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Indice degli argomenti:

Ogni quanto annaffiare

Ogni quanto rinvasare

Perchè rinvasare una nuova pianta

Come si rinvasa

In che periodo si rinvasa

In che terriccio rinvasare

Di che dimensione deve essere il vaso

Coccio vs. Plastica

Parassiti nelle radici




Ogni quanto annaffiare

Il periodo vegetativo. Le succulente hanno delle riserve di liquidi e quindi sopportano meglio delle altre piante periodi di siccità.Questo non deve portarci a credere che basti dare loro un cucchiaio d'acqua ogni tanto come ho sentito dire.
Le annaffiature devono essere certo più diradate rispetto a quelle che effettuiamo per le piante comuni per evitare i marciumi, ma quando si da loro acqua il terreno deve venire inzuppato bene: molte crescono in ambienti soggetti a lunghi periodi di siccità interrotti da violenti acquazzoni. Tra un annaffiatura e la successiva si deve aspettare che il terreno sia bene asciutto e che rimanga tale per almeno un giorno intero.
Tenendo conto che durante la buona stagione un terriccio ben preparato non dovrebbe impiegare più di tre quattro giorni al massimo per asciugare, sarebbe bene annaffiare circa una volta alla settimana. Queste indicazioni sono però relative alla zona dove vivo io (Livorno) ed alle condizioni in cui coltivo: in zone diverse, con maggiore o minore umidità ambientale e diversa esposizione, potrebbero non andare bene. Il migliore consigliere è l'esperienza: si deve tenere presente che più si annaffia più le piante crescono velocemente, ma maggiore è il rischio di marciumi.
Il riposo invernale. Quando le giornate si accorciano e il caldo comincia ad essere meno intenso è ora di preparare le piante al riposo invernale. Da metà Settembre si deve cominciare a diradare le annaffiature per poi sospenderle del tutto nella seconda metà di ottobre. Una pianta turgida di acqua mal sopporterà il freddo, è bene che le nostre piante arrivino un poco 'dimagrite' al pieno inverno.
Se le teniamo in casa in ambiente riscaldato un poco di acqua ogni mese andrà loro data, ma stando bene attenti a non esagerare: se riprendono la piena vegetazione mentre sono in casa tenderanno a 'filare' assumendo un portamento poco naturale e che non sarà recuperabile.
Per quanto ho potuto vedere io le piante sopportano benissimo temperature prossime allo zero durante la notte se ben asciutte (questo inverno per tre notti la temperatura nella mia serretta è scesa a -2C e nessuna ha risentito di questo), se si può è bene non portarle in casa, ma coprirle sotto qualche riparo e lasciarle fuori. Si tenga presente a questo proposito che la maggior parte del calore è perduta per irraggiamento verso lo spazio, e che dunque già un semplice tetto può fare molto più di quanto non si pensi.
Il periodo più delicato per i marciumi è la ripresa vegetativa: se non si fa attenzione si rischia di annaffiare troppo presto piante che ancora non sono uscite dal riposo invernale, o di dare troppa acqua a piante che non sono ancora nel pieno della loro attività.
Potendo sarebbe bene iniziare a vaporizzare le piante un poco di tempo prima di riprendere ad annaffiare, e quando si bagna farlo all'inizio in modo molto diradato nel temo: un poco come quando le abbiamo messe a letto. Si deve fare poi attenzione anche che le piante non gonfino troppo rapidamente: questo può portare in alcune a lacerazioni nell'epidermide.
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Ogni quanto rinvasare

Il primo rinvaso ad una pianta va fatto appena la si acquista per le ragioni spiegate al punto successivo di questa FAQ. Oltre alle motivazioni dopo esposte il rinvaso è un ottima occasione per prendere confidenza con le nostre piante.
Più una pianta cresce velocemente più frequenti dovranno essere i suoi rinvasi. Nonostante ciò non si deve lasciare una pianta troppo tempo senza essere rinvasata perchè stenta a crescere: alle volte la ragione di questa crescita lenta è nascosta proprio nel vaso. Un attacco di cocciniglia delle radici, un eccessivo impoverimanto della composta, un vaso ormai pieno solo di radici o una suberificazione di queste ultime sono tutti problemi visibili solo svasando la pianta.
Io cerco di non lasciare le piante più giovani più di un anno senza cambiare loro la terra, le più vecchie ed abitudinarie sono meno reattive e le disturbo più raramente, ma anche per loro più di due anni nello stesso vaso è un poco troppo.
Vorrei precisare che quanto detto non vale per le piante veramente grandi: a questi mostri bisogna riservare più rispetto, ma questa è una cosa che non riguarda il neofita che certo non ne possiede ma che avrà principalmente giovani piante che hanno una gran voglia di crescere.
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Perchè rinvasare una nuova pianta

