POEVISIONI ELETTRONICHE 2000                                                                  

Video-Computer & Web Poetry

A cura di Caterina Davinio

PROGRAMMA

ARTISTI / SCHEDE VIDEO / BIOGRAFIE

 

Negli anni Sessanta la linearità del testo poetico era frammentata, decostruita, infranta da un impeto dissacratore, ironico, ludico, dai poeti visivi e performativi. Nello stesso tempo procedeva la ricerca dei pionieri internazionali delle arti elettroniche, ma i due ambiti rimanevano in circuiti separati e la performance poetica vedeva in Italia ancora all'inizio degli anni 90 la centralità del corpo del performer, quando già nell'ambito delle arti visive si parlava di realtà virtuali, di autore collettivo, anche in relazione al web.

Ho individuato un territorio comune in cui queste due esperienze diverse, che avevano aspetti inequivocabili, e irrevocabili, di rottura col passato, potessero confrontarsi, tessendo pazientemente una rete di contatti, collaborazioni, di rassegne e convegni in varie città, a partire dal 1990. Ho concentrato negli anni il mio interesse verso quei video e computer artisti, e recentemente autori di CD d'arte e di web art, che cercano un confronto col testo poetico nella sua accezione più ampia: da quello lineare a quello visivo, sonoro, performativo, gettando le basi per un discorso nuovo che m'interessa anche come artista.

 

Le difficoltà di attuazione del progetto sono state notevoli, soprattutto a causa della quantità di materiale pervenuto, in maggior misura a partire da 98, momento in cui l'organizzazione della rassegna comincia ad avvalersi della rete Internet, a testimonianza delle immense potenzialità del mezzo.

In quest'avventura, che ha costruito, spero, nel corso degli anni Novanta un piccolo pezzo di storia delle arti visive, ho avuto come sostenitori artisti storici della poesia performativa italiana e internazionale, come Massimo Mori, Tomaso Binga, Julien Blaine, critici di arti elettroniche, come Marco Maria Gazzano, organizzatori che hanno messo a disposizione spazi, dato rilievo alle mie iniziative, ultima quella di Karenina.it, ospitandole nel quadro di manifestazioni importanti di respiro internazionale.

 

Gli artisti di Poevisioni 2000, come quelli delle edizioni precedenti, provengono da esperienze e formazioni diverse: letteratura, cinema, fotografia, arti visive, performance, ma pervengono a risultati comuni, pur nella diversità, in quel territorio di confine e contaminazione tra linguaggi che è l'arte contemporanea.

È necessario tuttavia un tentativo di ordinamento del cospicuo materiale presentato, non certo una classificazione, che risulterebbe una forzatura, ma una scansione che ne faciliti la lettura da parte del pubblico.

Le opere di Poevisioni 2000 sono riconducibili alle seguenti tipologie "testuali":

 

Videoperformance (Sax, Fantin, Padin, Rossi)

Video in cui è in scena un performer, anche se l'intervento in fase di montaggio e post-produzione digitale incide in modo determinante a livello linguistico, tanto che il video costituisce un prodotto a sé rispetto all'azione performativa e alla sua semplice ripresa. In alcuni casi interamente autoprodotti dall'autore, in altri casi frutto della collaborazione tra esperti di varie discipline, scrittori, video e computer artisti.

Performance in video (Bulatov)

È predominante la performance sulla post-produzione, il contenuto sulla forma-video, è la performance stessa che si avvale di elementi multimediali, come video e suoni elettronici con cui il performer interagisce.

Videopoesia (Lee, Menezes, Calzolari, Pugliese)

È una categoria che può rientrare in quella più generale della "videoarte" o della "videoperformance", ma nella videopoesia prevale la dimensione testuale, sotto forma di testo lineare scritto e/o detto, di testo di poesia sonora, in alcuni casi coniugato con la performance (Calzolari), in altri col cinema (Lee).

Poema filmico (Rheis, Babin, Perte de Signal, Brown)

È un tipo di videopoesia in cui l'elemento testuale è secondario all'immagine o del tutto assente, in quanto l'artista intende esprimersi sfruttando appieno la valenza poetica delle immagini. Qui la poesia si costruisce per accostamento di sequenze; numerosi di questi artisti provengono dal cinema sperimentale e dalla fotografia

Poesia video-visiva (Kumeger-Alchhuk, Davinio)

Qui il video digitale si confronta con la tradizione futurista, la poesia visiva con tecnologie che i futuristi storici avrebbero sognato, o forse neppure immaginato: computer-grafica, digital art. L'immagine si determina a partire dagli aspetti spaziali del testo e dei caratteri di stampa, dal loro movimento; è un elemento presente occasionalmente anche in videopoesie e poemi filmici, ma qui diviene elemento strutturale; il sonoro può costruirsi a partire dalla voce recitante del poeta mixata a suoni di elaborazione digitale (Davinio) o dagli esperimenti di un musicista (Letov).

Digital Poetry (CD section, Bowman, Ungherer)

In questa sezione potrebbero stare di fatto tutti i video della rassegna, in quanto tutti si avvalgono nella fase di produzione e/o di post produzione di tecnologie digitali. Ho voluto raccogliere quelle creazioni nate esclusivamente da programmi di computer-grafica e in cui predominano aspetti non verbali e non filmici, e quelle produzioni che nella loro diffusione utilizzano supporti solo digitali, come il CD. In queste sequenze d'immagini la parola è talvolta del tutto assente, altrove presente in giochi d'animazione testuale.

