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PAROLE VIRTUALI

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Poesia video-visiva e video-performativa internazionale

 

A cura di

Julien Blaine e Caterina Davinio

 

"Poeme est la somme de", 1997, poesia video-visiva, 2'

Akenaton inizia con l'incontro di Philippe Castellin e Jean Torregosa. Entrambi esplorano un territorio di ricerca tra la poesia e l'arte plastica. Akenaton ha realizzato installazioni, performance, esposizioni, videopoesia performativa, informatica, sviluppando un progetto partito negli anni 70. La pubblicazione di "Livre" (Akenaton/Edition) nel 1985 esprime la loro poetica.

Akenaton è consapevole della specificità dei linguaggi tra i quali opera transcodificazioni e scambi: l'azione performativa può dare luogo a installazioni destinate a trasformarsi in altro: video, libro, oggetto. Si realizza una specie di andata e ritorno tra l'effimero e il duraturo, il coerente e l'irrazionale. Dal 1984 producono video e realizzano edizioni/performance e performance/installazioni.

 

"Seesaw", 1997, poesia video-performativa, 7'

 

Volker Schreiner produce dal 1988 video, video-sculture, video-installazioni con i quali ha partecipato a festival internazionali nel mondo (Russia, Giappone, Australia, Canada, Satati Uniti, Italia).

Seesaw è un video costruito su frammenti di una performance nata per il video (performer: Fahrenholz, Girardet, Schilling). L'elemento caratterizzante è il ritmo "metronomico" realizzato con la successione e ripetizione in sequenza di ritagli di un mondo inquadrato all'altezza dei piedi, dimesso, quotidiano, domestico. Nel sonoro - un po' il collante del video - confluiscono brandelli di parole, suoni, battere di suole, musica di radio. In precedenti lavori Schreiner ottiene lo stesso effetto ritmico (sonoro e visivo) con l'apertura e la chiusura di porte e finestre, con il fruscio provocato dall'avvolgersi e svolgersi di rotoli di carta.

 

"PAV, Poème actions Vidéo" 1996, poesia video-performativa, 1'

 

Artista e poeta multimediale, autore di testi lineari, di cartoline postali, letture, video-azioni e videopoemi. Ha fondato con Caroline Scherb l'associazione e la rivista "Ceux Qui Nous Chantent".

Quando Tardy opera davanti alla camera lo sguardo dello spettatore si focalizza sul performer in modo molto diverso da come avverrebbe in scena. Alla parte visiva e temporale dell'azione si associano i tagli, lo sfondo, permettendo al performer cose impossibili da realizzare dal vivo. L'azione diviene manipolabile come la parola, riproducibile, moltiplicabile.

 

"Il nemico", Bergamo, 1997, 1'2", (poesia video-visiva del ciclo Videopoesie terminali)

 

Caterina Davinio realizza computer art, arte in rete, poesie video-visive, partiture digitali di poesia, stampati da computer, siti web. Ha fondato l'associazione Art Electronics, che dispone di un videoarchivio internazionale e promuove lavori di artisti tra parola, video, telematica, computerart. Organizza rassegne letterarie e ha collaborato ai maggiori festival di videoarte italiani. Dirige la rivista telematica "Karenina.IT", un progetto di comunicazione e di informazione sulla sperimentazione in Italia. Ha pubblicato articoli sul tema della scrittura e i nuovi media, poesie e un romanzo (Còlor Còlor, Campanotto, Pasian di Prato - Udine, 98).

"Il nemico" è una poesia video-visiva di ascendenza futurista. Per la rapidità di scorrimento il testo risulta solo occasionalmente decifrabile; la leggibilità è sopraffatta dalla gestualità elettronica dello sfogliare velocemente lo scritto, che fa dell'opera la registrazione di un'azione in tempo reale su computer. La parte sonora è un'elaborazione digitale del rumore di un duello.

 

"Ecuba", Palermo, 1996, video, 9', formato: Betacam e super 8.

