Profili Formativi

Appare, allora, chiaro che i temi precedentemente  presentati riguardano tutti e tre i profili di ricerca che saranno di seguito tracciati e che perciò, a giudizio del collegio dei docenti, il dottore di ricerca così formato non può non conoscere. A tali temi saranno dedicati specifici seminari e laboratori di approfondimento.

Profilo 1 - Metodologie di analisi statistica degli indicatori socio-economici territoriali

Nell'odierna società dell'informazione tanto il settore pubblico quanto quello privato dipendono in misura sempre maggiore dall'informazione e, naturalmente, anche dalla crescita economica delle comunità e specialmente delle realtà territoriali. Occorre, quindi, che gli indicatori socio-economici, oltre ad essere aggiornati, puntuali e sempre più accessibili e fruibili da un gran numero di utenti, assumano una dimensione locale che consenta di avere una percezione chiara dello stato dei processi in atto all'interno di una realtà, ai fini di un'efficace politica di progettazione dello sviluppo locale.
Si possono identificare alcune priorità nelle politiche territoriali che richiedono necessariamente l'uso di indicatori aggiornati su: lo sviluppo urbano, lo sviluppo economico, la demografia, l'edilizia, l'ambiente, il sistema della previdenza sociale, la cura della salute, l'istruzione e la ricerca scientifica, la cultura, le infrastrutture, i trasporti e le comunicazioni, le relazioni internazionali, il settore delle amministrazioni pubbliche.
Si parla molto, tra l'altro, di politiche di sviluppo urbano e regionale a livello di Unione Europea e dell'incremento delle relazioni economiche a carattere trasnazionale tra le città. Anche queste nuove tendenze rendono necessaria ed urgente la possibilità di confrontare i dati relativi alle diverse realtà locali, e questa necessità pone a sua volta una serie di problemi non indifferenti. Negli ultimi anni, infatti, l'analisi territoriale ha conosciuto un notevole incremento nei Paesi dell'Unione Europea, ma adesso è necessario che si compia un ulteriore passo avanti e che gli indicatori territoriali e i connessi sistemi di misurazione statistica, relativi ai diversi settori indagati, siano resi comparabili tra loro anche a livello internazionale.
Si tratta di un'operazione delicata perché occorre lavorare intensamente per arrivare a stabilire concetti, definizioni e classificazioni che siano validi per tutti e tali da migliorarne la comparabilità internazionale. Infatti, il confronto fra gli indicatori calcolati ai vari livelli territoriali, pone alcuni problemi tra i quali quello dell'affidabilità degli indicatori che siano cioé capaci di evidenziare effettivamente le diverse caratteristiche peculiari delle realtà territoriali, in modo da poterne seguire la loro evoluzione nel tempo. Occorre, inoltre, trovare un modo di sintetizzare gli indicatori, che può essere fatta per mezzo di indicatori sintetici oppure di indicatori semplici da rielaborare con tecniche di analisi multivariata.
In questo processo di progettazione e di valutazione, le variabili che entrano in gioco sono molteplici e di varia natura (quantitative, qualitative e semiquantitative o ordinali), connesse tramite una rete di relazioni dinamiche di tipo statistico-probabilistico, logico e tassonomico, e danno luogo a dati molto complessi da analizzare e da elaborare.
Da quanto detto emerge la necessità di mettere a punto metodologie e tecniche statistiche innovative per la gestione della complessità delle variabili che entrano in gioco senza rinunciare alla interpretabilità e alla facilità d'uso.
Va aggiunto, infine, che la graduale realizzazione di un sistema di indicatori da usare come termine di riferimento in una strategia di convergenza e di coesione europea non può basarsi solo sull'accumulo di dati e di informazioni efficacemente realizzato. Bisogna anche valorizzare il più possibile le potenzialità informative che possono provenire da informazioni incrociate prodotte da fonti diverse direttamente riferibili ai sistemi statistici nazionali dei singoli Paesi. Ne segue che i punti di forza per il posizionamento del Sistema Italia in tale contesto dinamico devono fondarsi su un sistema scientifico pubblico diffuso a livello nazionale che esprime punte di eccellenza riconosciute a livello mondiale e che presenta un'alta qualità nella media degli indicatori.