Qualunque sia la provenienza di una nuova pianta la prima cosa da fare è un rinvaso (amesso che il terriccio sia ben asciutto altrimenti si dovrà aspettare qualche giorno).
Questa pratica ha una duplice utilità: controllare lo stato delle radici del nuovo arrivato e sostituire la composta originaria con la propria.
Le radici vanno controllate per verificare che non vi siano parassiti o troppe vecchie radici morte che possono occupare spazio utile allo sviluppo delle nuove, ma perchè sostituire il vecchio terriccio?
Spesso le piantine acquistate in vivai non specializzati sono state fatte crescere in piena torba. La torba è una sostanza che trattiene molta acqua ma che seccando subisce una notevole contrazione di volume strappando così molte radici. I punti in cui le radici sono state strappate possono dare origine a marciumi alla successiva annaffiatura, che risulterà oltrettutto difficoltosa poichè la torba secca non è ingrado di assorbire velocemente l'acqua. Questo non è un problema per i grandi vivai che lasciano le loro piante sempre umide ad alte temperature per forzarne la crescita: a loro, differentemente che a noi, non interessa che tutte le piante sopravvivano, ma che crescano velocemente così da poterle presto immettere sul mercato.
Nel caso in cui la pianta provenga da un vivaio specificatamente dedicato alle succulente il terriccio è invece solitamente di buona qualità, ma sicuramente diverso da quello che abbiamo adottato per le altre nostre piante. Questa differenza si traduce in un diverso tempo necessario al terreno per asciugarsi dopo una innaffiatura, cosa che ci costringerebbe a bagnare ogni singola pianta con una fequenza diversa......
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Come si rinvasa

Uno dei problemi relativi al rinvaso di molte succulente sono le spine. Dei semplici guanti da giardinaggio non bastano a fermarle e dei guanti più pesanti tolgono troppa sensibilità. Qualche puntura o graffio è inevitabile all'inizio, ma dopo poco si impara a prendere le piante per il verso giusto e si hanno allora molti meno problemi. Quanto detto finora non vale per le Opuntie: i loro glochidi (specie di piccole spine che si staccano al minimo contatto) sono veramente fastidiosi, ma essendo molto corti e fini possono essere fermati anche da un sottile strato protettivo quale un paio di guanti leggeri. Ricorda che si rinvasa sempre quando la terra della pianta è asciutta e che dopo un rinvaso è bene aspettare ad annaffiare che le ferite che anche involontariamente abbiamo inferto alle radici secchino per non rischiare di vedere la nostra pianta marcire. A questo proposito alcuni consigliano di lasciare alcuni giorni la pianta a radice nuda: ritengo sia una precauzione eccessiva se si ha l'accortezza di rinvasare in terra asciutta e di aspettare una settimana almeno prima di bagnare la pianta.
Quando rinvaso preferisco levare alla pianta tutto il vecchio pane di terra ormai esaurito anche a costo di rompere qualche radichetta. Questo permette a me di fare un controllo approfondito dello stato di salute delle radici e a queste di svilupparsi più velocemente non dovendo 'sfondare' il muro delle vecchie seccate durante l'asciutta invernale.
E' buona norma finire di riempire il vaso con uno, due strati di sassolini o lapillo invece che con terra. In questo modo il colletto della pianta, parte molto delicata, rimane più asciutto, si evita la formazione di buche nel terreno quando si annaffia e si mantiene il terreno un poco più fresco.
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In che periodo si rinvasa

Sebbene possa sembrare una battuta il migliore momento per rinvasare una pianta è quando questa ne ha bisogno e quando si ha il tempo per farlo.
Un rinvaso durante il periodo vegetativo può arrestare per un poco la crescita di una pianta, ma alla sua ripresa il nuovo vaso di dimensioni maggiori e con terra nuova, e dunque più ricca, faranno sì che presto sia recuperato il tempo perduto.
Potendo programmare i rinvasi sarebbe comunque bene non trovarsi alle strette, ma fare sempre in modo che il vaso con il quale una pianta inizia la primavera possa andare bene fino alla fine del periodo vegetativo.
In caso di problemi di spazio il periodo da evitare per i rinvasi è l'Autunno. In questa stagione infatti la maggior parte delle piante ha già smesso di vegetare e non risentirà dunque di un vaso un poco troppo piccolo per lei. Questo ci darà modo di poter ammassare maggiormente le nostre amiche nel periodo invernale quando saremo costretti a coprirle per ripararle dal freddo.
Se se ne ha la possibilità sarebbe bene fare i rinvasi una, due settimane prima di riprendere ad annaffiare, quando la pianta è ancora ferma e non se ne rallenterà quindi lo sviluppo e quando siamo anche al sicuro dai marciumi visto che le piante sono ben secche e le giornate cominciano ad essere calde.
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In che terriccio rinvasare

