Tornando al Giovanni dipinto da Leonardo, chi potrebbe essere stato il modello?
Si potrebbe pensare a Gian Giacomo Caprotti, detto "Salaì". Il ragazzo andò a bottega da Leonardo che aveva 10 anni e all'epoca della realizzazione dell'Ultima cena ne aveva tra i 14 e i 17. L'artista nei suoi appunti ne parla continuamente, anche in termini negativi dicendo che è «ladro, bugiardo, ostinato e ghiotto» e «ruba li soldi». Ma Leonardo lo tiene lo stesso con sè. Vasari scrive che l'artista «prese in Milano Salaì Milanese per suo creato, il quale era vaghissimo di grazia e di bellezza, avendo begli capegli, ricci et inanellati, de' quali Lionardo si dilettò molto; et a lui insegnò molte cose dell'arte, e certi lavori che in Milano si dicono essere di Salaì, furono ritocchi da Lionardo».
E' possibile che il giovane che fece da modello al Giovanni dell'Ultima cena e al somigliantissimo Angelo musicante attribuito ad un allievo di Leonardo (secondo alcuni Ambrogio de Predis, secondo altri Giovanni Boltraffio o Francesco Napoletano), fosse proprio Salaì?


L'angelo musicante vestito di verde si trovava, assieme ad un altro vestito di rosso, di fianco alla Vergine delle rocce nella cappella dell'Immacolata della chiesa di San Francesco Grande a Milano, e questo gruppo di opere precede di una decina d'anni l'Ultima cena. Molti storici dell'arte ritengono che il maestro Leonardo abbia contribuito alla realizzazione di queste opere degli allievi. Anche il viso del secondo angelo in effetti richiama un disegno di Leonardo che raffigura il profilo di un giovane.
Giovani riccioluti ed efebici appaiono però anche in molte opere di altri allievi di Leonardo Il primo è un dipinto di Giovanni Agostino da Lodi (lombardo poi trasferitosi a Venezia), per molto tempo interpretato come una raffigurazione della vecchiaia contrapposta alla giovinezza, e chiaramente ispirato ai personaggi di Pietro e Giovanni del Cenacolo leonardesco. Il recente restauro ha rivelato però una scritta, nella parte superiore del dipinto, che chiarisce il tipo di allegoria: «Il maestro non vietava minimamente che il giovane pittore lo superasse».

Nel secondo esempio, a destra, il sempre efebico Giovanni tra gli altri apostoli, in un particolare della Lavanda dei piedi dello stesso Giovanni Agostino da Lodi.
I due dipinti che seguono sono un San Sebastiano di Ambrogio de Predis e un San Giovanni Evangelista del Giampietrino, entrambi allievi di Leonardo. Anche in questo caso la posa, la capigliatura e certi lineamenti sono simili, come se derivassero da uno stesso schizzo preparatorio eseguito dal vero.

I seguenti invece sono di un altro allievo di Leonardo, Giovanni Antonio Boltraffio (1466-1516) e vengono identificati come Ritratto di giovane come San Sebastiano e Ritratto idealizzato del poeta Girolamo Casio (il nome di Casio compare nel retro della tavola).

Attribuita allo stesso Boltraffio ecco, come sorpresa finale per chi ha avuto la pazienza di arrivare fin qui, una riproduzione a pastelli e gessetti del Giovanni di Leonardo che ci rivela quale doveva essere l'aspetto originale del personaggio ritratto nell'Ultima cena:

Per concludere, un ricco repertorio di immagini di Giovanni nell'arte:
http://home.arcor.de/berzelmayr/st-john.html
e il più spettacolare ingrandimento dell'Ultima cena di Leonardo, realizzato da Haltadefinizione:http://www.haltadefinizione.com/it/cenacolo/look.asp
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