UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’AQUILA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FACOLTA’: Scienze dell’investigazione

ANNO ACCADEMICO: 2004/2005

MATERIA: Laboratorio Devianze e tecnologie educative e di contrasto

DOCENTE: Francesco Andreassi Marinelli

STUDENTE: Gattinari Francesca

 

 

 

 

INDICE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Salvatore Ottolenghi medico- legale, fondatore nel 1902 della Scuola di Polizia Scientifica, tracciò una vera e propria semeiotica del sopralluogo.

Il C.P.P. non parla di sopralluogo ma di ispezioni di cose e luoghi, ma si riferisce alla stessa attività.

Il SOPRALLUOGO GIUDIZIARIO, può essere definito come quell’attività a carattere scientifico, che ha come fine la conservazione dello stato dei luoghi, la ricerca delle tracce pertinenti al reato, utili per l’identificazione del reo e della vittima; e per la ricostruzione della dinamica dell’evento e per l’accertamento delle circostanze in cui esso si è realizzato.

Per rendere idonei ed efficaci i risultati del sopralluogo è necessario che la scena del delitto sia mantenuta inalterata fino all’arrivo del personale tecnico- scientifico e degli investigatori che materialmente eseguiranno le indagini.

Il sopralluogo rappresenta un’indagine diretta, (cioè un lavoro di raccolta), prevista nell’ambito degli accertamenti urgenti, costituendo un mezzo di ricerca della prova (art. 244 C.P.P.), ed è regolato da apposite disposizioni di legge, previste dal Codice di Procedura Penale, rientrando nell’attività di polizia giudiziaria.

Infatti l’art. 55 C.P.P. comma 1 "Funzioni della polizia giudiziaria", dice che:" la polizia giudiziaria deve, anche di propria iniziativa, prendere notizia dei reati, impedire che vengano portati a conseguenze ulteriori, ricercare gli autori, compiere gli atti necessari per assicurare le fonti di prova e raccogliere quant’altro possa servire per l’applicazione della legge penale…"

Anche dopo la comunicazione della notizia di reato, la polizia giudiziaria continua a svolgere le funzioni previste dall’art. 55 C.P.P., raccogliendo ogni elemento utile alla ricostruzione del fatto, in un’attività di "assicurazione delle fonti di prova" art. 348 C.P.P., la quale prevede la ricerca delle cose e delle tracce pertinenti al reato e alla conservazione di esse e dello stato dei luoghi, e alla ricerca delle persone in grado di riferire su circostanze rilevanti per la ricostruzione dei fatti.

La polizia giudiziaria, quando procede su delega del pubblico ministero, (art. 370 c.p.p.), compie atti o operazioni che richiedono una competenza tecnica specifica, può avvalersi di persone idonee che non possono rifiutare (artt. 348 e 359 c.p.p.).

A norma dell’art. 354 c.p.p., i funzionari della Polizia Giudiziaria hanno l’obbligo di compiere "accertamenti urgenti sui luoghi e sulle persone". Si procederà inizialmente ad un’attività di tipo "statico", cioè di natura conservativa, volta appunto alla conservazione dello stato dei luoghi, delle tracce e delle cose pertinenti al reato, affinché nulla venga modificato; in poche parole si tratta di fissare la scena del delitto.

Se c’è il pericolo di alterazione o modificazione delle prove del reato, la polizia giudiziaria deve compiere necessariamente tutti gli accertamenti e i rilievi sullo stato dei luoghi e delle cose. Questa attività può essere svolta anche sulle persone.

Questa è un’altra fase dell’attività che può essere definita come "dinamica", perché di natura repertativa, costituita da atti atipici e tipici. L’accertamento urgente è "un atto non ripetibile". Questi tipi di accertamenti sono costituiti da atti tipici e atti atipici, con finalità investigative, assicurative, che la polizia giudiziaria compie attraverso l’osservazione, la raccolta, il rilevamento degli effetti materiali del reato.

Gli accertamenti urgenti sono di natura ispettiva, descrittiva e repertativa a differenza degli accertamenti tecnici.

Sono "atti non ripetibili intrinsicamente, quelli che il cui compimento determina necessariamente la modificazione della persona, della cosa, e del luogo che ne costituisce l’oggetto.

Mentre sono "atti non ripetibili estrinsecamente" quelli che la loro irripetibilità non dipende dalla natura dell’atto, ma dalle caratteristiche dell’oggetto sul quale l’atto stesso cade.

