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Un bel fuoristrada per l'Africa

by Alessandro Centofanti

Roma- Aprile 2006

Allestire un fuoristrada o semplicemente personalizzarlo per assecondare le proprie necessità, può essere, per chi è un appassionato di fuoristrada e di viaggi, una cosa molto divertente e creativa, per lo meno per me è sempre stato così.
Però la fantasia, l’entusiasmo e la razionalità a volte non sono sufficienti a farci trovare le soluzioni migliori quando ci si mette in testa di modificare o inventare, soprattutto se si parla di un allestimento particolare magari per lunghi viaggi. Indubbiamente ispirarsi ai risultati di qualcuno che ci è già passato può tornare utile, ma poi le esperienze fatte sul “campo” aiutano sicuramente ad ottimizzare il raggiungimento del proprio risultato finale.
Sul mercato del after market si trova ormai di tutto e di più, ma costruirsi o farsi costruire dei pezzi su misura, magari progettandoli per le proprie esigenze specifiche soprattutto quando questi alla fine si rivelano azzeccati ed utili, da veramente tanta soddisfazione, anche al portafoglio.
A mio avviso un fuoristrada come il Land Rover Defender, proprio per come è concepito forse è uno degli ultimi mezzi rimasti in commercio, a costi ancora accessibili, che si presta facilmente ad essere "interpretato" per le più disparate esigenze.
Il modello che ho allestito e che continuo a cercare di perfezionare è un Defender 90 modello 300Tdi del 1996.
Quando l’ho acquistato la Land Rover produceva solo questo modello che è uscito di produzione per l’Europa nel 1999, anche se continua ancora oggi ad essere prodotto ma non più per ol nostro mercato. Il suo motore completamente meccanico, resta a detta di molti, un ottima soluzione per viaggiare in posti come l’Africa, anche se le potenze sviluppate non sono certo paragonabili agli ultimi propulsori che si trovano sul mercato, ma con un po' di accortezza ed un po’ di “manico” si può andare veramente dappertutto, d'altro canto le vecchie e gloriose Land, avevano potenze intorno ai 60 CV e non si sono cero fermate davanti a nulla. 
Ho cominciato ad interessarmi al fuoristrada ed a possederne sempre uno (il primo fu una Land Rover ’88 del 1962), fin dagli inizi degli anni '70, per colpa di un certo Nino Cirani, il cui libro (Il Raid Automobilistico) mi capitò per sbaglio tra le mani, da allora ho posseduto ed attrezzato diversi mezzi ma dopo tanti anni sono tornato al primo amore: una Land Rover.
Tutte le esperienze fatte appunto sugli altri fuoristrada, comprese quelle su mezzi da gara, mi sono tornate molto utili quando ho deciso di allestire il Defender  per i lunghi viaggi.

 

                       
               
Di posti a bordo ne sono rimasti ovviamente solo due, ma su un Defender 90 difficilmente ci si riesce ad organizzarsi bene per andare in più di due.

Mi sarebbe piaciuto riuscire a far stare tutto dentro la macchina, ma trattandosi di un 90 lo spazio è quello che è per cui ho dovuto pensare a sfruttare al massimo tutti gli spazi disponibili ed ad oggi mi pare di essere arrivato ad un discreto livello di ottimizzazione, era quindi indispensabile pensare ad una solida bagagliera.
In commercio ormai ne esistono veramente di ottime ma i prezzi a volte sono proibitivi, allora ne ho progettata una molto robusta, è in ferro solo per questioni di costi, che però è stato zincato a caldo e sta li da ormai 10 anni.
Questa appoggia sulla grondaia per mezzo di 8 piedini, 6 laterali molto larghi, in modo da distribuire il peso del carico sulla maggior superficie possibile della grondaia, più altri due piccoli posteriori.
 
Ho preferito farla completamente piatta, cioè senza sponde, per due semplici ragioni:
-la prima, perché qualsiasi cosa si debba trasportare, questa va sempre e comunque assicurata, bloccata.
-la seconda, perché per poter caricare e scaricare oggetti da terra, le sponde sarebbero solamente d'intralcio vista la già elevata altezza del veicolo

Per il piano di calpestio della bagagliera ho scelto di usare una rete metallica elettrosaldata (tipo quelle delle recinzioni) con quadrati da 3,5 mm di lato,

in questo modo qualsiasi cosa si debba trasportare o, ad esmpio, si voglia, cambiare la disposizione dei bagagli sul tetto, si riesce sempre a trovare un punto di fissaggio ottimale.