Profilo 2 - Analisi economiche, congiunturali e previsionali
L'intenzione di descrivere e formare tale profilo, nasce dalla convinzione che la sola rilevazione ed analisi dei dati statistici risulta insufficiente senza uno studio accurato sulle determinati e sui modelli causali che hanno originato tali dati. Il dottorando deve acquisire la capacità di formalizzare dei modelli economici, partendo dall'analisi di variabili osservabili, per dedurre successivamente gli scenari di probabile evoluzione del sistema.
In tal modo, il profilo formativo del dottorando prevede una preparazione sulle tematiche economiche e finanziarie, volte a rendere lo studioso in grado di prefigurare i probabili scenari entro i quali si svolge l'attività degli operatori. Obiettivo di questo percorso è, perciò, quello di:

- valutare con adeguati strumenti quantitativi gli interventi di politica settoriale, in particolare nel contesto meridionale;
- monitorare il sistema produttivo basato su un numero elevato di piccole e medie imprese;
- studiare gli andamenti del ciclo e della congiuntura, dei fenomeni finanziari e monetari, con particolare riferimento agli effetti economici e sociali che si determinano a livello territoriale mediante l'impiego di metodologie quantitative e di tecniche informatiche;
Il percorso formativo si pone l'obiettivo di creare la figura professionale dell'Agente di sviluppo locale, il quale al termine del Dottorato possa essere in grado di:
-  progettare modelli e strumenti di sviluppo del territorio;
- definire le caratteristiche degli strumenti di sviluppo locale e le modalità attuative e, contestualmente, valutarne l'efficienza;
-  effettuare analisi territoriali comparate per la verifica dei risultati e, conseguentemente, misurarne l'efficacia.
Le tematiche di interesse comprendono:
- strumenti metodologici utili a valutare le politiche di sviluppo del territorio, in particolare, le politiche regionali, comunitarie e nazionali;
- la definizione delle aree di intervento dello locale;
- l'analisi statistico/economica dei settori;
- le politiche di incentivazione degli investimenti privati; le politiche attive del lavoro;
- strumenti statistici per l'analisi del territorio al fine di fornire agli attori interessati alla programmazione negoziata gli strumenti atti a prendere le decisioni finali;

Nell'ambito di questo curriculum, il Dottorato si propone di fornire gli strumenti metodologici utili per analizzare il differente grado di efficacia ed efficienza raggiunto nei diversi territori, comprendere i punti di forza e di debolezza, ed apprezzare, infine, i progressi ottenuti in termini di sviluppo sociale ed economico. A ciò si aggiunge che i processi di globalizzazione dell'economia e delle sue dinamiche hanno generato una tendenziale esasperazione della competizione tra le aree territoriali, contribuendo, per altri versi, ad una ulteriore affermazione della centralità delle politiche di sviluppo locale nella programmazione delle risorse, determinando, così, un crescente interesse per lo studio dei rapporti tra Comunità europea, Stati nazionali e Autonomie locali. Pertanto, gli approfondimenti proposti dovranno essere condotti alla luce del rapporto esistente tra i diversi livelli di governo che oggi gestiscono le azioni di programmazione e di realizzazione degli interventi mirati allo sviluppo locale.
Alla fine del percorso formativo intrapreso, il dottore di ricerca così formato sarà in grado di effettuare analisi economiche che sappiano mettere in evidenza i fattori di sviluppo e di freno di una determinata area territoriale o, in generale, di una regione. Avrà, inoltre, conoscenza degli strumenti metodologici per effettuare analisi sulla concentrazione industriale e, in generale, sulla concentrazione e sulla specializzazione settoriale di una determinata area territoriale; saprà costruire un quadro coerente di indicatori economici e statistici utili alla valutazione e al monitoraggio delle politiche pubbliche a sostegno della crescita di una determinata area territoriale o di una regione sarà in grado di effettuare analisi volte alla quantificazione degli effetti di tali politiche e, in generale, di politiche di sostegno per giudicare, così, l'efficacia degli incentivi concessi. Inoltre il dottore di ricerca sarà in grado di effettuare, con i più recenti metodi statistici le analisi congiunturali che costituiranno anche la base per delle previsioni a breve termine


Profilo 3  - La gestione in qualità totale
Il percorso formativo si pone l'obiettivo di creare la figura professionale del Responsabile Assicurazione Qualità (R.A.Q.).
Il R.A.Q. a termine del dottorato sarà in grado di :
-        progettare un Sistema Qualità in una Pubblica Amministrazione ed in una PMI
-        implementare il Sistema Qualità in azienda;
-        formare il personale sui principi dell'assicurazione della Qualità;
-        effettuare gli audit di sistema in conformità alle UNI EN ISO 10011;
-        avviare un processo di miglioramento continuo;

Il profilo, in relazione agli obiettivi che si prefigge tratterà le seguenti tematiche:
-        Il controllo qualità
-        L'Assicurazione della Qualità in conformità alla UNI EN ISO 9000 - Vision 2000
-        Audit di sistema
-        Autodiagnosi organizzativa
-        Il miglioramento dei processi
-        Il miglioramento continuo
-        La customer satisfaction
-        Il Benchmarking
-        il Total Quality Management

Lo scopo è di formare una figura in grado di valutare la qualità complessiva del singolo ambiente produttivo di beni e servizi a livello territoriale, creandone e, successivamente, valorizzandone l'attitudine a favorire i sistemi di relazione tra imprese. Tutto ciò nel rispetto delle nuove normative sulla qualità e sulle metodologie del Total Quality Management.


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