 

Interpreti: le donne del Vicolo Anello al Capo (Palermo) ed Eleonora Teriaca, Regia e soggetto: Roberta Torre, Montaggio: Roberta Torre e Daniele Ciprì, Riprese: Filippo Pecoraino

"Ecuba" è stato realizzato per lo spettacolo teatrale di Andrea De Rosa "Encomio di Elena". E' una libera interpretazione del personaggio di Ecuba in dialetto siciliano, realizzato mescolando tragedia greca, pianti di prefiche e lamentazioni delle vedove di mafia.

Roberta Torre è nata a Milano. Vive e lavora a Palermo. Dal 1989 realizza cortometraggi in video e pellicola, premiati in festival e rassegne cinematografiche e trasmessi da emittenti televisive nazionali. Dal 91 relizza i suoi lavori con la produzione Anonimi e Indipendenti. "Tano da Morire", il suo primo film, è stato presentato alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia 97 nella Settimana della Critica.

 

"Newspaper", Milano, 1997, video di Giorgio Longo su performance di Valeria Magli, 3'.

 

Una ballerina vestita di giornali balla e alle sue spalle le notizie si materializzano in una danza totale, lieve e drammatica.

Valeria Magli è di formazione ballerina, dottore in filosofia e attrice di teatro e di cinema. Dalla fine degli anni '70 ha lavorato in teatro come interprete e performer realizzando spettacoli di poesia danzata, interventi visivi e installazioni corporee. Il tema trattato dai suoi lavori è la contemporaneità, i materiali sono un mix di danza, videopoesia e musica. Le sue opere sono state presentate al Musée Matisse di Nizza, al Centre Pompidou di Parigi, all'Hounter College Theater di New York, al Circulo des Bellas Artes di Madrid, alla Biennale Arte di Venezia, al Mickery Theater di Amsterdam.

Giorgio Longo è nato nel '54 a Milano, ha fondato nel 1984 e condiretto per dieci anni la rivista "Schema". Ha pubblicato quattro raccolte poetiche. Nel 1996 ha curato rassegne di poesia presso il Teatro Arsenale di Milano. Tra le più recenti mostre alle quali ha partecipato con opere di videopoesia ricordiamo: Lanormalità nell'arte (Palazzo ex-Stelline, Milano 1993, Cybernauti 2 (Palazzo Sanguineti, Bologna '95), Invideo (Milano '96), Parole sull'arte (BPM, Milano '96).

 

"Erratum", 1996 (video digitale su riprese di performance di Donnes, Pey, Blaine, Chopin, Ferrer, Piegza, Knittel, Martel, Marietan, Giroud, Dupuy, Kerleo), videorivista, 9'

 

Joachim Montssuis nasce a Bordeaux. Dopo un'infanzia trascorsa in Africa ritorna in Francia, dove si diploma all'Ecole des Beaux-Arts de Besancon. Nel '94 fonda l'associazione Erratum Musical per la creazione e diffusione di arti multi e inter mediali. L'associazione opera nel campo della poesia sonora, della poesia azione, dell'arte performativa, delle audio e video installazioni.

Nel 97 crea la rivista video "Erratum", in cui confluiscono azione creativa e intento documentario.

 

"Snow Burns my Heart", 1994, videopoesia, testo di Pablo Neruda, 5'

 

"Snow Burns my heart", su una poesia di Pablo Neruda, è un esperimento in cui la scrittura conserva un ruolo centrale. Alle sequenze, basate sulla ripetizione e l'intreccio di frammenti, parole e versi, sono associati immagini, effetti elettronici, suoni e musiche. La scrittura resta comunque un interesse preminente nel lavoro della Bozick, anche se, come lei stessa dichiara, il suo bisogno di ascoltare la parola parlata l'ha spinta verso il video e la performance. Jennifer Bozick si occupa di filosofia, di psicologia junghiana, di teoria del film, di femminismo, di linguistica, e questa molteplicità di stimoli culturali si fonde con l'interesse per i media elettronici e la performance.