Anteriormente nella parte inferiore della bagagliera, ho sistemato 6 fari supplementari, in questo modo sono riparati da qualsiasi impatto con rami o arbusti e si sporcano sicuramente meno che sul paraurti.

Sul retro, sempre in posizione elevata, ho sistemeto due ripetitori delle luci dei freni e due luci di posizione, per essere visibili il più possibile quando si alza parecchia polvere o in presenza di nebbia, più un faro da lavoro per la retromarcia e l'antenna del CB

Gli interruttori sono stati sistemati sui lati del Cubby-box

Sui lati della bagagliera hanno trovato posto, a portata di mano, 2 scalette d'alluminio "Portanti" del peso di circa 4 kg ciascuna, ottime anche sulla sabbia.

Il bagaglio sul tetto è stato ottimizzato per ridurre al minimo il peso in alto, cosa da non sottovalutare mai!!!! Attualmente vi trovano posto:
una tenda da tetto per 2 persone, sistemata sulla parte anteriore della bagagliera e ne occupa il 2/3.
Ho scelto la Oasis  della Trekking per vari motivi: costa la metà di qualsiasi altra tenda da tetto, poi, essendo formata da una struttura in tubolare d'alluminio, è veramente molto leggera, il suo peso infatti in ordine d'uso (compreso cioè, 2 materassini autogonfiabili, sacchi a pelo e cuscini), non supera i 20 kg, contro i 50/60kg in media delle altre, e può, in caso di forte vento, essere facilmente smontata ed usata a terra grazie ai piedini di cui è composta (peculiarità solo di questa tenda).
Alla tenda si può accedere sia salendo dal cofano, per mezzo di una scaletta d'alluminio, che dal posteriore della bagagliera. In questo modo i due occupanti hanno ognuno un proprio ingresso,

nella parte della bagagliera che rimane libera, ho messo due casse stagne d'alluminio (circa 4 kg l'una) ex militari, dove vengono stivati: una bombola da 3kg di gas per cucinare, le bombole di ricambio per il lume a gas, il pentolame, scottex, tovaglioli di carta, piatti di carta ecc. (insomma tutta roba ingombrante ma leggera) più una cucina a due fuochi e alcuni pezzi di ricambio.
In più, avendo la tenda dei piedini che la tengono rialzata di una quindicina di centiemtri, nello spazio che si viene a creare tra tenda e piano della bagagliera, ho sitemato due poltroncine per il relax in alluminio ed un tavolinetto in plastica.
Il peso totale sul tetto (bagagliera a parte) alla fine non supera mediamente i 40/50 kg.

Le sospensioni sono state rinforzate con molle più lunghe, al retrotreno ho montato anche una seconda molla, coassiale alla principale.

gli attacchi superiori degli ammortizzatori posteriori sono stati ribassati per aumentare un po’ l'escursione del ponte e sono stati allungati i triangoli che mantengono in sede le molle sulla parte superiore,

sarebbe stato più semplice usare dei coni guida molla, ma l'aggiunta della seconda molla interna, non ne permette l'uso.
Gli ammortizzatori originali sono stati sostituiti con dei Koni Heavy Track modello Raid (particolarmente robusti)

Il paraurti anteriore è stato sostituito con un tubolare da 5mm e spostato 10cm più in alto per aumentare, il già ottimo, angolo d'entrata, è solidale ad esso un para colpi a protezione del radiatore
 
nello spazio paraurti-carrozzeria, ho sistemato 2 picchetti lunghi circa 1m, utili in caso di recupero del mezzo in zone senza alcun punto utile d'ancoraggio,
                        

  

                             

la tiranteria dello sterzo è protetta da una piastra paracolpi in duralluminio, come pure tutti e due  i differenziali, mentre la crociera del differenziale posteriore è preservata da un pinion-guard
             

La ruota di scorta è stata montata su un cancello portaruota per evitare il dissesto del portellone posteriore, insieme ad un cuneo ferma ruota sempre a portata di mano. Cuneo ferma ruota

Sul montante esterno posteriore destro è stata fissata una binda Hi-Lift
 

Piastra d’acciaio
per  base binda

                          

 

                               con un sistema di sgancio rapidissimo.

    
                                                                  
                                    

ho fatto anche una piastra d'acciaio che si incastra perfettamente nei fori della base della binda per aumentarne la superficie d'appoggio in caso di utilizzo su terreni molli.
      

      
la binda è provvista dell'adattatore per essere utilizzata negli appositi fori del telaio del Defender, accessorio obbligatorio se non sono presenti sul veicolo le barre sotto porta con attacco per la binda.