Web Poetry (Akenaton, Karenina.it)

Nel web immagine digitale, testo, suono digitale, aspetti performativi insiti nello stesso atto comunicativo si fondono. È l'ultima frontiera della ricerca poetica. La comunicazione come flusso interattivo possiede di per sé un coefficiente di performatività che è impossibile annullare. Le opere-happening, sempre più numerose, nate per il web inglobano tutto il discorso sull'arte cancellando le distinzioni tra arte e critica (molti degli autori coinvolti sono anche critici e/o curatori), tra arte e altro (sempre più ready-made virtuali e oggetti di non-arte, di non-poesia, restano impigliati nel processo), tra artista e spettatore (la comunicazione nella rete non è unidirezionale). Nel caso delle arti e della poesia la trasmissione-flusso si articola indifferentemente sul passaggio di testi e immagini d'arte, e di testi "sull"'arte. Il web è principalmente un "luogo" in cui il gruppo degli artisti coinvolti è variabile e dislocato nello spazio, l'attenzione si concentra non solo sul contenuto della trasmissione, ma sulla trasmissione stessa, sul contatto, ponendo l'accento sulla dimensione collettiva.


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VIDEO

 

1) BEATRICE BABIN

"Hotel Arcadia", 3', video, 1999

HappyHouseGorilla Production

(GERMANIA)

 

2) ANNA ALCHUK - OLGA KUMEGER - SERGEY LETOV

"Slovarevo", 3', poesia video.visiva, 1999

(RUSSIA)

 

3) LARA LEE

"Prufrock", 4', videopoesia, 1991

(New York - USA)

 

4) AKENATON

"Dèbroussailler...", 1', videopoesia, 1999

(FRANCIA)

 

5) BRICE BOWMAN

"Transitional Construction", 2', digital video, 1999

(California - USA)

 

6) GINESTRA CALZOLARI

"Forbici", 3'50", Videopoesia, 1999

(ITALIA - BO)

 

7) PHILADELPHO MENEZES

"Canto dos Adolescentes", 3', videopoesia, 1999

(BRASILE)

 

8) HALSEY BROWN

"excerpt", 3', video, 1999

(New York - USA)

 

9) JAVIER ROBLEDO

"Tirado un Hueso", 3', videopoesia, 1997

(ARGENTINA)

 

10) EMILIO FANTIN

"Portrait", 1, videoperformance, 1992

Take Away Prodution

(ITALIA - BO)

 

11) CATERINA DAVINIO

"Natura contro natura", 3', poesia video-visiva", 1996

(ITALIA - RM)

 

12) WALTER UNGERER

"Kingsbury Beach", 6'21", digital video, 1999

(Vermont - USA)

 

13) ANTAL LUX

"La peur du vol", 10'27", video, 1997

In collaborazione con lo ZKM Karlsruhe

(GERMANIA)

 

14) VONDA YARBERRY - JOHN PRESCOTT

"Visions of Hildegard", digital video, 1999

Musica: JOHN PRESCOTT

(Missuri - USA)

 

15) SEBASTIEN PESOT

"Lapsus", 1', video, 2000

(Québec - CANADA)

 

16) JULIE-CRISTINE FORTIER

"Mechanical Rodeo", 1'40", videoperformance, 2000

"Blizzard Blizzard", 3'18", videoperformance, 2000

(Québec - CANADA)

 

17) CLAUDETTE LEMAY

"Je ne bouge plus d'ici", 1'42", video, 00

(Québec - CANADA)

 

18) JOANNA EMPAIN

"Visions", 3'30", video, 00

(Québec - CANADA)

 

19) ROBIN DUPUIS

"Op. 1", 2'25, video, 2000

"Op. 2", 2'10", video, 2000

(Québec - CANADA)

 

20) ISABELLE HAYEUR

"Vertige", 10'45", video, 2000-10-18

(Québec - CANADA)

 

21) CARLA VITTORIA ROSSI

"Bat Call", 5'30", video, 1999

(ITALIA - MI)

 

22) LUISA SAX

"Una videoletterax", 3', videopoerformance, 1997-98

(ITALIA - MI)

 

23) CHRISTINE RHEYS

"Le Présent du regard", 13', poema filmico, 1998

(FRANCIA)

 

24) ROBERTO ROSSINI

"Enten Hitti. Giganteschi pagliacci del mondo solare", 3', video, Harta 98

(ITALIA - GE)

 

25) ANNA MARIA PUGLIESE

"Eros", 1', videoperformance, 1', Harta 98

(ITALIA - NA)

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CD & WEB (In collaborazione con Ph. Castellin)

 

PHILADELPHO MENEZES - WILTON AZEVEDO

"InterPoesia. Poesia Hipermidia Interativa", CD, digital poetry

(BRASILE)

 

CATERINA DAVINIO

"Omaggio a Marcel Duchamp", 1999

(ITALIA)

 

AKENATON & "Dock's"

"DOCK'S, UN NOTRE WEB"

(FRANCIA)

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VIDEOPERFORMANCE

 

Dimitri Bulatov

(RUSSIA)

Estratto da una performance multimediale, 10'

 

Wolfgan Ziemer

(GERMANIA)

Estratto da una performance multimediale, 10'

 

CLEMENTE PADIN

(URUGUAY)

"Zona de Arte", 10', videopoerformance

 

 

 

Copyright Davinio Art Electronics - Associazione 2000

 

Attrezzature tecniche necessarie per la presentazione:

SEZIONE VIDEO:

SEZIONE CD:

SEZIONE WWB:

un computer con collegamento internet


ARTISTI / SCHEDE VIDEO / BIOGRAFIE

 

VIDEO

 

1) BEATRICE BABIN

"Hotel Arcadia", 3', video, 1999

HappyHouseGorilla Production

(GERMANIA)

 

Il video è un diario di una mattina a letto all'Hotel Arcadia in Sao Paulo nel maggio 99: il rumore delle strade che entra nella stanza, la vista dalla finestra, un grattacielo, ancora strade, antenne sui tetti, finestre, alcune delle quali dai vetri rotti, in cui compaiono persone, biancheria stesa ad asciugare...