Tutte le attività svolte andranno poi annotate e documentate. Le annotazioni relative alle operazioni e agli accertamenti previsti dall’art. 354 c.p.p., debbono essere compilate sotto forma di verbale che va poi trasmesso al P.M.. Questo verbale contiene l’ora, la data ed il luogo dove si è verificato il fatto; le generalità del personale operante, i motivi dell’intervento e le indicazioni del fatto delittuoso.

Possiamo riassumere cosi le fasi del sopralluogo:

  1. Pianificazione dell’attività di ricerca dei reperti individuando: obiettivo della ricerca, reperti presenti deteriorabili o inquinanti.
  2. Descrizione scritta della scena del crimine: data e ora dell’intervento, tempo atmosferico…
  3. Rappresentazione della scena del crimine: disegno a mano libera o su computer che rappresenti l’ambiente, etc….
  4. Rappresentazione videografica della scena del crimine.
  5. Raccolta, identificazione e preservazione dei reperti. Ogni reperto deve essere individuato e raccolto secondo le norme vigenti al fine di consentirne l’uso in dibattimento.

Il Legislatore ha introdotto nel Codice la distinzione fra mezzi di prova e mezzi di ricerca della prova. I mezzi di prova come esperimenti giudiziari (che è la ricostruzione di una determinata situazione che ha lo scopo di verificare se gli elementi emersi dalle indagini siano compatibili con quanto si afferma sia avvenuto per stabilire se un fatto si sia realizzato in quel determinato modo), perizie, etc…. offrono al giudice risultanze probatorie, direttamente utilizzabili in sede decisionale. Invece i mezzi di ricerca della prova come le ispezioni, intercettazioni… non sono fonti di convincimento, ma sono utili per l’acquisizione di elementi che hanno attitudine probatoria e si caratterizzano perché hanno un effetto a sorpresa e quindi non consentono l’avviso ai difensori. Quindi:

SOPRALUOGO = MEZZO DI RICERCA DELLA PROVA

Gli elementi raccolti in questa fase dell’indagine, irripetibili per loro natura e la relativa documentazione, diverranno oggetto di discussione nel dibattimento.

Ottolenghi ritiene che la base metodologica del sopralluogo sia il concetto che il primo compito di chi interviene al sopralluogo è di fare indagini che portano alla constatazione di fatti, che permetteranno poi di risolvere i problemi giudiziari.

Si parte dall’indagine diretta, cioè dalla raccolta di dati di fatto che hanno come scopo l’identificazione del luogo, la ricerca delle tracce del reato e dell’autore stesso. Questo avviene in quattro momenti:

Tutti i dati raccolti vanno messi in correlazione e comparati con i dati ottenuti dall’indagini indirette. Per Ottolenghi è fondamentale seguire il "metodo analitico obiettivo".

Secondo Borr le indagini giudiziarie preliminari consistono nell’atto di accesso, nell’ispezione e nella ricognizione del cadavere. L’obiettivo dell’atto d’accesso è quello di fissare le condizioni della scena del crimine. Questo si collega poi con l’ispezione giuridica del cadavere quando il medico legale, figura molto importante, esamina i luoghi per la ricerca delle tracce biologiche e per l’acquisizione dei primi dati orientativi alla cronologia della morte, alla causa ed ai mezzi produttori della stessa.

Per Margot invece, il luogo del reato contiene informazioni che bisogna ricercare in modo sistematico, legale e scientifico. Quindi lo scopo essenziale è quello di raccogliere indizi che serviranno poi come mezzi di prova. Secondo questo autore le fasi del metodo sono:

Leoncini, indica una sequenza di tappe del sopralluogo per stabilire:

Altri autori, una volta giunti sulla scena del crimine, applicano il principio delle 7 golden w, e cioè una serie di domande:

Pannain e coll, invece propongono il metodo dello "scanning", formato da quattro fasi:

All’investigatore è richiesto di ricostruire idealmente "l’iter criminis", attenendosi ai dati oggettivi, e cioè da quanto emerge nel sopralluogo.

Il sopralluogo rappresenta il momento preliminare di una serie di attività volte all’acquisizione di elementi che possono essere decisivi per la risoluzione di un fatto delittuoso.

Il momento fondamentale del sopralluogo è la fissazione dello stato dei luoghi, cioè la descrizione dettagliata, completa e fedele di un determinato ambiente, anche attraverso il "ritratto parlato".