Inoltre è presente un utilissimo accessorio, sempre della Hi-Lift, che consente un rapido innalzamento del veicolo, questo accessorio in pratica permette di poter agganciare la binda direttamente ai fori di qualsiasi cerchione in modo da tirare su il mezzo direttamente dalla ruota senza che questa debba stendere tutta la sospenzione prima di staccarsi dal suolo, come accadrebbe se se si utilizzasse un punto sul telaio.
                                                                                                       

  

Nello spazio tra porta ruota e portellone sono stati fissati il piccone e la pala

  

i loro manici invece sono stati fissati all'interno del portellone, dove trovano posto anche un machete, un attrezzo multi funzione con piccola pala, ascia e sega a legno, sulla parte bassa dell'interno del portellone ho fissato delle tasche per le cose di uso più frequente.

Sul cofano viene sistemato un secondo copertone di scorta il cui peso non supera i 15 kg essendo sprovvisto di cerchio, per cui non è stato necessario rinforzare il cofano, al suo interno ho sistemato varie strops di diverse lunghezze per il traino, un tappo in legno poi chiude il tutto ed è anche possibile salirci sopra per accedere al portapacchi dalla parte anteriore, ho rivettato dei pezzi sagomati di alluminio mandorlato per rendere calpestabile il cofano ed i parafanghi.

Per far respirare meglio il motore e ridurre l'intasamento del filtro dell'aria è stato montato snorkel con un pre-filtro a ciclone,
  
tutti gli sfiati dei differenziali sono stati rialzati fino alla metà tubo dello snorkel.
                             

All'interno, subito dietro la paratia è stato fissato un serbatoio supplementare da 250 litri, che porta l'autonomia totale a circa 300 litri, per cui calcolando una media trai 5/8 km/L, si possono tranquillamente percorrere dai 1500 ai 2400 km..
Il  carico del carburante avviene aprendo il finestrino posteriore destro.
Per ridurre al minimo il rischio di sporcare i bagagli, durante le operazioni di rifornimento, ho costruito una protezione che ingloba il tappo di carico  impedendo ad eventuali perdite accidentali di gasolio di sporcare la zona circostante.

Chiuso


 

Aperto. Tappo di carico del secondo serbatoio

 
       il serbatoio è collegato al principale tramite una pompa elettrica
                    

            che si innesta sul tubo di carico del serbatoio principale,. Innesto sul tubo di carico del serbatoio principale

          

 

Tra sedili e paratia, alla quale è stata eliminata la parte bassa obligua, è stato sistemato un argano Tirfor modello T16 con relativo manico

L’eliminazione della parte obligua ha creato un notevole spazio per cui è stato possibile fissarvi anche un ottimo compressore a 12v, l’ Extreme-Air (Heavy Duty) montato su dei silent-block, questo compressore può funzionare a ciclo continuo fornendo una quantità d'aria notevole, Silent block

il circuito dell'aria comprende un manifold con valvola di sicurezza, manometro, pressostato, attacco rapido e di una valvola di non ritorno per evitare che, una volta messo in pressione il circuito, l’aria ritorni indietro sul cilindro del compressore.

ho coperto il manifold con una protezione in plexiglass per proteggerlo da urti accidentali e per poter leggere sul manometro il livello di carica del cicuito dell’aria.

una bombola d'accumulo da 10 litri è stata sistemata sotto la carrozzeria appena sopra il tamburo del freno a mano.
 

il  tubo elastico a spirale è provvisto di attacco rapido per gli accessori per gonfiare e soffiare, è abbastanza lungo da permettere di poter arrivare comodamente alle 4 ruote

                                            …..e non solo!!!!!!…..

Ho ricavato anche mensolina porta oggetti sulla parte superiore del tettuccio interno, al posto delle alette parasole
 

dove vengono stivate, cartine, libri, occhiali, più il CB con un amplificatore lineare da 100w ed una postazione (solo orizzontale) per un PDA (l’HP hx4700) con schermo da 4 inch,  che connesso via blutooth ad un gps dell’Holux
 
funziona da plotter cartografico per la navigazione, il software è Ozi Explorer CE,

Per una migliore ricezione dei satelliti, il gps a sua volta è connesso ad una antenna magnetica esterna posizionata sul coperchio dello snorkel,

Il PDA può anche essere montato verticalmente sul cruscotto (quando si usa ad esempio Tom Tom Navigator), sul cruscotto trova posto anche un secondo GPS palmare (un Garmin GPS 76 Map)

il posizionamento del PDA sulla mensolina torna molto utile, perché in quella posizione la lettura dello schermo risulta più facile in quanto il controluce esterno è decisamente meno forte.

