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COSA E' LA DERMATOPATOLOGIA? La dermatopatologia è lo studio istologico delle malattie cutanee. Le malattie cutanee si esprimono attraverso lesioni, cioè alterazioni visibili della pelle. A volte l'identificazione di una lesione è possibile alla visita dermatologica (esame clinico), a volte questo non basta a risolvere il problema del "che cosa è" (diagnosi). Si può procedere allora all'esame istologico, si effettua cioè un prelievo (biopsia), che può comprendere tutta la lesione (biopsia escissionale) o solo una parte di essa (biopsia incisionale). Il prelievo tessutale viene inviato ad un laboratorio di istopatologia (dal gr. istos = tessuto, pathos = malattia, logos = studio) per la diagnosi, per capire cioè che cosa è la lesione esaminata. L'istopatologia studia l'aspetto microscopico delle varie lesioni in tutti gli organi, la dermatopatologia, o istopatologia dermatologica, studia l'aspetto microscopico delle varie lesioni della pelle (dal gr. derma = pelle). Lo strumento essenziale del dermatopatologo è dunque il microscopio ottico (esistono altri tipi di microscopi). Il tessuto prelevato (biopsia) però così com'è, non può essere studiato al microscopio, perché questo apparecchio è in grado di osservare solo preparati istologici (vetrini). Occorre quindi preparare uno o più vetrini. A questo scopo, innanzitutto, occorre che il tessuto escisso non si alteri significativamente dopo l'asportazione. Il tessuto infatti è un insieme di cellule, che sono strutture elementari vive. Separate dall'organismo che le nutre, le cellule si alterano e muoiono. Per impedire ciò, si mette la biopsia in un fissativo, una sostanza cioè che uccidendo le cellule (quasi) istantaneamente, le mantenga allo stesso tempo nelle condizioni più vicine possibile al momento dell'escissione. Il fissativo più usato è la formalina (soluzione di acqua e formaldeide). Dopo la fissazione il passo successivo è l'inclusione in paraffina: il tessuto viene opportunamente disidratato e l'acqua contenuta nel tessuto viene sostituita da paraffina liquida (a circa 54°). Successivamente viene confezionato un blocchetto di paraffina (che a temperatura ambiente è solida) contenente il frammento da esaminare. Dal blocchetto vengono tagliate delle fettine dello spessore di circa 5 millesimi di millimetro con un apparecchio che si chiama microtomo. Le fettine o sezioni vengono poste su un vetrino (portaoggetto), deparaffinate e colorate con appositi coloranti (altrimenti al microscopio si vedrebbero solo le "ombre" delle cellule). Si pone un vetrino più sottile (coprioggetto) sul primo vetrino con una goccia di balsamo (montaggio). Il preparato ora è pronto. Il vetrino viene posto sotto il microscopio. Ma cosa si vede? Si vede tutto quello che c'è, ma si capisce solo quello che si sa. Il vetrino di per sé è un pezzo di vetro che contiene un frammento di tessuto, ma non contiene in sé nessuna diagnosi. La diagnosi è l'elaborazione culturale di quello che si vede. Il dermatopatologo che conosce le varie lesioni cutanee, interpreta quello che vede e fa una diagnosi. La dermatopatologia dunque è lo studio delle lesioni cutanee attraverso l'istologia per arrivare a capire che tipo di lesione o di malattia abbiamo di fronte. COSA E' IL MELANOMA? La dermatopatologia studia tutte le lesioni cutanee. Alcune sono lesioni dovute ad una infiammazione (una reazione del tessuto verso un agente interno o esterno) della pelle, alcune sono malformazioni, alcune tumori (crescita incontrollata di cellule oltre il normale, senza uno scopo). I tumori benigni sono crescite localizzate che comprimono ma non distruggono i tessuti adiacenti. I tumori maligni sono crescite dapprima localizzate che comprimono e distruggono i tessuti adiacenti (infiltrazione), che poi si diffondono a distanza (metastasi), distruggendo altri organi e tessuti. Nella nostra pelle vi sono tra le altre cellule alcune cellule che formano una sostanza nera detta melanina, responsabile dell'abbronzatura: i melanociti (melanos = nero, cytos = cellula). I melanociti sono presenti nella parte superficiale della pelle (epidermide), esattamente lungo la linea (giunzione) che la separa dal tessuto sottostante (derma). Nell'epidermide normale per ogni melanocita ci sono circa 20 cellule epiteliali che formano il rivestimento della pelle (cheratinociti). Se i melanociti per qualche motivo (spesso ignoto) aumentano di numero dànno luogo a lesioni cutanee scure (lesioni pigmentate). Se i melanociti aumentano alla giunzione restando isolati formano una lentiggine (lentigo simplex). Se aumentano formando raggruppamenti di varie cellule (nidi) formano un neo o nevo. Il nevo è giunzionale se è limitato alla giunzione dermoepidermica, composto se alcuni melanociti si posizionano più in basso, nel derma; dermico se tutti i melanociti sono nel derma. Tutti i nevi sono benigni: compaiono in una epoca della vita, crescono per un certo tempo, poi persistono invariati o regrediscono con l'età. Tutti noi abbiamo svariati nevi senza problemi. Se i melanociti acquistano capacità di crescita illimitata, di infiltrare i tessuti adiacenti e di diffondersi a distanza (melanociti maligni ) si forma un melanoma. Il melanoma dunque è un tumore maligno formato da melanociti; esso può insorgere in tutti gli organi, ma nel 99% è cutaneo. Si presenta come una macchia piana o rilevata, o un nodulo, solitamente più grande di mezzo centimetro, asimmetrico, dai margini frastagliati, dal colore variegato con aree scure, nere, e zone biancastre, che cresce, può ulcerarsi (perdere sostanza) e sanguinare. Il melanoma se tempestivamente riconosciuto guarisce al 100%. La percentuale di guarigione diminuisce quanto più tarda è la diagnosi. Col tempo infatti si spinge in profondità e aumenta di spessore. La percentuale di guarigione è tanto più alta quanto più basso è lo spessore. Buona prognosi hanno i melanomi di spessore inferiore a 1 mm (melanomi sottili). La cura del melanoma è l'asportazione chirurgica. I compiti della dermatopatolgia sono confermare se la lesione escissa è effettivamente un melanoma (a volte alcuni nei tendono a somigliare al melanoma) e quale è il suo spessore (in millimetri e frazioni). Un elemento analogo allo spessore è il livello (di Clark), cioè quali strutture della pelle il melanoma infiltra (I livello = infiltrazione dell'epidermide; II = infiltrazione discontinua del derma superficiale; III infiltrazione massiva del derma superficiale; IV = infiltrazione del derma profondo; V = infiltrazione del tessuto sottocutaneo). Su questi ed altri elementi si costruisce la terapia del melanoma.
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