Il ritratto parlato della scena del crimine è il momento più impegnativo ed importante di ogni attività investigativa.

Per Ottolenghi il ritratto parlato del sopralluogo rappresenta il documento più importante di tutto l’incartamento processuale.

Secondo Fornari, invece il sopralluogo è la base i cui ulteriori elementi saranno costituiti dall’autopsia della vittima, dalle indagini di laboratorio, dalla relazione del rapporto, dalla perizia ed in fine dal dibattimento.

Ne sopralluogo non bisogna mai tralasciare il minimo particolare, non bisogna dare nulla per scontato. Proprio per questi motivi, è stata creata la figura del "tecnico del sopralluogo", cioè del coordinatore, con compiti e funzioni di controllo della situazione, di collegamento tra i vari soggetti del sopralluogo (magistrato, medico-legale), di verifica su quanto è stato fatto e come. Sempre per questi motivi, nel sopralluogo è stato proposto l’utilizzo di liste di controllo o check-list, cioè di supporti tecnico-scientifici a carattere informatico come il SART e la fotogrammetria computerizzata.

Le liste di controllo, con un processo interattivo basato su domande-risposte, propongono le tappe essenziali di una procedura d’intervento codificata, al fine di ottenere un lavoro omogeneo e standardizzato.

Il SART, Sistema Automatico per i Rilievi Tecnici, è un sistema multimediale a vari componenti, che interagisce con l’operatore, guidandolo nella stesura della parte descrittiva e consentendogli una maggiore attenzione nella ricerca delle tracce sul luogo del reato. Questo sistema permette anche di compilare in tempi brevi i fascicoli dei rilievi tecnici; consente inoltre la possibilità di archiviazione ed elaborazione di dati ai fini statistici e di ricerca e di relativa trasmissione a distanza.

La fotogrammetria computerizzata invece, consiste nell’acquisizione di immagini per mazzo di una camera metrica, immagini che poi verranno elaborate da un computer. Questa tecnica ha il vantaggio di ottenere tutti gli elementi metrici contenuti in una fotografia. Infatti, elaborando i dati acquisiti si possono ricavare grafici, planimetrie e disegni tridimensionali, con la possibilità di variare l’angolo di visuale e di correggere eventuali distorsioni.

Quindi, una volta arrivati sul posto, bisogna effettuare uno sbarramento a protezione dei luoghi, mediante appositi nastri di segnalazione per impedire l’accesso di estranei e che qualcosa venga toccato, evitandone cosi l’inquinamento.

Se lo stato dei luoghi è stato alterato, si provvede alla descrizione dello stato attuale ed alla verifica di quello preesistente.

Molto importanti sono i rilievi fotografici, che effettuati insieme ai rilievi descrittivi, consentono di fissare per sempre lo stato dei luoghi in ogni dettaglio e di visualizzare come e dove è stato commesso il fatto. Quindi le fotografie costituiranno nel loro insieme la fedele ed oggettiva riproduzione della scena del crimine.

È anche utile filmare con una videocamera l’ambiente, la localizzazione delle tracce, e la loro successiva repertazione per ottenere una visione alternativa dello stato dei luoghi e anche una documentazione delle modalità con cui si è operato.

L’osservatore, subito dopo avere avuto accesso al luogo, deve porsi in una posizione che sia tale da consentire una visione d’insieme della scena. Per questo è stato stabilito che l’osservazione deve avvenire in un determinato ordine. L’osservazione si svolgerà in senso antiorario e quindi:

Delle cose presenti si fisseranno la sede e la disposizione nello spazio, la morfologia, il materiale ed il colore, lo stato di conservazione. Utili sono anche i rilievi planimetrici, che devono essere eseguiti da personale specializzato con modalità diverse a seconda degli ambienti da riprodurre.

Per quanto riguarda l’ispezione dell’ambiente, bisogna vedere la differenza tra luogo aperto o chiuso.

Nel luogo aperto, dopo i rilievi toponomastici, si fisserà il punto di ritrovamento del cadavere; andranno verificate le possibili vie di accesso al luogo, procedendo nello stesso tempo all’ispezione delle vicinanze dove potrebbero essere stati occultati o gettati effetti materiali inerenti al reato. Quindi sarà importante valutare lo stato del terreno, descrivendone le caratteristiche, con riguardo al punto in cui poggiava il cadavere.