Per lo stivaggio degli attrezzi, ricambi, viveri, acqua, bagagli personali ecc. è stato costruito un  mobile in legno, composto da varie parti collegate l'una all'altra,

 nell'equivalente spazio che resta sui i parafanghi, ho sistemato 4 taniche da 10 litri per l'acqua, 2 per lato, provviste di rubinetto per un pratico e rapido utilizzo anche senza spostarle.
                  
 Ho optato per le taniche al posto di un serbatoio fisso per 3 ragioni:
-la prima perché e più facile e pratico andarsi a prendere l'acqua spostando una tanica da 10 litri che dover arrivarci con la macchina,
-la seconda perché si possono pulire con più facilità.
-la terza perché una tanica da 10 litri la si può spostare per utilizzarla, dove si vuole.

I bagagli personali trovano posto sopra i ripiani che il mobile stesso viene a creare e sono tenuti fermi da una rete elastica e da una seria di di elastici opportunamente fissati.
 
             
il mobile ingloba il serbatoio supplementare, del quale fuoriescono solo lo sfiato ed il tubo di uscita che va alla pompa, questi sono protetti contro urti accidentali, da delle sagome d'alluminio

Valvola di sfiato del 2° serbatoio

     
 la valvola per lo sfiato (praticamente è quella che si usa sui termosifoni di casa) e si apre manualmente solo quando serve.

Sul ripiano subito dietro i sedili trovano posto un frigo a 12v e le cose da avere sempre a portata di mano
                      

I 10 scomparti del mobile posteriore sono così suddivisi:
6-vani con accesso frontale facilmente raggiungibili stando fuori dalla macchina dove trovano posto i viveri, le scorte d'acqua da bere in bottigliette da 1/2 litro e tutto il necessario per la cucina.
2-cassetti che scorrono sul pianale che contengono tutti gli attrezzi per la manutenzione compresi il cavo del Tirfor, un 2° crick idraulico, un trapano a batteria, caccia copertoni ecc., in questo modo le cose più pesanti stanno il più in basso possibile
              

Più 2-vani appena sotto i finestrini posteriori con accesso dall'alto, che vengono invece usati per lo stivaggio di olii e liquidi vari, ricambi ed attrezzature non di uso frequente
  

Il mobile lascia comunque completamente liberi gli ultimi 40cm del pianale per poter far scorrere i 2 cassetti degli attrezzi, per cui nell'equivalente spazio libero che resta, quando questi sono chiusi, trovano posto oggetti o borse di uso continuo

Tutte le superfici vetrate posteriori sono state poi oscurate con teli termici, bloccati semplicemente con del velcro biadesivo, ottenendo così la doppia funzione di isolare dal raggi solari rendendo l'interno indiscutibilmente più fresco e di evitare che occhi indiscreti guardino dentro la vettura.
  

Tutte le piccole utenze a 220volt, vengono alimentate da un piccolo inverter da 70W sistemato in corrispondenza delle prese d'aria sotto il parabrezza (per il suo raffreddamento)
                          

mentre quelle a 12v sono alimentate direttamente dal circuito della macchina con varie prese da accendino supplementari
          

Al motore è stata toccata solamente la pompa dell'alimentazione per avere un po' più di potenza ai bassi regimi quando la turbina ancora non funziona ma badando a non comprometterne assolutamente l'affidabilità, ho anche montato un elettroventola, posta sulla parte anteriore del radiatore, per aumentarne la capacità di smaltimento del calore quando si viaggia a basse velocità ed alti regimi (vedi sabbia molle,dune, ecc.).

Conclusione
Questo allestimento è ovviamente in continua evoluzione, il principio di base però rimane sempre quello di prevedere che si possa sempre poter modificare e/o aggiornare l’allestimento, ho cercato per quanto possibile di far in modo che per raggiungere un determinato oggetto/utensile/attrezzo/borsa non si debba sempre svuotare la macchina e che una volta usato si possa riporre con altrettanta semplicità, anche la sequenza con cui vengono stivate le cose ha un sua grande importanza.
Sono fermamente convinto che il raggiungimento di un certo livello di comodità e razionalità ha come immediata conseguenza, il fatto di far risparmiare il più possibile energie, energie che devono servire invece a lasciare il livello di concentrazione il più alto possibile quando si viaggia in posti difficili e non ultimo il fatto che in questo modo ci si possa godere maggiormente il viaggio senza doversi stressare ogni volta che c’è da fare qualcosa. 
Ovviamente questo allestimento non è la soluzione ideale per tutti, ma credo sia comunque un buon punto di partenza.

                                Alessandro Centofanti