Qualunque siano gli ingredienti che si deciderà di mettere nella nostra ricetta la composta deve presentare alla fine alcune caratteristiche fondamentali:
1) essere sciolta e ben drenata
2) asciugare in non troppo tempo
3) non subire eccessive contrazioni di volume quando secca
Qualsiasi miscela che rispetti queste regole va bene. Personalmente preparo la composta a 'occhio': aggiungo al terriccio comune che si trova in tutti i garden più o meno lapillo a seconda di quanto reputo la pianta sensibile ai marciumi.
In assenza di lapillo utilizzo la pomice anche se questa trattiene più acqua, cosa da tenere presente quando si prepara la composta.
Un terriccio che vada bene per le piante più comuni (quelle che si trovano dai fiorai) può essere fatto così: 1 parte di pomice in 1 di terra, oppure 2 parti di lapillo ogni 3 di terra.
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Di che dimensione deve essere il vaso

Questà domanda ha una risposta più breve anche se meno specifica delle altre: il vaso deve essere abbastanza grande da permettere un agevole sviluppo della pianta senza contenere così tanta terra da farla asciugare troppo lentamente.
Dare un indicazione più precisa non è semplice, l'esperienza è la cosa migliore. In linea generale si può dire che lo spazio del vaso non occupato dalla pianta deve permettere un agevole annaffiatura e lasciare abbastanza spazio alle radici per respirare.
Le piante con radici fittonanti come Ariocarpus, Lophphora o Leuctenbergia avranno poi bisogno di vasi sufficentemente profondi per far ben sviluppare il loro carotone.
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Coccio vs. Plastica

Per quanto mi riguarda la risposta a questa domanda non può che essere: DIPENDE.
La scelta tra le due tipologie di vasi è determinata da molti fattori tra i quali la pianta stessa che si deve rinvasare ed una nostra simpatia verso una delle due.
Se ciò che ci interessa è l'estetica la ciotolina di coccio è senza dubbio l'ideale per rinvasare una pianta globosa, ma una persona che ami le piante deve avere come priorità la loro salute e non trattarle come soprammobili.
Un vaso di coccio lascierà asciugare la terra molto più velocemente di uno di plastica, ciò potrà certo salvarci da qualche attacco di marciume ma in un vaso troppo piccolo farà si che la terra risulti continuamente secca non lasciando alla pianta il tempo di dissetarsi.
Un punto decisamente a sfavore dei vasi di coccio è che questi tendono a far sì che la pianta sviluppi le sue radici principalmente a ridosso del vaso non sfruttando quindi tutto lo spazio a loro disposizione. Nelle calde giornate estive il vaso tende a scaldarsi molto e le radici che sono troppo vicine a lui seccano.
Un altro punto a favore dei vasi di plastica è la leggerezza nonchè lo spazio occupato. I vasi di plastica quadrati sono molto leggeri e ammassabili, cosa che ci fa risparmiare spazio prezioso in serre o balconi. Vorrei comunque precisare che sarebbe bene lasciare un poco di spazio tra i vasi per la circolazione dell'aria.
Come si vede i vantaggi dei vasi di plastica sono molti e tanto più evidenti tanto più piccolo è il vaso. Personalmente uso rigorosamente vasi di plastica per le piante più piccole, mentre per le globose più grandi uso ciotoline di coccio. Questa scelta non è dettata da un fattore puramente estetico, ma anche dal fatto che non riesco a trovare vasi quadrati in plastica bassi. Una colonnaria sviluppa il suo volume in verticale, e a parità di diamentro ha bisogno di molta più terra di una globosa e dunque per lei un vaso più alto è un vantaggio, mentre per l'altra può essere deletereo portandola a marcire lasciandola umida troppo a lungo.
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Parassiti nelle radici

Nel caso si trovino dei parassiti nelle radici (pidocchi delle radici) non ci si deve far prendere dal panico: spesso non è necessario usare l'artiglieria pesante (veleni vari :( ), ma basta rimuovere gli ospiti indesiderati manualmente, magari asportando le radici più colpite. Dopo un intervento del genere è opportuno lasciare asciugare le ferite causate alle radici per qualche giorno prima di rinvasare la pianta.
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scrivimi: andrea_boccardi@tin.it Ultima revisione 5 Settembre 2000
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