Kevin Mc Coy ha prodotto video, lavori fotografici, performance e installazioni. Strumenti così diversi sono tuttavia uniti in una coesione di intenti e di strutture. Il lavoro del McCoy è centrato sulla memoria. L'artista afferma che "l'investigazione della memoria mostra che ciò che ricordiamo non sono i momenti ma i movimenti, non cose, ma le relazioni tra le cose, la memoria è uno schermo su cui sono proiettati i movimenti del passato. L'atto del rimembrare appartiene dunque al presente ed è sperimentato in termini di immagini in movimento, e l'unione di immagini e movimento ci porta a introdurre in discorso sulla tecnologia". L'immagine in movimento è un'immagine mediata dalla tecnologia; la scoperta e lo sviluppo di questa idea, secondo McCoy, descrive le idee guida della cultura del XX° Secolo.

 

"Repetition", 1994, videoperformance, 3'

 

"Repetition" esplora le possibilità del suono come prolungamento dell'immagine; ruomori su fondo nero inframmezzano aperture in bianco e nero con performance danzate di Christine Devaney e Marc Murphy. Il video è stato realizzato in collaborazione con Tracy MacKenna e Francoise Valery (U MATIC SP).

Muriel Modr ha realizzato video e video-installazioni esposte dal 1987 in mostre personali e collettive in Francia e in Italia, con il sostegno di vari enti. Nel 95 ha elaborto il progetto Le Tarif de Marseille con Nadia Jelassi

 

"Fenis", 1993, poesia video-visiva dalla videoantologia "Nome", 1'

 

"Nome" è un progetto multimediale realizzato da Arnaldo Antunes in collaborazione con Clelia Catunda, Kiko Mistrorigo e Zaba Moreau. Prodotto come antologia video, raccoglie numerose videopoesie, diverse per struttura e tecnologie usate. Comune a tutte la consapevolezza del valore visivo e sonoro del testo mediato dalla tecnologia. Alcune opere sono state realizzate in computer grafica, altre in video, in alcune predomina l'aspetto sonoro, altre sconfinano nella composizione musicale, in altre ancora predomina il testo nella dimensione visiva o parlata.

Antunes è da molti anni attivo nel campo della multimedialità. Ha iniziato il suo lavoro con cortometraggi in super 8 e ha realizzato in seguito album musicali con il gruppo rock "Titas", portando concerti, performance e spettacoli anche in Europa. Ha prodotto vidoclip e pubblicato libri e CD.

 

"Traenen", Palermo, 1995, video, 5'

dal ciclo di video per la partitura di Giorgio Battistelli "Begleitmusik fur eine Dichtspielszene"

 

Giuseppe Zimmardi è poeta, autore di videopoesie, di installazioni, collaborazioni teatrali. Utilizza e mescola tecniche diverse come la videoripresa, la computer grafica, la produzione e post produzione digitale di immagini fisse e in movimento. I suoi lavori sono vari per struttura e fattura: si passa con facilità dall'omaggio a un poeta vivente in forma di videodocumento, alle videopoesie in cui il testo lineare si sovrappone e alterna a foto, elaborazioni digitali e sequenze filmate, a opere prive di testo, realizzate per la partitura di Giorgio Battistelli, che scivolano a tratti nell'informale. Vive e lavora a Palermo.

 

"L'Orizzinte di neri", Firenze, 1983, 8', video, versi di Dante

 

Terzine dantesche dell'Inferno risuonano nella periferia degradata di Firenze, pronunciate da un suo giovanissimo abitante. Di Cintio e Mignani riportano l'attenzione sul contenuto più che sulla tecnologia, sulla denuncia sociale più che sulla sofisticatezza del mezzo. Per Di Cintio "La ricerca visiva deve esprimere anzitutto desiderio di curiosità. Deve certo esaltare sostenere il processo creativo come base fondante dell'intervento autoriale, ma parimenti segnalare un forte stato di tensione verso la progettazione del nuovo (...) Nessuna astrazione progettuale è utile senza la misura cosciente, financo sofferta, della condizione umana e ambientale".

Alberto Di Cintio, architetto, è responsabile del Laboratorio di Comunicazione Visiva del Dipartimento Processi e Metodi della Produzione Edilizia (Università degli Studi di Firenze). Il suo interesse per il video prende corpo fin dagli anni 80 con video "poveri", essenziali, fortemente impegnati in campo sociale.

 

Si ringraziano:

 

 

 

 

 

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