La ricerca di questa videoartista di addentra nei linguaggi della vita di ogni giorno, si concentra sulle piccole cose che sembrano normali al punto che non le notiamo più, mescola varietà melanconica del quotidiano con gli elementi irrazionali del sogno e del desiderio. Nella contraddizione l'autrice cerca le molte realtà da cui siamo circondati. Forse una collezionista di storie di vita, spesso lavora con frammenti documentaristici, che trasforma accordando la differenza della vita reale e il suo sogno.

 

Beatrice Babin è nata a Monaco, in Germania, nel 65. All'Università di Monaco ha studiato storia del teatro, filosofia, letteratura tedesca e arti performative, laureandosi con una tesi su "Federico Fellini e le sue figure di clown". Successivamente ha studiato nella Hochschule per la televisione e il cinema di Monaco e ha realizzato numerosi documentari e video.

 

2) ANNA ALCHUK - OLGA KUMEGER - SERGEY LETOV

"Slovarevo", 3', poesia video.visiva, 1999

(RUSSIA)

 

Versi: ANNA ALCHUK

Video: OLGA KUMEGER

Musica: SERGEY LETOV

Il progetto "Slovarevo" nasce dalla collaborazione di tre artisti molto attivi in Russia: la scrittrice e critico Alchuk, la computerartista Kumeger e il musicista Letov. L'idea base del video trova la sua radice nell'eredità dei futuristi russi, che coniuga con la computer art, con l'uso di parole in movimento e immagini, che le parole stesse concorrono a definire. La ricerca di questi artisti si spinge verso l'opera totale e la creazione di un linguaggio nuovo che nasca dalla fusione del testo poetico, della poesia visiva, del video e della sperimentazione musicale.

 

Nata nel 55, ANNA ACHUCK proviene da studi storici all'Università di Mosca ed è stata membro del Comitato degli Scrittori della Federazione Russa dal 91. è autrice di pubblicazioni di critica, poesia, poesia visiva, anche in Europa e negli USA, ha partecipato a numerose mostre e progetti riguardanti la sperimentazione in campo letterario e artistico, con particolare riferimento alla produzione artistica delle donne.

KUMEGER OLGA si occupa di computer grafica di cui è insegnante in corsi presso varie istituzioni in Russia. Ha lavorato come designer e ha collaborato a numerosi progetti che riguardano la poesia visiva, l'avanguardia e i nuovi media. Ha partecipato a festival in Russia e in Europa.

SERGUEY LETOV è nato a Semipalatinsk, nel Kazakhstan orientale, nel 56, ha vissuto a Omsk, in Siberia; dal 79 risiede in Kraskovo, nella regione di Mosca. Suona il sax soprano, tenore e baritono, basso clarinetto, flauti. Nell'85 ha fondato l'ensemble TRI-O, che si è esibito praticamente in tutti i jazz festival in USSR, ma ha partecipato anche a manifestazioni in Finlandia, Italia, Francia, Danimarca, Germania. Letov ha collaborato a vari progetti non solo musicali, ma anche ad happening e performance di artisti concettuali russi.

 

3) LARA LEE

"Prufrock", 4', videopoesia, 1991

(New York - USA)

 

Prufrock è il primo cortometraggio girato da Lara Lee. È una videopoesia basata su "The Love Song of J. Alfred Prufrock" di T. S. Eliot, letta da Matt Dillon.

Il video, pluripremiato, è stato presentato in ben quarantaquattro videofestival nel mondo (USA, Austria, Israel, Brasile, Canada, Germania, Malta, Cuba, India, Australia, Svezia, Portogallo).

 

Cast: Alberto Avalle, Virginia Barros

Camera: Don Cornett, Daniel Andries, Victor David

Editor: Sabine A. Krayenbuehl

Music: Luke Olivieri

Sound Engineer: Robert Porenbski

 

4) AKENATON

"Dèbroussailler...", 1', videopoesia, 1999

(FRANCIA)

 

Gruppo di artisti multimediali fondato nel 1984 da PHILIPPE CASTELLIN (poeta) e Jean Torregosa (artista plastico) per sviluppare pratiche artistiche nelle zone di frontiera della creazione contemporanea procedendo sistematicamente a un ribaltamento di prospettiva, per la creazione di un "libro" come performance o come installazione, quali varianti della scrittura, e per ingrandire il territorio dei linguaggi della poesia visiva attraverso il ricorso al video e al computer

Con l'andare del tempo la ricerca si è svilupppata anche nella rete. A livello tematico Akenaton articola il suo lavoro in una dimensione sociale e politica. AKENATON ha assunto, a partire dal 1990 la direzione di DOC(K)S, rivista fondata nel 1976 da Julien Blaine diffondendo la poesia sperimentale contemporanea a livello internazionale, con riferimento alle interferenze tra i diversi media e alla mutazione che investe la poesia a contatto con l'informatica

 

5) BRICE BOWMAN

"Transitional Construction", 2', digital video, 1999

(California - USA)

 

Il concetto che l'autrice presenta in "Transitional Construction" è quello di una transizione dalla nascita alla morte, dalla pittura all'arte digitale e in generale quello dell'impatto sconosciuto che il futuro digitale, nel quale stiamo entrando e forse già transitando, avrà sull'ambiente quotidiano. Per la realizzazione sono stati usati una camera digitale e vari programmi di ritocco e post-produzione per MAC.

