alla famiglia allargata, si parla di famiglia di fatto (fondata su un’unione libera), di famiglia incompleta o monogenitoriale quando essa è costituita da un solo genitore (vedovi, separati o divorziati) e da figli conviventi, di famiglie unipersonali o monopersonali composte da una sola persona (questo tipo di famiglia è alimentato, soprattutto, dal processo di invecchiamento della popolazione); di famiglie ricostituite per definire quelle che si formano fra l’unione di divorziati (in cui almeno uno dei partner proviene da un precedente divorzio), esse rappresentano, per molti aspetti ed assieme alle unioni di fatto, le nuove forme familiari per eccellenza e sono più diffuse al Nord, al Centro Italia: nelle aree con i più alti tassi di conflittualità coniugale. “Nelle rilevazioni ufficiali non è facile individuare tale forma familiare che è assimilata alla famiglia di coppia e alla famiglia nucleare o alle unioni di fatto. Rimane, comunque, come elemento caratterizzante questa forma familiare, soprattutto in presenza di figli provenienti da una precedente unione e di ex partner vivi e vegeti, una maggiore complessità relazionale, non sempre riconducibile entro gli attuali canoni e modelli di comportamento” . Nelle famiglie ricostituite “il nuovo partner del genitore affidatario diviene così, nella vita quotidiana, la figura di riferimento che viene a sostituire quella, sempre più illanguidita, del genitore che non è presente in ogni momento. [...] queste famiglie sono, come icasticamente detto, famiglie fisarmonica, nel senso che vi sono continui allontanamenti da casa di alcuni per le visite dell’altro genitore con la conseguenza che, nelle nuove famiglie numerose, si riuniscono intorno al tavolo ora tre, ora cinque, ora sette persone a seconda del calendario stabilito per le relazioni dei figli con l’altro genitore biologico” . Nella famiglia ricomposta si realizza, anche, una fraternità elettiva imposta dagli adulti ai propri figli; nasce una nuova famiglia, a cui non si può negare la qualifica di famiglia, ma deve sapersi rapportare con la famiglia preesistente, che continua a sussistere nel rapporto con il genitore non affidatario ed ai fratelli affidati a quest’ultimo. Non tutte le convivenze, però, possono essere definite come famiglia. “Non si tratta solo di una imprecisione terminologica. È piuttosto un efficace indicatore della complessità di relazioni e dimensioni implicate nello spazio della famiglia” . Oggi è cambiato il ciclo di vita della famiglia; un individuo può iniziare il suo ciclo vitale “in una famiglia tradizionale; poi in seguito al divorzio dei genitori, può entrare a fare parte di una famiglia con un solo genitore, quindi di una famiglia ricostituita [...]. Raggiunta l’età adulta, può vivere temporaneamente da solo, dando vita a una famiglia unipersonale; mettere poi in piedi una convivenza (famiglia di fatto) e successivamente sposarsi, non necessariamente con la stessa persona con la quale ha convissuto; non si può escludere che poi divorzi e dia vita a sua volta ad una famiglia ricostituita, forse sperimentando di nuovo un periodo di solitudine o di convivenza per poi concludere la sua vita di nuovo da solo”. “Sia i componenti di una famiglia che i rapporti che li legano e ne definiscono la posizione, infatti, mutano con l’andar del tempo, da una fase all’altra del ciclo di vita”. |
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