Giovanni Leonardo da Cutro
Cutro 1542 c. - 1587 c.
Leonardo di Bona, detto "Il Puttino" per la bassa statura, era
studente in legge a Roma nel 1560 quando ebbe modo di giocare contro Ruy Lopez,
uscendone sconfitto. Perse ancora col sacerdote spagnolo in occasione della
visita fatta da questi a papa Gregorio XIII nel 1572. Conobbe Paoli Boi a Napoli
in casa del principe don Fabrizio Gesualdo dove si giocava a scacchi. Una
scorreria saracena catturò suo fratello che egli liberò sconfiggendo a scacchi
il rais e vincendogli anche 200 "ducatoni". Accompagnato dal
domestico, Giulio Cesare Polerio partì, via mare, alla volta di Madrid,
intenzionato a prendersi la rivincita su Ruy Lopez. A Genova si innamorò di una
giovane De Giorgi con la quale scambiò proposta di matrimonio. Lasciato il
Polerio a Genova ripartì da solo facendo tappa a Marsiglia e a Barcellona dove
incontrò il Rosces che, con Giovanni Rodriguez, lo accompagnò a Madrid.
Durante il viaggio, avvenuto nell'ultimo tratto su un carro, con gli scacchi
vinsero soldi a un paio di locandieri. A Madrid fu alloggiato presso donna
Isabella, conoscente del Rosces e infine giocò con Lopez a 50 scudi alla
partita riuscendo nel complesso vincitore. Filippo II volle vederli giocare a
corte. Alla sfida, avvenua nell'agosto del 1575, Lopez fu accompagnato da un
grande di Spagna e Leonardo dal conte Crancione. Leonardo vinse e il re gli
diede 1000 scudi, un gioiello raffigurante una salamandra ornato di pietre
preziose, una pelliccia di zibellino e chiese di esprimere un desiderio.
Leonardo chiese che Cutro fosse esentata dalle tasse per il tempo che il Re
avrebbe deciso; Filippo II decise per vent'anni. A Madrid fu raggiunto dal
Polerio, che gli portò la notizia della morte della morte della promessa sposa
e di Paolo Boi, venuto anche lui a cimentarsi con i giiocatori spagnoli.
Leonardo, sofferente, ripartì alla volta del Portogallo dove, alla corte di re
Sebastiano, sconfisse il Moro, il più forte giocatore locale. Anche re
Sebastiano lo ricolmò di doni. Nel suo soggiorno a Lisbona sconfisse anche
Paoli Boi, che nel frattempo l'aveva raggiunto. Tornò in Italia trovando
un'occupazione a Napoli come agente del principe di Bisignano. Tra il 1582 e il
1586 si batté ancora col Siracusano davanti al viceré di Ossuna con esito
pari. Morì avvelenato all'età di 45 anni.
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La grande storia degli scacchi
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