 

Brice Bowman è computer artista e docente al Los Angeles Art Institute in California, USA. Ha tenuto corsi di Manipolazione d'immagine con Advanced Photoshop, Advanced Illustrator, di pittura, disegno, analisi dell'immagine. Ha esposto in mostre personali e collettive di pittura e di digital art negli Stati Uniti

 

6) GINESTRA CALZOLARI

"Forbici", 3'50", Videopoesia, 1999

(ITALIA - BO)

 

Voci: JUDE AIDOU e CARMEN ESPOSITO

Ginestra Calzolari "scrive" usando parole, gesti, mimica, danza. Recentemente il suo lavoro di artista si è confrontato con la produzione di alcuni video. Nell'opera che presentiamo l'azione della performance si alterna e sovrappone a testo recitato, a pause di silenzio, al buio cui l'autrice lascia enigmaticamente l'ultima parola.

Ginestra Calzolari nasce il 22 ottobre 1945. Dal 1963 si dedica all'arte visiva partecipando a performance di artisti contemporanei in Italia e all'estero. Dagli Anni Settanta propone, sia con il gruppo Originale radiofonico, di cui è uno dei fondatori, sia con Carmen Esposito e musicisti contemporanei, un teatro di parola, gesto e musica in varie città italiane. Ha pubblicato numerosi testi poetici e teatrali, tra i quali: Melologo da due, ed. Tam Tam 1988, Ocra Verde, Ed Campanotto 1991, Poesia '90, Ed. Baobab 1991, Frammenti paralleli, Ed. Essegi 1991, Paravents, Ed. AFAA 1992, Plagio e abuso, teatro possibile, Ed Anterem 1993, Italia 1995, Ed Baobab 1995; Avida Dollars, Milano 1995; Momo, Antologia di voci, suoni e rumori della poesia, ed Rouge et Noire, 1996

 

7) PHILADELPHO MENEZES

"Canto dos Adolescentes", 3', videopoesia, 1999

(BRASILE)

 

Philadelpho Menezes, ricercatore, studioso, docente universitario di Communication And Semiotics alla Pontificia Università di San Paolo, poeta sperimentale, è morto a soli quarant'anni nel luglio del 2000. È questa per noi l'occasione di far conoscere al grande pubblico un personaggio della cultura internazionale, attivo, anche in Italia, nel campo della poesia visiva, performativa, multimediale, e che recentemente aveva avviato una collaborazione con la rivista telematica Karenina.it.

Tra i numerosi eventi da lui organizzati ricordiamo la 1ST International Exposition Of Visual Poetry di San Paolo (1998), uno dei più importanti festival dell'America Latina dedicato alla poesia sperimentale del Novecento.

Nel 1998, anche in Sao Paulo, Menezes organizza Intersign Poetry: From Print To Sound To Digital. Al momento della sua morte stava lavorando a una manifestazione che doveva tenersi nell'Autunno 2000. Come poeta visivo esplorava le potenzialità pittoriche e spaziali della scrittura, come poeta sonoro faceva un uso espressivo delle possibilità sonore del linguaggio e della sua articolazione verbale. La sua poesia sonora fluttua tra musica e letteratura, tra sperimentazione fono-verbale e gioco glosso-semantico. Le sue origini sono da ricercare nell'origine della lingua umana (Padin)

 

8) HALSEY BROWN

"excerpt", 3', video, 1999

(New York - USA)

 

Un video di andamento enigmaticamente contemplativo in cui l'autrice esplora la frammentazione, come la narrazione possa essere spezzata in elementi e ancora creare una storia, come aprire un libro a metà e trovare una parte che ha un significato globale. Il concetto espresso nel video è anche, secondo l'autrice, quello dell'essere talvolta costretti a comunicare indirettamente, per piccoli frammenti.

 

Halsey Brown lavora con video e intallazioni e collabora a progetti interdiscilplinari che coinvolgono scrittura, arte, architettura, ambienti. I suoi lavori sono stati presentati in mostre nazionali e internazionali, prevalentemente in musei e gallerie di NY City, ma anche all'estero.

 

9) JAVIER ROBLEDO

"Tirado un Hueso", 3', videopoesia, 1997

(ARGENTINA)

 

È nato a Buenos Aires nel 62, dove ha studiato arte e realizzazione audiovisiva. Tra le sue videopoesie: “Antepasados”, 1994, “La Falsa Imagen”, 1996, “Son de Zon”, 1997, “Tirado Un Hueso", 1998, “Temporis Aeternitatis” 1999. Ha realizzato recentemente anche videoinstallazioni, tra le quali, nel 2000, “Un Espacio para la reflexjión” nel quadro delle Primeras Jornadas Itinerantes de Poesía al Centro Cultural San Martín di Buenos Aires.

È fondatore e direttore di "Videobardo", archivio di videopoesia che raccoglie video di artisti provenienti da tutto il mondo (Argentina, Cile, Uruguay, Brasile, USA, Spagna, Italia, Francia, Germania).

Dal 1995 ha organizzato rassegne e ha partecipato a numerose mostre: al Centro Cultural Ricardo Rojas, alla Casa de la Cultura di San Isidro, al Centro Cultural Recoleta, nel quadro del ciclo Poesía Viva. Bs As.1997, 1998, 1999, 2000, al Museo di Belle Arti di Paraná, per Circo di Poesía, 1999. Dirige CREO, imagen & comunicación, una produzione di video commerciali e sperimentali.

 

10) EMILIO FANTIN

"Portrait", 1, videoperformance, 1992

Take Away Prodution

(ITALIA - BO)

 

Nato a Bassano del Grappa (VI), vive a Bologna. Ha studiato Belle Arti a Parigi e alla UIA (Università Internazionale delle Arti) di Venezia. Nel 91 attua i primi esperimenti di evento artistico in cui esplora e valorizza le relazioni reciproche tra arte e pubblico, pubblico e artista, artista e artista e in generale tra i componenti del sistema dell'arte. Ha prodotto numerosi video, alcuni dei quali di documentazione di eventi e performance (girati da altri e montati dall'artista), o video per installazioni, come Portrait, che presentiamo. Ha partecipato a seminari, residenze, mostre collettive, tra cui la Biennale di Venezia del 93 e il Progetto Oreste della Biennale di Venezia del 99.

 

 

11) CATERINA DAVINIO

"Natura contro natura", 3', poesia video-visiva", 1996

(ITALIA - RM)

 

L'opera, del ciclo "Videopoesie terminali" (96-97), esplora l'area di confine tra scrittura, visualità e movimento, situandosi nel solco delle ricerche futuriste, un terreno ampliato oggi dall'uso di nuove tecnologie. Le videopoesie terminali ("terminali" perché scorrono sul "terminal", nell'accezione di "monitor" o, in generale, di "schermo", e perché costituiscono una fase finale della dissoluzione del linguaggio poetico lineare) sono la registrazione di un'azione in tempo reale sulla tastiera del computer, che lascia, nella configurazione dell'immagine, spazio a un margine di casualità. Il sonoro è l'elaborazione elettronica di una lettura, digitalizzata, del testo poetico.

 

Davinio ha curato manifestazioni di scrittura e nuovi media in molte città d'Italia, ha esposto in rassegne di poesia sperimentale e di arti elettroniche anche all'estero (Francia, Brasile, Argentina, Spagna, Grecia); ricordiamo la partecipazione ai festival di letteratura nell'ambito della Biennale di Venezia 97 (VeneziaPoesia) e 99 (Progetto Oreste), la Biennale di Arti elettroniche di Roma del 97 e del 99 (Digital art & Web Projects), la collaborazione alla sezione di videopoesia della mostra "La coscienza luccicante" al Palazzo delle Esposizioni di Roma (98). Ha pubblicato articoli su scrittura e tecnologie in cataloghi e riviste, un romanzo (Còlor còlor, 1998). Dirige la rivista telematica Karenina.it.

 

12) WALTER UNGERER

"Kingsbury Beach", 6'21", digital video, 1999

(Vermont - USA)

 

Il lavoro comincia con alcune fotografie scattate con una camera digitale. Il materiale digitalizzato è elaborato con vari sofware per Mac. L'autore racconta come tutto sia partito per gioco e sia diventato progressivamente un impegno prolungato di ricerca terminato con la realizzazione di questa suggestiva opera in cui ritroviamo, condensato in fotografie "ferme", ma "dilatate" da un incessante movimento elettronico creato intorno ad esse in fase di post-produzione, il momento estatico della contemplazione accentuato dalla memoria. Ne scaturisce un discorso poetico originale che presenta un artista di grande misura e maturità sul piano formale.

 

Walter Ungerer è nato a New York City nel 35. Ha studiato architettura, pittura e scultura al Pratt Institute e alla Columbia University. Dopo aver lavorato come cameraman freelance e editor, nel 76 ha fondato Dark Horse Film, Inc. a Montpellier, nel Vermont, una produzione no-profit con la quale ha realizzato numerosi video e film (The Animal, The House Without Steps, The Winter There Was Very Little Snow, Leaving The Arbor) proiettati e premiati in festival e rassegne nel mondo. Tra le principali esposizioni ricordiamo quella al Museo D'arte Moderna di New York, al Film Museum di Amsterdam, alla Film Society di Atene.

 

13) ANTAL LUX

"La peur du vol", 10'27", video, 1997

In collaborazione con lo ZKM Karlsruhe

(GERMANIA)

 

Lo scopo non è quello d'illustrare un trattato psicologico, ma di trasformare un'esperienza d'infanzia in una memoria visiva e acustica per creare un souvenir elettronico.

Volando in Arizona l'artista ha avuto modo si osservare in alcuni passeggeri i fenomeni che accompagnano la paura del volo: spasmi nervosi, movimenti convulsi, stati d'ansia; Antal Lux dichiara di averli raccolti nell'immaginazione come un puzzle. Il pezzo mancante è stato trovato quando ha visitato un cimitero di aerei a Tucson, che improvvisamente ha collegato a un'esperienza vissuta durante la Seconda Guerra Mondiale a Budapest: "Noi giocavamo tra gli aerei caduti e non capivamo come apparecchi di ferro così pesanti potessero stare in volo".

In questo video l'artista vuole presentare l'esperienza combinata del passato e del presente senza indulgere alla narrazione, arrangiando sequenze d'immagini e frammenti di discorso riferiti alla paura del volo, amalgamati nella composizione sonora di Lutz Glandien.

 

Antal Lux è nata a Budapest nel 35. Vive in Germania dal 56.

Ha studiato pittura e grafica all'Accademia di Belle Arti di Stoccarda. Ha partecipato ai maggiori festival internazionali di videoarte ricevendo riconoscimenti dalla critica e premi, tra i quali ricordiamo il "Silver Award" al 20° Tokio Video Festival (1998) e il V Bremer Videokunst Foerderprais. Ha esposto in decine di mostre e rassegne in musei e gallerie in Europa e nel mondo.

 

14) VONDA YARBERRY - JOHN PRESCOTT

"Visions of Hildegard", digital video, 1999

Musica: JOHN PRESCOTT

(Missuri - USA)

 

"Visions of Hildegard" è un'interpretazione animata di estratti dal Liber Divinorum Operum di Hildegarda von Bingen, profetessa, filosofa, scienziata dell'XI Secolo. Figure incorporate nel testo di Hildegarda e testi di quotidiani si intrecciano con immagini contemporanee, suoni e altre immagini generate elettronicamente; elementi simbolici della spiritualità dell'XI secolo si sovrappongono a icone del XX, invitando a inafferrabili riflessioni con un risultato d'indubbia suggestività.

 

Vonda Yarberry ha lavorato nel campo dell'animazione digitale dal 1992 e ha esposto sue opere video negli Stati Uniti dal 1989. Il suo lavoro ha assunto molte forme, dalla performance alla proiezione, alla trasmissione. È professore associato presso la Southwest Missouri State University di Springfield, dove conduce il programma di computer animation / electronic art. Attualmente rivolge il suo interesse verso la net-art.

 

15) SEBASTIEN PESOT

"Lapsus", 1', video, 2000

(Québec - CANADA)

 

Parte del progetto "Les Pamphlétaires" iniziato da PRIM, centro d'arte mediatica di Montréal, questo breve video getta un'occhiata critica al nostro modo di rapportarci con i media, usando un linguaggio sintetico ed efficace. L'invadenza mediatica, il suo flusso, in cui siamo quotidianamente immersi, si fonde con il dato personale, fino a toccare la sfera dell'intimo, del fisiologico.

 

Sébastien Pesot è uno dei membri del collettivo d'arte canadese Perte de Signal. Ha completato un master in arti visive e plastiche all'Università del Quebec a Montréal nel 99 "Lapsus" è il suo decimo video. Le opere di Pesot sono state presentate in manifestazioni nazionali e internazionali in Canada, Inghilterra, Malesia, USA, Portogallo.

 

16) JULIE-CRISTINE FORTIER

"Mechanical Rodeo", 1'40", videoperformance, 2000

"Blizzard Blizzard", 3'18", videoperformance, 2000

(Québec - CANADA)

 

Julie-Christine Fortier vive a Montréal e realizza videoperformance e installazioni. I due video che presentiamo formano con "Shift" (1999) una trilogia di buffi e sorprendenti video-autoritratti. Tra i fondatori del collettivo d'arte mediatica Perte de Signal, ha ottenuto un baccalaureato in arti plastiche all'Università del Quebec di Montréal nel 95.

Il suo lavoro è stato presentato in numerose manifestazioni culturali dedicate ai nuovi media, tra cui figurano Videoformes 1998 e 2000 (Inghilterra) e la dodicesima edizione di Rencontres de Vidéo Art Plastiques (Francia)

 

17) CLAUDETTE LEMAY

"Je ne bouge plus d'ici", 1'42", video, 00

(Québec - CANADA)

 

Claudette Lemay ha ottenuto un baccalaureato in letteratura e cinema e ha studiato giornalismo all'Università Laval del Quebec. Ha anche intrapreso un corso di diploma in arti visive all'Università del Quebec a Montréal. "Je ne bouge plus d'ici" è il suo settimo video. Ha partecipato a numerosi videofestival internazionali, tra i quali ricordiamo: Impact 98 a Utrecht, Trans-Tech, biennale di videoarte di Toronto. Fa parte del gruppo Perte de Signal.

 

 

18) JOANNA EMPAIN

"Visions", 3'30", video, 00

(Québec - CANADA)

 

Un video in cui le immagini si intrecciano, si sovrappongono, passando dal dato reale e rappresentativo a quello linguistico del segno.

 

Joanna Empain è originaria del Belgio, ma è vissuta e ha studiato soprattutto in Francia, Spagna e ora a Montréal. Nel 99 ha ottenuto un baccalaureato in arti plastiche all'Università del Quebec. "Vision" è la quarta opera di un corpo che comprende anche: "Gente, gens, people" (99), "Évasion" (98), "Mar" (98). I suoi video sono stati proiettati in numerosi festival internazionali; tra questi ricordiamo: La VII Biennale dei media in Polonia, Brno (Repubblica Ceca), il festival dei nuovi media e del nuovo cinema di Toronto (FCMM)

 

19) ROBIN DUPUIS

"Op. 1", 2'25, video, 2000

"Op. 2", 2'10", video, 2000

(Québec - CANADA)

 

"Opuscules" "1" e "2" esplorano l'assenza/presenza del segnale elettronico. Il video non indaga la realtà, né la registra, ma si confronta con la propria "materia".

 

Robin Dupuis ha ottenuto un baccalaureato in belle arti all'Università Concordia a Montréal nel 97. I suoi video sono stati presentati in numerose manifestazioni culturali nel mondo (USA, Germania, Estonia). "Opus 1" è stato premiato come miglior video canadese alla sesta edizione del Festival Internazionale del Cinema Sperimentale di Windsor (Canada). Dupuis fa parte del gruppo Perte de Signal.

 

20) ISABELLE HAYEUR

"Vertige", 10'45", video, 2000-10-18

(Québec - CANADA)

 

Sicuramente il video più suggestivo di questa mini-compilation di giovani artisti emergenti canadesi. Dal segno alla figurazione, al dato naturalistico, e poi di nuovo indietro, dalla natura alla superficie della "forma", all'allusione discreta a profondità insondabili dietro un'immagine virtuale, e naturale, che in alcuni momenti dà veramente le vertigini. Una discesa nel cuore della materia, agli albori della storia.

 

Isabelle Hayeur è un'artista di Montréal la cui opera si sviluppa principalmente nell'ambito della fotografia digitale e del video. Ha ottenuto un baccalaureato in arti plastiche all'Università del Québec di Montréal nel 96. Nel corso degli ultimi cinque anni ha realizzato numerose serie di fotomontaggi numerici e sei video. Il suo lavoro è stato presentato in gallerie d'arte in Canada e in festival internazionali nel mondo (Videonale in Germania, Vidéoformes in Francia, FCMM, festival dei nuovi media e del nuovo cinema di Toronto)

 

21) CARLA VITTORIA ROSSI

"Bat Call", 5'30", video, 1999

(ITALIA - MI)

 

Prodotto da Giancarlo D'Alessandro.

Performance e musiche: MARIOLINA ZITTA

Direttore della fotografia: MOMI MODENATO

Computeranimazione 3D: FLAVIA ALMAN, SABINE REIFF

 

"Bat Call" è nato dalla collaborazione tra artisti e ricercatori scientifici. La sperimentazione di quest'artista si addentra nell'interzona tra l'area della musica e delle sonorità di ricerca, la bioacustica, con i suoni-segnali dei pipistrelli, l'area del video-evento e della computeranimazione.

Il video scaturisce dall'idea di un dialogo tra ultrasuoni prodotti dai pipistrelli con le pietre sonore della musicista e performer Mariolina Zitta, è stato girato a centoventi metri di profondità nelle Grotte di Castellana (Bari). In post-produzione sono state aggiunte le immagini dei pipistrelli virtuali e le animazioni in 2D sul corpo della performer. Gli ultrasuoni-segnali dei pipistrelli, resi udibili da un bat detector, sono stati registrati dal vivo dal Prof. Bruno Zava nella "Grotta dei Puntali" a Carini (Palermo).

 

Carla Vittoria Rossi proviene da studi artistici e cinematografici. Ha indagato l'immagine attraversando il teatro, la fotografia, il video e le applicazioni multimediali interattive. Regista e autrice di programmi televisivi, affianca questa professione con una personale attività di videomaker. Per Carla Vittoria Rossi fare video è aggirarsi nella zona franca tra scienza e arte, tecnica e magia. "La percezione è la mia libido e la scrittura di questa la mia ricerca" afferma l'artista, che ha cominciato fotografando paesaggi, sperimentando l'estetica dell'inquadratura, poi è passata ai ritratti, e infine alle interazioni video-computer-performance-suono-ambiente. È alla ricerca dello strumento adatto che traduca l'azione percettiva in rappresentazione; in questo processo il video è necessariamente solo un momento e un elemento. Definisce se stessa un "video detector circostanziale".

 

22) LUISA SAX

"Una videoletterax", 3', videopoerformance, 1997-98

(ITALIA - MI)

 

Si definisce un'artista artigiana perché realizza i suoi video e le poesie sonore in casa, senza l'ausilio di tecnici, con tecnologia che lei stessa definisce "obsoleta". Le sue poesie sono ironiche, erotiche, sarcastiche e soprattutto perseguono l'obiettivo della comprensibilità da parte di chiunque.

 

Negli Anni Ottanta sassofonista in un gruppo punk di sole donne, donde il nome d'arte, successivamente si dedica alla musica sperimentale e scopre la poesia sonora. Ha pubblicato brani sulla rivista internazionale di poesia sonora Baobab e si è esibita in performance con i maggiori poeti performativi italiani. Scrive e interpreta la poesia in chiave ludica e cabarettistica insieme a un gruppo di donne, le "Riso rosa", attive principalmente nell'Emilia. Dalla performance è passata al video. Suoi lavori sono stati presentati in festival in Italia e all'estero. Ha partecipato alla mostra La coscienza luccicante al Palazzo delle Esposizioni di Roma.

 

23) CHRISTINE RHEYS

"Le Présent du regard", 13', poema filmico, 1998

(FRANCIA)

 

Le Présent du regard è un poema filmico sugli alberi fatto di riflessi, effetti imponderabili, di corrispondenze. Degli affetti profondi, secondo l'autrice, vi si annidano: infanzia, memoria, compianto. Il video insegue questi affetti tra immagini fotografiche, testo, suono. Lontano dalla narrazione questo percorso racconta pur sempre una storia: quella della riconquista della meraviglia di fronte alla visione. Strutturato in dodici sequenze come i mesi, è ritmato in quattro parti, come le stagioni.

Riprese, montaggio, suono, testo, sono dell'autrice.

 

Crhristine Rheis ha realizzato video, film, creazioni radiofoniche per France Culture, fotografia. Ha compiuto a Parigi studi cinematografici, audiovisivi, di belle arti, di musica elettroacustica. Ha pubblicato poesie, saggi, fotografie. Ha esposto in rassegne e festival internazionali soprattutto in Francia (Cineclub dell'Università VIII e I Università di Parigi, nella prima e nella seconda edizione del festival Art/Cinema/Video/Ordinateur organizzato da Astarti alla videoteca di Parigi, in Videoformes 99).

 

24) ROBERTO ROSSINI

"Enten Hitti. Giganteschi pagliacci del mondo solare", 3', video

(ITALIA - GE)

 

Riprese CLAUDIO MACCAGNO, SAVINIO CONTE

Montaggio, elaborazione digitale: ROBERTO ROSSINI, CLAUDIO MACCAGNO

Musica: GINO APE, PIERANGELO PANDISCIA

 

Artista multimediale e performer attivo anche nel campo del design, è nato a Genova, e ha cominciato interessarsi di comunicazione, multimedia a arti visive nel 1970.

A partire dal 1976 ha preso parte a numerose mostre di arte performativa in Italia e nel mondo (USA, Giappone, Francia, Jugoslavia).

Nel 1980 è stato uno dei fondatori di UH!, un gruppo che lavora nel campo della performance e del video. È direttore artistico della rivista "UH!".

Nel 1981 è stato co-autore, per la RAI, di una serie di dieci trasmissioni sperimentali radiofoniche e nel 1989 è stato selezionato per la prima Biennale de la Jeune Peinture Européenne di Cannes. Nel 1992 ha creato la musica per un progetto d'arte interattiva nella diciottesima Triennale di Milano. Alcuni suoi progetti di ricerca sono stati presentati nella mostra IV Itinerary Exhibition of Contemporary Art a Tokyo, Milano e Siracusa nel 1995. Insegna all'Istituto Europeo di Design di Milano.

 

25) ANNA MARIA PUGLIESE

"Eros", 1', videoperformance, 1'

(ITALIA - NA)

 

Performer: CLAUDIA ABBATE

Collaborazione: ARMANDO FESTA

Montaggio: FRANCESCO BOCCALATTE

 

Un video costruito a partire da una poesia sonora, una poesia sonora costruita sul suono della parola "eros" e, più propriamente, sulla "esse", cui per libera associazione si aggrega un'altra parola ricca di esse: sesso... Un esperimento messo insieme su elementi video-fonici minimali senza perdere di vista la complessità dell'operazione formale. Il risultato: un sibilare di esse determina progressivamente un'armonia ironica, nella migliore tradizione della poesia sonora italiana.

 

L'autrice è attiva nel campo della poesia sonora e della performance multimediale.

 

 

SEZIONE CD & WEB

 

 

PHILADELPHO MENEZES - WILTON AZEVEDO

"InterPoesia. Poesia Hipermidia Interativa", CD, digital poetry

(BRASILE)

 

INTERPOESIA (1997-98) è un CD prodotto da Philadepho Menezes con Wilton Azevedo. Rapprenta una delle ultime ricerche artistiche intraprese dall'artista in direzione dell'arte e della poesia digitali, intese come interazione dei linguaggi in una nuova struttura e non come semplice sovrapposizione di segni; in questo lavoro si ripercorre l'esperienza della poesia visiva e sonora nell'unione di elementi verbali e visivi digitalizzati.

 

CATERINA DAVINIO

"Omaggio a Marcel Duchamp", 1999

 

Un CD raccoglie alcune animazioni della serie "UFOp / Unidentified Flying Poetry Objects". Baffi elettronici (d'animazione ed elaborazione digitale) sono apposti a opere popolari dell'artista che per primo dichiarò arte oggetti d'uso comune. Un meta-ready-made virtuale, un'ironia sull'ironia che non rinuncia all'allusione alchemica e la coniuga con una disposizione ludica. Presentato ad Artmedia VII (Università di Salerno) e prossimamente a Teatro Totale / Aree Intermediali (RM)

 

AKENATON & "Dock's"

"DOCK'S, UN NOTRE WEB", 1999

 

Numero monografico della rivista internazionale, dedicato al web e alla digital poetry, che lascia ben comprendere come il lavoro dei web poets si sviluppi costantemente, nel circuito mondiale sperimentale, non solo nella ricerca di un'immagine e di un discorso poetico nuovi, ma nel passaggio continuo di informazioni, nell'operazione culturale collettiva, nell'invenzione di forme artistiche che siano happening, continuo passaggio dal virtuale al reale, dall'arte alla critica, in fin dei conti invenzione di situazioni comunicative.

 

 

SEZIONE VIDEOPERFORMANCE

 

Dimitri Bulatov

(RUSSIA)

Estratto da una performance multimediale, 10'

 

Wolfgan Ziemer

(GERMANIA)

Estratto da una performance multimediale, 10'

 

CLEMENTE PADIN

(URUGUAY)

"Zona de Arte", 10', videopoerformance

 

 

 

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