In un ambiente chiuso, insieme al contenuto ed agli effetti materiali del reato, andranno attentamente esaminati tutti i locali, insieme alle porte e alle finestre, annotando se sono aperte o chiuse e se presentano segni particolari (es. scasso).

In entrambi i casi comunque si fisserà tutta l’esatta ubicazione del cadavere, si rileveranno la temperatura, l’umidità e le condizioni di ventilazione dell’ambiente, fattori questi importanti per la diagnosi di epoca di morte; Si verificheranno poi le condizioni di visibilità e acustica, per poter valutare la possibilità che qualcuno possa aver visto o sentito qualcosa. Si evidenzierà ogni altro elemento presente con riferimento alle tracce, che andranno poi descritte e repertate. Si valuterà infine l’opportunità di mettere dei sigilli per un successivo accesso al luogo del delitto; questa decisione spetta al magistrato.

Uno dei principali compiti degli investigatori sul luogo del reato, è la ricerca delle tracce, cioè di tutti quegli elementi materiali in base ai quali si può stabilire che è stato commesso un crimine.

Fisher, propone quattro modelli di ricerca che consistono:

Le tracce possono essere distinte in "biologiche" (come sperma, sangue, saliva, etc), e "non biologiche" (come impronte digitali e palmari, impronte di piede, reperti balistici, tracce chimiche).

TABELLA DELLE OPERAZIONI DI REPERTAMENTO DI LIQUIDI E MATERIALI ORGANICI

REPERTO

TIPO

POSIZIONE

SUBSTRATO

REPERTAMENTO

CONSERVAZIONE

 

SPERMA

Liquido

Corpo vittima

Repertare con tampone e congelare

Oggetti

Repertare il liquido in provetta, trasferire su pezzi di cotone, asciugare a temperatura ambiente.

Umido

Indumenti

Confezionare ogni capo separatamente, asciugare a temperatura ambiente.

Macchie asciutte

Indumenti

Repertare come sono

Tappezzeria

Tagliare la parte interessata e raccogliere campioni puliti per il confronto.

Superfici inamovibili

Raschiare in contenitori di carta e repertare campioni puliti per il confronto.

 

SALIVA

Liquido

Persona

Repertare direttamente in provetta e congelare.

Scena del crimine

Usare siringa sterile e conservare in provetta e congelare.

Macchia

Scena del crimine

Repertare la parte macchiata e raccogliere campioni per il confronto.

Indumenti e oggetti

Repertare come sono

TESSUTI ORGANICI OSSA

Freschi

Scena del crimine

Repertare in contenitori di vetro o plastica e congelare.

Secchi

Scena del crimine

Repertare in contenitori di vetro o plastica.

 

REPERTO

TIPO

POSIZIONE

SUBSTRATO

REPERTAMENTO

CONSERVAZIONE

 

 

 

 

 

SANGUE

Liquido

Persona

Raccogliere in provette da laboratorio contenenti acido anticoagulante.

Scena del crimine

Usare siringhe sterili. Repertare in provette. Trasferire su pezzi di cotone e asciugare all’aria.

Coagulato

Scena del crimine

Conservare in provetta ed aggiungere soluzione fisiologica. Trasferire su pezzi di cotone inumiditi con acqua distillata o soluzione fisiologica. Asciugare all’aria.

 

Umido

Indumenti

Asciugare a temperatura ambiente e conservare in buste di carta.

Oggetti

Repertare l’oggetto cosi com’è e asciugare a temperatura ambiente.

Neve

Acqua

Separare e raccogliere sangue. Conservare in contenitori di plastica e congelare.

 

 

 

SANGUE SECCO

Crosta

Persona

Scena del crimine

oggetti

Raschiare la crosta in buste di carta repertare a parte anche il substrato

 

Macchia

Armi

Repertare l’oggetto com’è.

Veicoli, tappezzeria, legno, carta da parati

Tagliare la parte interessata e repertare e conservare separatamente.

Porzioni di muro non asportabili.

Raschiare in contenitori di carta, trasferire su cotone inumiditi asciugare a temperatura ambiente.

Schizzi spruzzi

Superfici inamovibile

Repertare con nastro adesivo e conservare in contenitori di plastica o carta.

 

La criminalistica quindi, è l’insieme dei metodi e degli strumenti per l’identificazione e la qualificazione del reato. Essa si occupa dello studio delle tracce del delitto e la sua attività più importante è il repertamento.

BIBLIOGRAFIA: