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| Circolo Dossetti di Salerno |
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COMUNICATO STAMPA
25 e 26 giugno 2006
LA COSTITUZIONE DEL 1948 E’ SALVA
Il Coordinamento nazionale dei Comitati che hanno condotto la campagna referendaria, a un anno dallo straordinario successo che con grande partecipazione popolare ha salvato la Costituzione del 1948, ha diramato un COMUNICATO APPELLO CHE I PROSSIMI GIORNI SARA’ PUBBLICATO, con inserzione a spese del Coordinamento stesso, sui seguenti quotidiani: la Repubblica, l’Unità, Liberazione, Europa, Il Riformista, Avvenire.
L’appello si rivolge a tutte le forze politiche, a tutti i parlamentari e in particolare alla attuale maggioranza perché attui il primo punto del suo programma, la modifica dell’articolo 138 per “la messa in sicurezza” della Costituzione.
In un recente incontro con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Oscar Luigi Scalfaro, accompagnato da una rappresentanza del Coordinamento nazionale, ha segnalato l’urgenza della “messa in sicurezza” della Costituzione, ricevendo dal Presidente la massima attenzione.
Nei prossimi mesi il Coordinamento nazionale promuoverà una petizione popolare, con raccolta di firme, da presentare al Parlamento, per richiedere la modifica dell’art. 138 e perché LA VOLONTA’ POPOLARE SIA RISPETTATA.
Il Comitato in difesa della Costituzione di Ravenna fa proprio l’appello nazionale e si impegna a proseguire l’impegno con la raccolta di firme a sostegno della petizione popolare.
Segue il testo integrale dell’appello.
COORDINAMENTO NAZIONALE DEI COMITATI
PER LA DIFESA DELLA COSTITUZIONE
“Salviamo la Costituzione: aggiornarla non demolirla”
Un anno fa, con un referendum popolare, gli italiani hanno respinto, a grande maggioranza, un progetto di riforma costituzionale che modificava sostanzialmente l’assetto fondamentale della Costituzione del 1948. E hanno riaffermato che la Costituzione repubblicana resta il fondamento della democrazia italiana, il presidio supremo dei diritti e delle libertà di tutti, la tavola dei principi, dei valori e delle regole che stanno alla base della convivenza comune e nei quali si riconoscono gli italiani.
L’esito del referendum non preclude limitate e puntuali modifiche costituzionali. Ma a condizione che esse siano coerenti con i principi e i valori della Costituzione repubblicana e siano compatibili con il suo assetto fondamentale.
Il referendum del 2006 ha anche sancito la condanna di riforme costituzionali “di parte”. La Costituzione è di tutti, garantisce i diritti e le libertà di tutti, anche delle minoranze; deve essere modificata solo con il consenso di tutti, o comunque di una larga maggioranza.
Con quel voto il popolo sovrano ha dunque affidato al Parlamento un compito: ristabilire il principio della supremazia e della stabilità della Costituzione; mettere fine alla stagione delle riforme costituzionali “di parte”. Ciò richiede innanzitutto che si approvi una modifica dell’articolo 138 della Costituzione che, alzando la maggioranza prevista per l’approvazione di leggi di revisione costituzionale, renda impossibili riforme costituzionali imposte a colpi di maggioranza.
Si otterrebbe, in tal modo, il risultato di mettere finalmente “in sicurezza” la Costituzione della Repubblica, così come è da tempo stabilito in molte altre grandi democrazie.
Ma a un anno dal referendum, la riforma dell’articolo 138 non ha fatto alcun passo avanti. Giace nei cassetti della Commissione Affari costituzionali del Senato. E ciò, nonostante essa costituisca il primo punto del programma elettorale dell’Unione, e dunque il primo impegno assunto dai partiti della maggioranza parlamentare nei confronti degli elettori che li hanno votati, anzi nei confronti di tutti i cittadini italiani.
Nel contempo, il confuso confronto sulla indispensabile riforma della vigente legge elettorale vede riproporre da varie parti progetti di radicale modifica della forma di governo. Anche in tal caso, ribadiamo che limitate modifiche, coerenti con la scelta di principio per la forma di governo parlamentare, e modellate sulle esperienze delle migliori democrazie parlamentari europee, come quelle all’esame della Commissione Affari costituzionali della Camera, possono essere compatibili con la scelta espressa dal referendum del 2006 e possono anzi rafforzare la democrazia italiana. Ma ciò non vale per le proposte di elezione diretta del Primo ministro e di attribuzione al medesimo del potere di scioglimento delle Camere, che riproporrebbero un modello di premierato assoluto ignoto all’esperienza delle democrazie moderne. Un modello incompatibile con i principi di separazione ed equilibrio dei poteri che caratterizzano la struttura delle Costituzioni democratiche.
Il Comitato promotore del referendum costituzionale del 2006 rivolge perciò un forte appello alle forze politiche e ai parlamentari tutti, affinché:
· sia rispettata la volontà del popolo sovrano espressa in quel referendum
· sia avviato immediatamente l’esame parlamentare dei progetti di revisione dell’articolo 138.
Una petizione popolare a sostegno di queste richieste sarà sottoposta alla firma delle italiane e degli italiani nei prossimi mesi e sarà presentata al Parlamento.
www.salviamolacostituzione.org |
IL CIRCOLO GIUSEPPE DOSSETTI DI SALERNO
organizza
venerdì 1 giugno 2007
ALLE ORE 20.00
presso la Sala Martin Luther King
la presentazione del Liibro di Pietro Scoppola
“La democrazia dei cristiani”.
(Laterza, 3a edizione; 2006)
Interviene Prof.Giuseppe Tognon
(Università LUMSA, Roma; coautore del Libro)
Coautore del libro
"L'identità politica dei cattolici italiani è ancora una volta un problema aperto: non credo che debbano essere più alla ricerca di una 'loro' democrazia, ma di una forma più alta di democrazia. La democrazia dei cristiani non può più essere una nuova 'democrazia cristiana'. Oggi coincide con la democrazia di tutti; è un impegno a tener viva, anche con la fede, una speranza di civiltà per il nuovo millennio... Ma la democrazia non è autosufficiente. Per recuperare e approfondire il suo tessuto etico di base ha bisogno di nuove aristocrazie, morali, culturali e religiose. La laicità, che è una conquista condivisa, ha bisogno di un'anima religiosa |
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IL CIRCOLO GIUSEPPE DOSSETTI DI SALERNO
LE PARROCCHIE VOLTO SANTO E GESÙ REDENTORE,
E L’ASSOCIAZIONE DI VOLONTATRIATO OASI
organizzano
SABATO 17 FEBBRAIO 2007
ALLE ORE 17.00
PRESSO "CASA NAZARETH"
(di fronte la Parrocchia di Gesù Redentore)
IN SALERNO VIA DE CICCIO
la presentazione del Libro
“I Patriarchi”
Interverrà l’autore
Pino Stancari
La storia patriarcale è la storia delle promesse di Dio, ed è la storia della speranza che viene educata negli uomini. Da una parte c'è Dio che getta un sasso nello stagno, provoca un impulso in una realtà altrimenti immobile: ed è la sua promessa. Dall’altra c'è la storia di gente che viene educata a sperare, e a poco a poco impara a vivere di sola speranza, abbandonando tutto, e tutto possedendo non altrove né altrimenti che nella promessa. C’è, al fondo e all'inizio della fede, questa ricchezza singolare e questa povertà estrema, la povertà (la ricchezza) di chi non può contare su nulla di suo e poco per volta, tra disinganni e fallimenti, apprende quell'obbedienza alla promessa che appunto è la speranza. E quanto ci testimoniano le storie dei patriarchi. Per primi essi hanno sperimentato l'iniziativa di Dio: la sua chiamata, la sua pedagogia; per primi hanno imparato ad abbandonarsi al suo mistero.La lettura di Stancari riesce a consegnarci, di queste antiche storie bibliche, un’immagine viva, appassionata, materiata essa stessa di fede in ogni punto, fornendo una prova esemplare di lectio divina |
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Il Circolo Dossetti di Salerno
nella ricorrenza del 10° anniversario della scomparsa del compianto ed indimenticato Don Giuseppe Dossetti
invita gli interessati a partecipare alla sua
commemorazione nel corso della celebrazione Eucaristica
il 30.12.2006 alle ore 18.30
nella Chiesa del Volto Santo di Salerno |
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II Circoli Dossetti Onlus sono nati nel 1998 da un nucleo di operatori sociali, culturali e politici provenienti da esperienze associative dell’area del cattolicesimo democratico e sociale milanese che ha incominciato a coltivare – sotto la guida di Giovanni Bianchi, già presidente nazionale delle Acli e ora parlamentare e presidente dei Circoli Dossetti – la pratica sistematica dell’incontro e del confronto intorno alle questioni dell’attualità politica, economica e sociale.
Le caratteristiche che sostanziano il fondo dell'azione dei Circoli si possono così sintetizzare:
in campo ecclesiale
volontà di proseguire nel cammino conciliare e nel percorso dell'unità delle Chiese, attraverso la riscoperta delle radici evangeliche operando in primo luogo per la crescita di un laicato maturo;
in campo socio-economico
volontà di operare per la demistificazione dei dogmi neoliberisti sulla globalizzazione e sulla riduzione delle garanzie a tutela dei settori sociali più deboli, rimettendo la persona umana al centro di tutte le ipotesi e prospettive di riforma della società e dell'economia;
in campo culturale
volontà di far crescere, attraverso percorsi di formazione rigorosi e non occasionali, nuove vocazioni, soprattutto giovanili, all'impegno sociale e politico, ben sapendo che esse possono nascere solo da una reale passione educativa, a sua volta fondata su di una seria passione civile;
in campo politico
volontà di confermare la scelta bipolare ed insieme la scelta di far crescere nell'area di centrosinistra un ruolo specifico della cultura del cattolicesimo democratico e sociale come elemento di forza per una nuova idea del fare politica. |
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Attualità
Italia “Ponte fra Europa e Medioriente”
Apertura del corso
Giovanni Bianchi
Spiritualità
I Patriarchi
Pino Stancari
La storia patriarcale è la storia delle promesse di Dio, ed è la storia della speranza che viene educata negli uomini. Da una parte c'è Dio che getta un sasso nello stagno, provoca un impulso in una realtà altrimenti immobile: ed è la sua promessa. Dall’altra c'è la storia di gente che viene educata a sperare, e a poco a poco impara a vivere di sola speranza, abbandonando tutto, e tutto possedendo non altrove né altrimenti che nella promessa. C’è, al fondo e all'inizio della fede, questa ricchezza singolare e questa povertà estrema, la povertà (la ricchezza) di chi non può contare su nulla di suo e poco per volta, tra disinganni e fallimenti, apprende quell'obbedienza alla promessa che appunto è la speranza. E quanto ci testimoniano le storie dei patriarchi. Per primi essi hanno sperimentato l'iniziativa di Dio: la sua chiamata, la sua pedagogia; per primi hanno imparato ad abbandonarsi al suo mistero.La lettura di Stancari riesce a consegnarci, di queste antiche storie bibliche, un’immagine viva, appassionata, materiata essa stessa di fede in ogni punto, fornendo una prova esemplare di lectio divina (dal I risvolto di copertina).
POLITICA
Pietro Scoppola
autore del libro “La democrazia dei cristiani”.
"L'identità politica dei cattolici italiani è ancora una volta un problema aperto: non credo che debbano essere più alla ricerca di una 'loro' democrazia, ma di una forma più alta di democrazia. La democrazia dei cristiani non può più essere una nuova 'democrazia cristiana'. Oggi coincide con la democrazia di tutti; è un impegno a tener viva, anche con la fede, una speranza di civiltà per il nuovo millennio... Ma la democrazia non è autosufficiente. Per recuperare e approfondire il suo tessuto etico di base ha bisogno di nuove aristocrazie, morali, culturali e religiose. La laicità, che è una conquista condivisa, ha bisogno di un'anima religiosa". |
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| Un volontario della Costituzione |
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Raccolta firme al mercato di Quartiere Italia
Referendum costituzionale 2006 |
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