CROTTI OSVALDO

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L’arte è un problema tutt’altro che semplice, per tutti. Se poi si incontrano impedimenti vari, peggio ancora. Tuttavia chi ha qualità dovrebbe (dopo aver ricordato il “Non rattristarti, lavora” di S. Benedetto) innanzitutto guardare e capire le opere antiche a lui vicine, e insieme il gran libro della Natura. Per le qualità fin qui dimostrate, per Crotti la soluzione del problema può essere vicina, in un “paesaggio” più profondo e quindi più vero. (CRITICA DI ENZO FABIANI)

Osvaldo Crotti ci viene dal bergamasco ed è, dunque, un prodotto di quella terra generosa e schietta. Una felice vena descrittiva lo induce a cogliere l'elemento esterno di uomini e cose. C'è invece accanto alla mimesi realistica, un'altra dimensione, che sfugge a chi non sa guardare a fondo quest'opera fatta di sogni ed immagini, così da farci parlare di un alone poetico a proposito di quest'artista tutto aperto a ricevere gli effluvi di una natura che è spirito, e di uno spirito che è natura. (CRITICA DI VITTORIO ABRAMI)

La produzione pittorica di Osvaldo Crotti è di prorompente umanità, egli affronta tematiche esistenziali animate da vibranti emozioni. Sono immagini che colpiscono ognuno di noi nell'animo, esse sono interpretate con minuziosa abilità grafica e squisita interiorità. Studioso attento, Osvaldo Crotti rappresenta le sue creazioni figurative espressioniste con una mano morbida e rigore di forma. E' un'artista che manifesta sensibilmente la visione dei suoi personaggi con un'intima vitalità, riscoprendo così un messaggio sublime dai toni puliti.  (CRITICA DI M. MALI')

"Un artista che preferisce restare figurativo, per l'opportunità di descrivere e scomporre i messaggi dell'anima. Egli disegna molto bene i soggetti, dal senso etico e sociale: Non a caso usa attenti monocromatici per sottolineare e incidere la rappresentatività delle cose. Il bianco e  il nero, come luci e ombre, gli suggeriscono i contrasti della vita, materia e spirito, visibile e invisibile. L'artista dimostra grande versatilità verso il verismo e il metafisico, rappresentando la varietà del suo pensiero; egli viaggia attraverso una pittura con la quale cerca di evadere gli stati del particolare visionario. All'interno della sua anima una grande flessibilità, che si adatta bene a quello che è il lato percettivo delle cose. Opere dall'effetto meditativo, al di là della ragione che non ascolta nulla di senza senso per chi è abituato a non credere...". (CRITICA DI ALFREDO PASOLINO)

 Le componenti fondamentali dell'opera di Osvaldo Crotti sono la fantasia creativa, la drammaticità descrittiva, l'intensità vivace del colore. E su questi elementi portanti innesta momenti della quotidianità: problematici, sociali, gioiosi, esistenziali, realistici o surreali. Realtà o immagini tratte dalla fantasia sono "costruite" con forza dialogante e con coinvolgenti motivazioni umorali, rendendo l'opera "viva". (CRITICA DI GIUSEPPE MUGNONE)

Originario di Almenno S. Bartolomeo, in provincia di Bergamo, dove vive e lavora, Osvaldo Crotti propone interessanti sperimentazioni visive giocate sull’accostamento di colori caldissimi e una moderna figurazione, che nel simbolo e nel mito di terre lontane raggiunge risultati di indubbio pregio, arrivando a toccare l’incanto della fiaba e assieme la poesia del sogno. Quella di Crotti è una pittura che tenta di cogliere la simbologia del paesaggio, attraverso una meditazione mai scontata, attenta alle più diverse vibrazioni che risultano essere presenti nel quotidiano. Tale sensibilità è andata maturando nell’artista non già nella frequentazione di accademie o corsi d’arte, quanto seguendo una spiccata vocazione pittorica, la quale è stata coltivata nonostante i gravosi impegni di lavoro e diversi altri impedimenti, pervenendo a risultati di indubbio pregio. Aspetti rilevanti, questi, che hanno meritato, fra l’altro, l’attenzione della redazione della prestigiosa rivista "Arte", che ha incluso l’artista bergamasco fra la rosa dei vincitori del Premio "Arte 1996", pubblicando in un elegante catalogo, edito da Mondadori, un saggio di questa interessante pittura. "Chi ha qualità – scrivono i curatori dell’opera a proposito del nostro pittore – dovrebbe innanzitutto guardare e capire le opere antiche e quelle vicine, e insieme il gran libro della natura. Per le qualità fin qui dimostrate, per Crotti la soluzione del problema può essere vicina, in un paesaggio più profondo e quindi più vero." (CRITICA DI SIMONE FAPPANNI)

Una pittura verista, intensa di emozioni, perché parte dalla esaltazione della figura umana, quella di Osvaldo Crotti. Una pittura di accurata fattura, la sua pennellata precisa tende alla modellazione dei piani, senza trascurare i particolari. La conoscenza del disegno gli rende possibile d’addentrarsi nella figura, non solo, per quanto può interessare la linea esterna, ma per scavare, sino a raggiungere motivi di alto interesse psicologico e vibrazioni interiori. Così nell’opera di Osvaldo Crotti dal titolo "La Mamma dei poveri", il grande velo, il panneggio tanto caro agli artisti del settecento, racchiude e protegge il volto di un bambino e parte da quello della Santa di Calcutta. Crotti Osvaldo punta sui due volti dai tratti scavati, dalle espressioni melanconiche e un po’ spaventate. L’artista gioca con i chiaroscuri, con i contrasti di colore e vi unisce tutta la sua forza d’animo, i suoi più forti sentimenti. Ne nascono queste figure intense e dimostrative, di una umanità da non dimenticare, ma anche una umanità, che si sa riscattare. E con il mondo, Crotti Osvaldo apre il suo colloquio pittorico, lo fa in maniera chiara, pulita, senza simbologie, ma anche da vero artista, che crede nelle sue personali capacità e alle sue personali responsabilità, quelle pittoriche, da cui non fugge, anzi, le affronta per risolverle e trasformarle con iniezioni di capacità. Volti e accessori, tutto è curato, Osvaldo Crotti, bada ad ogni stesura, confronta i campi cromatici, approfondisce le anatomie. Sorgono dalla tela questi suoi quadri e parlano il linguaggio di tutti. Ed è proprio Osvaldo Crotti che così dichiara: "Sin da bambino amavo dipingere ed ero attratto dall’arte in generale. Sono un autodidatta e dipingo per istinto naturale. Osvaldo Crotti è circondato da aloni di fascinoso mistero pessimistico, che portano la mente creativa alla ricerca perduta, della fiducia nel prossimo. Così scrive la critica. (CRITICA DI GIORGIO FALOSSI)

 

mail to: osvaldo.crotti@alice.it

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