Tematiche e denominazione: motivazioni di carattere generale

Il processo di globalizzazione dell'economia ha progressivamente eliminato tutte quelle barriere che consentivano ad alcune aree geografiche di poter sfruttare "posizioni di rendita" che determinavano condizioni di forte differenziazione tra aree in via di sviluppo e territori già sviluppati. In conseguenza di tale aspetto è nata l'esigenza di strutturare nuovi standards di riferimento capaci di fornire una visione complessiva sulle potenzialità di competizione del singolo ambito territoriale, intenso come area integrata dal punto di vista economico-funzionale. Fattore basilare, in quest'ambito, è la capacità di monitorare efficacemente l'interazione fra economia e territorio, nell'ottica di effettuare la valutazione economico-finanziaria degli interventi, sia pubblici che privati, finalizzati a favorire la creazione e la crescita delle piccole e medie imprese e a favorire la crescita complessiva di tutto il sistema economico.
Al centro del processo di globalizzazione che pone, come abbiamo visto, nuove esigenze vi sono alcuni importanti fattori di cui qui si indicano i più significativi:
-        le tecnologie ed i modi di produrre e gestire la conoscenza;
-        i rapporti internazionali di natura politica;
-        i flussi di persone e beni;
-        l'integrazione economica sostanziata da commerci, flussi di investimenti diretti esteri e di partecipazioni azionarie, flussi di rimesse e pagamenti;
-        la conoscenza e, quindi, lo scambio delle "best practices" in ambito nazionale e internazionale.
Il movimento libero ed accelerato dei capitali, i flussi migratori, gli spostamenti di persone e cose, Internet ed i media sono strumenti le cui opportunità sono accessibili a tutti i paesi ed, al loro interno, ai sistemi regionali. I sistemi economici, nel nuovo scenario, fondano la loro competitività sulla produzione, diffusione ed utilizzazione di nuove conoscenze. Ne segue la necessità di realizzare un circuito virtuoso, che veda l'innovazione alimentata dalla ricerca, dalla disponibilità di capitale umano qualificato e dalla capacità di assimilare nuova conoscenza come fattore determinante per lo sviluppo.
La rapidità con la quale la conoscenza si genera e si diffonde può dare luogo ad un mondo più competitivo ed interdipendente, non solo con riferimento alle produzioni manifatturiere, ma anche ai servizi come: i trasporti, la distribuzione, la finanza, le assicurazioni, la salute e la formazione che richiedono l'assimilazione di nuove conoscenze e l'impiego di personale ad elevata qualificazione.
Tale condizione rispecchia le grandi tendenze scientifiche e tecnologiche delineate dal MIUR nelle "Linee guida per la Ricerca Scientifica e Tecnologica del Governo" del 19/04/02, in quanto, la consistente crescita dei settori produttivi, alla quale si sta assistendo, poggia fondamentalmente sui processi e sui prodotti dell'innovazione che tende a rappresentare l'ossatura di settori della scienza e della tecnologia, quali: biotecnologie, nanotecnologie, robotica, information and communication technology (ICT).
La velocità con la quale tali fenomeni si vanno verificando e la rapida con la quale le condizioni strutturali si modificano richiede una precisa cognizione degli andamenti del ciclo economico e della congiuntura, oltre che dei fenomeni finanziari e monetari sia a livello nazionale, sia a livello subnazionale. Tali aspetti devono però essere osservati e letti, non solo con riferimento alle loro dimensioni quantitative, ma anche in base ai riflessi economici e sociali che si vengono a determinare a livello di singolo contesto considerato. Ciò rappresenta una precondizione indispensabile per effettuare, attraverso simulazioni attendibili, congruenti valutazioni degli effetti che si potranno determinare nel breve e nel medio periodo, in un dato ambito territoriale, dall'implementazione e/o dalla non implementazione di interventi anche a livello settoriale.
Da ciò deriva l'esigenza di un adeguato approccio metodologico per monitorare la qualità complessiva dell'ambiente produttivo di un dato contesto territoriale, idoneo, non solo a verificare il livello di dotazione di strutture ed infrastrutture, ma, più in generale, a valutare l'attitudine dell'intero contesto nel favorire i sistemi di relazione fra imprese (fra imprese e fornitori di servizi pubblici e privati, fra imprese ed altre imprese, in qualità di coproduttori, subfornitori o committenti, ecc...).
Per una maggiore efficacia, tale valutazione dovrà tenere conto sia delle nuove normative sulla qualità, sia delle metodologie del Total Quality Management (TQM), in considerazione del fatto che la qualità si presenta sempre più come una metodologia per la gestione aziendale non rivolta solo all'interno dell'azienda, ma che interessa l'intera gamma di relazioni che l'impresa intrattiene con i clienti, con i fornitori di beni e servizi e soprattutto con i partner di strategie imprenditoriali.
Alla luce di queste considerazioni appare evidente l'importanza strategica, in termini quantitativi e qualitativi, dei "servizi". Nelle economie avanzate circa il 70% della forza lavoro è impiegata in attività di servizio e questa incidenza tenderà a crescere in futuro.
Il dato quantitativo di incidenza di forza lavoro è sicuramente importante, ma lo è ancor di più l'aspetto strategico del pianeta servizi dovuto all'impatto ed all'incidenza sulla "qualità della vita" che esso genera. Per "qualità della vita" si intendono le opportunità offerte alle persone di soddisfare i loro bisogni e desideri in un contesto di garanzia e di sicurezza fisica, economica, ideologica ed ambientale.




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